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Encanto | Il nuovo film Disney con le musiche di Lin-Manuel Miranda

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4.4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Dal 24 novembre al cinema, Encanto, il sessantesimo titolo Walt Disney è una girandola di colori ed emozioni, che porta gli spettatori in un universo pieno di magia.

Encanto | La trama

Mirabel fa parte dei Madrigal, una famiglia a cui sono stati in dono dei talenti. Dalla capacità di parlare con gli animali alla superforza, dal potere di guarire con il cibo al superudito. Eppure la giovane, all’epoca in cui avrebbe dovuto riceverne uno, ha visto sparire dinnanzi a sè la magia.

Leggi anche: Encanto | i registi ci svelano i segreti del nuovo film Disney

Ormai teenager, Mirabel ha imparato a convivere con la sua mancanza di talento, sebbene in solitudine ne soffra molto. Avendo due sorelle maggiori, Luisa e Isabela, celebri e ricercate per le loro abilità, non è facile essere l’unica “normale”.

encanto

Lo sarà ancora di meno nel momento in cui una strana visione catturerà la sua attenzione: crepe profonde e minacciose intaccano la casa dei Madrigal e la candela magica sta per spegnersi. Decisa a tutti i costi a mettere un freno alla faccenda e a risolvere la situazione, Mirabel si metterà in contatto con un altro outsider della famiglia, lo zio Bruno.

L’Encanto secondo Lin-Manuel Miranda

Co-diretto da Byron Howard, Jared Bush e Charise Castro Smith, Encanto trova la sua forza in una serie di elementi, in cima ai quali c’è senza dubbio l’apporto musicale di uno come Lin-Manuel Miranda. L’artista originario di New York e conosciuto per il musical Hamilton, scrive i testi delle canzoni, riempiendoli di un’energia, una ricchezza e una passione inimitabili.

Ogni brano caratterizza il personaggio che lo interpreta e il contesto nel quale si muove. Motivo per cui alcuni dei più emozionanti non sono magari i classici cavalli di battaglia, ma mostrano quell’intimità e quella profondità che colpiscono il cuore. Un esempio su tutti è Surface Pressure dedicata a Luisa – doppiata da Jessica Darrow in originale e in italiano da Alessia Amendola.

Chiaro come in un’opera del genere la musica abbia un ruolo di primo piano, sorprendente però quanto questo aspetto riesca a convogliare tutto il resto verso una direzione, quella del successo. Alla base ci sono comunque delle fondamenta molto solide, a partire dalla semplice storia. Per quanto lineari possano apparire, le vicende di Mirabel e dei Madrigal possiedono e trasmettono valori imprescindibili.

Tante tematiche e una perfetta eroina

La famiglia, l’amore, il destino, il coraggio, la solidarietà sono alcune delle tematiche affrontate nel corso della narrazione. Il filtro dell’animazione – delle migliori in circolazione, senza alcun dubbio – permette anche ai più piccoli di avvicinarvisi e di comprendere ciò che conta davvero.

Leggi anche: Eternals | i nuovi supereroi Marvel per salvare il mondo dai Devianti

Mirabel è il tramite perfetto, sia per la sua inesauribile simpatia, sia per la normalità. Tutto quello che riesce a fare, lo deve alle sue sole forze. Capace di canalizzare la positività e di non lasciarsi abbattere dagli ostacoli, la ragazza diventa un esempio per grandi e piccini. Al termine della visione, mentre ancora si canticchiano le canzoni appena ascoltate, resta la sensazione di aver assistito a una vera e propria magia

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Cinema

Tick, Tick… Boom | la recensione del primo film da regista di Lin-Manuel Miranda

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Tick, Tick… Boom | la recensione del primo film da regista di Lin-Manuel Miranda
2.8 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Passano gli anni ed è sempre più raro guardare una commedia musicale americana – al cinema, in tv, sul palco o nell’animazione (vedi Encanto) – senza leggere nei titoli di coda il nome di Lin-Manuel Miranda, stella di Broadway coccolata fin dal suo esordio teatrale con In the Heights (adattato per il cinema la scorsa estate) ed esplosa con Hamilton, dopo il quale non c’è più stata opera musicale per la quale non sia stato immediatamente coinvolto. Autore, compositore e performer, Miranda è stato prima di tutto il volto di una piccola rivoluzione, “portando” (con l’eccezione di West Side Story) le storie di immigrazione ispanica e le sonorità hip hop nelle più grandi produzioni di Broadway.

Per il suo esordio alla regia cinematografica ha scelto Tick, Tick… Boom! di Jonathan Larson, musical sperimentale inizialmente concepito come un “one man show” dai tratti fortemente autobiografici, che raccontava il disperato tentativo di un giovane compositore di farsi produrre un musical nella New York del 1990. Il protagonista è un giovane trentenne angosciato dal successo che non arriva, che vive al Greenwich Village con un misero stipendio da cameriere, la stima di un pugno di persone (tra cui Stephen Sondheim) e il sostegno di una calorosa banda di amici minacciati dall’Aids.

