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Lei, la recensione della preziosa commedia di Spike Jonze

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Tra i film in concorso nell’ ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma è stata presentata l’opera romantica e preziosa di Spike Jonze, Lei (titolo originale Her). Il regista di Essere John Malkovich e Nel Paese delle Creature Selvagge, ha raccolto numerosi applausi in sala, grazie ad una storia d’amore ambientata in un futuro indefinito ma vicino, in cui gli esseri umani interagiscono con dei sistemi operativi avanzati, che parlano, si emozionano e sembrano avere una loro coscienza. Theodore, interpretato da Joaquin Phoenix, è un uomo solo, dopo il divorzio dalla donna con la quale ha passato gli anni più importanti della sua vita, e non riesce a vivere una relazione reale e fisica con un’altra persona. Quando entra nella sua vita Samantha, un sistema operativa dalla voce femminile, lui sente di nuovo qualcuno accanto, con il quale condividere il mondo. Il loro rapporto platonico e intangibile diventa sempre più intenso e appassionato, ma si scontra con le inevitabili difficoltà della mancanza di un contatto fisico. Si tratta di amore o di una semplice illusione? Ed è positivo o negativo approfittare di questa illusione per sentirsi felici? “Questa storia tratta di tante tematiche sulle quali ho riflettuto, i nostri rapporti e come cerchiamo di collegarci con gli altri.

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Nel film stavamo parlando del fatto che già creiamo un rapporto d’amore nelle nostre teste, dove nascono conflitti e riflessioni. Non so se questo possa essere il futuro dell’amore, ma ancora non ho trovato una risposta. Cerco di fare dei film che non prendano posizioni sulle idee dei personaggi. Non riesco a giudicare, altrimenti perdo tutte le altre sfumature di senso. Cerco, come nella vita, di non giudicare anche se è difficile” ha dichiarato il regista in conferenza stampa. Jonze racconta una storia d’amore originale, la storia di un rapporto moderno, in cui la purezza dei sentimenti, dell’amore e della condivisione di una vita di coppia si scontrano con l’inconsistenza della tecnologia avanzata, che in questo caso illude e costruisce una realtà alternativa che consuma il protagonista, rinchiudendolo in un guscio dorato fatto di comprensione e dolcezza, quello di cui lui ha bisogno più di ogni altra cosa in quel preciso momento della sua vita. Samantha non è altro che un computer sofisticato e complesso, ma senza una propria identità, e la sua interazione con Theodore la rende una personalità, solare, divertente, colta e perspicace con la quale poter parlare di tutto, scambiarsi tenerezze e sentirsi amati. Però, dopo una prima fase irresistibile, la mancanza di un contatto comincia a delineare i limiti di questa relazione, ed entrambi cominciano a cedere alla crudele realtà e Theodore deve fare i conti con questo.

her-movie-spike-jonze-650x350Con Lei Jonze può essere definitivo un regista innovativo, che ha costruito la narrazione intorno alla relazione tra un uomo e una coscienza artificiale per esplorare la natura umana dell’amore, così affascinante ma anche così estremamente complicata. La sceneggiatura è uno dei punti di forza del film, brillante, divertente e riflessiva, e Phoenix regala un’ottima performance, portando sullo schermo il suo personaggio con sincerità e tenerezza, costruendo perfettamente insieme a Scarlett Johansson, voce di Samantha, tutte le mille sfaccettature e caratteristiche dell’entità artificiale, l’unica co-protagonista di Theodore per l’intero film, oltre ad una breve partecipazione di Amy Adams. “Eravamo nella stessa stanza, lei dietro il vetro della cabina di registrazione ma la vedevo mentre recitavo. In realtà quindi avevo contatto con lei e abbiamo lavorato insieme” sottolinea l’attore. Con una struttura narrativa sofisticata ma altrettanto lineare e fluida, Lei è un film da non perdere, delicato, originale, brillante ed emozionante, che alterna momenti divertenti al romanticismo e riflessione, ponendo solo sullo sfondo l’isolamento causato dall’avanzare della tecnologia, mentre il nucleo centrale è la realtà di una coppia non convenzionale e di come le due parti coinvolte reagiscono alle difficoltà e ai piaceri che questa situazione comporta. Da non perdere.

