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Film in sala dall’ 1 dicembre: programmazione cinema

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Con l’avvento del mese delle feste natalizie verranno proiettati diversi film in sala che meritano davvero di essere visti. Dai cinepanettoni ai film in possibile corsa per l’ Oscar, ce n’è davvero per tutti i gusti. Eccovi i titoli più attesi:

Sully

Diretto da Clin Eastwood con protagonista il pluripremiato agli Oscar Tom Hanks, questa è la pellicola più attesa tra quelle in uscita nello stesso periodo; il film è stato girato interamente in IMAX ( sistema di proiezione all’avanguardia che è stato portato alla ribalta dal regista Chirstopher Nolan) e racconta la vicenda realmente accaduta dell’ammaraggio riuscito del volo US Airways 1549 grazie all’abilità del pilota Chesley “Sully” Sullenberger. Lo stesso Sully, che venne salutato come un eroe non appena mise piede fuori dal veicolo subito dopo aver compiuto il cosiddetto “Miracolo del fiume Hudson”, verrà messo sotto inchiesta per verificare se la manovra compiuta era l’unica che poteva salvare la vita di quasi duecento persone,oppure fu una scelta arbitraria considerabile troppo azzardata (facendo venire dei seri dubbi al pilota stesso).

Tom Hanks in Sully

Tom Hanks in Sully

Amore e Inganni

Film di Whit Stillman che trae spunto da uno dei numerosi racconti della scrittrice britannica Jane Austen. Amore e Inganni è una commedia sentimentale con protagonisti Kate Beckinsale,Cloe Sevigny,Xavier Samuel e Morfydd Clark. La protagonista,ovvero la vedova Lady Susan Vernon,appassionata di pettegolezzi che riguardano l’alta società, decide di rimettersi in gioco alla ricerca di un nuovo marito per sé e per la figlia Frederica. Trasferitasi per le vacanze nella sfarzosa tenuta Churchill di proprietà del marito defunto,con l’aiuto dell’amica Alicia cercherà di attirare le attenzioni di un giovane e affascinante ragazzo di famiglia benestante e di un meno affascinante uomo vissuto che cerca di colmare questo vuoto legato all’aspetto fisico con la propria ricchezza.

La Mia Vita da Zucchina

Un film di Claude Barras che utilizza il mezzo dell’animazione per descrivere la difficile vita dei bambini con gravi problemi familiari; Zucchino è infatti un bambino che rimane orfano dopo la morte della madre alcolizzata e viene trasferito in un istituto per bambini abbandonati. A differenza di ciò che si possa pensare, Zucchino troverà lì dei nuovi amici con i quali condivide un passato molto difficile e un presente sempre più incerto. Sarà interessante il modo in cui verranno trattati temi seri e importanti all’interno di una pellicola animata.

Free State of Jones

Dopo il successo di Hunger Games, Gary Ross si ripresenta con un dramma biografico ambientato durante la guerra di secessione americana. Newton Knight è l’infermiere dell’esercito sudista fino a quando non decide di disertare sia a causa delle troppe ingiustizie chiaramente evidenti tra le fila militari,sia per riportare a casa il corpo senza vita del nipote che dopo essere stato ferito gravemente non ha potuto ricevere le cure necessarie. Ma quando torna a casa e scopre le atrocità e gli abomini subiti dal suo popolo,decide di formare un esercito con tutti gli uomini e le donne che non possono più sopportare questa situazione,nel tentativo di rendere la Contea Jones del Mississipi uno Stato indipendente e distaccato dalla Confederazione.

