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5 film sull’amicizia tra uomo e cavallo da rivedere

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Dopo il clamoroso successo di piccole gemme come 45 anni e Weekend, il giovane talento Andrew Haigh torna al cinema con il film Charley Thompson. Protagonista è un quindicenne solo che vive con il padre, il quale si arrangia con vari lavori precari per dargli una vita dignitosa. Con la speranza di una vita migliore, i due si trasferiranno a Portland, dove Charlie passerà la sua estate in un ippodromo, stringendo amicizia con un vecchio cavallo di nome Lean on Pete. Per l’occasione vale la pena ricordare alcuni dei film più famosi che hanno esplorato il tema del rapporto uomo-cavallo e che, a distanza di anni, sono ancora in grado di commuovere ed emozionare.

Il cavallo di Torino – Béla Tarr

Il Cavallo di Torino

Béla Tarr, fra i più acclamati cineasti contemporanei, non è forse un nome particolarmente conosciuto ai più. Eppure Il cavallo di Torino, oltre ad essere uno dei suoi film più accessibili e noti anche al di fuori del circuito degli addetti ai lavori, ha la particolarità di raccontare una storia che non si sofferma solo sul rapporto uomo-cavallo, ma che pone l’animale come il vero centro del racconto. L’incipit formidabile vede protagonista il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche che, all’uscita dalla sua abitazione di Torino nel gennaio del 1889, assiste alla scena di un vetturino che frusta insistentemente il suo cavallo che rifiuta di muoversi. Nietzsche, impressionato dalla violenza dell’uomo, si precipiterà a fermare il vetturino e, singhiozzando, abbraccerà il cavallo. L’animale occupa uno spazio relativamente piccolo all’interno del film, eppure è la chiave indispensabile per poter analizzare i comportamenti dei personaggi e per comprendere le loro azioni. 

War Horse – Steven Spielberg

War Horse

Considerato da molti uno dei film “minori” di Steven Spielberg, War Horse usa un cavallo per raccontare delle vicende prettamente umane. Il riferimento del prolifico regista americano è questa volta quello di John Ford (uno dei suoi maestri), che si diverte a richiamare non solo nello stile, ricostruendone minuziosamente le inquadrature, ma anche nella sua visione del mondo e dell’America. Nonostante ciò, i personaggi di War Horse sono prima di tutto “spielberghiani”: sognatori, sensibili e romantici. Così la vicenda di un giovane soldato che va in trincea accompagnato dal suo fidato cavallo diventa, nelle mani sapienti di Spielberg, un racconto estremamente sentimentale ma anche una grande lezione di cinema. Pe riscoprire un modo di narrare le storie che forse oggi non esiste più.

Seabiscuit – Gary Ross

Seabiscuit

Quello di Gary Ross è forse il film sul rapporto uomo-cavallo più famoso ed amato della storia del cinema. Nella storia di questo animale su cui nessuno scommetterebbe un centesimo, perché considerato non adatto alle corse agonistiche, e che invece si dimostrerà un campione imbattibile, c’è tutta l’epica del sogno americano: partire dal nulla, quando nessuno crede ancora nelle tue capacità, sino a diventare il migliore nel tuo campo. Il film ricevette ben sette nomination agli Oscar del 2004, ma sfortunatamente non riuscì ad aggiudicarsi nessuna statuetta. Nonostante ciò, Seabiscuit resta ancora oggi un’opera commovente e ricca di messaggi positivi, nonché uno dei film sul tema più apprezzati dal pubblico.

