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Festival

Giffoni Film Festival 2015, tutti gli ospiti e i film in programma

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3.600 giurati provenienti da circa 50 Paesi (tra cui Australia, Corea del Sud, Francia, Giordania, India, Iraq, Libano, Palestina, Qatar, USA): saranno loro il cuore e l’anima della 45ᵃ edizione del Giffoni Experience, in programma dal 17 al 26 luglio 2015. Arriveranno per la prima volta in Cittadella delegazioni dall’Iraq, dal Marocco, dal Pakistan e dalTajikistan mentre ritornano, dopo qualche anno di assenza, giurati provenienti da Albania, Bosnia Erzegovina e BrasileAttualissimo il tema scelto per l’occasione “Carpe Diem”: un invito a rendere straordinaria la propria vita, a non accontentarsi, senza rimandare, con coraggio e con passione. Anche questa volta, Giffoni saprà stupire con il suo programma: 156 film di cui 98 in concorso, selezionati su oltre 4.200 produzioni in preselezione. Le sezioni competitive sono: Elements+3 (3-5 anni); Elements+6 (6-9 anni); Elements+10 (10-12 anni); Generator+13 (13-15 anni);Generator+16 (16-17 anni); Generator+18 (dai 18 anni in su) e GexDOC. E, ancora, Cinema al Parco, con alcuni tra i migliori film già distribuiti in Italia certificati “Giffoni” e quattro Focus ondedicati al Qatar, alla Macedonia, alla Georgia e all’Albania.

Come ogni anno, star nazionali e internazionali incontreranno i ragazzi del Festival: da MARK RUFFALO tornato su grande schermo nelle scorse settimane – dopo il grande successo nei panni di Hulk in Avengers: Age of Ultron – con Teneramente Folle a ORLANDO BLOOM, protagonista de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit, Pirati dei Caraibi e Troy; da MARTIN FREEMAN, il Bilbo Baggins protagonista della trilogia fantasy Lo Hobbit a DARREN CRISS, il talentuoso Blaine Anderson della seguitissima serie tv Glee, fino a TOM FELTON, per i giovani di tutto il mondo, il Draco Malfoy della fortunata saga cinematografica di Harry Potter. E ancora Lodovica Comello, Tea Falco, Stefano Fresi, Fabio De Luigi E Angelo Duro, Serena Rossi, Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore, Primo Reggiani, Anna Foglietta, Luca Capuano, Asia Argento, Valentina Corti E Lauren Kate, Massimo Poggio, Walter Veltroni, Fortunato Cerlino,Francesca Chillemi, Edoardo Leo, Fabio Troiano, Braccialetti Rossi, Rocio Munoz Morales.

Sette anteprime e sette teaser delle più importanti major. Sarà Ant-Man, il nuovo capitolo dell’universo cinematografico Marvel, ad aprire l’edizione 2015, con una proiezione speciale in 3D. Il film uscirà nelle sale italiane il 12 agosto. Sabato 18 luglio è la volta della proiezione speciale diInside Out, la nuova opera d’animazione Disney•Pixar, nei cinema italiani dal 16 settembre. Prima della proiezione, sul Blue Carpet sarà presente Lodovica Comello. Lunedì 20 luglio sarà la volta dei canali TV Disney con Alex & Co. (con un esclusivo Meet & Greet in compagnia dei protagonisti Leonardo Cecchi, Federico Russo e Debora Villa), la seconda stagione di Star Wars Rebels e la nuova serie di Disney Junior Miles dal Futuro. Per tutto il pubblico della manifestazione, saranno inoltre proiettati i corti Disney Topolino.

Tre gli eventi targati Warner Bros: il teaser preview Hotel Transylvania 2 e Pixels, del regista Chris Columbus, nelle sale italiane a partire dal 29 luglio. Tra le altre attese anteprime il film d’animazione Quando c’era Marnie, l’ultimo lungometraggio dello Studio Ghibli e distribuito dalla Lucky Red, che a Giffoni presenterà anche i teaser preview de Il Piccolo Principe di Mark Osborne, Un Bacio di Ivan Cotroneo, Breaking Dance di John Swetnam e Game Therapy di Ryan Travis,

Lunedì 20 luglio, invece, sarà la volta di Eduardo e i Burattini, il docu-film dedicato a Eduardo De Filippo per la regia di Francesco Saponaro. Alla presentazione parteciperà anche Luca De FilippoNé Giulietta, Né Romeo è l’anteprima prevista nella giornata di martedì 21 luglio. Distribuita dallaPigra srl, la commedia è diretta e interpretata da Veronica Pivetti. Il 19 agosto arriva nei cinema italiani con la Eagle Pictures la commedia americana The Duff (L’ A.S.S.O. nella manica), visionato in anteprima mercoledì 22 luglio dal pubblico di Giffoni.

