Connect with us

Documentari

Docunder30, giovani documentaristi crescono a Bologna il 2 e 3 Dicembre

Published

on

low

Storie di amicizia, di amore, di solidarietà, di lavoro, di sfide che la vita ti pone davanti a causa di qualche handicap o diversità. Sono questi alcuni dei temi trattati dai lavori finalisti alla VIII edizione di Docunder30, la manifestazione dedicata agli “autori sotto i trent’anni” di cinema documentario, in programma a Bologna il 2 e 3 dicembre 2014, presso il Cinema Odeon. Ideato e realizzato da D.E-R Documentaristi Emilia-Romagna in collaborazione con la Videoteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Docunder30 si apre quest’anno per la prima volta agli autori ‘under 30’ attivi in tutta Italia e non solo in Emilia–Romagna come per le precedenti edizioni.

Nato per valorizzare e promuovere i lavori realizzati da giovani filmmaker, negli anni il Festival si è ritagliato uno spazio sempre maggiore, fino a diventare un punto di riferimento tra tutti i festival del documentario presenti in regione, intensificando la rete di collaborazione con le diverse manifestazioni culturali a livello regionale e nazionale. L’edizione 2014 si articola in due sezioni competitive: il tradizionale Concorso miglior documentario under30e il nuovo Concorso miglior SERIE WEB under30 di film documentario. Ad assegnare i premi invece cinque giurie: la giuria composta dagli studenti dell’Università di Bologna, Facoltà DAMS cinema, presieduta dalla prof. Loretta Guerrini Verga premierà sia il miglior documentario sia la miglior serie web di film documentario; la giuria composta dai rappresentanti di KINODROMO, associazione bolognese di lavoratori del settore cinema, responsabile del progetto Kinodromo@EuropaCinema assegnerà invece un premio alla miglior serie web; la giuria D.E-R composta da autori e produttori dell’Associazione D.E-R e presieduta dal regista Adriano Sforzi premierà il miglior documentario emiliano-romagnolo mentre Doc/it l’Associazione Documentaristi Italiani premierà il miglior documentario a livello nazionale. Infine, tra tutte le opere in concorso, sarà conferito il premio al miglior soggetto filmico e alla migliore colonna sonora dagli studenti del Liceo Laura Bassi di Bologna.

flyer

Docunder30 s’inaugura anche quest’anno – martedì 2 dicembre, dalle 9 alle 12.30 – con un appuntamento rivolto agli studenti delle scuole secondarie, dal titolo ‘Dalla Colonna Sonora al Music Design’. L’incontro a cura diFabrizio Festa – compositore, direttore d’orchestra, music designer, tastierista, nonché docente al Conservatorio di Ferrara e al Conservatorio di Matera – cercherà di indagare i variegati mondi del suono e degli strumenti del design che hanno permesso d’immaginare prima e di realizzare poi architetture articolate d’integrazione sonora tra elementi musicali, rumori e testo. Durante l’incontro sarà mostrato il film documentario Acqua chit ven di Marco Mensa edElisa Mereghetti.

A seguire sempre nel pomeriggio di martedì (dalle 17 alle 18.30) il workshop formativo a ingresso gratuito, Come documentare un mistero attraverso la bellezza: l’esemplarità di “Home” 2009. Il seminario a cura diLoretta Guerrini Verga – docente di Analisi del Film e Scrittura per il Cinema e la tv presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, responsabile del “Progetto Filmagogia” in collaborazione con il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e del Premio Filmagogia presentato nell’ambito della 71 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia – ripercorre le tappe di realizzazione del film Home, documentario sull’ambiente e il cambiamento climatico per la regia di Yann Arthus-Bertrand e prodotto da Luc Besson. Il film concepito come un reportage di viaggio è uscito nella giornata mondiale dedicata all’ambiente il 5 giugno 2009 contemporaneamente in cento stati nel mondo, riscontrando immediatamente un successo travolgente.

Evento speciale di questa edizione sarà la proiezione, in anteprima nazionale, mercoledì 3 dicembre alle 19.30, di Low Cost Flocks di Agnetti Giacomo (2014, 72’). Un film sull’immaginario dei viaggiatori, sul modo di viaggiare dalla nascita dei voli low-cost e dei social networks, sui i miti della nuova generazione. Un film itinerante che si rivela un’opera corale di analisi della società contemporanea che sarà presentato in sala dallo stesso regista. I lavori in concorso che quest’anno sono stati selezionati da un comitato presieduto dall’autore e giornalista Rai Filippo Vendemmiati, saranno proiettati all’interno del Cinema Odeon nei pomeriggi di martedì e mercoledì, e saranno presentati e discussi insieme agli autori.

