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Festival di Venezia

VENEZIA 68: Conferenza stampa di Mildred Pierce

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Winslet


La vera protagonista di questi primi giorni della 68 edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stata Kate Winslet, presente al lido con ben tre opere di grande qualità artistica: Carnage, presentato ieri sera alle 20 in sala grande, il blockbuster Contagion di Soderbergh e Mildred Pierce, miniserie sviluppata in cinque episodi della durata di 60 minuti ciascuno. Oggi, si è svolta la conferenza stampa di Mildred Pierce con tanto di cast presente in sala, composto dalla stessa Kate Winslet, Evan Rachel Wood, Guy Pearce e il regista Todd Haynes. Numerose le domande rivolte al cast dalla stampa, in gran parte dedicate alla protagonista  che, con un accento british e la solita classe che da sempre ccontraddistinguerla, ha saputo rispondere a tutti i quesiti che le sono stati posti.

Mildred Pierce, girato nell’arco di sedici settimane tra New York e Long Island, racconta la storia di Mildred Pierce (Kate Winslet), una donna separata che cerca in tutti i modi di mantenere se stessa e le sue due figlie. Arrivata ad essere una proprietaria di ristoranti Mildred si destreggerà tra scelte amorose sbagliate ed un attaccamento morboso nei confronti di Veda (Evan Rachel Wood), la maggiore delle sue due figlie. La miniserie basata sull’omonimo romanzo di James M. Cain, già portato al cinema nel 1945 con Il romanzo di Mildred (opera che valse l’oscar alla protagonista Joan Crawford) segna il ritorno della Winslet alla serie televisiva dopo ben venti anni. Potete trovare qui sotto le domande rivolte a Kate Winslet e al cast di Mildred Pierce:

Come si rapporta nei confronti del film originale?

Todd Haynes: Conoscevo il film originale, cosa che mi ha aiutato e spinto a leggere il racconto di Cain. Il libro si preoccupava degli anni della depressione ed era così rapportabile alla nostra vita reale che l’ho trovato perfetto. Alcuni aspetti nel film originale sono stati trascurati, alcuni sviluppi narrativi sono stati esclusi.

Perché questa è una opera diversa dai suoi film precedenti?

Todd Haynes: Nei lungometraggi si pensa a condensare le storie, cosa che ho esplorato nei miei film precedenti. La cosa bella di Mildred Pierce è che abbiamo potuto esplorare tutte le sottigliezze tipiche della vita reale.

Un confronto tra Hollywood e le miniserie televisive?

Kate Winslet: Non c’è niente di mini in Mildred Pierce, subito mi sono resa conto che girare questa serie è stato un lusso. Avevamo 5 ore per raccontare la storia di questa donna, avevamo tutto il tempo per raccontarla al meglio, cosa difficile nei film. Bisogna essere molto preparati, è stata la sfida maggiore da Titanic in poi e la ripeterei all’infinito.

Mildred Pierce è considerato un noir classico di Hollywood, come vi siete correlati ad esso?

Evan Rachel Wood: Non ho voluto vedere il film originale per non avere punti di riferimento, questa opera è diversa, la protagonista è molto più feroce.

Kate Winslet: Sicuramente se avessi visto l’originale mi sarei fatta una pressione inutile. Ora però che ho finito le riprese voglio vedere l’originale. Il cast e la produzione di questa miniserie sono stati fantastici, non c’era nessun anello debole nel team, una esperienza davvero ricca e gratificante.

Guy Pearce: Noi volevamo onorare il libro. Il film originale ha messo in secondo piano molti aspetti, per questo la miniserie che abbiamo girato è diversa dall’originale.

Ci parla dello stile? Perché ha scelto questa storia?

Todd Haynes: Ho scelto questa storia perché c’è un forte senso di colpevolezza in Mildred, come nella radice della borghesia americana, sempre volta a dare ai figli più cose di quelle effettivamente ricevute. Nel film ci sono dei riferimenti stilistici diversi, io vedevo più che altro i film degli anni 70. Nei noir ad esempio la camera è più lontana nelle riprese.

Cosa pensa del libro originale?

Kate Winslet: Io non ho molto tempo di leggere libri purtroppo, eppure ho divorato questo libro, confrontandolo di pari passo con la sceneggiatura della miniserie. Le sfumature del libro mi sono state utili per creare una donna reale.

Il primo episodio di Mildred Pierce verrà proiettato questo pomeriggio nella sala grande. Non resta che attendere la conclusione di questa terza giornata della Mostra del Cinema di Venezia per sapere se per l’ennesima volta la televisione americana è riuscita a superare il cinema.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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Cinema

The Rossellinis | video intervista ad Alessandro Rossellini sul documentario che racconta la sua famiglia

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Alla Settimana Internazionale della Critica, durante la 77esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, è stato presentato The Rossellinis, documentario diretto dal primo nipote del regista di Roma città aperta. Alessandro, al suo esordio con un lungometraggio cinematografico dopo una lunga carriera come fotografo, torna al Lido dopo aver presentato il cortometraggio Viva Ingrid! nel 2015. The Rossellinis è un ritratto ironico, allo stesso tempo affettuoso e sardonico, di una delle famiglie più chiacchierate del cinema. Internazionale e numerosissima.

