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Ciak, But Where?

Ciak, but Where: Baker Street, la Londra di Sherlock Holmes

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12 aprile 2015: una data da cerchiare di rosso sul calendario, perché segna la fine di una speciale mostra al Museum of London dedicata al personaggio creato dalla penna di Arthur Conan Doyle, sulla scia del successo guadagnato dalla miniserie tv Sherlock prodotta e trasmessa dalla BBC, che vede come protagonisti i grandi Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Sherlock Holmes – The Man Who Never Lived And Will Never Die, questo il titolo dell’esposizione suddivisa in tre sezioni: la prima narra la Londra ottocentesca in cui il detective, apparso per la prima volta nel romanzo Uno studio in rosso (1887), praticava il suo lavoro di investigatore; la seconda raccoglie gli oggetti quotidiani caratteristici del famoso detective ispirati all’epoca vittoriana; la terza si concentra interamente sulla genesi del personaggio di Sherlock Holmes. Ormai – e a buona ragione – immortale nell’immaginario collettivo, Sherlock è stato protagonista di quattro romanzi e ben cinquantasei racconti, e tra cinema e televisione, il suo ruolo è stato finora interpretato da settantacinque attori in numerosissime produzioni. Impossibile dunque non pianificare un soggiorno per mettersi sulle sue tracce, partendo proprio dal fantomatico 221B di Baker Street.

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Un indirizzo certamente di fama mondiale, che si collega nell’immediato al quartier generale del celebre investigatore, ma che in realtà nasconde una rivelazione forse shoccante per alcuni: la casa resa celebre dall’eroe di Conan Doyle non esiste realmente, e quella oggi visitabile al suddetto numero civico è stata ricostruita in tempi recenti. Seguendo la storia della toponomastica della capitale inglese, all’epoca di Holmes il 221B era del tutto assente in Baker Street, dal momento che i civici si fermavano all’85. Fu soltanto in seguito al riordino di questi ultimi a partire dagli anni 30 del Novecento che l’indirizzo fu ricreato e assegnato alla sede della Abbey Road Building Society, la quale – inondata letteralmente dalle migliaia di lettere di ammiratori di Holmes – decise di aprire una “segreteria” nella palazzina in stile georgiano con l’incarico di occuparsi delle risposte ad ogni missiva, e sponsorizzando nel 1999 la sistemazione di una statua in bronzo del celebre personaggio letterario proprio all’uscita della stazione della metropolitana.

In realtà, il numero corrispondente al famigerato 221B è il 239, indicativo di un edificio costruito intorno al 1815 in cui è stato allestito l’attuale Sherlock Holmes Museum, ricostruzione degli appartamenti del detective e del suo fedele aiutante Watson piuttosto fedele alle descrizioni dell’autore. Inaugurato il 27 marzo del 1990 da John Aidiniantz, il museo data ormai un quarto esatto di secolo. Se si fa eccezione per il bobby inglese che staziona dinanzi all’ingresso, frutto di una semplice trovata scenografica, l’intero ambiente replica quel che si può leggere tra le pagine dei romanzi di cui Holmes è protagonista: i diciassette scalini per raggiungere il primo piano, le poltrone che guardano al camino, gli oggetti personali come la pipa, la lente di ingrandimento, il violino e il bastone da passeggio, senza dimenticare il distintivo deerstalker, i ritratti dei criminali appesi alle pareti, l’angolo attrezzato a laboratorio chimico.

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Al secondo piano, affacciata su un piccolo cortile sul retro, vi è la camera da letto del dottor Watson che fronteggia quella della padrona di casa, la signora Hudson. In esse, è giusto curiosare tra gli effetti personali e i carteggi privati dell’investigatore accanto ad un’incredibile varietà di reperti relativi ai suoi casi risolti più noti; una chicca davvero imperdibile è il diario di Watson, di cui è possibile sfogliare note manoscritte ed estratti dalla famosa avventura del volume Il mastino dei Baskerville (a tal proposito, è da rivedere il secondo episodio della seconda stagione della serie). Il terzo pianerottolo ospita invece una serie di realistiche statue in cera riproducenti alcune scene dei romanzi, tra cui anche una del professor Moriarty, acerrimo nemico del nostro eroe. Visitabile anche la soffitta, in cui sono conservati i bauli e le valigie utilizzati dalla coppia di colleghi-amici durante i loro viaggi.