Per maggiori informazioni, sono a disposizione, il sito www.dder.org, la pagina Facebook e la emaildocunder30@gmail.com.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Advertisement
1 Comment

1 Comment

  1. Pingback: Document Moved

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Documentari

Luigi Proietti detto Gigi | emozioni e risate nel doc diretto da Edoardo Leo

Published

on

Luigi Proietti detto Gigi
4.8 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Chi non ha mai riso a una battuta del Maestro Gigi Proietti? Chi non ha mai ripetuto almeno una volta nella vita, una battuta tratta dai suoi personaggi o spettacoli? Luigi Proietti detto Gigi, per citare il titolo scelto da Edoardo Leo ritorna negli occhi dello spettatore più forte che mai. Volutamente non ho citato il cuore, perché un’artista del suo calibro non andrà mai via. Presentato in anteprima alla sedicesima edizione della Festa del cinema di Roma, il documentario dedicato al grande attore romano vi farà emozionare e divertire dal primo all’ultimo istante.

Si dice che il tempo curi tutte le ferite, peccato che nel caso di Gigi Proietti, a pochi giorni dal primo anno dalla sua scomparsa avvenuta il giorno del suo 80° compleanno, si ha sempre di più la consapevolezza che niente e nessuno riuscirà mai a sanare questo dolore.

Luigi Proietti detto Gigi, er core de Roma

Tra immagini di repertorio e la voce fuori campo di Edoardo Leo, la vita artistica e privata del grande Gigi Proietti è stata raccontata in 110 minuti, altalenando momenti divertenti ad altri più emotivi. In fondo, anche Proietti era così. Grazie a questo documentario che inizia con l’ultimo atto dell’attore, il 2 novembre 2020, la parte più dolorosa svanisce immediatamente, lasciando il posto alla voglia di scoprire di più su colui che per anni e anni ha fatto divertire il pubblico italiano.

Diversi amici del Re Gigi – come era soprannominato dai fan – e del regista del documentario hanno rilasciato interviste molto interessanti e inediti alla maggior parte delle persone. A dire il vero, più che interviste, si ha la sensazione di ascoltare degli aneddoti riguardanti un vecchio amico che non verrà mai dimenticato da nessuno.

Paragonato a un vulcano per la sua voglia di vivere e il suo immenso talento, Proietti ha dimostrato che i limiti non esistono. Quando si ha il fuoco vivo dell’arte, così come era il suo caso, bisogna perseguire quella strada andando anche contro tutto e tutti. Nonostante il padre desiderasse un avvocato in famiglia, Gigi è sempre andato dritto per la sua strada, accontentando il genitore e se stesso.

Insieme alla passione per la musica, Gigi Proietti durante gli studi universitari, decide di cimentarsi nel campo della recitazione. L’iscrizione alla CUT, Centro Universitario Teatrale gli cambierà radicalmente la vita, portandolo ad avere nuove consapevolezze. Dopo il primo spettacolo teatrale Can Can degli Italiani, inizia la fase sperimentale teatrale con il Gruppo 101.

Un uomo del suo calibro, artisticamente parlando, arriva a conquistare anche altri campi come la televisione, il doppiaggio e – seppur a fatica – il cinema. Nonostante diventi sempre più maturo come attore, risultando maniacale nel suo lavoro, Proietti riesce a trovare una sua dimensione nel mondo del teatro, riuscendo a unire la cultura con l’ironia. Un esempio Fatti e Fattacci di Roberto Lerici, il quale gli presentò anche Carmelo Bene. Quello di Lerici è un nome che ci riporta alle origini di questo documentario, iniziato con la citazione del grande spettacolo A me gli occhi please, dal quale tutto è partito.

Leggi anche: Muore Gigi Proietti, la cultura italiana in lutto

Leggi anche: Che vuoi che sia, la ferocia del web secondo Edoardo Leo

La recensione del documentario di Edoardo Leo

Aprire il documentario dalla fine per poi ripercorrere tutti i momenti più significativi di Gigi Proietti è sicuramente una scelta in linea con il resto del conto. Nella mia testa ammetto che ho pensato “via il dente, via il dolore”. Guardare le persone pronte a salutare il Maestro in ogni angolo della sua città, ancora fa male per chi è cresciuto con le sue battute e i suoi spettacoli. Il lavoro di Edoardo Leo iniziato 2 anni fa, quando Proietti era ancora in vita, dimostra quanto l’incedere del tempo sia crudele, bastardo e non guardi in faccia nessuno.