Sabato 25 luglio, è la volta di Città di Carta (Paper Towns), l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di John Green, film distribuito da 20th Century Fox, atteso nelle sale italiane il 3 Settembre. Il lungometraggio vede protagonisti Cara Delevingne e Nat Wolff. Il festival prevede 3 eventi speciali in anteprima mondiale, una maratona “Omaggio a Robin Williams”, 10 eventi musicali. Oltre 70 talent italiani ed internazionali, artisti e maestri per la speciale sezione Masterclass con 18 incontri, 200 spettacoli gratuiti tra laboratori, teatro per bambini, giocolieri, artisti di strada, ballerini, circensi e burattini, 20 incontri dedicati all’innovazione digitale, 4 meet&greet riservati a 4.000 fan non in giuria. Sono solo alcuni dei significativi numeri che compongono questa edizione del Festival.

Tra i momenti salienti del festival il Trio Medusa Late Show @ Giffoni. Irriverente e ironico: si presenta così il Trio Medusa Late Show @ Giffoni, la grande novità del Giffoni Film Festival 2015. Un appuntamento fisso che chiude le serate del Festival e che andrà in onda dal 18 agosto in seconda serata su Italia1. Interviste pungenti dei giurati del Festival e del Trio Medusa ai protagonisti del cinema e della musica, divertenti incursioni video nella vita della manifestazione saranno i contenuti di un late show senza regole e mai visto prima. Dal 18 luglio, a partire dalle ore 22.00, Piazza Lumière di Giffoni Valle Piana diventerà un’arena con due palchi, uno dedicato alla musica e uno alle interviste, legati indissolubilmente da una passerella sospesa. I protagonisti sul palco, accanto agli ospiti, saranno i ragazzi delle giurie che interverranno nelle interviste ai loro idoli. Grandi nomi del cinema e della musica arricchiranno il parterre degli ospiti del Trio Medusa Late Show @ Giffoni: da uno dei cantautori più originali della musica italiana Max Pezzali al rapper dominatore delle classifiche Guè Pequeno, dal trio inedito di attori Nicolas Vaporidis, Primo Reggiani, Matteo Branciamore ai comici rivelazione 2.0 The Pills e all’originale duo Fabio De Luigi e Angelo Duro; dalla band fenomeno del momento The Kolors agli interpreti di primissimo piano della nuova commedia italiana Edoardo Leo, Fabio Troiano e Anna Foglietta fino a Nina Zilli e Zero Assoluto oltre al rapper Raige e, tra i più ascoltati in radio in questi giorni, Malika Ayane e Lorenzo Fragola, protagonisti all’ultimo Festival di Sanremo. Un grande spettacolo dal vivo sarà così protagonista assoluto delle serate dell’edizione 45 di Giffoni Experience, tra brillanti talk show, momenti di puro divertimento e performance di musica uniche che comprenderanno anche un contest di band campane. L’irriverente show sarà trasmesso dal 18 agosto su Italia1, in 6 appuntamenti in seconda serata.

Inoltre sul fronte musicale ci sarà il GIFFONI MUSIC CONCEPT. È ufficiale la lista delle formazioni selezionate che si esibiranno in concerto, in Piazza Lumière, il 24 e 25 luglio alle ore 22, nell’ambito dello spin-off musicale del Giffoni Film Festival. Dal synth pop alla new wave, passando per l’hip hop e per il folk d’autore, le band che solcheranno il palco sono: gli Psychopatic Romantics (Caserta/Benevento), gli Sha’dong (Caserta), I Nibiru Prj22 (Salerno), i Blindur(Napoli), The Smash (Salerno), i Resurrextion (Napoli), The Citizen (Salerno), I Lef (Salerno).