Storie di cavalli e di uomini – Benedikt Erlingsson

Storie di cavalli e uomini

 

Non uno ma più cavalli si metteranno tra un uomo, Kolbeinn, innamorato di una giumenta, ed una donna, Solveig, innamorata di quell’uomo. Sarà un cavallo a nuotare nel mare per fare rifornimento di vodka e sarà il ventre dello stesso animale ad offrire ai protagonisti riparo dal gelo, ad evidenziare una simbiosi sempre più marcata tra i protagonisti bipedi e quelli quadrupedi. Un film certamente ostico e radicale, dai tantissimi significati nascosti e di difficile lettura, ma anche un affascinante esempio di surrealismo. Il tutto tra i meravigliosi panorami islandesi, così belli da sembrare ricostruzioni sceniche e non luoghi reali.

Black Stallion – Carroll Ballard

Black Stallion

The Black Stallion, ispirato alle gesta di Man o’ War, cavallo di razza purosangue inglese, campione negli Stati Uniti agli inizi del XX secolo, è un film del 1979 diretto da Carroll Ballard. Il film narra della profonda amicizia che lega un avventuroso bambino ed il suo stallone, rubato su una nave al largo della costa del Nord Africa, dopo averlo liberato dalla sua condizione di prigionia. I due incontreranno sul loro cammino lo stalliere Henry che, incuriosito dal legame tra loro, deciderà di provare il cavallo in pista usando il giovane Alec come fantino. Stupito dalle capacità dell’animale e del suo “condottiero”, Henry sceglierà di sfidare il campione della costa orientale Cyclon nella corsa che sarà poi ricordata come “il duello del secolo”.

 

 

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

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Cinema

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, rilasciata una nuova interessante featurette

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Milioni e milioni di fan sparsi in tutto il mondo, non vedono l’ora di tornare nel mondo della magia con il secondo capitolo di Animali Fantastici. Warner Bros. Pictures ha deciso di rilasciare una nuovissima featurette in vista dell’imminente uscita nelle sale del sequel fantasy  Animali fantastici: I crimini di Grindelwald. All’interno della clip potrete ascoltare le interviste all’autrice JK Rowling e ad alcuni componenti del cast che parlano di Johnny Depp e dei personaggi di Ezra Miller rispettivamente come Grindelwald e Credence .

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald è la seconda delle cinque nuove avventure nel mondo magico ideato e scritto da JK Rowling. Il film vedrà nuovamente la partecipazione di Eddie Redmayne nei panni di Newt Scamandar e di Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol e Ezra Miller. Altri grandi nomi sono quelli di Claudia Kim, Zoe Kravitz, Callum Turner, con Jude Law nei panni di Silente e Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald.

Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald

Come molti di voi ricorderanno, alla fine del primo film, il potente mago oscuro Gellert Grindelwald (Depp) era stato catturato dal MACUSA (Magical Congress of the United States of America), con l’aiuto di Newt Scamander (Redmayne). Ma, facendo leva sulla sua minaccia, Grindelwald era riuscito a sfuggito alla custodia con l’intento di iniziare a radunare diversi seguaci, il punto centrale della sua agenda: portare al potere i maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non-magici.
Nel tentativo di contrastare i piani di Grindelwald, Albus Silente (Law) arruola il suo ex studente Newt Scamander, che accetta di aiutare, ignaro dei pericoli che lo attenderanno. Le linee guida da seguire ovviamente sono quelle dell’amore e della lealtà, anche tra gli amici e la famiglia più veri, in un mondo magico sempre più diviso.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald  è stato diretto da David Yates, ideato da una sceneggiatura di JK Rowling e prodotto da David Heyman, JK Rowling, Steve Kloves e Lionel Wigram.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald arriverà nelle sale italiane il 16 novembre 2018.

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Guida tv

Stasera in tv: i film da non perdere il 26 settembre

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io che amo solo te

Se la vostra serata prevede divano e popcorn siete nel posto giusto. Per evitare di perdere tempo facendo zapping senza sapere cosa vedere, ecco alcuni consigli per scegliere un film tra quelli previsti stasera in tv per questo 26 settembre.