Tra i vari artisti che hanno preso parte al documentario, ho notato che tutti avessero lo stesso velo di tristezza negli occhi. Non importa se il racconto era incentrato su qualcosa di divertente, l’idea che Proietti non sia più tra noi ancora non sono (e siamo) in grado di superare.
Alessandro Gassmann, visibilmente commosso nel raccontare alcuni momenti vissuti con il padre Vittorio e con Gigi non ha perso occasione per esprimere tutta la sua stima e affetto per colui che è stato molto più che un bravo attore.

Marco Giallini con il quale ha girato l’ultimo film Io sono Babbo Natale, seppur in maniera divertente, i suoi occhi non mentivano nel soffrire per questa grave perdita. E poi, i ricordi di Loretta Goggi che lo conobbe in sala doppiaggio, per Titti e Silvestro, insieme a quelli di Fiorello e Paola Cortellesi non hanno fatto altro che mostrare la professionalità e bontà di un grande uomo e (anche se non gli faceva piacere sentirsi chiamare così) Maestro.

Ovviamente la sua carriera non è stata fatta solo di successi, ma anche di profonde battute di arresto che lo hanno fatto piegare senza mai spezzarsi. Una tra tutte, il ‘fattaccio’ come lo ha definito Edoardo Leo, relativo alla gestione del Teatro Brancaccio di Roma. Croce e delizia della sua carriera, casa artistica per la quale ha dato anima e corpo e che poi gli è stata strappata dalle mani brutalmente dall’oggi al domani. Se è vero che quando si chiude una porta, si apre un portone, nel caso specifico le porte sono quelle del Globe Theatre a Villa Borghese. In fondo la sua vita è stata sempre un’altalena di emozioni e divertenti contraddizioni.

Nato il giorno dei morti ha fatto ridere intere generazioni; è riuscito a portare il teatro popolare di Shakespeare in ‘Villa Borghese’. E infine, lui è stato l’unico a far riavvicinare i giovani al mondo del teatro, portandoli a conoscere i capolavori del drammaturgo inglese. Se c’era un uomo in grado di comunicare con grandi e piccini, questo era proprio Proietti. Basta citare la poesia de Il Lonfo o il doppiaggio del Genio della Lampada nel classico Disney, Aladdin.

Sono certa che se Gigi Proietti avesse visto questo documentario, realizzato con tanta stima e affetto da parte di Edoardo Leo, gli avrebbe sicuramente detto di essere stato bravo ‘abbastanza’.

Continue Reading

Documentari

Àrbores | Il documentario disponibile su OpenDDB fino al 13 ottobre

Published

on

Àrbores

Dopo essere stato presentato al 24esimo Festival CinemAmbiente di Torino, nella sezione Made in Italy, il documentario Àrbores sarà disponibile dal 3 al 13 ottobre 2021 sulla piattaforma OpenDDB con una capienza massima di 500 accessi.

Accompagnati dai racconti di Grazia Deledda, uno sguardo sulle creature del monte Ortobene, per vivere la storia perduta degli alberi della Sardegna.

Àrbores | La trama

Durante il 1800, una speculazione selvaggia guidata dai governo piemontese dei Savoia, rade al suolo l’ottanta percento dei boschi della Sardegna. Nel 1861 il regno di Sardegna si trasforma in Regno d’Italia e la Sardegna paga il suo tributo al nuovo Stato diventando, ormai brulla, l’Isola delle pecore. L’isola disboscata e delle pecore.

Leggi anche: Venezia 77 | I am Greta, recensione del documentario sulla giovane attivista per il clima

Cantato da Grazia Deledda, Nobel per la letteratura nel 1926, il bosco del monte Ortobene, a Nuoro, ha subito, nella seconda metà dell’800, la medesima sorte. Oggi, dopo gli speculatori, i taglialegna, i carbonai, gli incendi, la foresta ricresce. La notte, gli animali del bosco, cinghiali, martore, volpi, donnole, ricci, si riprendono i loro spazi e sembrano incontrarsi per mangiare e danzare insieme. Dalle ceppaie di quei lecci millenari gli alberi rinascono. Ma l’albero è sempre lui, ha sempre mille anni.

Come dice Sainkho, cantante delle foreste siberiane, gli alberi sono creature viventi, che hanno un legame indissolubile con le persone vive, soprattutto perché custodiscono lo spirito degli antenati e delle generazioni che ci hanno preceduto. Generazioni di persone che rispettavano gli spiriti degli alberi, delle rocce e dei fiori, che vivevano in armonia tra di loro e con la natura.

