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Netflix

Hamlet, Riz Ahmed per Netflix

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Riz Ahmed (Rogue One: A Star Wars Story) è in trattative per entrare a far parte della nuova produzione Netflix dal titolo Hamlet, secondo Deadline. Ahmed, che ha vinto un Emmy per il suo ruolo in The Night Of della HBO, è tra i papabili per ottenere il ruolo come protagonista in questo nuovo adattamento della tragedia di William Shakespeare. Questo Hamlet sarà un adattamento contemporaneo che Ahmed ha sviluppato con lo scrittore Mike Lesslie.

La versione di Hamlet targata Netflix vedrà il “set ambientato in una moderna Londra afflitta da problematiche di natura economica e da un’ incertezza politica, la storia segue i temi degli intrighi legati all’onore della famiglia, al dovere morale e alla corruzione dinastica” Jim Wilson produrrà e Netflix si occuperà di finanziare e distribuire il prodotto.

Nel mese di Agosto dello scorso anno fu domandato ad Ahmed quale fosse il ruolo che da sempre avrebbe voluto interpretare. Bene, qui sotto potrete leggere la sua risposta via Twitter…

Il ruolo di Amleto fu interpretato come attore e regista da Sir Laurence Olivier nel 1948. Nel 1969, il ruolo è stato svolto da Nicol Williamson nel primo film a colori, diretto da Tony Richardson. La pellicola del 1990, diretta da Franco Zeffirelli, vede nel cast, attori come Mel Gibson nel ruolo di Amleto, con Glenn Close come Gertrude, Alan Bates come Claudio e Helena Bonham Carter come Ofelia. Solo dopo sei anni, nel 1996 Kenneth Branagh fece un nuovo adattamento, diretto e recitato da lui stesso mantenendo quasi ogni parola di Shakespeare, per un totale di quattro ore. Ed infine nel 2000 Michael Almereyda si è occupato di una versione ambientata in una moderna Manhattan con protagonista Ethan Hawke.

Ahmed è diventato noto per il suo lavoro in Rogue One: A Star Wars Story, in cui ha interpretato Bodhi Rook, e in The Night Of per la  HBO, interpretando Nasir Khan, per cui ha vinto il Premio Emmy come Migliore attore per una serie limitata o un film, diventando il  primo asiatico e il primo musulmano a vincere quella categoria.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Il buco | La recensione del film horror su Netflix

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the platform

Le regole sono semplici, quanto crudeli e immutabili. In una tecnologica prigione che si sviluppa in verticale per duecento piani e forse più, i prigionieri sono stanziati in coppia di due per ogni livello e a seconda dell’altezza in cui si trovano possono cibarsi degli avanzi lasciati dai “vicini” di sopra. Dalla cima di questa machiavellica struttura viene infatti mandata ogni mattina una piattaforma (ogni piano ha uno spazio rettangolare vuoto al centro proprio per permetterne l’arrivo) carica di pietanze di ogni genere che, come ovvio nella sua discesa, si svuota inesorabilmente sosta dopo sosta, costringendo i reclusi dell’ultimo livello ad un digiuno forzato o alle più infinitesimali rimanenze.

Goreng si è offerto come volontario e alla fine di un periodo di sei mesi otterrà l’atteso attestato di permanenza ma con lo scorrere dei giorni, e l’incontro-scontro con diversi compagni di cella, scoprirà fin dove può spingersi l’animo umano in condizioni di estrema necessità nella quale la sopravvivenza di uno può dipendere da quella dell’altro.

