Connect with us

Horror Mania

I 10 film horror più attesi dell’anno

Published

on

folllows-compressed

L’horror è un genere piuttosto vario; non importa quale siano i vostri interessi di nicchia, c’è sempre qualcosa per ognuno nell’universo dell’orrore. Lo stesso si può dire per l’elenco dei film in programma per il 2015, il quale si rivela un sanguinoso buffet di ogni sottocategoria horror immaginabile. Avete bisogno di una storia di fantasmi? Presente. Cercate una nuova pellicola su zombie in putrefazione? Presente. E cosa ne dite di una reinvenzione della classica narrazione horror offerta dall’indie? Presente, presente. Da clown malvagi a spiriti maligni, a non-morti famelici, a mostri che non vanno mai in vacanza: quest’anno c’è tutto ciò che un fan dell’orrore potrebbe desiderare, forse anche di più. Leggere questa lista dei più attesi movies dell’anno confermerà le nostre supposizioni.

10) Paranormal Activity 5: The Ghost Dimension

Data di lancio: 13 marzo 2015. Cast: Katie Featherstone, Billy Shepperd, Tyler Craig.

para

Premesso che il film più recente del franchise – lo spin-off del gennaio 2014 intitolato Il segnato (in originale, Paranormal Activity: The Marked Ones) – ha sbancato più al botteghino che tra il pubblico; premesso che la storia sta esaurendo il motore, forse un effetto collaterale della sua durata troppo estesa, ma l’intera serie ha forse bisogno di un rinnovamento stilistico in toto del proprio marchio di fabbrica? Gregory Plotkin, per lungo tempo tecnico del montaggio dei suddetti lungometraggi, si cimenta per la prima volta nel ruolo di regista, guidando un cast di vittime mai collaudato prima contro la malvagità ricorrente nel paese di Featherstorne, setting dell’intera trama. I fondamentali suonano familiari – una famiglia in una casa di periferia infestata da strane e inspiegabili presenze – ma una nuova rivisitazione d’insieme potrebbe riuscire a riportare questa saga ormai malandata sulla strada giusta.

9) Amityville: The Awakening

Data di lancio: TBA. Cast: Bella Thorne, Jennifer Jason Leigh, Cameron Monaghan, Kurtwood Smith.

amy

C’è da ammetterlo, tutti i recenti aggiornamenti riguardanti The Amityville Horror – dall’esordiente pellicola con Ryan Reynolds datata 2005 fino a un paio di sforzi direct-to-video – non sono stati per niente stimolanti. Allora perché la dodicesima new entry della saga merita una menzione speciale? Perché è guidata da Franck Khalfoun, regista dell’eccellente Maniac del 2012, un remake supportato da uno straordinario stile visionario e da un’eccezionale performance di Elijah WoodSe Khalfoun apporterà la stessa cifra stilistica ad Amityville: Il risveglio, allora il suo intervento sulla consueta formula – in cui Jennifer Jason Leigh trasferisce gli ignari figli nella casa di Amityville – dovrebbe facilmente risultare degno di nota.

8) 31

Data di lancio: TBA. Cast: N/A.

31

Oltre i presupposti, vi è poco di conosciuto riguardo all’ultimo tentativo cinematografico firmato Rob Zombie. Ma questo vi farà girare la testa, è garantito: cinque persone sono costrette a competere in un gioco chiamato “31”, in cui lo scopo è ‘uccidere o essere uccisi’. I personaggi devono fronteggiare una gang di clown abietti e disgustosi, con sole dodici ore per sopravvivere in un inquietante mattatoio chiamato Murder World. Il film attualmente manca di distribuzione, e il cast non è stato rivelato (sebbene IMDB elenchi Sherry Moon Zombie e Bari Suzuki come protagonisti). Ma Zombie ha promesso che 31 p il suo film più brutale mai realizzato finora, con una sinossi che i fan dell’horror scopriranno in un modo o nell’altro, a prescindere.