TRAILER 

 

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Festa del Cinema di Roma

Cyrano | la recensione dell’irresistibile musical con Peter Dinklage

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Il terzo giorno della 16^ edizione della Festa del Cinema di Roma si è aperto con dolci melodie, grazie a quello che definirei come un musical irresistibile. Cyrano diretto dal regista Joe Wright (Orgoglio e Pregiudizio) tra i protagonisti ha visto la presenza di Peter Dinklage (Il Trono di Spade) nel ruolo dell’omonimo protagonista, Haley Bennet (Scrivimi una canzone) nei panni di Roxanne e Kevin Harrison Jr (Waves) in quelli del cadetto Christian de Neuvillette.

La trama di Cyrano con Peter Dinklage

La dolce e desiderata Roxanne, orfana e di umilissime origini, grazie alla sua bellezza riesce ad attirare a sè le attenzioni del Duca De Guiche. Sebbene sia più comodo – socialmente parlando – sposare il nobile, la ragazza in attesa di assistere a uno spettacolo teatrale, si imbatte negli occhi di un giovane ragazzo. L’ amore a prima vista tra i due viene interrotto da un furto ai danni e dall’inizio della piéce teatrale.

Dopo pochi minuti dall’arrivo sul palcoscenico del famoso attore teatrale Montfleury, arriva il soldato Cyrano de Bergerac, pronto a cacciarlo via e a umiliarlo di fronte al suo pubblico. Questo scatena una bagarre che vede il nobile Valvert schiaffeggiare Cyrano con un guanto di sfida. Chiamato con l’appellativo di Freak (mostro) a causa della sua statura, tra botte e risposte con la spada e con le parole, gli occhi di Cyrano non perdono l’occasione per incontrare quelli della sua amica di vecchia data Roxanne.

Amicizia unilaterale visto il profondo amore provato dall’uomo nei confronti della donna, da tempo immemore ma soffocato (a fatica) per non correre il rischio di perderla. Quando Roxanne capirà che il ragazzo del teatro è un cadetto dello stesso regimento di Cyrano, chiede il suo aiuto per poterlo conoscere, infrangendo inesorabilmente il suo cuore. Da buon amico e spinto dal forte sentimento, decide di aiutarla promettendole di prendersi cura anche del ragazzo.

Il continuo scambio epistolare tra Roxanne e Christian porta i due a confessarsi amore eterno attraverso versi poetici e metafore suggestive, che portano la ragazza a non desiderare altro che incontrarlo. Non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che le lettere scritte da Cyrano venivano solamente firmate dal suo amico soldato, incapace di esprimere i propri sentimenti con tale maestria nelle parole.

Nel frattempo, il Duca De Guiche chiamato a servire il suo Paese prendendo parte alla guerra comandando il regimento di Cyrano e Christian, non lo distrae dalla voglia di avere la giovane Roxanne. Quando tornerà a casa sarà sua premura informare la ragazza che quella stessa notte – volente o nolente – la farà sua e se vorrà, potranno unirsi in matrimonio così da non generare uno scandalo.

Messa alle strette e soprattutto dopo una dichiarazione d’amore meravigliosa affacciata al balcone da parte di Christian – ma suggerita parola per parola da Cyrano – decide di compiere un atto estremo. Il prete presente per unire in matrimonio Roxanne e il Duca, si troverà a doverla sposare con Christian. Questo oltraggio manda su tutte le furie il nobile, il quale senza indugiare ulteriormente, decide di mandare al fronte tutti i cadetti compresi i due amici.

Freddo, morte e il desiderio di rivedere Roxanne, accompagnano i due soldati per mesi e mesi. Il punto di rottura nel loro rapporto, arriverà quando Christian capirà che anche Cyrano è innamorato perdutamente di sua moglie. Un pensiero troppo pesante da sopportare e che lo porta a compiere un gesto estremo. Anni dopo terminata la guerra, Roxanne e Cyrano si trovano a dialogare come sempre, fin quando la verità sulle lettere e il suo amore segreto non verranno alla luce.