Naturalmente, le lampade a gas, la nebbia, le carrozze trainate da cavalli che percorrono il selciato delle strade sono elementi caratteristici ormai scomparsi dalla città in cui investigava Holmes, eppure la maggior parte dei luoghi che si ritrovano citati nelle opere di Conan Doyle esistono ancora oggi: Saint Bartholomew the Great, edificio sacro in stile normanno, una delle chiese più antiche nella City, dal momento che la prima messa vi fu celebrata nel 1123, sede, nei romanzi e nei racconti, del laboratorio di analisi del detective e tra l’altro, luogo del suo primo incontro con il dottor Watson; la vicina cattedrale di Saint Paul e il Tower Bridge, apparsi negli adattamenti cinematografici di Guy Ritchie, in cui il protagonista è interpretato da un piacente Robert Downey Jr.; dalle parti di Westminster, la sede di Scotland Yard, la polizia metropolitana creata nel 1829 i cui agenti, nei romanzi, al confronto di Holmes fanno spesso la figura dei dilettanti (curioso come sia stato denominato il database criminale di Scotland Yard: Home Office Large Major Enquiry System, evidente acronimo per Holmes). Nonostante l’atmosfera perfettamente ricreata, la notevole operazione turistica mina alla base la fruibilità d’insieme, rendendo difficile cogliere emozioni e sensazioni. E tuttavia quello alla scoperta di Sherlock Holmes è un viaggio che non può che cominciare fra fish and chips e statue di cera, a pochi metri da una delle stazioni più vecchie dell’Underground londinese, su una strada affollata del quartiere di Marylebone

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DA VISITARE NEI DINTORNI

Imperdibili i ristoranti del circondario, anch’essi ispirati alla leggendaria figura del detective maestro della scienza della deduzione. Il Criterion, eletta dining room più elegante della City, è il ristorante in cui Watson incontra l’infermiere Stanford, suo contatto fondamentale che lo metterà in relazione con Holmes, e offre ai clienti un menu di tutto rispetto a prezzi che rientrano abbondantemente nella media. Il Simpson’s-in-the-Strand, uno dei ristoranti tradizionali più antichi della metropoli, citato nella raccolta Il taccuino di Sherlock Holmes, venne aperto come smooking room nel 1828 e ancora oggi conserva quello stile vittoriano carico di fascino: un’eleganza invitante non soltanto per i palati più fini. E in fondo al Northumberland Avenue, proprio dietro la stazione di Charing Cross, lo Sherlock Holmes Pub custodisce uno dei più affascinanti gioielli holmesiani: la ricostruzione dello studio del detective realizzata dal celebre scenografo teatrale Michael Weight per il Festival of Britain del 1951. Appena entrati, si può godere di un’ampia gamma di reperti vittoriani, foto di scena, manifesti e riproduzioni di temi canonici del gusto ottocentesco che traspare dalle pagine di Conan Doyle. Al terzo piano, la chimerica stanza, non particolarmente vasta eppure carica di sorprese: la vestaglia, la scritta VR incisa sul muro a colpi di pistola, le pantofole, il violino: tutto è come negli scritti di Watson. Il menu si ispira alle celeberrime avventure dei due a prezzi che si mantengono in fin dei conti abbordabili, sebbene lo shop di gadget a tema sia con tutta probabilità un tantino troppo caro.

holmes2-compressedNei dintorni del quartiere, svariate sono le attrazioni da non lasciarsi sfuggire, prima fra tutte l’inossidabile Madame Tussauds, filiale del museo delle cere in cui ammirare le preziose statue finemente lavorate e straordinariamente somiglianti ai personaggi originali. Per una passeggiata rilassante, a poca distanza vi sono sia Hyde Park , divenuto simbolo dello spazio verde in quel di Londra, e Regent’s Park, sede del rinomato Zoo della capitale, mentre per lo shopping è consigliabile uno dei punti vendita Selfridges, grandi magazzini secondi soltanto ad Harrods. Da non dimenticare la Wallace Collection, galleria d’arte sita in Manchester Square che contiene esposte opere di numerosi artisti di fama eterna quali Tiziano, Van Dyck, Poussin, Rubens, Velázquez, Géricault, Delacroix, e in particolar modo di Claude-Joseph Vernet, un pittore francese di cui l’Holmes cartaceo dichiara essere un discendente.