7) Cooties

Data di lancio: TBD. Cast: Elijah Wood, Rainn Wilson, Alison Pil, Jack McBrayer, Leigh Whannell, Jorge Garcia, Nasim Pedrad.

cooties

Parlando di grandi idee, che ne dite di uno zombie movie per ragazzi? O più precisamente, uno zombie movie che tratta di adolescenti infettati da un virus che li trasforma in mostri assetati di sangue. La pellicola vede protagonista uno scontro tra insegnanti e studenti, con Wood, Wilson e Pil che lottano per sopravvivere contro ragazzini dalle tendenze cannibali. Come potrebbe un appassionato di zombie resistere? I classici film del genere tendono ad aggrapparsi su cliché triti e ritriti piuttosto che su archetipi horror ben delineati, ma Cooties – che è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival dello scorso anno ma che non ha trovato realizzazione nel 2014 come invece era stato programmato – è un tentativo romanzato di armeggiare con rodati elementi della tradizione e giungere ad un originale intrattenimento raccapricciante.

6) Insidious: Chapter 3

Data di lancio: 5 giugno 2015. Cast: Dermot Mulroney, Stephanie Scott, Lin Shaye.

insi

Come Paranormal Activity e The Amityville Horror, la serie di Insidious ha cominciato a scivolare verso una leggera dimensione di mediocrità con il secondo capitolo rilasciato nel 2013. Ed ecco che ci ritroviamo a lanciare un’occhiata speranzosa al terzo film della saga, ma senza il beneficio di un James Wan alla regia e i due talentuosi Rose Byrne e Patrick Wilson nell’avanguardia del cast. Saggiamente, tuttavia, Insidious: Chapter 3 sembra ricevere quella spinta decisiva da un impianto narrativo che non galleggia nelle acque stagnate dei luoghi comuni horror. Inoltre, il pubblico viene portato dinanzi agli eventi che precedono i primi due film: Mulroney combatte per proteggere sua figlia dalle presenze maligne provenienti dal Further – con l’aiuto dell’icona horror Lin Shaye e dello sceneggiatore Leigh Whannell, che con questa pellicola salta al ruolo di regista per la prima volta nella sua carriera.

5) Victor Frankenstein

Data di lancio: 2 ottobre 2015. Cast: James McAvoy, Daniel Radcliffe, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott, Mark Gatiss.

avoy

Non lasciatevi ingannare dal cartellone con James McAvoy in gigantografia: la vicenda di Victor Frankenstein è in realtà visivamente narrata dal punto di vista di Igor, interpretato dall’ugualmente talentuoso Daniel Radcliffe. Dopo la saga di Harry Potter che gli ha naturalmente regalato la fama internazionale, Radcliffe ha diligentemente lavorato per sbiadire il marchio impostogli dal personaggio del maghetto più amato da grandi e piccini, in particolare sfruttando ruoli in pellicole del genere (come The Woman in Black e Horns). Perciò quando si tratta di horror, Radcliffe è vecchia storia: ciò significa che a giudicare dal cast, questa nuova versione del capolavoro letterario di Mary Shelley dovrebbe essere straordinaria. Tra gli altri, troviamo infatti la Findlay (direttamente dalle fila di Downton Abbey) e Scott e Gatiss (entrambi lanciati dalla miniserie inglese Sherlock). Riscritta dallo sceneggiatore Max Landis e diretta da Paul McGuigan – il quale, lo ricordiamo, ci ha regalato ben quattro episodi di Sherlock, inclusi “Il Grande Gioco” e “I mastini di Baskerville” – la trama promette bene quasi quanto l’intero apparato filmico. Non ci resta che attendere.