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La recensione del musical diretto da Joe Wright

Il gioiello musicale diretto da Joe Wright è un’esplosione di emozioni per il cuore e per gli occhi. Ispirato alla commedia eroica di Edmond Rostand, questa nuova versione del classico Cyrano de Bergerac conquista il pubblico dal primo minuto fino all’ultimo.

Tuttavia è impossibile non pensare ad alcuni rimandi con film e serie tv del momento, come Bridgerton (vedi la coppia Duca di Hastings e Daphne) o l’amore osteggiato dal Duca Di Monroth dal musical Moulin Rouge con la ballerina Satine (Nicole Kidman) e lo scrittore Christian (Ewan McGregor).
Questa considerazione è stata fatta solo per non perdere la magia del musical diretto da Joe Wright, che merita senza dubbio una particolare attenzione per coloro che amano questo genere.

Tra i punti di forza di questo film sicuramente c’è la cura nel make-up e nel parrucco perfettamente in linea con i dettami del ‘600. Troviamo una scelta accurata nei colori e nei disegni degli abiti di scena curati dall’italiano Massimo Parrini Cantini che rende una perfetta armonia sullo schermo. E infine, la varietà di brani cantati dagli attori, dando una forte connotazione emotiva ai vari momenti narrati secondo il classico di Rostand. A tal proposito, in una storia incentrata sulla potenza delle parole, che superano le differenze fisiche e che arrivano dritte all’anima, i testi delle canzoni attraverso poche frasi riescono a riassumere il cuore del Cyrano.

L’Italia – oltre alla presenza del costumista citato precedentemente – è presente nelle ambientazioni. I bellissimi monumenti e gli scorci che vengono mostrati dalla sapiente maestria di Wright con la macchina da presa, mostrano la bellezze di Noto, Siracusa, Scicli e dell’Etna.

Particolare attenzione va al personaggio della giovane Roxanne, che si mostra tutt’altro che debole e versione bambolina, nonostante il suo aspetto fisico possa portare a pensarlo. La pelle di porcellana, i capelli rossicci e un fisico importante e irresistibile agli occhi degli uomini, la porta spesso a giocare con il fuoco, portando però altri a bruciarsi a causa delle sue scelte. La melodiosa voce dell’attrice e cantante Haley Bennet, sia in brani più lenti così come in quelli leggermente più ritmati (come in I need more) funzionano benissimo e conquistano sempre di più.

Plauso per la scelta dei dialoghi va senza dubbio alla sceneggiatrice Erica Schmidt, infatti l’adattamento cinematografico è tratto dal suo musical. Tra i momenti più toccanti, la dichiarazione di Roxanne a Cyrano, facendo emergere tutta la sofferenza di un grande amore taciuto per anni, portando entrambi a soffrire fino alla fine.
C:”Hai amato le parole. “
R:”No, ho amato te. Cyrano, è il mio amore’.
C: “E io ho amato il mio orgoglio.”

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La Casa di Carta 5: la fine è vicina | il teaser trailer dell’ultima stagione

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Come tutte le cose belle, anche la serie cult La Casa di Carta 5 sta per dire addio al suo pubblico. In queste ore è stato rilasciato l’atteso teaser trailer della seconda parte della quinta stagione che vede gli storici protagonisti pronti a farsi giustizia a colpi di armi da fuoco e colpi di scena in un’escalation di emozioni via via sempre più forti. Il teaser trailer che potrete vedere al centro dell’articolo, preannuncia l”uscita sulla piattaforma streaming Netflix, a partire dal 3 dicembre 2021.

La Casa di Carta 5 | La promessa de Il Professore

Disperazione, lacrime e determinazione sono i primi pensieri che vengono in mente guardando i 44 secondi che compongono il teaser trailer de La Casa di Carta 5 – Volume 2. Ma se da un lato ci sono i sentimenti che avranno il dominio della scena, portando la banda a compiere scelte sofferte, dall’altra non mancheranno i colpi di scena e l’azione che renderà ancora più movimentati gli ultimi episodi disponibili su Netflix a partire dal 3 dicembre in tutto il mondo.