Tick, Tick… Boom! | il one man show di Andre Garfield

Il film di Lin-Manuel Miranda è in tutto e per tutto un omaggio al celebre compositore americano, il prodigio che ha sconvolto il mondo della commedia musicale con Rent, pur non avendone mai conosciuto la gloria (dodici anni di repliche) perché folgorato da un aneurisma alla vigilia della prima rappresentazione. Tick, Tick…Boom! racconta la fatica del processo creativo e riflette sulle difficoltà che inevitabilmente ostacolano la possibilità di esprimere la propria visione del mondo in totale purezza. 

Sogna di cambiare il mondo, Jon, servendo a una tavola calda di giorno e scrivendo su un ingombrante Macintosh di notte, ossessionato da un lavoro dal titolo emblematico: Superbia, un musical distopico dalle tinte orwelliane. Il film entra nell’appartamento bohémien di Jonathan Larson, ubicato tra SoHo e il Greenwich Village, in grado da solo di riflettere il dualismo tra aspirazioni e realtà. Incarnato da un Andrew Garfield coinvolto emotivamente nel progetto come mai lo si era visto prima, l’autore al centro della narrazione si agita in uno stato febbrile, esprimendo la tensione di un creativo divorato dalla propria urgenza di scrivere e inventare.

È un crinale pericolosissimo quello da cui si affaccia Tick, Tick… Boom!, sempre in bilico tra la possibilità di raccontare l’amore viscerale per la propria arte fino alle sue estreme conseguenze e il rischio di sfociare in una stanca esaltazione del genio tormentato. Non riuscendo sempre a dosare con efficacia gli ingredienti cinematografici attraverso i quali mettere in scena un testo così complesso (e inevitabilmente sfiancante e autoreferenziale), Tick, Tick… Boom! finisce per sembrare in più occasioni un esercizio di narcisismo, tanto più grave perché sempre enfatizzato dall’autoproclamazione del proprio talento. 

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Disney +

Mamma ho perso l’aereo | un remake davvero così pessimo?

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Mamma ho perso l’aereo | un remake davvero così pessimo?
2.0 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

A grande sorpresa, l’idea alla base del remake di Mamma ho perso l’aereo (che in realtà è un finto remake, dal momento che i personaggi sono consapevoli di cosa è successo trent’anni fa a casa McCallister) non è pessima. Nonostante simili operazioni – rimettere in scena dei classici con attori diversi e un mood più televisivo che cinematografico – siano molto spesso concepite male fin dal principio, questo non è il caso del film diretto da Dan Mazer e (soprattutto) sceneggiato da Mikey Day e Streeter Seidell, tra gli autori del Saturday Night Live.

Mamma ho perso l’aereo | tentativo disastroso?

Lo spunto è quello del vecchio film del 1990 (una famiglia lascia la propria abitazione per un lungo viaggio natalizio, dimenticando per errore un bambino a casa da solo) ed è anche in questo caso una parodia infantile e giocosa del genere home invasion, con qualcuno che cerca di fare irruzione e il piccolo protagonista che li deve fermare. Tutto il resto, però, è diverso. Day e Seidell hanno infatti la grande intuizione di caratterizzare i due ladri in maniera nuova e più approfondita, spostando l’asse della narrazione: non è più il bambino il fulcro della storia, ma i due genitori che cercando di entrare con la forza in casa sua per recuperare un oggetto che potrebbe salvarli dalla disgrazia.

Quelli di Ellie Kemper e Rob Delaney sono quindi due personaggi completamente diversi dagli Harry e Lime di Joe Pesci e Daniel Stern, sicuramente meno carismatici, ma abbastanza bravi da permettere effettivamente allo spettatore di tifare platealmente per loro (il contrario di quanto avveniva nell’originale).

Lo spettatore segue gli eventi adottando il punto di vista di chi invade: sono i due scassinatori quelli che hanno dei problemi veri e cinematograficamente interessanti, sono loro quelli che hanno un arco narrativo e sono loro i personaggi con cui inevitabilmente empatizza chi guarda. Questo significa anche che il target del film non sono più i coetanei del bambino che si difende – o almeno non solo loro – ma soprattutto i coetanei dei loro genitori, cioè i bambini che avevano visto il primo film all’epoca della sua uscita.

Ad affossare queste idee in teoria valide è però la regia di Dan Mazer (più abile come sceneggiatore al fianco di Sacha Baron Cohen, che come regista), piegata su standard da Disney Channel. Invece che gonfiare questo lungo sketch, ne conferma la natura spiccatamente televisiva, dimostrandosi incapace di generare momenti realmente memorabili. L’ironia c’è, i dialoghi funzionano, ma è tutta la componente slapstick ad essere priva di forza (quando invece nel film di Chris Columbus era uno degli elementi principali). Poco azzeccata è infine la scelta di casting di Archie Yates nel ruolo che fu di Macauly Culkin: buono come comprimario e caratterista in Jojo Rabbit, il giovanissimo attore rivela qui un’espressività limitata e una verve davvero poco coinvolgente.

