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Musica

Alvaro Soler, 10 cose da sapere sulla star spagnola

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Sparito per un po’ dopo l’esperienza di X Factor, il ragazzo prodigio che ha conquistato il pubblico italiano grazie al suo viso, ma soprattutto al talento, Alvaro Soler è tornato con la nuova hit dell’estate Yo Contigo,Tu Conmigo. Il cantante spagnolo per quest’anno ha deciso di lasciare il piccolo schermo per dedicarsi al suo nuovo album, come ha dichiarato in un’intervista a Sky Magazine:

L’anno scorso ho lavorato tanto, e dopo un periodo di stress ho capito cosa volevo fare: il mio nuovo album.

Seppur giovane l’artista, ha collezionato tante esperienze e collaborazioni. Vediamo insieme quali curiosità riserva il nostro Alvaro:

1. Il suo nome completo è Alvaro Tauchert Soler, il primo è il cognome del padre tedesco, il secondo è quello della madre, che il cantante ha scelto adottare per la sua carriera artistica.

2.Grazie alle varie esperienze di vita, Alvaro conosce perfettamente altre due lingue oltre lo spagnolo: giapponese ed italiano. All’età di 10 anni si è trasferito a Tokyo per il lavoro del padre, ed ha vissuto lì con la sua famiglia per 7 anni, mentre durante il periodo dell’Università ha deciso di iscriversi al programma Erasmus che lo ha portato a Milano, per un anno, dove ha cominciato a parlare italiano.

3.Prima di tentare la strada della musica, Soler ha provato a seguire le orme paterne, iscrivendosi dopo la maturità, alla Facoltà di Ingegneria meccanica della Scuola di Ingegneria e Design dell’Università di Barcellona. Subito dopo la laurea Alvaro ha capito che non era quello il lavoro dei suoi sogni:

 Ho sempre amato la musica, suonavo il piano e la chitarra. Ho iniziato a scrivere canzoni quando avevo diciassette anni, ma lo facevo così per divertirmi. Dopo la laurea qualcosa dentro di me è cambiato: ho capito che volevo fare musica!

Per mantenersi gli studi ha fatto anche il cameriere ed il barista in un locale vicino a Corso Como.

4.Il cantante spagnolo ha una grande amica-collega: Emma Marrone. Alvaro e la cantante si sono conosciuti dietro le quinte del Coca Cola Summer Festival, ed hanno deciso di duettare insieme nel brano Libre. Per un po’, è anche girata la voce di una flirt tra i due, ma Emma ha sempre smentito, chiarendo che con Alvaro c’è solo una bella amicizia, ed un ottimo rapporto lavorativo. Il bel cantautore per adesso è ancora single ed in cerca del grande amore.

5.Il brano Sofia, con il quale ha debuttato, è diventato in pochissimo tempo un tormentone, in meno di un mese ha raggiunto 11 milioni di visualizzazioni. La canzone è autobiografica, parla infatti di un suo ex amore finito male, per il quale Alvaro è stato molto male. Quando è successo aveva 19 anni, ed il vero nome della ragazza era Maria. Neanche il grande successo della canzone lo ha spinto a riallacciare i rapporti con l’ex ragazza, che a detta sua, non è nemmeno su Facebook.

6.Le canzoni del suo primo album Eterno Agosto sono state tutte scritte da lui, parlano delle sue esperienze personali e professionali, della sua vita, famiglia, amore e tanto altro. Nonostante Alvaro sia poliglotta, per il suo primo cd, ha deciso di cantare in spagnolo, poiché “aveva paura di impappinarsi”.

7.Soler muove i primi passi nella musica pop con il gruppo Urban Lights, che aveva fondato insieme al fratello, in totale la band era composta da quattro elementi. Dopo aver pubblicato gli album sperimentali Urban Lights e Megafauna, dovevano trasferirsi a Berlino, per dare una svolta alla loro carriera, ma la casa discografica scelse di puntare solo su Alvaro perché sapeva suonare. Inoltre il gruppo, ha partecipato come concorrente al talent Tu sì que Vales, versione spagnola.

