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Armie Hammer: chi è il nuovo sex symbol di Hollywood?

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Senza dubbio tra gli attori più in voga del momento, il nome di Armie Hammer è una presenza costante, sia per bravura sia per bellezza. Altissimo, fisico statuario, due profondi occhi azzurri e mai con un capello fuori posto è lui il sex symbol del momento sul grande schermo. Grazie al ruolo interpretato nel film Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, Hammer si è ‘guadagnato’ un posto d’onore tra i nuovi divi di Hollywood. In questi giorni è al cinema con un nuovo film che lo vede co-protagonista, Una giusta causa, diretto da Mimi Leder, accanto alla bravissima Felicity Jones. Ma cosa si nasconde dietro quest’aria da bravo ragazzo? Per conoscere meglio Armie Hammer continuate a leggere.

Il bell’attore californiano di nascita – precisamente Los Angeles – è cresciuto in una famiglia benestante con la madre Dru Ann Mobley e suo padre Micheal Armand Hammer, proprietario di diverse aziende tra le quali una società di produzione televisiva e cinematografica. Dopo aver vissuto per cinque anni alle Isole Cayman, si trasferisce definitivamente a Los Angeles, per studiare all’Università della California. Sarà una breve parentesi nella sua vita, visto che dopo poco tempo, deciderà di abbandonare gli studi per iniziare la carriera da attore. Nel 2010 si è sposato con la giornalista televisiva Elizabeth Chambers, dalla quale ha avuto due figli: Harper Grace Hammer (2014) e Ford Douglas Armand Hammer (2017).

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Armie Hammer e Felicity Jones nel film Una giusta causa.

A partire dal 2000 viene scritturato in diverse serie televisive con piccoli ruoli, quali Arrested Development- Ti presento i miei, l’amatissima serie Veronica Mars e Desperate Housewives. Il 2006 è l’anno del debutto al cinema nel film Flicka – Uno spirito libero diretto da Micheal Meyer. Solo dopo due anni viene scelto come protagonista nel film Billy: The Early Years, dove veste i panni del predicatore Billy Graham.

Il 2009 è sicuramente l’anno della svolta quando prende parte a serie di successo come Gossip Girl e Reaper – In missione per il Diavolo. Quello stesso anno, a causa dello sciopero degli sceneggiatori e annessi problemi nella produzione, Hammer non interpreta il ruolo di Bruce Wayne alias Batman nel film Justice League: Mortal di George Miller, che tra l’altro non fu mai prodotto. Il 2010 partecipa al film The Social Network diretto da David Fincher, nel quale interpreta il ruolo dei gemelli Winklevoss, consentendogli di vincere il premio come miglior attore non protagonista al Toronto Film Critics Award. L’anno successivo, nel film J. Edgar di Clint Eastwood  interpreta Clyde Tolson il collaboratore storico e presunto amante di Hoover, interpretato da Leonardo DiCaprio.

Nel 2012, dato il suo aspetto perfettamente in linea con il personaggio, interpreta il principe buono nel film Biancaneve con Julia Roberts. Nel corso degli anni, si trova a condividere il set con attori del calibro di Johnny Depp (The Lone Ranger); Henry Cavill e Alicia Vikander (Operazione U.N.C.L.E.). Passa poco tempo da quando sveste i panni principe per indossare quelli da soldato nel film Mine diretto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro. Il meraviglioso Animali Notturni di Tom Ford gode della sua presenza nel ruolo di Hutton Morrow.

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Oliver e Elio nel film Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino.

Tra tutti questi film, la vera consacrazione – riuscendo a conquistare il pubblico di tutte le età – arriva nel 2017 quando viene scelto dal regista Luca Guadagnino per interpretare il ruolo di Oliver nel film Chiamami col tuo nome, nell’adattamento cinematografico del romanzo di André Aciman. La storia d’amore tra Oliver e il giovanissimo Elio, regala al bellissimo Armie, una inaspettata notorietà, riuscendo a  conquistare il pubblico di tutto il mondo. Il film girato in Italia, gli permette di conquistare la sua prima candidatura ai Golden Globe come miglior attore non protagonista.

In questi giorni, come anticipato in apertura, è al cinema con il film biografico Una giusta causa diretto da Mimi Leder nel quale è co-protagonista insieme a Felicity Jones, nel quale interpreta il ruolo di Marty Ginsburg, marito di Ruth Bader Ginsburg.Armie Hammer è uno degli attori più apprezzati da pubblico e critica e per tanto, non dovremmo stupirci se troveremo il suo nome comparire in diversi progetti cinematografici in questi anni. Chissà che questa volta, visto il successo che è riuscito a ottenere negli ultimi tempi, riesca a vestite i panni del supereroe Batman…Voi cosa ne pensate?

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

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L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

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Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

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Cinema

Wild Mountain Thyme, arriva il film tratto dal romanzo di John Patrick Shanley con Emily Blunt e Jamie Dornan

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Emily Blunt e Jamie Dornan sono i protagonisti del film Wild Mountain Thyme di John Patrick Shanley. Dall’Academy Award®, il Tony Award e il vincitore del Premio Pulitzer John Patrick Shanley  arriva il romanzo lirico Wild Mountain Thyme, un adattamento del suo successo di Broadway Outside Mullingar. Il film è interpretato da Emily Blunt, Jamie Dornan, Jon Hamm, Dearbhla Molloy e Christopher Walken.

Anthony (Dornan) sembra sempre essere al lavoro nei campi, sfinito a causa del padre che non  perde occasione per sminuirlo (Walken). Ma ciò che veramente lo preoccupa è la minaccia di suo padre di lasciare in eredità la fattoria di famiglia a suo cugino americano Adam (Hamm). All’inizio Rosemary (Blunt) sembra provare rancore per essere stato svergognato da Anthony durante l’infanzia, ma le scintille tra di loro manterrebbero un falò ardente per tutta la notte. Sua madre Aoife (Molloy) si sforza di unire le famiglie prima che sia troppo tardi.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e New York.

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Emily Blunt, Jamie Dornan e Jon Hamm

Wild Mountain Thyme è stato sviluppato da Mar-Key Pictures ed è prodotto da Leslie Urdang di Mar-Key, Anthony Bregman di Likely Story, Michael Helfant e Bradley Gallo di Amasia Entertainment, Alex Witchel e Martina Niland di PoElmilyrt Pictures. Andrew Kramer, Jonathan Loughran e Stephen Mallaghan saranno i produttori esecutivi. Il film è finanziato da Amasia Entertainment, Aperture Media Partners e Loughran / Mallaghan.

Bleecker Street ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti e Lionsgate UK ha acquisito i diritti del Regno Unito. HanWay Films gestisce le vendite e la distribuzione internazionale e CAA Media Finance ha gestito i diritti degli Stati Uniti e ha negoziato l’accordo con Bleecker Street insieme a Andrew Kramer di Loeb & Loeb.

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Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

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Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

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