 

Berlinale

Berlinale 71: Natural Light, la recensione del film premiato per la regia

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Pellicola che ha debuttato il 2 marzo 2021 in World Premiere alla Berlinale 71, Natural Light è diretto da Dénes Nagy. Durata 103 minuti. Una produzione realizzata con la collaborazione di Ungheria, Francia, Germania e Lettonia, che ha vinto l’Orso d’Argento per la Miglior Regia.

Natural Light: sinossi

Il caporale István Semetka, prima semplice contadino ungherese, si trova in una situazione più grande di lui e contro la sua volontà. Facente parte di un’unità speciale il cui scopo è cacciare partigiani nell’Unione Sovietica ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, dovrà fare i conti con il susseguirsi degli eventi, in una morsa che procede per inerzia, tra paure ed impotenza.

Natural Light: recensione

Un war movie che basa la sua funzione primaria non tanto nello scontro, quanto nell’elaborazione personale di un semplice uomo. Il regista ungherese vince meritatamente l’Orso d’Argento proprio per la sua precisa e maniacale direzione. Scenografie accurate, location immersive ed un’attenzione alla ricostruzione storica con l’ausilio esemplare di costumi d’epoca, collaborano all’unisono per dipanare una vicenda che si imprime negli occhi dello spettatore principalmente per goduria visiva. Tecnicamente grandioso, forte di un’estetica calamitica, vive di luci naturali proprio come il titolo suggerisce.

natural light film recensione

Quasi unicamente girato senza l’aiuto di artificiosità, fa della fotografia un enorme punto di forza, spesso sono i focolai, gli incendi, il fuoco stesso l’unica fonte di luce ed è inutile sottolineare la magia che si crea nell’infrangersi sui volti e su ogni superficie, rispecchiando colori impossibili da replicare in modo costruito. Perfetto nel creare un’atmosfera quasi disturbante nella sua sensazionale bellezza, disegna ambientazioni naturali, panoramiche, albe, tramonti che sono quasi un vero e proprio personaggio.

In tutto questo troviamo un dramma, fatto di paure, del superamento di esse e talvolta di immagini qua e là inquietanti, utili a rafforzare ciò che già è potente di suo. Silenzi, sospiri, l’ampio spazio ceduto agli sguardi e ai primissimi piani, che identificano una struttura quasi in sottrazione, in cui la narrazione risulta una rincorsa a vivere il film invece che osservarlo.

Il sonoro in generale è bilanciato accuratamente ed accompagna questi volti consumati, stanchi, sporchi, privati di qualcosa in un percorso visivo cupo e desaturato, in cui la tavolozza sembra avere solo tonalità verdastre, giallognole e marroni. Sbalorditivo dunque principalmente a livello tecnico e per l’essenza che trasmette grazie alla maestria scrupolosa, nel catturare lo spettatore senza alcuna riserva, inutile dire che sul grande schermo ovviamente sarebbe stato superlativo.

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Berlinale

Berlinale 71: Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy) la recensione

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Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy) è stato presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 71 il 4 marzo 2021. Diretto e scritto da Ryusuke Hamaguchi, il film giapponese della durata di 121 minuti ha vinto l’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria.

Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy) Sinossi

Diviso in tre differenti archi narrativi autonomi, il film racconta personaggi femminili in diverse circostanze: il primo Magic si basa su un triangolo amoroso, il secondo Door Wide Open si incentra su una seduzione fallita ed infine il terzo, Once Again, narra di un incontro inaspettato. 

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Guzen To Sozo (Wheel of Fortune and Fantasy), la recensione

Interessante e ben delineato, il film di Ryusuke Hamaguchi tende a farci assaporare diversi sentimenti, dettati da personalità femminili, ma allo stesso tempo caratteristici di un’identità singola. Queste tre storie partono tutte con la stessa idea di base: raccontare il punto di vista femminile in situazioni totalmente divergenti.

Con questi presupposti però, ciò che si può notare è appunto come tre donne che non condividono alcuna circostanza e calate in contesti differenti, risultino allo stesso modo delicate e riservate nell’elaborazione del caso. Il tempo poi è ben scandito in ognuna delle vicende, è presente una parte introduttiva per poi metterci di fronte ad un doveroso sbalzo temporale ed infine riagganciarsi dopo mesi o anni, con le conseguenze che tutto ciò ha comportato.