4) [REC] 4: Apocalypse

Data di lancio: 2 gennaio 2015. Cast: Manuela Velasco.

rec

Vi è uno schema che emerge nell’epopea di alcuni franchise, in cui i franchise di lunga data accolti favorevolmente dal pubblico propongono una new entry che tenta di ritornare alle origini del franchise stesso. Ma mentre Paranormal Activity 5 e Insidious: Chapter 3 ci riescono servendosi di nuovi talenti, [REC] 4: Apocalypse lo fa riportando in gioco il regista e la star principale dei primi due episodi della saga, Jaume Balagueró e Manuela VelascoLa pellicola segna il ritorno di Ángela Vidal, sei anni dopo [REC] 2 e due dopo [REC] 3: Genesis, abbandonandola su una barca nel mezzo dell’oceano in quarantena, nella speranza di contenere finalmente il virus che l’ha infettata. Se avete visto il trailer, o se avete mai guardato un horror movie, potrete indovinare come andrà a finire. E’ tempo di mettere in funzione i fucili d’assalto.

3) Krampus

Data di lancio: 27 novembre 2015. Cast: Allison Tolman, Emjay Anthony.

krampus

L’horror ha la sua giusta parte nelle pellicole a tema natalizio – Silent Night, Deadly Night, i film di Jack Frost, Rare Exports, Black Christmas e molti altri. Ma mentre questi lungometraggi trasformano solitamente gli emblem benigni del Natale in demoni e assassini, Krampus di Michael Dougherty prende una creatura dal folklore nordico e la lancia in una cornice da moderno monster movieDa non essere confuse con Anti-Claus, il sequel di Tusk diretto da Kevin Smith, Krampus è il primo film realizzato da Dougherty sin dal suo cult del 2007, Trick ‘r Treat. Meglio tardi che mai, questo è certo, ma è difficile credere che gli ci sia voluto così tanto per produrre una nuova pellicola. In ogni caso, Krampus – nel quale il demone del titolo punisce le persona cattive durante la festa dello Yule – arriva giusto in tempo per celebrare la stagione. Speriamo che abbia lo stesso spirito squisitamente contorto immesso dal suo creatore nell’opera precedente.

2) It Follows

Data di lancio: TBD. Cast: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Jake Weary.

folllows-compressed

Il genere dell’orrore risulta un ottimo veicolo per l’allegoria, e It Follows, diretto da David Robert Michell – già acclamato durante le sue premieres nel circuito dei festival – è pronto ad essere il film horror metatestuale dell’anno. In esso, Jay (la star di The Guest Maika Monroe) viene colpita da una maledizione attraverso un apparentemente innocente flirt. I trailer della pellicola suggeriscono un film dall’atmosfera di stretto terrore, ma è quest’idea che lo rende coinvolgente. Sesso e orrore si sono spesso intrecciati durante la storia del genere, e Mitchell sfrutta al meglio questa relazione creando un simbolo inquietante per le malattie sessualmente trasmissibili e i traumi di natura sessuale. E’ un modo intelligente di esplorare una delle metafore horror più datate, e se la promozione sarà ben riuscità, It Follows potrebbe risultare il film-rivelazione di quest’anno.

1) Crimson Peak

Data di lancio: 16 ottobre 2015. Cast: Mia Wasikowska, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam, Jessica Chastain.

peak

Ogni anno in cui Guillermo del Toro realizza un nuovo film horror, è un anno che vale la pena attendere; non che bisogna gettare infamia sulle piacevolezze di Pacific Rim,  ma del Toro dà del suo meglio quando racconta storie intime, umane, in netto contrasto con uno scenario dai toni horror, come ne La spina del diavolo e Il labirinto del faunoPertanto, dopo essersi bagnato le dita nelle acque kaiju, Crimson Peak appare quasi come un ritorno alla forma da parte del regista messicano, che qui narra la storia di una giovane donna (Mia Wasikowska) che sviluppa lentamente sospetti nei confronti del suo affascinante marito (Tom Hiddleston). Del Toro si è mantenuto relativamente silenzioso riguardo ai dettagli del film, e persino le brevi sbirciatine riescono a dare poco altro in più oltre all’ostentazione degli elementi di design. Ma anche solo  quest’ultimo risulta splendido, come al solito. Aggiungeteci il cast stellare, e il fatto che il regista sembra essere tornato al suo solito milieu, e sarà chiaro il motivo per cui Crimson Peak ha raggiunto la vetta di questo elenco. 