Film in tv 26 settembre 2018

1) Io che amo solo te in onda su Rai 1 alle 21.25 di Marco Ponti con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Maria Pia Calzone, Eugenio Franceschini, Michele Placido, Luciana Littizzetto, Eva Riccobono, Dario Bandiera, Enzo Salvi, Dino Abbrescia, Alessandra Amoroso.

Trama: Polignano a Mare. Ninella, una vedova 50enne considerata la più bella sarta del paese, è da sempre innamorata di don Mimi’, ma non ha mai potuto coronare il suo sogno d’amore con lui. Il destino, però, le riserva una sorpresa inaspettata: sua figlia Chiara, infatti, sposerà Damiano, proprio il figlio di don Mimi’. Il matrimonio tra i due ragazzi, vero e proprio evento nell’arroccato paesino, richiederà una lunga ed estenuante preparazione supervisionata dalla “First Lady”, moglie di Mimi’ e futura suocera di Chiara, a cui risulterà tutt’altro che semplice tenere tutto sotto controllo. Soprattutto suo marito…

2) Cars 2 in onda su Rai 2 alle 21.20 di Brad Lewis, John Lasseter.

Trama: Saetta McQueen insieme al suo amico Cricchetto partecipa a una corsa automobilistica indetta per promuovere un tipo di carburante ecologico. Alcune auto russe cercano di screditare il nuovo carburante, ma l’agente McMissile e Holley Shiftewell sono sulle loro tracce.

Cars 2

Cars 2

3) Nel centro del mirino onda su Rai Movie alle 21.10 di Wolfgang Petersen con Clint Eastwood, John Malkovich, Rene Russo, Dylan McDermott.

Trama: Dal giorno in cui hanno ucciso Kennedy a Dallas, Frank Horrigan, un agente dei servizi segreti degli Stati Uniti, non si è più ripreso. Oggi Horrigan è a un passo dalla pensione ma è ancora li’ a badare alla sicurezza dell’attuale Presidente. Un giorno inizia a farsi vivo un aspirante attentatore. L’uomo si fa chiamare Booth – come l’assassino di Abramo Lincoln – e dimostra di essere al corrente delle ossessioni di Horrigan. Inizia cosi’ un duello a distanza tra il misterioso personaggio e l’agente.

4) Caccia a Ottobre Rosso in onda su La 7 alle 21.15 di John McTiernan con Sean Connery, Scott Glenn, Alec Baldwin, Joss Ackland, Tim Curry.

Trama: Nel 1984, Ottobre Rosso, il più sofisticato sottomarino atomico dell’Urss, parte per una missione di cui gli americani riescono a decifrare il significato. Finche’ Jack Ryan, della CIA, intuisce che il comandante Ramius intende disertare e consegnare il sommergibile agli americani. Ma anche i sovietici hanno intuito il progetto e si mettono sulle tracce di Ottobre Rosso per distruggerlo. Ryan si fa calare con un elicottero nell’unita’ subacquea Dallas, comandata da Bart Mancuso, e l’inseguimento comincia. Ramius però è troppo bravo per farsi prendere.

Caccia a Ottobre Rosso

Caccia a Ottobre Rosso

5) 58 minuti per morire – Die Harder in onda su Iris alle 21.00 di Renny Harlin con Bruce Willis, Bonnie Bedelia, Franco Nero, William Sadler.

Trama: Il tenente di polizia John McClane si reca all’aeroporto ad aspettare la moglie. Ma l’aeroporto viene “sequestrato” da un gruppo di terroristi, capeggiati da un ex ufficiale dei corpi speciali, che non esita ad abbattere un aereo pieno di passeggeri per perseguire il suo scopo: fare atterrare e prelevare, salvandolo cosi’ dal meritato processo, un dittatore sudamericano. McClane risolve la situazione.

