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Pierfrancesco Favino irriconoscibile sul set: come il cinema trasforma i corpi delle grandi star

Ore di makeup estenuanti e fisionomie completamente stravolte per dare vita a ruoli da Oscar. I dettagli del lavoro artigianale dietro i capolavori di Hammamet, Volevo nascondermi e Capone.

Il cinema è da sempre un gioco di specchi e illusioni, ma ci sono momenti in cui la finzione supera ogni immaginazione, regalandoci performance destinate a rimanere nella storia della settima arte.

Ne sono una dimostrazione lampante due pesi massimi del cinema italiano come Pierfrancesco Favino ed Elio Germano, che hanno dato prova di una versatilità straordinaria e totalizzante nelle loro più recenti interpretazioni, giustamente celebrate con prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Per calarsi rispettivamente nei panni di Bettino Craxi in Hammamet e del tormentato pittore Antonio Ligabue in Volevo nascondermi, i due attori si sono dovuti sottoporre a sessioni di trucco prostetico estenuanti e ai limiti della resistenza fisica. Questo incredibile livello di dedizione non è però un’esclusiva delle nostre produzioni locali.

Anche oltreoceano, star del calibro di Tom Hardy, recentemente protagonista dell’intenso biopic Capone, non si sono sottratte alle mani di truccatori esperti ed eccezionali che ne hanno completamente stravolto la fisionomia per restituire sul grande schermo il declino del celebre gangster.

Ma come si raggiungono risultati visivi così impressionanti e quali sono i segreti nascosti dietro queste incredibili metamorfosi? Scopriamo insieme i retroscena, i dettagli tecnici e il lavoro artigianale che si nascondono dietro i makeup cinematografici più sconvolgenti degli ultimi anni.

Pierfrancesco Favino e la trasformazione in Craxi

Svegliarsi alle 4 del mattino, ogni giorno. Alle 4.50 essere già in sala trucco per sottoporsi ad una sessione di make-up dalla durata di oltre cinque ore. Una breve pausa per bere un caffè e poi, attorno alle 11, arrivare sul set ed essere pronto per una intera giornata di riprese.

È l’enorme sfida che ha dovuto affrontare Pierfrancesco Favino per interpretare Bettino Craxi nel film Hammamet di Gianni Amelio, dedicato alla figura del leader del Partito Socialista Italiano. Un thriller di parola che cerca di mettere in scena una delle figure più controverse e discusse della politica italiana attraverso il “veicolo” perfetto del corpo di Favino.

Ogni film è un viaggio, ma questo è un viaggio davvero particolare. Le uniche persone che vedono la mia faccia quando ci svegliamo per iniziare il trucco sono Andrea e Federica, i truccatori. Gli altri mi vedono arrivare come Craxi e mi vedono andar via come Craxi”, ha spiegato l’attore. 

Hammamet fa procedere di pari passo il logoramento della figura pubblica di Craxi con il calvario fisico, faticoso e spossante, del suo attore protagonista. Per Favino, ogni sessione di trucco ha rappresentato “un rituale di avvicinamentod a un altro corpo”.

Volevo Nascondermi Elio Germano
Volevo Nascondermi Elio Germano (Foto: Ufficio stampa) – Newscinema.it

Il corpo di Elio Germano per Ligabue

Anche Elio Germano ha dovuto affrontare quattro ore di trucco prostetico al giorno per interpretare l’artista Antonio Ligabue nel film Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti, presentato in concorso alla Berlinale 2020, che ha premiato l’attore con l’Orso d’Argento per la sua convincente prova.

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L’équipe che ha seguito Germano nelle lunghissime ed estenuanti sedute di trucco quotidiano è stata la stessa che aveva già lavorato con Pierfrancesco Favino per il ruolo di Buscetta nel film Il Traditore di Marco Bellocchio.

Ogni giorno rimodellavano, cominciavano da capo. I professionisti che hanno lavorato al trucco sono gli scultori di oggi”, ha dichiarato Germano in una intervista al Corriere. “Era necessario sottoporsi a quelle lunghissime sessioni di trucco, altrimenti avrei dovuto fare la faccia del matto e affidarmi ad una recitazione costantemente sopra le righe. Insistere sulla deformità sarebbe stato un errore, non avrei potuto interpretare Ligabue liberamente, ma sarei stato costretto a concentrarmi esclusivamente su quello”.

Il Capone di Tom Hardy vs Pierfrancesco Favino

L’ultimo attore, in ordine di tempo, ad essersi sottoposto ad una vera e propria trasformazione fisica è stato Tom Hardy. Per interpretare Al Capone nell’ultima fase della sua vita, l’attore britannico è stato totalmente stravolto dal trucco prostetico.

A sfigurarlo non solo le cicatrici che il gangster ha sempre cercato di nascondere in fotografia (e che gli hanno fatto guadagnare il soprannome di Scarface), ma anche delle rughe particolarmente vistose che indicano il prematuro invecchiamento di un criminale che, dopo aver vissuto oltre ogni limite, comincia a perdere il controllo delle proprie facoltà mentali e fisiche. 

Davide Sette
Davide Sette
Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

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