Se in qualche modo questo mucchio di film horror non ha stuzzicato il vostro appetito o altrimenti aumentato la vostra attenzione per l’anno 2015, che ne dite allora di qualche menzione onorevole? Sinister 2 è pronto per sbarcare sul grande schermo ad agosto, mentre The Woman in Black 2: Angel of Death ha fatto la sua comparsa nei cinema il 30 gennaio scorso. Degno di nota è anche The Hallow, il film di debutto di Corin Hardy, recentemente assunto per dirigere il remake de Il Corvo. Dunque, sia che abbiate una voglia matta di violenza su insegnanti da parte di ragazzini mutanti, o che siate affamati di metafore ben strutturate o addirittura particolare gusto per un caos senza filtri, questo 2015 non deluderà le vostre aspettative.

loading…

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

Spiral | la saga di Saw tenta di ritrovare nuova verve con Chris Rock

Published

on

Solo quattro anni fa Saw Legacy aveva cercato disperatamente di resuscitare il franchise nel momento sbagliato, appena sette anni dopo la sua conclusione, troppo tardi per essere rilevante e troppo presto per puntare sul fattore nostalgia. Nonostante ciò, gli Spierig Brothers (i primi a mettere le mani sulla saga già con un loro rispettabile curriculum alle spalle) erano riusciti a mettersi efficacemente al servizio di un brand pieno di linee guida già stabilite, con il piglio dei fans affezionati e rispettosi, che si piegano volentieri a un volere superiore e offrono in cambio la propria professionalità. A fronte di un budget di appena 10 milioni di dollari, il film aveva incassato almeno dieci volte tanto, dimostrando il grande interesse attorno alla saga (cosa non affatto scontata).

Attraverso una operazione molto simile (Chris Rock, fan della serie, decide di scrivere il soggetto del nuovo film), il franchise propone nel 2021 l’ennesimo tentativo di cambiare rotta, focalizzandosi sulla componente poliziesca/procedurale e meno su quella orrorifica. Spiral: L’eredità di Saw riprende il solito pretesto degli ultimi film della saga – c’è un assassino che imita gli omicidi di Jigsaw –  ma stavolta lo declina in una inedita chiave militante (le vittime sono poliziotti corrotti). L’idea, in teoria, sarebbe quella di confezionare un’operazione sferzante sulla scia di Scappa – Get Out. Il risultato, invece, è un film hard-boiled di vecchissimo stampo.

Spiral | from the book of Saw

Spiral è, alla fine dei conti, un capitolo abbastanza classico della saga di Saw, atipico solamente nell’avere per la prima volta un protagonista dotato di carisma a cui poter dedicare tutto lo screentime che vuole. Le trappole omicide sono le più semplici e banali della saga e il film spinge nuovamente il piede sul pedale della violenza (eliminando quella componente ironica introdotta con il penultimo episodio) per mascherare la clamorosa carenza di idee (si sente la mano del veterano Darren Lynn Bousman, di nuovo al timone dopo Saw 2, 3 e 4).

La cosa che però davvero sorprende (in negativo) è che questo epigono poliziesco di Saw riesca ad essere anche uno dei capitoli meno convincenti dal punto di vista della scrittura. Se persino i film peggiori della saga erano comunque riusciti ad imbastire almeno il colpo di scena e la rivelazione finale, usando diversi trucchi furbi e depistando sempre in maniera efficace o come minimo avvincente, questo invece a metà commette un errore clamoroso a causa del quale, quando arriva la “sconvolgente” rivelazione, tutti sanno già cosa aspettarsi.

Il sadismo come cifra della saga

Ambientato in una città accaldata che fa sudare tutti come negli hard boiled di Los Angeles, Spiral cerca in ogni modo di sembrare un film fuori canone, autonomo dalla saga in cui in realtà si inserisce (e anche la release primaverile-estiva appare come una precisa scelta di marketing). E lo fa, stranamente, guardando al cinema americano del passato.