“Nelle ultime ore ho perso delle persone molto importanti e non permetterò che accada a nessun altro di morire per questa rapina”. Queste sono le battute pronunciate dal Professore (Álvaro Morte), durante le prime immagini della seconda parte della quinta stagione de La Casa di Carta. L’uomo ancora provato per la morte di Tokyo (Úrsula Corberó) è pronto a farsi giustizia mentre il nemico, ferito ma più pericoloso che mai, si trova ancora all’interno della Banca di Spagna.

Leggi anche: La Casa di Carta 5: Recensione no spoiler in anteprima | Guerriglia totale!

Teaser Trailer de La Casa Di Carta 5

Leggi anche: La Casa di Carta: guida ai personaggi della serie tv spagnola più amata di Netflix

Quanti sono gli episodi del Volume 2?

Come anticipato poco fa, la seconda parte de La Casa di Carta 5 sarà disponibile per gli abbonati a Netflix di tutto il mondo a partire dal 3 dicembre e sarà composto da 5 episodi, che segneranno anche la conclusione della storica rapina alla Banca spagnola. È ufficiale: le tute rosse con il cappuccio (odiate dagli attori) e le iconiche maschere di Dalì stanno per essere appese al chiodo per sempre. La Banda guidata dal Professore, è pronta alle battute finali di questa avventura che ha segnato numeri da capogiro sui social e su Netflix.

Tuttavia, i fan della serie stanno ancora brancolando nel buio, in attesa di avere qualche altra informazione, curiosità o indiscrezione su ciò che accadrà negli ultimi 5 capitoli della serie.

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Giunge al termine il Civitavecchia Film Festival: tra i premiati Milena Vukotic

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Si è conclusa lunedì 11 ottobre la X edizione del Civitavecchia Film Festival. La kermesse ha avuto inizio lo scorso luglio, toccando varie location della costa romana, per finire il tour all’Hotel San Giorgio di Civitavecchia.

Civitavecchia Film Festival | La serata di chiusura

La serata di chiusura ha visto alternarsi sul palco una serie di personalità importanti, provenienti dal mondo del cinema, della letteratura, della televisone. A presentarla, sono stati chiamati l’attore Simone Gallo e Anastasia Vasylieva.

Leggi anche: A Castel Volturno torna il Festival del Cinema dal 25 al 30 ottobre

Primo grande ospite della serata è stata l’autrice, Premio Nobel, Dacia Maraini. La scrittrice ha presentato la sua ultima opera, dal titolo “Una rivoluzione gentile, riflessioni su un paese che cambia”.

Da Berlino è arrivato anche il regista Veit Helmer. Dopo aver presentato una rassegna di suoi celebri cortometraggi, ha premiato l’iraniano Ali Asgari, vincitore con il suo “Witness“, in concorso nella sezione fiction.

Tra premi speciali e ospiti indimenticabili

Nel corso dell’evento, l’attrice Giuditta Saltarini, moglie dell’indimenticato Renato Rascel, è stata insignita del ITFF Special Award. Quindi spazio alla premiazione del regista Salvo Spoto e dello Chef Bruno Barbieri (in videomessaggio), per il film fuori concorso “Sosia -La vita degli altri“.

Riconoscimenti anche per lo scrittore Federico Moccia e per Blasco Giurato, premio Oscar per la fotografia.

Leggi anche: Ferzaneide – Sono Ia! | il teatro italiano rinasce con Ferzan Ozpetek

Tra i momenti più emozionanti della serata, l’arrivo sul palco della “signora del cinema” Milena Vukotic, una delle più apprezzate e amate interpreti, che riceve dalle mani di Piero Pacchiarotti, il patron della Kermesse, il Premio alla Carriera.

Con il suo inconfondibile garbo e stile ha ringraziato tutti gli organizzatori e soprattutto il suo pubblico che da oltre 60 anni non l’ha mai abbandonata. AApuntamento all’anno prossimo con il Civitavecchia Film Festival…

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