La storia del bosco del Monte Ortobene

Nessuno, ancor meno i sardi, pensa davvero che la Sardegna, solo 150/200 anni fa, era una terra ricoperta di boschi millenari con corsi d’acqua abbondanti e un clima conseguente: fresco, rigoglioso e umido. La rappresentazione di una Sardegna brulla, arida e desolata, “coltivata a granito”, popolata di pecore, di pastori, di briganti per conformazione del cranio, inizia solo alla fine dell’800.

La storia del bosco del Monte Ortobene, a Nuoro, è un esempio di quello che è capitato ai boschi della Sardegna intera. Un bosco millenario, sacro alla popolazione, abbattuto dai colpi di scure dei taglialegna, come racconta bene Grazia Deledda in diversi suoi romanzi. Una piccola parte di quel bosco unico che era la Sardegna prima dell’Unità d’Italia.

Dopo il totale disboscamento subito nel corso del 1800, anno dopo anno, il bosco del Monte Ortobene, lentamente, ricresce. Dalle ceppaie di querce gigantesche nascono nuovi alberi. I cinghiali, un tempo spariti, oggi popolano ogni anfratto, ogni cespuglio del Monte. Dopo un inverno finalmente piovoso, tutte le fonti sono gonfie d’acqua. L’acqua, da monte a valle, sembra fare un percorso conosciuto a memoria e ridona vita a oltre 40 fonti. La terra si risveglia.

Àrbores | Riprese in tempo reale e agli infrarossi

Àrbores è frutto di un lavoro di osservazione fatto di 3 giorni di riprese al mese, giorno e notte, per 24 mesi. Una natura raccontata quasi in tempo reale, a dispetto di qualsiasi condizione metereologica, attraverso trappole fotografiche per gli animali, a terra e sugli alberi. Riprese del bosco dall’alto e da dentro, per dare l’idea di vita, di natura, di condivisione.

Leggi anche: Matera Film Festival | David Cronenberg: “Sogno un film in Italia da quando ho visto La Dolce Vita”

Le riprese notturne sono state tutte realizzate agli infrarossi, alla luce della luna o di luci artificiali invisibili all’uomo e agli animali, e raccontano un mondo a cui l’uomo non ha accesso, abitato da fate, folletti e da spiriti erranti.

Continue Reading

Documentari

Helm | Ethan Hawke alla regia del docufilm su Newman e la Woodward

Published

on

ethan hawke newscinema compressed 1

Secondo Deadline , il candidato all’Oscar Ethan Hawke ( Training Day, Before Sunset ) ha firmato per dirigere il prossimo documentario della Nook House Productions, incentrato sulla storia d’amore dell’iconica coppia di Hollywood (e dei veterani della recitazione) Joanne Woodward e del defunto Paul Newman. Il progetto è stato ufficialmente autorizzato dalla famiglia Woodward-Newman.

La dichiarazione di Ethan Hawke

Alla notizia di questo grande progetto che appassionerà i cinefili di tutto il mondo e i fan del compianto Newman, il regista e attore Ethan Hawke ha dichiarato: “Mostrerò uno sguardo raro ed esclusivo relativo alle carriere di entrambi gli attori e una complessa relazione durata 50 anni che alla fine è riuscita a battere le probabilità incredibili”.

Leggi anche: The Kid, il trailer del nuovo film con Ethan Hawke e Dane DeHaan

joanne and paul newman newscinema compressed

Leggi anche: Il Piano di Maggie, primo trailer italiano con Ethan Hawke e Julianne Moore

La storia d’amore tra Paul Newman e Joanne Woodward

La storia d’amore di 50 anni di Paul Newman e Joanne Woodward è iniziata quando sono diventati colleghi nel set di The Long, Hot Summer del 1958. Pochi mesi dopo, decisero di convolare a nozze a Las Vegas il 29 gennaio 1958. Furono elogiati non solo per la loro devozione e rispetto reciproco, ma anche per essere una delle poche prime coppie di Hollywood, che scelsero di crescere le loro tre figlie fuori dalla California. Il loro matrimonio è durato 50 anni fino alla morte di Newman all’età di 83 anni avvenuta nel 2008.

Il docufilm sarà prodotto da Emily Wachtel e Lisa Long Adler di Nook House Productions insieme a Adam Gibbs e Ryan Hawke di Under the Influence Productions. Questo progetto segna la seconda volta che Hawke dirigerà un documentario dopo sei anni da Seymour: An Introduction del 2014 .

Continue Reading
Advertisement

Iscriviti al canale Youtube MADROG CINEMA

Facebook

Recensioni

Popolari