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Cinema

Eternals | i nuovi supereroi Marvel per salvare il mondo dai Devianti

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Eternals
4.6 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Uno dei titoli cinematografici più attesi di questo 2021 ha chiuso la sedicesima edizione de La Festa del Cinema di Roma e di Alice nella città, lo scorso 24 ottobre. L’ uscita nazionale di Eternals diretto dalla regista premio Oscar Chloé Zhao, prevista per il 3 novembre sta ottenendo un grande riscontro sui social, per diverse ragioni. La prima sicuramente per il cast stellare che ne fa parte, a seguire per le sequenze sensazionali apparse nei vari trailer rilasciati fin ora e infine per questo nuovo Marvel che fino ad ora non era stato ancora mostrato.

La trama di Eternals

Il ventiseiesimo film dell’Universo cinematografico Marvel per la prima volta mostra al pubblico dieci nuovi supereroi chiamati Eterni. Ambientato nel 2023, il dio Arishem, creò queste creature destinate a proteggere la Terra e tutto il genere umano dai Devianti, mostri creati dai Celestiali. Questa grande super famiglia è guidata da Ajak (Salma Hayek), Ikaris (Richard Madden), Sersei (Gemma Chan), Thena (Angelina Jolie), Kingo (Kumail Nanjiani), Phastos (Brian Tyree Henry), Druig (Barry Keoghan), Makkari (Lauren Ridloff), Gilgamesh (Don Lee) e Sprite (Lia McHugh).

Da oltre 7000 anni, gli Eterni non hanno fatto altro che salvaguardare l’umanità da possibili minacce che avrebbero potute gli umani all’estinzione. Ognuno con la propria vita, una sera a Londra, Sprite, Sersei e il suo fidanzato Dane Whitman (Kit Harington), vengono attaccati da un Deviante. L’ arrivo improvviso di Ikaris (ex fidanzato di Sersei) porta le ragazze a una sola consapevolezza: riunire il gruppo degli Eterni. Rintracciati gli Eterni sparsi per il mondo, non resta che indossare nuovamente i costumi e salire a bordo della loro navicella, per salvare il mondo.

Leggi anche: Eternals | conferenza stampa con il cast stellare del nuovo film della Marvel

Leggi anche: Eternals | il primo teaser trailer ufficiale dell’atteso film Marvel Studios

La recensione del nuovo film Marvel

In Eternals non ci sarà alcun volto noto dei precedenti film della Marvel. In questo caso gli appassionati dei fumetti avranno sicuramente maggiore conoscenza della storia, rispetto al pubblico affezionato agli altri Avengers. Dieci nuovi eroi, dotati di super poteri (considerati come condanne in alcuni casi) saranno l’unica arma che avranno a disposizione per combattere un nuovo nemico. I Devianti creature mostruose dai colori sgargianti come il fucsia, viola e celeste, rappresentano la nuova minaccia per l’umanità, dopo i tragici eventi avvenuti 5 anni prima in Avengers: Endgame.

Per la prima volta la regista premio Oscar Chloé Zhao, nota per aver diretto film come Nomadland, ha sorpreso tutti per la spettacolarità delle riprese. Le inquadrature meravigliose utilizzate senza l’ausilio del green screen e le sequenze mozzafiato dei combattimenti, riescono a far entrare in empatia lo spettatore fin dal primo minuto. Se far conoscere eroi mai visti prima su carta sembrava più complicato, grazie al lavoro della Zhao, tutto risulta molto naturale, grazie anche ai vari flashback.

Angelina Jolie nel ruolo di Thena

La sceneggiatura denota il desiderio di farli conoscere, partendo dai traumi del passato fino ai giorni nostri. La potenza di Eternals sta nel considerarlo il film delle ‘prime volte’. Per la prima volta viene mostrato un supereroe gay e papà riscontrabile nel ruolo di Phastos; la giovane Sprite costretta a vivere in un corpo da ragazzina benché abbia un’età da adulta e poi Makkari, la prima supereroina sordomuta.

Ad aggiungersi a questa lista, il personaggio di Thena, con un look molto fine ed elegante anche nelle scene di lotta. Inoltre, il suo personaggio appare tra i più interessanti sotto vari punti di vista. La problematica mentale, causata da alcuni traumi del passato, dimostra che tutti possono trovare la forza di reagire e di essere speciali. Eternals gode anche di un lato comico affidato all’eroe Kingo, diventato un grande attore di Bollywood. Insieme al suo fedele maggiordomo e videomaker, che rende tutto ancora più scorrevole.

N.B: Restate in sala dopo i titoli di coda, per la presenza di due scene extra.

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