Un Natale al Sud

Immancabile cinepanettone con Massimo Boldi sotto la direzione di Federico Marsicano. Peppino è un carabiniere che decide di trascorrere le vacanze di Natale insieme all’amico fioraio Ambrogio. Proprio in vacanza i due scoprono che i rispettivi figli si stanno “frequentando” con delle coetanee, ma rimangono sbigottiti quando vengono a conoscenza del fatto che in realtà la frequentazione era solo virtuale,non essendosi i ragazzi mai incontrati. Nel tentativo di convincere i ragazzi a partecipare all’evento organizzato dall’App Cupido 2.0 per fare incontrare le coppie virtuali,prenderanno parte all’evento anche i genitori che faranno incontri particolari che metteranno in crisi anche le coppie più anziane considerate le più salde.

zucchina

La Stoffa dei Sogni

Un film del regista cagliaritano Gianfranco Cabiddu che prende liberamente spunto dalla commedia di Eduardo De Filippo L’Arte della Commedia” e dalla sua traduzione dell’opera shakespiriana “La Tempesta”. A causa di una violenta tempesta un gruppo di naufraghi sbarca sull’isola dell’Asinara; il problema è rappresentato dal fatto che nel gruppo vi sono quattro camorristi, due guardie carcerarie che li accompagnano e una compagnia teatrale. Tre dei camorristi decidono di mischiarsi tra i membri della compagnia teatrale per sfuggire dalla stretta del direttore del carcere,ma quest’ultimo, essendo un tipo molto diffidente, decide di far fare agli attori naufraghi una rappresentazione teatrale con la certezza di scoprire l’identità dei camorristi infiltrati.

I Cormorani

Con la regia di Fabio Bobbio, I Cormorani è una pellicola che racconta di due ragazzi nella difficile impresa rappresentata dal passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Infatti sono ormai stanchi della solita routine quotidiana e ciò che prima li divertiva adesso li annoia. Ciò è la diretta conseguenza di un cambiamento fisico e psicologico che invita i due a spingersi oltre i propri limiti alle prese con nuove esperienze che la vita offre loro rendendosi conto di come tutto ciò che li circonda è destinato a mutare a causa dell’ineluttabilità del tempo.

Rock Dog

Il regista Ash Brannon propone questa simpatica pellicola d’animazione con protagonista un mastino tibetano. Bodi è infatti un giovane mastino tibetano che sembra destinato a prendere il posto del padre come guardiano di uno scatenato gregge di pecore. Un giorno cade dal cielo una radio e Bodi scopre la bellezza della musica decidendo di diventare una famosa rockstar nel tentativo di cambiare il suo destino che sembrava ormai segnato. La sua lontananza da casa indurrà Linnux e il suo branco di lupi a fare una scorpacciata di pecore apparentemente non sorvegliate,così Bodi dovrà riuscire nella doppia impresa di salvare il gregge e realizzare il suo sogno.

Scopri qui la programmazione completa dei cinema italiani con giorno e orario di proiezione sempre aggiornato.

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Cinema

Tragico incidente sul set di Rust: Alec Baldwin spara e uccide la direttrice della fotografia

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Alec Baldwin coinvolto in una tragedia sul set del film western Rust, in lavorazione in New Mexico.

Secondo la prima frammentaria e confusa ricostruzione dell’accaduto, attorno alle 13.50 di giovedì ora locale (nella notte fra giovedì e venerdì, ora italiana) l’attore protagonista Alec Baldwin avrebbe sparato alcuni colpi di una pistola utilizzata per le riprese, uccidendo Halyna Hutchins, 42 anni, direttrice della fotografia, deceduta durante il trasporto in ospedale dopo aver riportato gravi ferite.

Almeno un proiettile avrebbe raggiunto anche il regista Joel Souza, 48 anni, attualmente ricoverato a Santa Fe.

Al momento non è stata formalizzata nessuna accusa per l’accaduto. «È stato un incidente, è stato un incidente», avrebbe ripetuto fra le lacrime e sotto choc l’attore di 63 anni, che figura anche tra i co-produttori del film.

Hutchins e Souza «sono stati colpiti quando Baldwin ha scaricato una pistola usata nelle riprese del film», ha spiegato un portavoce dello sceriffo di Santa Fe.

Baldwin «ha volontariamente parlato con gli investigatori dopo l’accaduto». Le indagini sono in corso per determinare che tipo di proiettile è stato scaricato dalla pistola di scena.