Uno scorrere del tempo dunque per valutare gli effetti delle scelte fatte in precedenza. Compromessi, false illusioni, rimpianti, tutti aspetti che sono oltre che femminili, propri di ogni essere umano, perciò è come se il regista avesse voluto metterci davanti semplicemente alla vita stessa, a ciò che può accadere a tutti noi.

Se ci si fa caso ogni mini storia concepisce gli attimi inaspettati, ossia getta le sue fondamenta sul concetto di qualcosa che è involontario, non programmato, succede e basta. Degna di merito la scelta di voler dettare delle linee guida similari per poi ramificarsi in elaborazioni singole, si percepisce in maniera chiara l’intento e questo grazie ad una narrazione fluida e corposa.

Inquadrature spesso statiche, senza bisogno di grandi evoluzioni, riescono a farti empatizzare con i personaggi, la macchina da presa scompare quasi nella totalità del minutaggio, un grande pregio per un genere di film che fa del suo vanto l’immersione dello spettatore nel racconto. Concludendo ciò che si può trovare in questa pellicola è poesia, stupore, sensibilità e tutto questo espresso ai nostri occhi con una morbidezza che non è affatto da tutti.

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Cinema

TFF 38: Fried Barry, la recensione del delirante film di Ryan Kruger

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Diretto, prodotto e sceneggiato da Ryan Kruger, approda al Torino Film Festival edizione n.38, una  commedia fantascientifica intitolata Fried Barry. Il Sud Africa è il paese d’origine e Gary Green il suo protagonista.

Un uomo tossicodipendente e già di suo alquanto svalvolato, almeno all’apparenza, un giorno di punto in bianco viene scelto  dagli extraterrestri come cavia. L’alieno dentro di lui vuole provare dunque ogni tipo di esperienza umana e così come un’ameba l’uomo/alieno inizia a muoversi per inerzia in giro per la città, facendo ogni cosa e lasciandosi trasportare dagli eventi senza capacità di giudizio, finchè l’ospite avrà finito con questo inutile involucro.

Un film assurdo, con poca possibilità di percezione positiva. Tutta colpa o merito (dipende dal personale gradimento) di Ryan Kruger, visto il suo coinvolgimento nell’opera, avendo ricoperto i ruoli di regista, produttore e sceneggiatore. La scrittura come la messa in scena, peccano di banalità e troppo semplicismo; al nostro protagonista succedono cose davvero incredibili, ma non per spettacolarità quanto più per scadente plausibilità, come se ad ogni angolo della strada ci fosse qualcuno che aspetta proprio lui, per fare sesso o regalargli droghe o chissà cos’altro.

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Situazioni impensabili, personaggi strambi e poca cura per le performance attoriali come per il realismo delle azioni che compiono, con errori riconducibili ad un principiante alle prime armi.
Una nota positiva risiede invece nella fotografia, contraddistinta da un tono quasi finto patinato, mediante un uso accurato di luci e colori, che senz’altro esaltano il film perlomeno visivamente. 

Se si volesse provare a fare una sovralettura con l’intento di trovare un significato recondito e strettamente ispirato, si potrebbe parlare del corpo umano come semplice involucro, che viaggia parallelamente all’animo, all’essenza, a ciò che costituisce la coscienza e la volontà di agire.
Oltre a questo, noi umani abbiamo anche limiti dettati dalla nostra fragilità e dall’essere mortali, che gli alieni (almeno quelli di questo film) non sembrano avere. Pertanto da un lato ci si trova di fronte a limiti fisici, dall’altro ad emozioni che invece sono solo nostre, come l’amore, che per un alieno provare potrebbe voler dire godere di autenticità, un potere sconsiderato ed inaspettato agli occhi di un essere superiore.

Sicuramente il protagonista ha un impatto visivo peculiare, sottolineato da questo sguardo sempre allucinato che vanta una valenza macchiettistica, anche forte dell’aspetto fisico stesso dell’attore Gary Green. Detto questo, credo di aver voluto cercare un qualche messaggio un po’ troppo sofisticato per un prodotto delirante che si rivela essere caratterizzato da un potenziale interessante, ma realizzato davvero male, che non credo rimarrà nell’immaginario comune o meglio ci resterà saldo, ma per essere d’esempio quando ci si riferirà a prodotti di qualità infinitamente bassa.

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