8.La conferma che Alvaro Soler è proprio un ragazzo da sposare, arriva insieme alla notizia che tra le sue passioni c’è anche la cucina! Adora il cibo italiano e cimentarsi sempre in nuove ricette, ed ovviamente ama mangiare. La sua passione arriva dalla mamma, che era disegnatrice industriale, e si è poi inventata una scuola di cucina giapponese in casa, successivamente è diventata chef di un ristorante.

9.Alvaro è un ragazzo molto umile, nonostante il successo cerca il più possibile di vivere una vita normale, infatti, come ha dichiarato in una recente intervista, condivide la casa in cui vive a Berlino con una coinquilina:

E’ una buona amica, con la quale mi trovo benissimo, e poi mi prepara spesso delle cose buonissime da mangiare!

10.Tra i suoi vari interessi, oltre alla musica, c’è il disegno a mano libera e tecnico, non a caso è laureato alla Scuola di Design di Barcellona. E’ anche un maestro nel fai da te e ama dare nuova vita agli oggetti di recupero.

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Cinema

5 biopic musicali da rivedere dopo il successo di Rocketman e Bohemian Rhapsody

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I biopic musicali sono ufficialmente diventati la nuova tendenza di Hollywood. Complice il successo planetario di Bohemian Rhapsody e di Rocketman, le biografie di tantissime pop e rock star stanno allettando i maggiori studios americani. Nei prossimi mesi, infatti, sono in arrivo numerosi film dedicati alla carriera (o a stralci di essa) di grandi musicisti o cantanti: Baz Luhrmann affronterà Elvis e nel frattempo anche David Bowie (dopo Velvet Goldmine) subirà il trattamento cinematografico con Stardust, film sulla nascita del concept album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e dell’alter ego più celebre del glam rock (Ziggy Stardust). Ma già in passato questo genere cinematografico ha stuzzicato l’interesse di parecchi registi. Ecco cinque biopic musicali da recuperare. O, nel caso, da rivedere.

Io non sono qui – Todd Haynes

Per il suo atipico biopic su Bob Dylan, Todd Haynes sceglie uno stile di regia differente per ogni direttrice della carriera del poliedrico menestrello (e ovviamente anche interpreti differenti). Si passa dalla prospettiva delirante che richiama Otto e Mezzo (che viene citato anche esplicitamente nella scena di Cate Blanchett sospesa in aria appesa ad una corda) a quella più sfacciatamente melò che ricorda gli esordi del regista con Lontano dal Paradiso, passando per momenti più intimi ed introspettivi che ricordano Truffaut (la psicologa de I 400 Colpi). Ogni momento della carriera di Dylan sembra essere un film a sé, girato da troupe differenti e con idee diverse di cinema e fotografia. Invece sono frutto di una sola, instancabile, immaginazione: quella di Todd Haynes (di cui vale la pena recuperare anche Velvet Goldmine su David Bowie, citato in apertura).

Leggi anche: 5 curiosità su Cate Blanchett

Jersey Boys – Clint Eastwood

Il classicismo elegante e minimalista di Clint Eastwood messo al servizio di un film che narra della corsa al successo del jazzista Valli e del suo gruppo come se fosse la scalata al potere di gangster e dei suoi scagnozzi. In Jersey Boys emerge chiaramente una componente del cinema di Eastwood spesso taciuta: la sua vitalità. Una vitalità che emerge anche nei momenti più crepuscolari, che risuona in piccoli balli e in velocissimi brindisi. Come nel suo più recente Attacco al Treno, anche i protagonisti di Jersey Boys sono dei predestinati. E come in Flags of our fathers, anche i musicisti del biopic firmato Eastwood sono costretti a ripetere incessantemente uno stesso gesto. Un gesto che non si svilisce nella reiterazione, ma mantiene inalterata la propria purezza.

Summer – Kirill Serebrennikov

I punk rivoluzionari e sovversivi di Kirill Serebrennikov, costretti a suonare clandestinamente per sfuggire alla censura dell’Unione Sovietica, non fanno mai nulla di davvero eclatante o pericoloso. Lontani dalle esagerazioni dei loro idoli occidentali (Lou Reed, Iggy Pop, David Bowie) eppure ugualmente coraggiosi nei loro concerti “silenziati”, nelle loro esibizioni fatte con il freno a mano per evitare che qualcuno si accorga di loro. Summer è il racconto più o meno biografico dell’esordio di un artista (Viktor Coj) grazie ad un amico che lo ha valorizzato, spinto e aiutato (Mike Naumenko). Ma la vera intuizione del film sta nelle sue continue fughe dalla realtà, nelle sue digressioni oniriche: momenti che sarebbero normalissimi in un qualsiasi altro film musicale, ma che nella Leningrado di Serebrennikov possono esistere solo in forma di fantasie irrealizzabili.