Solitamente l’attrezzista o l’armaiolo è il responsabile delle armi da fuoco e della loro sicurezza sul set di una produzione come Rust. La produzione del film è stata interrotta a tempo indeterminato, come scrive in una dichiarazione la società di produzione del film, Rust Movie Productions.

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Cinema

Quentin Tarantino a Roma: il futuro del cinema e Kill Bill 3

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Questa mattina la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica è stata letteralmente presa d’assalto per la conferenza stampa con Quentin Tarantino.

Il regista pluripremiato verrà premiato con un premio alla carriera durante la sedicesima edizione de La Festa del Cinema di Roma per i suoi molteplici successi cinematografici. Domanda, risate e cordialità hanno reso questo incontro indimenticabile per tutti i presenti in sala. Scopriamo insieme cosa ha dichiarato nel corso dell’incontro.

Quentin Tarantino: tra letteratura e cinema

Partendo dall’uscita del primo libro firmato dal cineasta e dedicato al suo ultimo film C’era una volta a Hollywood, molto apprezzato da critica e pubblico, con tanto di premio Oscar come migliore attore non protagonista per Brad Pitt nel ruolo dello stuntman Cliff Booth, si è parlato del connubio tra letteratura e cinema.

“Le Iene” poteva essere un libro perfetto parlando di crimine. Ho voluto farlo per C’era una volta a Hollywood perché tutto il materiale che avevo a disposizione meritava di essere conosciuto. Se dovesse finire in un genere, sicuramente andrebbe in un ”romanzo su Hollywood’ e non sarebbe male.”

Pensando alle storie raccontate nei suoi film, si è parlato delle polemiche relative alla libertà e alla provocazione mosse dalla stampa nel corso degli anni. Queste sono state le parole di Quentin Tarantino a riguardo: “Credo che sia più difficile esprimersi oggi, ma per farlo bisogna saper credere nei propri principi. Quando ho fatto Pulp Fiction ha attirato critiche positive ma al contempo ci sono stati critici che lo hanno attaccato duramente. Al che mi sono detto: ‘ma che problemi avete? È solo un film divertente sui gangstar.

Poi dopo 10-15 anni, ho riletto quegli articoli e ho ripensato al film, allo spirito del tempo e sul fatto che, anche se le critiche sono state non positive, hanno comunque mosso un interesse. Pulp Fiction ha mosso così tanti commenti perché è stato un lavoro vitale e va sempre accettato tutto. Negli anni ’80 tutto era più permissivo, anche pubblico e stampa. Il film è uscito nel 1988, ma se fosse uscito 4 anni dopo, sicuramente la risposta sarebbe stata diversa”.

Leggi anche: The eyes of Tammy Faye | La conferenza stampa con Jessica Chastain

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Tarantino a Roma: Il cinema è morto?

Il cinema e il mondo dei contenuti streaming stanno condizionando la fruizione e produzioni cinematografiche, portando (ormai da tempo) la settima arte a soffrire, soprattutto a causa del Covid.
“Considera che ho quando hanno riaperto i cinema, la mia sala New Beverly ha segnato tutto esaurito perché la gente vuole tornare al cinema. Sono consapevole di essere stato fortunato ad aver girato C’era una volta a Hollywood nel 2019, prima che si chiudessero tutte le porte.” E poi riferendosi al possibile sequel di Kill Bill 3 ha risposto: “Chissà che il mio prossimo film non sia questo…”

Il cinema e la scrittura sono due mondi che appartengono la vita di Quentin Tarantino da anni. Parlando della scrittura di Bastardi Senza Gloria (titolo in italiano molto amato dal regista) e C’era una volta a Hollywood, ha dichiarato: “Riscrivere la storia è successo mentre scrivevo la sceneggiatura. Non sapevo come uscirne e allora ho deciso che uccidere Hitler avrebbe rappresentato un’ottima via di fuga. Quando mi accusano di aver scelto lo stesso finale in vari film, chiedendomi se sia giusto, la mia risposta è si! Sono io che ho inventato quel finale, è roba mia”.

