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After the Hunt occasione sprecata: Julia Roberts e Andrew Garfield non salvano il film di Guadagnino

Fuori concorso a Venezia, After the Hunt si rivela un’occasione mancata, incapace di trasformare le sue premesse in un film compiuto. 

After the Hunt occasione sprecata: Julia Roberts e Andrew Garfield non salvano il film di Guadagnino
2.9 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, After the Hunt è il nuovo film di Luca Guadagnino, che ancora una volta sceglie la strada del thriller psicologico. Forte di un cast che conta su Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield e Michael Stuhlbarg, il film parte con un intreccio carico di promesse: una storia che sembra voler scavare nei dilemmi morali, nel confine sfumato tra difesa e colpa, tra verità e omissione.

Ma quelle premesse, che aprono a un terreno fertile per tensione e ambiguità, non si traducono in un’opera che tiene davvero il passo. Guadagnino imbastisce il quadro, accenna la profondità, ma lascia che il racconto resti sospeso, senza compiere il passo decisivo che avrebbe dato senso e forza al film. Un lavoro elegante, sì, ma incapace di restituire l’urgenza che sembra promettere.

After the Hunt: trama e cast

After the Hunt segue la storia di Alma Olsson (Julia Roberts), professoressa di filosofia all’università di Yale. Quando una studentessa modello, Maggie Price (Ayo Edebiri, direttamente da The Bear), accusa di molestie il docente Henrik “Hank” Gibson (Andrew Garfield), Alma sceglie di difendere il collega. Ma il processo di presa di posizione rischia di riaprire una ferita mai chiusa: un segreto del suo passato che minaccia di riaffiorare.

A rendere più complesso il quadro ci sono Frederik Olsson (Michael Stuhlbarg), marito di Alma, e Kim (Chloë Sevigny), presenza laterale ma significativa nell’equilibrio familiare e accademico.

Il film si muove così tra aule universitarie, uffici amministrativi e case dall’eleganza fredda, costruendo un’atmosfera di sospetto e tensione dove il dubbio diventa il vero protagonista.

After the Hunt
After the Hunt (Photo Credit: Yannis Drakoulidis © 2025 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved) – Newscinema.it

A chi si rivolge davvero il film?

In After the Hunt si ritrovano tutti gli stilemi tipici di Luca Guadagnino: il triangolo relazionale, la matrice del dubbio che corrode ogni certezza e un cinismo diffuso che investe ogni personaggio, senza eccezioni.

Ma se la forma è riconoscibile, la sostanza scivola via: i dialoghi, troppo virtuosistici e sofisti, finiscono per svuotarsi, riducendosi a sequenze di battute che suonano prevedibili, quasi banali.

Guadagnino insiste inoltre nel mostrare ossessivamente la sua passione per la musica, con playlist continuamente citate o esibite, una scelta che sembra rispondere più a un compiacimento personale che a una reale coerenza con il film.

After the Hunt resta dunque in bilico, senza chiarire a chi si rivolge davvero: agli intellettuali? Al grande pubblico? A nessuno in particolare, pare. Anche questa è una cifra tipica di Guadagnino, che in un certo senso sembra destinare ogni suo film a un pubblico diverso, ma qui la direzione resta opaca.

Alcune frasi incisive emergono qua e là, piccole lame di scrittura, ma non bastano a colmare un impianto che non si sviluppa davvero. L’idea di fondo è forte, la matrice del dubbio affascinante, ma non viene mai snocciolata, lasciando lo spettatore con la sensazione di un’occasione mancata.

Benedetta Pellegrini
Benedetta Pellegrini
Esperta di nuovi e vecchi media, scrivo principalmente di grande e piccolo schermo, come anche di sostenibilità, innovazione e sviluppo umano. Anagraficamente Gen Z, sono Millennial nella vita di tutti i giorni: fingo di saper usare TikTok, ma non ho mai abbandonato le agende cartacee.

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