Last Days – Gus Van Sant

Gus Van Sant mette in scena Kurt Cobain (e i suoi ultimi giorni di vita) attraverso l’alter ego Blake interpretato da Michael Pitt (è sul suo corpo che il film comincia e si chiude). Ma Last Days è anche il capitolo conclusivo di una ideale trilogia sulla morte di Van Sant, cominciata con Gerry, che narrava il viaggio senza punti di riferimento di due giovani perduti nel deserto, e proseguita poi con Elephant, che esponeva in tutta la sua tragedia il gesto feroce di due studenti stragisti alla Columbine High School. Quindi come già in Gerry ed Elephant, anche in Last Days lo spazio filmico è unico: la casa, dopo il deserto e la scuola. È un film “disabitato”, in cui le immagini sembrano sempre vuote ed impossibilitate a comunicare qualcosa. Un film che come pochi altri trasmette con efficacia la frustrazione data dalla mancanza di qualcosa o di qualcuno.

A Proposito di Davis – Joel ed Ethan Coen

Pur non essendo propriamente un biopic musicale (il film si ispira solo parzialmente alla vita del cantante folk Dave Van Ronk, attivo a New York negli anni sessanta), A Proposito di Davis è, come il precedente A serious man, l’ennesima odissea coeniana di un pover’uomo (un cantante folk nella New York degli anni ’60, per l’appunto) sopraffatto dagli eventi. Una storia priva di qualsivoglia intreccio ma colma comunque di eventi clamorosi (eppure messi in scena con un tranquillità disarmante). A Proposito di Davis è il manifesto del cinema dei fratelli Coen, quello che meglio sintetizza la loro filosofia secondo cui non si può fuggire dall’indeterminabilità del vivere e dalla mancanza di senso che “conduce” le nostre esistenze. A Proposito di Davis parla di tutto questo attraverso un complesso, quanto invisibile, lavoro sulle immagini (come sempre avviene con i Coen) e attraverso la musica, che risuona attraverso il mezzo filmico di emozioni sempre più contrastanti grazie soprattutto alla voce di Oscar Isaac.

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Festival

Giffoni Film Festival 2019: al via le candidature per il GiffoniRapContest

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Dopo il successo dello scorso anno, ritorna il GiffoniRapContest, lo spin off dedicato alla musica urban del Giffoni Film Festival che si svolgerà dal 19 al 27 Luglio presso la Giffoni Music Arenadi Piazza F.lli Lumière di Giffoni Valle Piana (Sa). Una vera e propria RapCall, l’unica del genere in Italia, con l’obiettivo di selezionare  tre artisti campani e tre artisti nazionali da inserire nel programma ufficiale del Giffoni Music Concept – Vivo Giffoni, i concerti e appuntamenti musicali che saranno parte integrante della 49esima edizione del Giffoni Film Festival. Oltre ai già annunciati Anastasio e Mahmood, il programma musicale completo del Giffoni Film Festival 2019, che vede la partnership di Radio105 e Rockolsarà reso noto nelle prossime settimane.

Quest’anno la giuria del GiffoniRapContest avrà, oltre ai padri del contest Don Joe (tra i più importanti produttori e Dj in Italia) e Max Brigante (Radio 105), tre giovani artisti come AnastasioShade e Junior Cally a dare ancora più prestigio al concorso. Un segnale di grande attenzione che il più importante festival per ragazzi del mondo offre alle realtà creative giovanili del territorio regionale e nazionale con l’intento di valorizzare i fermenti artistici emergenti offrendo loro uno dei palchi più qualificati per la nuova scena musicale italiana. La RapCall è rivolta esclusivamente ai musicisti e cantanti di estrazione Urban, Rap e Trap di età compresa tra i 18 e i 40 anni che possono proporsi sia in formazione che da solisti. L’invio delle candidature potrà avvenire da oggi fino alla mezzanotte del 4 luglio. Il 10 luglio verranno annunciati i nomi dei sei artisti selezionati che, durante il Giffoni Music Concept, si esibiranno nel contest. A giudicarli una commissione composta da professionisti del settore, giornalisti e i partecipanti alla Masterclass MUSIC&RADIO 2019.