Il buco dell’animo

antonia san juan

Antonia San Juan

Premiato e candidato in diversi festival, tra cui quelli di Torino e Toronto, arriva direttamente online nel catalogo di Netflix l’esordio dietro la macchina da presa del regista spagnolo Galder Gaztelu-Urrutia. Il buco è un film crudo e crudele, ennesima incursione nel cinema distopico che si colloca a metà tra le claustrofobiche atmosfere di Cube – Il cubo (1997) e la scala sociale di Snowpiercer (2013): gli spazi limitati e i crocevia morali riportano alla mente proprio il cult di Vincenzo Natali mentre la lotta per cambiare la situazione e l’esplorazione dei vari livelli è più affine al titolo di Bong Joon-ho. Nonostante tutto quest’opera prima possiede una vibrante personalità, in grado di mantenere alto l’interesse anche nelle fasi apparentemente più statiche e di intessere un interessante quadro psicologico sulle derive che la mente può raggiungere quando si trova alle prese in una lotta per la sopravvivenza che mette tutti contro tutti, senza distinzione di sesso, razza o religione.

Leggi anche: Cam, la recensione dell’horror Netflix sulle cam-girls

Una magra democrazia

emilio buale e ivan massagué

Emilio Buale e Ivan Massagué

Se l’esperimento si contamina di riflessi psicologici in una sorta di utopistica ricerca dell’equilibrio, mettendo a nudo i limiti dell’intera razza umana nella concezione di una solidarietà irrealizzabile nella totale complessità, non mancano delle sane influenze di genere con l’horror che fa capolino in più occasioni non solo dal punto di vista introspettivo ma anche in uno splatter dal taglio realistico (ma mai eccessivamente gratuito, con sequenze più disturbanti nel nascondersi che nel mostrarsi) che caratterizza alcuni dei passaggi chiave, e un’atmosfera mystery permeante il substrato narrativo che spinge lo spettatore ad incuriosirsi sul destino dei protagonisti e di cosa possa nascondersi sul fondo della discendente prigione.

La scelta di un cast piacevolmente “normale”, privo di sex symbol o figure sopra le righe, offre un senso di amara verosimiglianza – ovviamente contestualizzata al metaforico approccio scenico – e a parte la forzata scelta dei dialoghi introduttivi atti all’esposizione del relativo background, la sceneggiatura si muove con grottesca lucidità nel procedere sempre più macabro e tensivo degli eventi, fino ad un epilogo che si concentra più sull’importanza del messaggio che su una chiusura ad effetto: ennesimo punto di forza di una visione forse non originalissima ma incisiva al punto giusto.

Il buco | La recensione del film horror su Netflix
3.4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Netflix

Coronavirus | anche la serie tv The Witcher si ferma

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the witcher

Anche The Witcher si ferma a causa del Coronavirus. La produzione della seconda stagione è stata congelata per cause di forza maggiore, ennesimo episodio che conferma quanto il Coronavirus sta mettendo a dura prova anche il mondo dello spettacolo.

The Witcher 2 | lo stop

The Witcher non è l’unico a subire uno stop: anche la quarta stagione di Stranger Things e Fast & Furious sono state messe in stallo.

Per ora lo stop durerà per due settimane, ma nulla esclude un ulteriore prolungamento. Tutte le serie di Netflix girate negli Stati Uniti e in Canada hanno dovuto fermare la produzione, ma The Witcher ha potuto continuare la lavorazione per una settimana. Eppure, come previsto, Netflix ha fermato la produzione anche della seconda stagione nello sforzo di preservare la salute del suo staff dalla diffusione della pandemia di coronavirus che sta piagando il mondo intero. Per adesso lo stop è di due settimane, ma non si esclude possa essere prolungato vista la situazione.

Leggi anche: Coronavirus | Sospesa anche la produzione di Midnight Mass

The Witcher | La decisione definitiva di Netflix

Lo staff e il cast della serie hanno appreso la notizia via email, con un messaggio simile a quello ricevuto dal cast della serie Il Signore degli Anelli di Amazon, anch’essa fermata. Sostanzialmente il messaggio afferma che la produzione rimarrà ferma per due settimane e che successivamente si valuterà il da farsi, ossia se riprenderla o se allungare lo stop.

Purtroppo non sappiamo se lo stop comporterà un ritardo per il lancio della serie, di cui comunque ancora non si conosceva la data ufficiale (si parla di un generico 2021).