CONSIGLI SOGGIORNO

Claridge’s – Park Plaza Sherlock Holmes London: lussuoso hotel a cinque stelle, ed anche l’unico in cui abbia soggiornato Holmes, costoso ma significativo; per immergersi nell’atmosfera della Londra ottocentesca sulla strada in cui ha vissuto l’investigatore privato più famoso di sempre, il Park Plaza è invece una perfetta sintesi tra moderna eleganza e style tradizionale a prezzi meno invasivi.

22 York Street: un B&B tipicamente all’inglese, in una posizione strategica per le maggiori attrazioni della città, dagli interni particolarmente raffinati e dall’invitante gusto retrò.

The Blandford Hotel: un design moderno e dai toni pastello caratterizza questo albergo vicinissimo alla stazione della metro e alla fermata del bus, in un rapporto qualità-prezzo davvero ottimo.

Montagu Place Hotel: una grande casa elegante nell’altrettanto raffinato quartiere di Marylebone che garantisce personale altamente cordiale e disponibile, una colazione abbondante e posizione eccellente.

No. Ten Manchester Street: boutique hotel molto confortevole a soli cinque minuti a piedi dalla fermata di Baker Street, con camere intime ma spaziose e uno staff che vi aiuterà a pianificare le visite alla metropoli.

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Harry Potter and the Cursed Child, presentazione libro il 30 Luglio a Porto

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La Libreria Lello e Irmão di Porto, definita “cattedrale del libro”, consegnata agli annali come una delle librerie più belle del mondo e resa ancora più popolare dal successo planetario di Harry Potter di cui è stato il set per alcune riprese, ospiterà l’anteprima dell’ultimo, attesissimo volume della saga di J. K. Rowling.

Non possiamo che essere entusiasti di questo evento a Porto e desiderare che tutti ne siano a conoscenza”, afferma Marcelo Rebanda, dell’Ufficio Turistico del Portogallo in Italia, impegnato a promuovere l’attrattività della destinazione portoghese nel mondo. “Rimasta fedele alla sua storia di oltre 100 anni e ambasciatore della cultura e dell’identità portoghese, la libreria è oggi uno spazio che mantiene la memoria del passato ma che ha saputo adattarsi al presente, ospitando ogni giorno turisti e lettori di tutto il mondo”, aggiunge.

Libreria Lello Di Oporto - Presentazione Harry Potter and the Cursed Child

Libreria Lello Di Oporto – Presentazione Harry Potter and the Cursed Child

A diciannove anni dall’uscita della prima opera della serie – Harry Potter e la pietra filosofale – il maghetto di Hogwarts continua a incantare il pubblico mondiale di tutte le età, tanto che il nuovo volume è già bestseller di prenotazioni negli Stati Uniti. Harry Potter and the Cursed Child, l’ottavo capitolo di Harry Potter, uscirà allo scoccare della mezzanotte del 31 luglio – una data non casuale, ma il compleanno della geniale autrice J. K. Rowling. Non appena la Torre dei Chierici di Porto suonerà dodici rintocchi, tutti gli appassionati delle avventure del giovane mago si riverseranno nel regno incantato della Libreria Lello per avere l’opportunità di acquistare le prime copie del volume in lingua inglese che racconta la storia di Albus Severus Potter, il figlio minore di Harry Potter e Ginny Weasley.

Ma la festa inizia ben prima: a partire dalle 10 di sera di sabato 30 luglio, infatti, la libreria, aperta eccezionalmente per l’occasione, ospiterà i personaggi della saga, i fan e gli appassionati – tutti rigorosamente vestiti a tema con il magico regno di Harry! La Libreria Lello e Irmão di Porto è una delle librerie più antiche del Portogallo, concepita nel 1869 dall’ingegnere Francisco Xavier Esteves in un mix tra tradizione neo-gotica e architettura liberty. Situata in pieno centro storico, lungo Rua das Carmelitas, è impressa nelle menti dei viaggiatori per la sua scala maestosa ispirata alle Gallerie Lafayette di Parigi, il soffitto riccamente decorato, le pareti di legno intarsiato e un lucernario di vetri colorati.

Harry Potter and the Cursed Child

Se si associa l’amore degli italiani per il maghetto di Hogwarts con i trend di crescita del turismo in Portogallo ci si può aspettare che saranno molti i nostri connazionali a fare gli auguri a J. K. Rowling e aggiudicarsi le prime copie del volume!

Per maggiori informazioni: http://www.livrarialello.pt/en/

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Ciak, but where: un viaggio sui luoghi inquietanti de L’Esorcista

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E’ un classico del cinema horror che anche i meno appassionati hanno avuto modo di vedere, un cult che ha spaventato migliaia di persone nonostante i problemi di censura che l’hanno colpito al momento della sua distribuzione, nel lontano 1973. Stiamo parlando de L’Esorcista, pellicola ben accolta dalla critica che ha certamente avuto un fortissimo impatto culturale nella storia cinematografica moderna e ha influenzato l’immaginario collettivo. Largamente pubblicizzata al momento della distribuzione da pubblico in preda a nausea e svenimenti, medici di stanza alle uscite dei cinema, fondamentalisti Cristiani in piena protesta (un tipo di advertising che i soldi non possono comprare, tanto che soltanto i più cinici potrebbero pensare che sia stato tutto studiato a tavolino), la pellicola ha riscontrato un enorme successo che dura ancora oggi. Fu elogiato dalla chiesa Cattolica e sebbene il regista William Friedkin promosse il film come “un’esperienza profondamente spirituale”, ne rifiutò il fiacco finale proposto dall’autore – e anche sceneggiatore – William Peter Blatty.

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La scena iniziale che vede Padre Merrin (uno degli attori-feticcio di Ingmar Bergman, Max Von Sydow) fronteggiare il demone Pazuzu è ambientata nell’Iraq precedente alla dittatura di Saddam Hussein. Il tag di locazione recita “Iraq del Nord”, e così fu. Le rovine scavate sono infatti il complesso di templi nella cittadella fortificata di Hatra (Al-Hadr), collocata nella zona settentrionale della Mesopotamia, circa cinquanta miglia a sud-ovest di Mosul. Le rovine sono l’unico sito patrimonio dell’UNESCO presente in Iraq e malgrado i tesori saccheggiati ad opera dei musei, sembra essere rimasto indenne all’indomani del conflitto degli ultimi anni, conservando ancora il potenziale giusto per diventare la principale attrazione turistica nazionale in un futuro non troppo lontano. L’attrice Chris MacNeil (interpretata da Ellen Burstyn e basata su una pseudo-reincarnazione di Shirley MacLaine) è impegnata in una pellicola su una protesta studentesca, girata all’interno del campus della Georgetown University, stanziata nella capitale degli States – e tra l’altro college in cui l’autor Blatty ha conseguito la laurea. Vi è soltanto una breve allusione, ma l’inconfondibile architettura gotica dell’università si rivela uno scenario meravigliosamente tetro. Inoltre, è nel campus che viene oscenamente profanata la Dahlgren Chapel, in cui Padre Karras (ruolo ottenuto da Jason Miller) dimora come psichiatra del residence.

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Lo stesso Padre Karras visita sua madre malata al Goldwater Memorial Hospital di New York, sull’isola di Roosevelt a largo dell’East River – luogo che è stato a lungo ospite di manicomi e prigioni. L’ospedale (set perfetto per il non così celebre e profondamente diverso sequel L’esorcista II – L’eretico di John Boorman), è stato chiuso nel 2013 ed è stato in seguito demolito per far spazio alla nuova scuola di tecnologia della Cornell University. La linea tramviaria aerea che conduce all’isola appare nel film Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, e viene dirottata dal Folletto Verde in Spider-Man. La casa infestata si trova all’incrocio tra la 3600 Prospect Street e la 36esima Strada a Washington, nei pressi del Potomac River che attraversa il quartiere di Georgetown a sud della metropoli, ma non è propriamente simile a quella che appare nel lungometraggio. Non sarà possibile, infatti, individuare la finestra della camera di Regan, dalla quale provengono i sinistri raggi di luce nella locandina storica. Quell’ala dell’abitazione era nient’altro che una falsa facciata costruita appositamente per le riprese. Eppure, la rampa di scale che conduce alla M Street è proprio a lato della dimora: è certamente la location più emblematica dell’horror in questione, data l’orribile scena di morte che lì vi si svolge. Persino quarant’anni dopo, morire cadendo su quei gradini sembrerebbe una fine del tutto raccapricciante. Il complesso set di interni, costituito da pareti mobili e refrigerazione, è stato invece ricostruito ai Ceco Studios, oggi denominati Cameramart, siti tra le strade della Grande Mela.

Infine, The Tombs, il bar che si trova proprio di fronte alla casa di Regan, è stato costruito in stile Federale ed è ancora oggi piuttosto frequentato. E’ stato anche d’ispirazione per il bar che appare nel film dell’85 di Joel Schumacher, St. Elmo’s Fire (sebbene quest’ultima pellicola sia stata girata in una zona diversa di Georgetown).

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COSA VEDERE

Capitare nella città più americana di sempre non è cosa che accade tutti giorni: è per questo che, se vi ritrovate nella capitale, non dovrete assolutamente perdervi le maggiori attrazioni. La principale è sicuramente la celeberrima Casa Bianca, non soltanto la dimora del Presidente USA, ma anche e soprattutto un simbolo impresso nella memoria collettiva. L’accesso è consentito solo in determinate stanze, e ogni mattina le visite sono gratuite (tranne che di domenica e di lunedì). Il quartiere del Mall si protende proprio di fronte alla White House, e comprende una serie di memoriali più che famosi. Il primo in ordine di apparizione è il Washington Monument, dedicato al primissimo presidente George Washington: un obelisco alto più di 160 metri dalla cui cima si gode di un meraviglioso panorama che affaccia sul fiume Potomac. A seguire, il Vietnam Veterans Memorial, che elenca i nomi dei veterani che si sono sacrificati per la patria durante l’omonima guerra, e il Lincoln Memorial, realizzato a guisa di un tempio greco in onore del sedicesimo omonimo presidente. Il Campidoglio è il centro della metropoli in cui confluiscono quasi tutte le strade principali; lo si può trovare collocato sulla collina a est del Potomac. Da non lasciarsi sfuggire la Library of Congress, la biblioteca più grande del mondo contenente oltre cento milioni di oggetti tra libri, mappe, manoscritti, fotografie e persino strumenti musicali. Sempre nella stessa zona, è consigliabile una visita al palazzo della Corte Suprema e all’United States National Arboretum, il giardino botanico della città. Per concludere, tra i quartieri degni di nota c’è sicuramente Arlington, noto per il cimitero in cui risiedono il monumento al milite ignoto (Unknow Soldier) e la tomba di J.F. Kennedy, il presidente più amato e rispettato nella storia della politica statunitense. A poca distanza, anche la Penthouse, sede del tanto decantato Pentagono. Da non dimenticare, naturalmente, Georgetown, che ha ospitato le riprese del film di questa settimana: da black ghetto a zona residenziale, è uno dei quartieri più visitati grazie ai suoi innumerevoli negozi, locali ed edifici storici che lo rendono una meta alquanto suggestiva. Qui è infatti possibile trovare il Dumbarton Oaks Museum con i suoi splendidi giardini in terrazza, lo Smithsonian’s National Zoo e la prestigiosa e già menzionata Georgetown University.

CONSIGLI SOGGIORNO

The Dupont Circle: albergo dall’architettura suggestiva, sito a poche miglia dalla White House, consigliato per pulizia, servizio, posizione e prezzi, con tanto di mezzi pubblici a distanza minima e svariati comfort a supplemento;

Capitol Hill Hotel: boutique hotel in posizione strategica per visitare le zone più suggestive della metropoli, che offre numerosi servizi, camere pulite e confortevoli, personale cordiale e sempre disponibile e angolo cottura direttamente all’interno della propria stanza;

Omni Shoreham Hotel: un resort d’epoca lussuoso ed elegante a nord del centro storico della città, famoso per aver ospitato i Beatles nel ’64, il ballo inaugurale della presidenza Clinton e altri eventi significativi; camere spaziose e ben arredate in lunghi corridoi vecchio stile, con l’unica pecca della relativa lontananza dal cuore della capitale.

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Downton Abbey, un viaggio a tema con British Airways

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Downton Abbey, la pluripremiata serie trasmessa in più di 250 paesi, è giunta ormai al termine, e British Airways ha deciso di celebrarne la conclusione con imperdibili offerte, disponibili su ba.com, che permetteranno a tutti i fan di realizzare il perfetto viaggio a tema Downton Abbey. Downton Abbey ha affascinato migliaia di persone in tutto il mondo” – ha detto Claire Bentley, Managing Director di British Airways Holidays – “Non c’è da stupirsi se sempre più passeggeri combinano una vacanza in Inghilterra con un giro turistico dei luoghi più famosi della serie“. 

La famosa serie TV britannica segue le stravaganti vicissitudini dell’aristocratica famiglia Crawley e del suo personale ed è ambientata nello Yorkshire nel XX secolo, con scene filmate in tutta l’Inghilterra; gli appassionati del racconto potranno comodamente raggiungere le location della loro serie preferita volando dall’Italia a Londra con British Airways a partire da soli € 47 (sola andata,tasse, supplementi e oneri del vettore inclusi). Inoltre, la compagnia aerea britannica propone una promozione davvero speciale: infatti, per tutto il mese di Marzo sarà possibile bloccare la propria prenotazione di pacchetti volo + hotel o volo + noleggio auto con un deposito a partire da soli € 50*, per assicurarsi la propria vacanza a Londra al prezzo più conveniente. Ecco dunque le 6 location più iconiche di Downton Abbey suggerite da British Airways per un perfetto viaggio in stile Downton:

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  1. Highclere Castle, Hampshire

Chi non ha mai desiderato entrare nella lussuosa dimora in cui vivono Lord e Lady Grantham, Lady Mary e Edith, insieme a Carson, Bates e il resto dello staff? L’autore di Downton Abbey, Julian Fellowes, è un caro amico del conte e della contessa di Carnarvon, proprietari del castello di Highclere, e si dice che abbia scritto la serie ispirandosi a questo bellissimo castello Vittoriano. La dimora e i suoi magnifici giardini si possono visitare dal 10 Luglio al 7 Settembre (chiusi venerdì e sabato). È consigliata la prenotazione online a questo link.

  1. Bampton, Oxfordshire

Molte riprese esterne sono state girate nel pittoresco villaggio di Bampton, un caratteristico borgo di 2,500 abitanti situato tra le bellissime colline Cotswolds. I fan potranno riconoscere in questo villaggio molte delle più famose location della serie, come ad esempio St Mary’s Church, rinominata St Michael and All Angels, dove si sono susseguiti una serie di eventi chiave, da matrimoni falliti a funerali. Nei paraggi si possono visitare la casa parrocchiale Bampton (casa di Isobel Crawley), la vecchia Grammar School (l’ospedale) e Church View (sede dei pub Il Grantham Arms e The Dog & Duck).

  1. Alnwick Castle, Northumberland

I fan riconosceranno Alnwick Castle grazie allo speciale episodio natalizio della quinta stagione andato in onda nel Regno Unito durante il periodo di Natale 2014. Molte riprese infatti sono state girate in questo bellissimo castello, spesso usato al posto di Brancaster Castle: quell’episodio particolare vedeva Lord Sinderby impegnato in una battuta di caccia ai galli cedroni. Alnwick Castle, usato anche per ambientare il castello di Hogwarts nei film di Harry Potter, ospita ora una speciale esposizione dedicata a Downton Abbey, con costumi, foto e oggetti di scena. I visitatori possono anche fare un tour esclusivo nel salone delle cerimonie. Il castello sarà aperto al pubblico il 24 Marzo; per effettuare una prenotazione o avere maggiori informazioni, si può chiamare il numero +44 1665 511 184.

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  1. Swinbrook, Oxfordshire

Poco lontano da Bampton si trova l’idilliaco Hotel Swan Inn, dove Lady Sybil aveva pianificato una fuga romantica con l’autista di famiglia. I fan potranno immaginare di calarsi nelle vesti del personaggio della serie alloggiando in questo magnifico albergo 4 stelle dallo stile British. Maggiori informazioni disponibili a questo sito.

  1. Byfleet Manor, Surrey

Questa magica dimora è la casa di Violet Dowager, interpretata da Maggie Smith. Byfleet è diventata molto famosa grazie alla serie, e per questo motivo ha dedicato una stanza a Downton Abbey, dove gli ospiti potranno prendere il tè nel pomeriggio, serviti dal personale di Downton. È inoltre possibile soggiornare nella storica località, che vanta un proprio fiume e un’isola privata. Maggiori informazioni disponibili a questo sito.

  1. Witney, Oxfordshire

I fan potranno infine visitare il vero Yew Tree Farm, il cui nome in realtà è Cogges Manor Farm; sede della famiglia Drewe nella quarta e quinta stagione, in questo edificio sono state fatte riprese sia in cucina che all’esterno. Oggi i visitatori possono guardare le fotografie che documentano le riprese, provare alcuni abiti ispirati ai personaggi di Downton Abbey e vedere oggetti usati veramente nella serie, tra cui il certificato di nascita di Marigold. Maggiori informazioni disponibili a questo sito.

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