Leggi anche: Tutti i modi per morire nei film di Quentin Tarantino in un video

Il film che il regista vorrebbe eliminare

Prima di concludere la conferenza stampa, il regista ha risposto ad un’ultima domanda, definita dallo stesso abbastanza nefasta, ma comunque interessante.
“Se potesse uccidere qualcuno per cambiare il mondo chi sarebbe? E se potesse eliminare un film?”

Tarantino ha risposto: “Che domanda negativa. Giochiamo un po’. Come tante persone trovo che A Birth of a Nation” abbia creato problemi che invece vorrei eliminare. Non parlo solo di razzismo ma anche della rinascita del Ku Klux Klan nel 20° secolo. Dopo i movimenti dei diritti civili negli anni ’60 è cambiato tutto. Tanti neri ed ebrei sono morti in quei 50 anni. Per questo motivo, incolpo il film di Griffith. Comunque, non voglio uccidere nessuno, però se non ci fossero alcune persone si vivrebbe meglio”.

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Festa del Cinema di Roma

Cyrano | la recensione dell’irresistibile musical con Peter Dinklage

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Il terzo giorno della 16^ edizione della Festa del Cinema di Roma si è aperto con dolci melodie, grazie a quello che definirei come un musical irresistibile. Cyrano diretto dal regista Joe Wright (Orgoglio e Pregiudizio) tra i protagonisti ha visto la presenza di Peter Dinklage (Il Trono di Spade) nel ruolo dell’omonimo protagonista, Haley Bennet (Scrivimi una canzone) nei panni di Roxanne e Kevin Harrison Jr (Waves) in quelli del cadetto Christian de Neuvillette.

La trama di Cyrano con Peter Dinklage

La dolce e desiderata Roxanne, orfana e di umilissime origini, grazie alla sua bellezza riesce ad attirare a sè le attenzioni del Duca De Guiche. Sebbene sia più comodo – socialmente parlando – sposare il nobile, la ragazza in attesa di assistere a uno spettacolo teatrale, si imbatte negli occhi di un giovane ragazzo. L’ amore a prima vista tra i due viene interrotto da un furto ai danni e dall’inizio della piéce teatrale.

Dopo pochi minuti dall’arrivo sul palcoscenico del famoso attore teatrale Montfleury, arriva il soldato Cyrano de Bergerac, pronto a cacciarlo via e a umiliarlo di fronte al suo pubblico. Questo scatena una bagarre che vede il nobile Valvert schiaffeggiare Cyrano con un guanto di sfida. Chiamato con l’appellativo di Freak (mostro) a causa della sua statura, tra botte e risposte con la spada e con le parole, gli occhi di Cyrano non perdono l’occasione per incontrare quelli della sua amica di vecchia data Roxanne.

Amicizia unilaterale visto il profondo amore provato dall’uomo nei confronti della donna, da tempo immemore ma soffocato (a fatica) per non correre il rischio di perderla. Quando Roxanne capirà che il ragazzo del teatro è un cadetto dello stesso regimento di Cyrano, chiede il suo aiuto per poterlo conoscere, infrangendo inesorabilmente il suo cuore. Da buon amico e spinto dal forte sentimento, decide di aiutarla promettendole di prendersi cura anche del ragazzo.

Il continuo scambio epistolare tra Roxanne e Christian porta i due a confessarsi amore eterno attraverso versi poetici e metafore suggestive, che portano la ragazza a non desiderare altro che incontrarlo. Non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che le lettere scritte da Cyrano venivano solamente firmate dal suo amico soldato, incapace di esprimere i propri sentimenti con tale maestria nelle parole.

Nel frattempo, il Duca De Guiche chiamato a servire il suo Paese prendendo parte alla guerra comandando il regimento di Cyrano e Christian, non lo distrae dalla voglia di avere la giovane Roxanne. Quando tornerà a casa sarà sua premura informare la ragazza che quella stessa notte – volente o nolente – la farà sua e se vorrà, potranno unirsi in matrimonio così da non generare uno scandalo.