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Cinema

Venezia 75, perché ROMA di Alfonso Cuarón ha vinto il Leone d’Oro

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Alla fine il Leone d’oro della 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è andato al film che tutti (critica e pubblico del festival) consideravano il più quotato: Roma di Alfonso Cuarón. Non c’è quindi alcuna dietrologia che tenga: la decisione della giuria presieduta da Guillermo Del Toro non deve essere letta alla luce del dibattito su Netflix (c’è chi parla di scelta simbolica nel premiare un film prodotto dal colosso americano) né alla luce della decennale amicizia che lega i due registi messicani.

Persino la qualità effettiva del film (che non è in discussione) ricopre una importanza marginale nelle logiche festivaliere, nonostante quello di Cuarón venisse considerato da molti non solo il film con più possibilità di vincere ma anche il più bel film in concorso, cosa non affatto banale. Ogni premio assegnato dalla giuria è frutto di un lavoro di continua mediazione, che è la ragione per la quale dai palmarès dei festival più rinomati vengono storicamente esclusi i film più controversi ed audaci (è successo anche quest’anno a Venezia con Killing di Shin’ya Tsukamoto, un’opera senza dubbio bellissima ma complessa e di difficile accesso). 

Roma è invece un film poco spendibile commercialmente (in un concorso invece molto improntato al mainstream) perché denso e sofisticato, ma allo stesso tempo abbastanza classico (le citazioni a Federico Fellini si sprecano) da riuscire ad incontrare il gusto di tutti i giurati. Non fatichiamo quindi a credere alle parole di Del Toro, il quale ha dichiarato che la decisione di assegnare il Leone d’oro al film di Cuarón è stata presa all’unanimità con nove voti a favore e zero contrari. Quello del regista messicano è un amarcord che rielabora fatti della sua biografia ed avvenimenti storici in una epopea personale che è tanto reale quanto idealistica. Le vicende di una famiglia medioborghese si intrecciano con quelle della domestica messicana che si prende cura di loro (e che a sua volta sarà accudita nei momenti di difficoltà dalla “padrona di casa”) in una visione interclassista della società (sperata e non realistica) non così diversa da quella che già emergeva in Y tu mamá también. 

Nell’assegnazione dei premi, la giuria di Venezia 75 non ha nascosto la volontà di veicolare un messaggio sociale attraverso le proprie decisioni, come testimoniano i riconoscimenti assegnati a The Nightingale, film per nulla memorabile ma dalla chiara connotazione politica e femminista. Anche in questa ottica il film di Cuarón sembra essere la scelta migliore: come già in Gravity, anche nel suo nuovo lavoro il cineasta messicano rende evidente la propria predilezione verso il genere femminile, il solo in grado di accudire e proteggere, che in ogni modo deve difendersi da quello maschile, distruttivo e mai in grado di unire ma solo di dividere. Se è vero infatti che il concorso di Venezia è stato caratterizzato dalla quasi totale assenza di registe (solo una donna in concorso, Jennifer Kent, l’autrice di The Nightingale, appunto) è anche impossibile non accorgersi dei tanti film in programma in grado di parlare di donne sia direttamente (The Favourite, altro grande trionfatore) che indirettamente (The Sisters Brothers, con un cast tutto maschile ma in cui lo stereotipo della virilità viene deriso e ribaltato). 

Paradossalmente quest’anno il film vincitore della Mostra del Cinema rischia di non arrivare in sala o di arrivarci solo per un passaggio fugace (che poi è quello che è avvenuto, per ragioni differenti, con tanti altri Leoni d’oro degli anni passati). Eppure il film di Cuarón, con lunghi piani sequenza, con il suo bianco e nero in 65mm e con l’uso incredibile che fa del sonoro, sembra essere uno di quei prodotti impossibili da fruire in maniera ottimale in un luogo che non sia la sala cinematografica. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: per la prima volta un film che non vuole essere a tutti i costi appetibile al grande pubblico non sarà destinato all’oblio, ma arriverà su di una piattaforma in grado di garantirne la massima diffusione. E sarà forse questo il grande merito del 75esimo Leone d’oro.

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