Ma nonostante ci tenga tantissimo alla sua trama di polizia corrotta, infiltrati, colpe dei genitori che ricadono sui figli, reclute e storiacce all’interno del distretto, il fulcro del film è ancora una volta il desiderio di giustizia consumato attraverso la violenza sadica ed efferata. Anche in questo caso, infatti, il feroce omicida cerca nel pubblico un complice del suo sguardo assetato di sofferenza e privo di pietà. I colpevoli sono sempre ritratti come uomini che non meritano di vivere e le loro azioni, quando vengono presi nei meccanismi letali dell’Enigmista, ne confermano l’egoismo, la stupidità e la totale mancanza di onore. Saw è il vero e possibile equivalente dei film sul Giustiziere della notte degli anni ‘70, che incanalavano lo sfogo sociale di desideri di ordine e rigore. L’aderenza estetica a quel genere di film è forse l’unico elemento di interesse di un capitolo che, invece, non riesce né ad arricchire la saga, né a sfangarla come un dignitoso more of the same.

Spiral | la saga di Saw tenta di ritrovare nuova verve con Chris Rock
2.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
Continue Reading

Cinema

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto

Published

on

Run segna il ritorno dietro la macchina da presa di Aneesh Chaganty, che già nel 2018 aveva stupito tutti grazie al successo del piccolissimo Searching, lungometraggio d’esordio capace di incassare oltre 75 milioni a fronte di un costo di produzione inferiore al milione di dollari. Ancora una volta al fianco di Chaganty nello scrivere la sceneggiatura c’è Sev Ohanian, che co-firmava con lui il precedente film.

Stavolta Chaganty preme il pulsante sull’acceleratore e abbandona fin da subito le velleità di complicare la trama con enigmi e meccanismi da spiegare allo spettatore, riducendo all’osso il film e limitandosi all’essenziale.  

Run | il lato morboso di Sarah Paulson

Diane (Sarah Paulson) è una madre dedita ad accudire la figlia Chloe (Kiera Allen), una adolescente disabile. Il comportamento morboso, inquietante ed invadente della donna induce però Chloe a porsi degli interrogativi che la portano a mettere in discussione il suo rapporto con la madre. La loro relazione si trasforma sempre più in una prigione, svelando tetri segreti.

Il passaggio verso l’emancipazione individuale della giovane Chloe è l’inizio di un incubo hitchcockiano, dove l’unica persona che dovrebbe proteggerla e amarla si rivela invece un’aguzzina folle, capace delle peggiori crudeltà pur di tenerla assoggettata al proprio cuore malato. La povera Chloe, ridotta su una sedia a rotelle, costretta a fare colazione con i farmaci e condannata ad una vita di infermità apparentemente senza uscita, ha un solo lieto fine possibile nel quale sperare: che quella sua vita così limitata sia in realtà tutta un’illusione da cui si possa ancora fuggire. Il film vero comincia dopo una decina di minuti, quando l’unico colpo di scena (si fa per dire) è smaltito e può iniziare la corsa a cui allude il titolo.

Il piede sull’acceleratore

Costruito come un thriller, Run – che pone ovviamente l’enfasi sull’azione, quella di scappare, che è negata alla protagonista – è un prodotto di maniera, di cui si intuiscono presto gli sviluppi e i retroscena e che fallisce nel tentativo di rappresentare il terrore di chi si trova nella condizione di dover dipendere in tutto e per tutto da una persona di cui ci si fida ciecamente e di cui invece si scopre presto la completa insincerità. In un’ora e mezzo scarsa di durata, pochissimo tempo viene utilizzato per approfondire la vicenda di cui racconta il film e per esplorare le motivazioni che possono spingere una madre a fare ciò che fa Sarah Paulson nei confronti della figlia.