Messa alle strette e soprattutto dopo una dichiarazione d’amore meravigliosa affacciata al balcone da parte di Christian – ma suggerita parola per parola da Cyrano – decide di compiere un atto estremo. Il prete presente per unire in matrimonio Roxanne e il Duca, si troverà a doverla sposare con Christian. Questo oltraggio manda su tutte le furie il nobile, il quale senza indugiare ulteriormente, decide di mandare al fronte tutti i cadetti compresi i due amici.

Freddo, morte e il desiderio di rivedere Roxanne, accompagnano i due soldati per mesi e mesi. Il punto di rottura nel loro rapporto, arriverà quando Christian capirà che anche Cyrano è innamorato perdutamente di sua moglie. Un pensiero troppo pesante da sopportare e che lo porta a compiere un gesto estremo. Anni dopo terminata la guerra, Roxanne e Cyrano si trovano a dialogare come sempre, fin quando la verità sulle lettere e il suo amore segreto non verranno alla luce.

Leggi anche: Gli occhi di Tammy Faye | la recensione del biopic con Jessica Chastain

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La recensione del musical diretto da Joe Wright

Il gioiello musicale diretto da Joe Wright è un’esplosione di emozioni per il cuore e per gli occhi. Ispirato alla commedia eroica di Edmond Rostand, questa nuova versione del classico Cyrano de Bergerac conquista il pubblico dal primo minuto fino all’ultimo.

Tuttavia è impossibile non pensare ad alcuni rimandi con film e serie tv del momento, come Bridgerton (vedi la coppia Duca di Hastings e Daphne) o l’amore osteggiato dal Duca Di Monroth dal musical Moulin Rouge con la ballerina Satine (Nicole Kidman) e lo scrittore Christian (Ewan McGregor).
Questa considerazione è stata fatta solo per non perdere la magia del musical diretto da Joe Wright, che merita senza dubbio una particolare attenzione per coloro che amano questo genere.

Tra i punti di forza di questo film sicuramente c’è la cura nel make-up e nel parrucco perfettamente in linea con i dettami del ‘600. Troviamo una scelta accurata nei colori e nei disegni degli abiti di scena curati dall’italiano Massimo Parrini Cantini che rende una perfetta armonia sullo schermo. E infine, la varietà di brani cantati dagli attori, dando una forte connotazione emotiva ai vari momenti narrati secondo il classico di Rostand. A tal proposito, in una storia incentrata sulla potenza delle parole, che superano le differenze fisiche e che arrivano dritte all’anima, i testi delle canzoni attraverso poche frasi riescono a riassumere il cuore del Cyrano.

L’Italia – oltre alla presenza del costumista citato precedentemente – è presente nelle ambientazioni. I bellissimi monumenti e gli scorci che vengono mostrati dalla sapiente maestria di Wright con la macchina da presa, mostrano la bellezze di Noto, Siracusa, Scicli e dell’Etna.

Particolare attenzione va al personaggio della giovane Roxanne, che si mostra tutt’altro che debole e versione bambolina, nonostante il suo aspetto fisico possa portare a pensarlo. La pelle di porcellana, i capelli rossicci e un fisico importante e irresistibile agli occhi degli uomini, la porta spesso a giocare con il fuoco, portando però altri a bruciarsi a causa delle sue scelte. La melodiosa voce dell’attrice e cantante Haley Bennet, sia in brani più lenti così come in quelli leggermente più ritmati (come in I need more) funzionano benissimo e conquistano sempre di più.

Plauso per la scelta dei dialoghi va senza dubbio alla sceneggiatrice Erica Schmidt, infatti l’adattamento cinematografico è tratto dal suo musical. Tra i momenti più toccanti, la dichiarazione di Roxanne a Cyrano, facendo emergere tutta la sofferenza di un grande amore taciuto per anni, portando entrambi a soffrire fino alla fine.
C:”Hai amato le parole. “
R:”No, ho amato te. Cyrano, è il mio amore’.
C: “E io ho amato il mio orgoglio.”

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