Premio per il vincitore il supporto al suo progetto discografico con la pubblicazione di un singolo in digitale con la produzione di Don Joe, l’ufficio stampa di MN Italia, ed un passaggio radiofonico su Radio 105 nella trasmissione 105 Mi Casa di Max Brigante. A vincere la prima edizione del #GiffoniRapContest il cantante potentino OloHoma, che ha superato i finalisti salernitani Mikesueg, Young Henry e i trentini Paradise. Oltre ad essersi esibito sul palco del Giffoni Music Concept, l’artista ha avuto la pubblicazione del suo singolo in digitale ed è stato ospite del programma Mi Casa.

Sarà possibile inviare le candidature da oggi fino alla mezzanotte del 4 luglio.

Ecco le modalità di iscrizione:

Inviare email con oggetto “nome della band/artista + RapCall” a musica@giffonifilmfestival.it con:

–       Una breve descrizione del progetto

–       Un brano tramite mp3 o un link (YouTube, Spotify, Soundcloud, Bandcamp)

–       Numero di telefono

–       Scheda tecnica

–       Due fotografie

Ulteriori informazioni saranno disponibili sul sito www.giffonifilmfestival.it

Giffoni è da sempre aperto alle novità del mondo musicale con l’intento di offrire ai ragazzi esperienze uniche e dirette con i grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale: nel corso degli anni personaggi come Patti Smith, Pino Daniele, Gianna Nannini, Franco Battiato, Andrea Bocelli, Negramaro, Jovanotti, Shaggy, Ligabue, Giovanni Allevi, Carmen Consoli, Max Gazzè, Elio e le Storie Tese, Fedez, Enzo Avitabile, Giorgia, Club Dogo, Coez, Emis Killa, Clementino,  Rocco Hunt e molti altri si sono confrontati con i ragazzi di Giffoni.

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Musica

Elisa, il 7 giugno esce il nuovo album Secret Diaries

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La cantante Elisa non si ferma e dopo aver annunciato un nuovo tour nei palasport per il prossimo autunno, regala un’altra sorpresa a tutti i fan: un EP con 5 brani inediti in inglese dal titolo Secret Diaries, in uscita in digitale il prossimo 7 giugno per Island Records. L’annuncio è arrivato ieri sera alla presenza di un gruppo di fan radunati da Spotify per un appuntamento al “buio”, un esperimento di secret listening a sorpresa.

L’artista torna così alla lingua inglese con un EP che mostra un’urgenza e una voglia di continuare un rapporto diretto con il suo pubblico. I testi, infatti, anche se in inglese, restano personali e onesti nel loro linguaggio e gli arrangiamenti caldi e quasi da demo, disegnano le atmosfere del miglior pop internazionale. Quattro brani sono totalmente inediti, mentre uno, Feeling this way, quello che apre il disco, è la versione originale di Con te mi sento così, poi riscritta in italiano per Diari Aperti (Disco di Platino).

È un lavoro a cui tengo moltissimo – ha detto Elisa durante l’ascolto con i fan – ho deciso di tenere le primissime registrazioni perché mi piace quel sapore quasi “da provino”. C’è aria di casa, sono proprio io. C’è intimità, femminismo, l’idea di un America come un’isola che non c’è“. Secret Diaries, oltre che in digitale, sarà disponibile anche in edizione limitata e numerata in vinile, in preorder da venerdì 7 giugno. L’Ep anticipa la tournée internazionale dell’artista, prevista per il prossimo luglio, che toccherà le principali città del Nord Europa.

Con il lancio di Secret Diaries Elisa inaugurerà un nuovo modo di veicolare la propria musica tramite una personale playlist “in divenire” su Spotify nella quale caricherà brani inediti e provini, non necessariamente legati a pubblicazioni ufficiali.  Di seguito potrete leggere la Tracklist di Secret Diaries.

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TRACKLIST

1. Felling this way 

2. You don’t love me like I do

3. I don’t do neverminds

4. My America 

5. A parallel world

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