La scelta dell’attrice di American Horror Story nel ruolo della aguzzina non permette ad una interprete che già altrove aveva espresso con efficacia tutte le sfumature del terrore, di aggiungere un tassello significativo alla sua performance. Run non lascia infatti il minimo dubbio, fin dall’inizio, sul fatto che questa madre tanto amorevole e preoccupata sia in realtà bugiarda e cattiva. Non lo fa lo sceneggiatura, che elimina qualsiasi forma di ambiguità, e non lo fa la Paulson, le cui espressioni mettono subito in chiaro le intenzioni tutt’altro che positive del suo personaggio.

Un thriller di regia e montaggio

In un film che non si pone mai l’obiettivo di sorprendere lo spettatore (a differenza del precedente Searching), tutto è affidato al montaggio e alla regia, che qui riescono a tenere in piedi la baracca e a dare il giusto ritmo ad un thriller che, in mano ad altri, probabilmente avrebbe esaurito tutto il suo potenziale interesse nei primi quindici minuti. Run non è mai un film sbagliato o disonesto, ma uno che deliberatamente sceglie di fare il minimo sindacale che gli viene richiesto, senza approfondire le tematiche che emergono dal racconto. In alcuni momenti, grazie alla mano ferma di Aneesh Chaganty, questo sembra anche poter bastare.

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto
3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
Continue Reading

Cinema

The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo | La recensione

Published

on

the conjuring 3 recensione

Finalmente al cinema The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo, il nuovo capitolo della saga horror sulle inquietante vicende dei coniugi Warren che ha vissuto alti e bassi con i vari spin-off come Annabelle e The Nun.

Ed e Lorraine, interpretati ancora una volta da Vera Farmiga e Patrick Wilson, questa volta devono affrontare un caso di omicidio oscuro in cui il male è palpabile e non tutto è come sembra. L’anima di un ragazzo è in pericolo nel primo caso in cui negli Stati Uniti un sospetto assassino ha reclamato la possessione demoniaca come difesa in tribunale.

Leggi anche: The Conjuring – Il Caso Enfield, quando il sequel batte l’originale

Dopo i primi due The Conjuring diretti da James Wan, la regia qui è affidata a Michael Chaves (La llorona) ma non si nota molto la differenza. Chaves deve aver studiato bene le linee guida dell’universo horror creato da Wan, trattandolo con rispetto e professionalità. Pertanto la regia è ambiziosa e creativa e realizza un film elettrizzante, inquietante e di intrattenimento senza ricorrere a scontati jumpscare (che sono molto pochi e funzionali), ma creando la tensione scena per scena con attenzione e originalità.

The Conjuring 3: Possessioni e stregoneria

Si parla sempre di possessioni, anche se a un certo punto la trama vira sulla stregoneria con i suoi affascinanti rituali e regole. Numerose le creature disarticolate stile L’Esorcista, che un ottimo lavoro sul sonoro rende concrete e da pelle d’oca per il rumore delle ossa che si contorcono a ogni passo.

Tuttavia si potevano limitare alcune scelte un po’ troppo commerciali come gli occhi vitrei per coloro che sono posseduti o la presenza di un “morto vivente” che sembra il fratello della ciccia sorridente di Scary Stories to Tell in the Dark (non fate finta di non ricordarla perchè lascia il segno!).

Leggi anche: Il set maledetto di The Conjuring

The Conjuring 3 rivitalizza la saga horror

Quindi torna il paranormale, il misticismo e la religione, ma non si ha l’effetto di dejavu o di minestrone riscaldato. The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo rivitalizza il franchise tornando a far vibrare le corde del terrore con stile e consapevolezza. Vera Farmiga e Patrick Wilson si confermano ancora una volta una coppia che funziona sulla scena, hanno una buona alchimia nei panni dei coniugi Warren, anche se in questo film Lorraine diventa un po’ troppo supereroe per un eccessivo sfruttamento delle sue capacità di medium da parte della sceneggiatura.

Nei primi due film lei è preda di visioni e suggestioni, ma in modo discreto e quasi misterioso, mentre qui veste spesso i panni di altri personaggi e compie gesta un po’ sopra le righe, un po’ troppo cinematografiche.

The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo | La recensione
4.3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Il cinema di James Wan

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari