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Cannes 70: How to Talk to Girls at Parties, Nicole Kidman tra punk e alieni

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Se i punk sono considerati gli alieni della musica contemporanea, un motivo c’è. Lo sa bene John Cameron Mitchell che, dopo il fiacco Rabbit Hole, torna alle sregolatezze di Hedwig – La diva con qualcosa in più e Shortbus – Dove tutto è permesso con How to Talk to Girls at Parties.

Tratto da un racconto a fumetti di Neil Gaiman e interpretato da Nicole Kidman ed Elle Fanning, How To Talk To Girls At Parties racconta la bizzarra storia di tre amici innamorati del punk nella U.K. degli anni Settanta. Un mix di suoni e anarchia che troneggia nel club di Queen Boadicea (Nicole Kidman), la matriarca punk che li espelle per i loro comportamenti adolescenziali. Delusi dalla serata, i tre si imbattono in una villa popolata da strane creature e suoni misteriosi. Non è il maniero del Dottor Frank-N-Furter ma quasi! L’aliena Zan (Elle Fanning) convincerà i tre protagonisti a insegnarle i segreti della vita e il ritmo del punk.

how to talk to girls at parties

Elle Fanning è Zan, una aliena che si innamora della musica punk in How to Talk to Girls at Parties

Alieni superstar

Algida e torbida in The Killing of a Sacred Deer, ribelle e punk in How To Talk To Girls at Parties, Nicole Kidman è la regina della settantesima edizione del festival di Cannes. Lo dimostrano due pellicole antitetiche che stupiscono per la poliedricità di una delle più grandi attrici della settima arte.

A farle eco la giovane Elle Fanning che, dopo The Neon Demon e Super 8, si impone con scelte artistiche coraggiose. La sua Zan è un trionfo di follia, ironia e dolcezza. Una creatura che, nei suoi guizzi alieni, conquista il pubblico e la critica. Completano il quadro la divertente ma non indimenticabile Ruth Wilson di The Affair e il bravissimo Alex Sharp che dà vita a un artista punk che omaggia lo stesso Gaiman.

how to talk to girls at parties

Enn è un artista punk che perde la testa per l’aliena Zan in How to Talk to Girls at Parties

The Punk Horror Picture Show

Chi ama il grottesco musical con Tim Curry apprezzerà How To Talk To Girls At Parties. Una pellicola che, sin dal titolo, cita la grottesca ironia di The Rocky Horror Picture Show. Un trionfo punk che, tra giochi sessuali, costumi iconici (le kubrickiane tute degli alieni del film sono opera della costumista tre volte premio Oscar Sandy Powell) e guizzi audio-visivi, diverte come pochi cult di genere.

Il cinema di John Cameron Mitchell è, ancora una volta, sensuale, ironico, graffiante, volutamente caotico ma mai volgare. Un cocktail di suoni e immagini che, celebrando la diversità, omaggia il punk degli anni Settanta. L’era dell’intramontabile David Bowie di cui si avverte, nel corso della pellicola, il respiro leggendario e l’animo ribelle. Una metafora della libertà che insegna che, tra un punk e un alieno, non c’è poi tutta questa differenza. Purché ci si diverta…

How to Talk to Girls at Parties è stato presentato Fuori Concorso alla settantesima edizione del Festival di Cannes.

How to Talk to Girls at Parties – Trailer

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Cinema

Venezia 76: Leone d’oro alla carriera a Julie Andrews, la sola e unica Mary Poppins

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Julie Andrews

Il Leone d’oro alla carriera della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2019) è stato attribuito alla grande attrice inglese Julie Andrews, protagonista – tra i suoi numerosi successi internazionali – di classici amati in tutto il mondo quali Mary Poppins (1964), Tutti insieme appassionatamente (1965) e Victor Victoria (1982).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto BarberaJulie Andrews, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”.

A proposito di questo premio, Alberto Barbera ha dichiarato: “Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza, immediatamente bissato da un altro memorabile film, Tutti insieme appassionatamente, per lungo tempo ai primi posti dei film più visti della storia del cinema. I due ruoli la proiettano nell’empireo delle dive internazionali, facendone il personaggio iconico adorato da intere generazioni di spettatori, senza tuttavia esaurire l’ampiezza e la portata della sua carriera artistica.  Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell’immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante  piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia.

È il caso, per esempio, di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra ipiù profondi e duraturi, che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film. Il Leone d’oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente  conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

 

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Cinema

Cannes 2019: Alejandro G. Inarritu presidente di Giuria

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cannes 2019

Alejandro G. Iñárritu è ​​stato nominato presidente della giuria del Festival di Cannes 2019. Il regista premio Oscar di “Birdman” e “The Revenant” sarà il primo artista messicano a presiedere l’evento. Iñárritu ha una lunga storia con Cannes, a partire dal suo lungometraggio d’esordio, “Amores Perros” nel 2000, e  due anni fa con la sua esperienza di realtà virtuale acclamata dalla critica, “Carne y Arena”, nella selezione ufficiale.

Cannes è un festival che è stato importante per me dall’inizio della mia carriera” ha detto Iñárritu in una nota. “Sono entusiasta di tornare quest’anno con l’immenso onore di presiedere la giuria“. Ha aggiunto: “Il cinema scorre nelle vene del pianeta e questo festival è il suo cuore. Noi della giuria avremo il privilegio di assistere al nuovo ed eccellente lavoro di colleghi cineasti di tutto il pianeta. Questa è una vera delizia e una responsabilità che assumeremo con passione e devozione“. Pierre Lescure, il presidente del festival, e Thierry Frémaux, il suo direttore artistico, hanno elogiato Iñárritu come “non solo un audace cineasta e regista pieno di sorprese, ma anche un uomo di convinzione, un artista del suo tempo“.

Amores Perros“, un’esplorazione della società messicana, presentata in anteprima mondiale alla Settimana della Critica di Cannes, ha vinto il Gran Premio e ha ricevuto una nomination all’Oscar in lingua straniera. Nel 2006 Iñárritu ha vinto il premio come miglior regista a Cannes per il dramma d’ensemble “Babel“, che ha ricevuto sette nomination all’Oscar. Nel 2010 è tornato alla Croisette con “Biutiful“, il cui protagonista, Javier Bardem, ha portato a casa il premio come miglior attore e una nomination all’Oscar.

Il 72° Festival di Cannes si svolgerà dal 14 al 25 maggio 2019.

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Cinema

Oscar 2019, tutte le foto più belle dal red carpet

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oscar 2019

Domenica sera nessun presentatore ufficiale è salito sul palco della 91° edizione della notte degli Oscar, ma il Dolby Theater si è riempito di tantissime star del cinema e della tv. Ma, prima della cerimonia di premiazione, le star hanno sfilato sul red carpet, sfoggiando look eleganti, sobri o particolarmente estrosi e oltre i limiti. Qui sotto potete sfogliare una gallery con alcune delle foto più belle e irresistibili del red carpet degli Oscar 2019.

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