The Rossellinis | intervista ad Alessandro Rossellini

La famiglia che scandalizzò la società degli anni Cinquanta, nel documentario di Alessandro, viene mostrata per la prima volta “dall’interno”, rappresentata su schermo ribaltando l’immaginario che i rotocalchi ne hanno fatto negli anni. Il regista cerca quindi di andare oltre quel “circo mediatico” nato intorno alla figura di nonno Roberto e alla sua famiglia, ma anche oltre il mito inscalfibile del maestro venerato dagli appassionati di cinema.  

Nella nostra intervista, Alessandro Rossellini ci racconta della “rossellinite”, ovvero di quella sindrome di cui sono stati “affetti” per anni lui e gli altri componenti della famiglia, e del lavoro, lungo anni, fatto sul film.

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Cinema

Venezia 77 | Pietro Castellitto presenta I Predatori: “Senza Nietzsche forse non avrei fatto il regista”

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“Mio padre ad un certo punto si era messo in testa di voler recitare la parte del padre del mio personaggio nel film. Allora io l’ho preso in disparte e gli ho detto: ma tu ci tieni al mio futuro o no?”. Così Pietro Castellitto, figlio di Sergio, presenta in conferenza stampa il suo esordio alla regia. I Predatori è in concorso Orizzonti durante la 77esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Un film pregno di cattiveria, cinismo e coraggio di andare sopra le righe, mettendo in scena dei personaggi appartenenti a due famiglie solo superficialmente differenti per estrazione sociale e comportamenti, ma accomunate dalla stessa ferocia e disperazione. Nel cast del film figurano Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli e Marzia Ubaldi.

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Venezia 77 | I Predatori di Pietro Castellitto

Pietro Contento Castellitto, nato nel 1991, ha debuttato nel cinema a tredici anni in una piccola parte nel film Non ti muovere (2004), diretto dal padre. Dopo altri piccoli ruoli da attore, Pietro ha abbandonato per diversi anni la recitazione per dedicarsi alla carriera universitaria, laureandosi in filosofia. Da qui anche la centralità della figura di Nietzsche nel suo film (“se non ci fosse stato Nietzsche probabilmente non avrei fatto il regista”).

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“Agli inizi sentivo di andare incontro ad una ferocia immotivata, ad un pregiudizio su di un attore che ancora non aveva dimostrato nulla. Mi convinsi allora che non ero in grado di fare quel mestiere. Spesso va così, si reagisce alle ingiustizie convincendosi di meritarsele”, ha spiegato Pietro Castellitto. Adesso il giovane interprete e regista è pronto per tornare come attore in produzioni importanti come Freaks Out di Gabriele Mainetti e nella serie su Francesco Totti in cui interpreterà il leggendario capitano della Roma.

Un film antiborghese

Ma anche l’esordio da regista non è stato facile. “Ho scritto la sceneggiatura de I Predatori quando avevo 22 anni. Ma all’epoca non avevo credibilità lavorativa. Scrivevo cose e le facevo leggere a gente che prima mi faceva i complimenti e poi scompariva, non richiamandomi mai. Domenico Procacci è stato il primo ad avermi dato fiducia. Quando sono entrato nei loro uffici mi sono detto: ecco, si stanno sbagliando, questi mi fanno fare un film per davvero”.

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Un film che alcuni potrebbero giudicare “antifascista”, ma che, come spiega il suo stesso autore, è in realtà un film antiborghese: “Un film antifascista avrebbe avuto senso sono durante il Ventennio. Ma allora non te lo facevano fare. I fascisti del mio film sono colorati e sfarzosi, come quegli animali dai pigmenti colorati che fanno finta di avere in corpo un veleno letale che in realtà è esaurito da tempo”.

Manomettere il mondo

Ne I Predatori torna centrale il tema delle classi sociali, dimostrando la differenza tra un classe (quella del proletariato) “che ha bisogno delle armi per essere dei predatori” e quella opposta (la borghesia), che ha invece strumenti molto più raffinati e funzionali a propria disposizione dei fucili e delle pistole. “Quasi tutte le opere scritte dai giovani nascono da un disagio o da un sentimento da voler comunicare. Non dalla volontà di imporre un messaggio. Federico è l’unico personaggio un po’ autobiografico e per questo lo interpreto io nel film. Come me appare impacciato anche quando è sicuro di sé. Ha la voglia di reinventare la modernità, di manomettere il mondo”. 

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Cinema

Guida romantica a posti perduti | la nostra intervista con il cast e la regista del film

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Giorgia Farina, a cinque anni dalla black comedy Ho Ucciso Napoleone, torna dietro la macchina da presa per Guida Romantica a Posti Perduti, road movie quieto e malinconica con protagonisti due personaggi “sbagliati”, interpretati da Jasmine Trinca e Clive Owen, che perseverano nei propri errori ma cercano allo stesso tempo di dare al mondo, attraverso la tv o il web, un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà. 

Il film, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 77 (e al cinema dal 24 settembre), segna il passaggio per la regista Giorgia Farina dalla commedia pura ad un cinema dai tempi più dilatati e dai ritmi meno concitati. Abbiamo chiesto a lei e a due degli interpreti principali, Andrea Carpenzano e Irène Jacob, quali nuove sfide ha posto la realizzazione di questo atipico film “on the road”.

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