The Witcher | La trama e il cast

Ricordiamo i nomi principali che compongono il cast della serie: Henry Cavill (Geralt of Rivia), Anya Chalotra (Yennefer), Freya Allan (Ciri), Jodhi May (Calanthe), Björn Hlynur Haraldsson (Eist), Adam Levy (Mousesack), MyAnna Buring (Tissaia), Mimi Ndiweni (Fringilla), Therica Wilson-Read (Sabrina), Emma Appleton (Renfri), Eamon Farren (Cahir), Joey Batey (Jaskier), Lars Mikkelsen (Stregobor), Royce Pierreson (Istredd), Maciej Musiał (Sir Lazlo), Wilson Radjou-Pujalte (Dara) e Anna Shaffer (Triss).

Basato sulla serie best-seller di libri fantasy” così descritto sulla piattaforma Netflix “The Witcher è una storia epica di destino e famiglia. Geralt di Rivia, un cacciatore di mostri solitario, fatica a trovare il suo posto in un mondo dove le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Quando il destino lo fa incontrare con una potente maga e con una giovane principessa con un segreto pericoloso, i tre dovranno imparare a viaggiare insieme in un continente sempre più instabile.

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Cinema

Coronavirus | Sospesa anche la produzione di Midnight Mass

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mike flanagan

Dopo gli annunci di questi giorni da parte di ABC e WarnerMedia e la decisione di Netflix di mettere in pausa tutte le sue produzioni, tra cui ricordiamo quella di Stranger Things 4, arriva anche la decisione di Mike Flanagan, che ha dovuto sospendere le riprese di Midnight Mass a causa del Coronavirus.

Molte emittenti, che siano esse via cavo, in streaming od on demand, stanno facendo fronte comune per salvaguardare la salute dei propri attori e tecnici, anche e soprattutto dopo l’appello di molti dipendenti che hanno chiesto di sospendere le produzioni di ogni ordine e grado.

Coronavirus | Midnight Mass rimandato

Dopo le direttive della produzione Flanagan non ha potuto esimersi dal fermare i lavori e ha comunicato con un post la sospensione di Midnight Mass“La produzione di Midnight Mass, che era previsto iniziasse il prossimo lunedì, è stata temporaneamente sospesa (insieme a tutte le produzioni Netflix). Spero che tutti i membri dei nostri fantastici cast e crew rimangano in salute e al sicuro.”

Per il regista, che ha recentemente diretto il sequel di Shining, Midnight Mass sarebbe stata l’occasione per riunirsi con gran parte del cast di The Haunting of Hill House, tra cui Robert Longstreet, Annabeth Gish ed Henry Thomas. Tra le nuove aggiunte troviamo invece Michael Trucco (Hunter Killer), Samantha Sloyan (Grey’s Anatomy), Rahul Abburi, Crystal Balint, Matt Biedel (Altered Carbon), Alex Essoe (Doctor Sleep), Rahul Kohli (Supergirl), Kristin Lehman (The Chronicles of Riddick), Igby Rigney (Blue Bloods) ed Annarah Shephard.

Leggi anche: Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood

La serie è stata ispirata alla raccolta di storie antropologiche, con sfumature che oscillano tra horror e il gotico, intitolata Il giro di vite ideata dalla scrittore inglese Henry James. I racconti, apparsi originariamente a puntate tra il gennaio e l’aprile del 1898 sul Collier’s Weekly, sono state successivamente uniti in un unico volume.

Coronavirus | Midnight Mass di Mike Flanagan

Nella serie Midnigh Mass, una comunità confinata su un’isola è testimone di eventi miracolosi, oltre che di spaventosi presagi, dopo l’arrivo di un giovane prete, tanto misterioso quanto carismatico. Il progetto si compone di sette episodi e sarebbe dovuto cominciare questa primavera a Vancouver. Alla regia di tutti gli episodi lo stesso Flanagan, anche produttore in collaborazione con Trevor Macy.

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