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I Peggiori, Robin Hood e Kick Ass hanno un’anima tricolore

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Dopo l’improbabile supereroe del Tevere interpretato da Claudio Santamaria in Lo Chiamavano Jeeg Robot, il cinema italiano accoglie due fratelli squattrinati che inventano una formula di giustizia a pagamento per rimettere in sesto la propria vita. Vincenzo Alfieri e Lino Guanciale sono i protagonisti de I Peggiori, film con cui Alfieri debutta alla regia contribuendo al rinnovamento del genere cinecomic all’italiana, che sembra conquistare pubblico e critica senza troppe difficoltà.

Massimo e Fabrizio sono due trentenni senza prospettive. Uno lavora nell’archivio del Palazzo di Giustizia tra fascicoli impolverati, per poco più di 500 euro al mese, mentre l’altro è un manovale impegnato in un cantiere gestito da un albanese ambiguo e pericoloso, che sfrutta i suoi dipendenti. Dopo che la madre viene indagata per una serie di reati a danno di numerose famiglie italiane, essi devono pensare al bene della sorella minore che ha solo 13 anni. Per superare i problemi economici diventano i “demolitori”, ovvero degli eroi improvvisati che, a pagamento, vendicano i soprusi dei più deboli distruggendo la reputazione e i beni dei ricchi imprenditori, colpevoli di gestire i loro affari facendo del male al prossimo. Riprendono le loro azioni con lo smartphone per poi pubblicare il video online e dare un notevole risalto alla vendetta.

Lino Guanciale e Vincenzo Alfieri nel film I Peggiori

Due improbabili eroi a pagamento

Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se Robin Hood si mettesse in affari con Batman e Kick Ass? Vincenzo Alfieri ha dato la sua personalissima risposta a questo quesito con I Peggiori, realizzando un film divertente e verace, con una sceneggiatura brillante che sfrutta il modello internazionale del cinecomic, ma arricchito di un tradizionale spirito napoletano e un’irresistibile romanità. Ambientato in una Napoli piena di contraddizioni e vittima dei giochi criminali della malavita locale, come l’avida Eva Perrot (Antonella Attili) che diventa il villain principale del film, I Peggiori intrattiene con leggerezza ma non perde occasione di puntare i riflettori su alcuni problemi noti della nostra società.

L’opera di Massimo e Fabrizio è spinta dalla voglia di cambiare e fare qualcosa di concreto per un futuro migliore, nonostante si tratti di un percorso pieno di ostacoli che chiede troppo in cambio. Alfieri cerca di analizzare il concetto di giustizia che, in Italia, ha mille sfumature in cui si annidano omertà, complicità e corruzione, finendo per trasformare spesso i liberi cittadini in criminali, mentre la vera minaccia è sempre libera di fare quello che vuole, senza troppe intromissioni.

Scena dal film I Peggiori

Farsi giustizia da soli

E allora si accende la voglia di farsi giustizia da soli, come molti altri film hanno raccontato sul grande schermo. Forse la giustizia moderna ha bisogno di metodi poco ortodossi ma efficaci e se ne rende conto anche il Commissario Natale Piervi, interpretato da un serissimo Biagio Izzo. I Peggiori è una commedia frizzante e carismatica, ma anche trendy e tremendamente attuale. La sfida aperta tra bene e male si consuma negli scontri corpo a corpo, inseguimenti e molte scene action che donano ritmo al film, ma trova spazio anche una riflessione sul web lontana dalla solita demonizzazione. I due giustizieri impacciati che indossano la maschera di Maradona devono smascherare le figure ambigue e sporche che costruiscono i loro imperi sulle spalle di poveri lavoratori, e il mondo social si rivela un loro valido alleato.

Lino Guanciale e Vincenzo Alfieri sono perfetti nei rispettivi ruoli e interagiscono in modo molto naturale, capaci di una irresistibile comicità e ironia, anche se alcuni dei momenti più esilaranti sono merito della piccola ma talentuosa Sara Tancredi nei panni della sorella minore, e della cinese proprietaria di un negozio di cianfrusaglie che ritorna più volte al loro fianco.

Distribuito da Warner Bros. I Peggiori sarà nelle sale italiane dal 18 Maggio 2017. Da non perdere.

 

 

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

Cam, la recensione dell’horror Netflix sulle cam-girls

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Cam film

Cam, il nuovo horror targato Netflix e diretto da Daniel Goldhaber, comincia con una sequenza che da sola riesce a spiegare il senso del film e a costruire un personaggio, quello della giovane cam-girl Lola, con pochissimi gesti. Il finto suicidio che apre il film, infatti, ci conduce in un mondo di apparenze, in cui è necessario simulare (e dissimulare) per arrivare in cima alla classifica delle ragazze più “brave” nel proprio lavoro. E il fatto che Lola arrivi ad inscenare un suicidio pur di compiacere i propri “followers” ci fa capire fin dall’inizio la dedizione che lei ripone nella propria attività.

Una dedizione per raggiungere la perfezione ed il successo in ciò che si fa che non è così diversa da quella che altri professionisti devono dimostrare di possedere per eccellere nel loro campo. È tutta qui la vera intuizione del film: usare il proprio setting in chiave metacinematografica, per cui la relazione che vi è fra gli show erotici della cam-girl e i seguaci che li guardano è la stessa che c’è fra il film e i suoi spettatori. L’eccitazione nell’aspettare qualcosa, la goduria nel vederlo arrivare.

Cam: il mondo delle cam-girls

Il fatto che il film sia poi scritto da Isa Mazzei, una ex cam-girl, lo rende ancora più accurato nella descrizione che fa delle relazioni fra queste ragazze, che sembrano essere amiche solo superficialmente, perché invece disposte ad usare i mezzi più squallidi per guadagnare qualche posizione su di loro nella classifica. Se quindi Cam indugia su aspetti marginali a quelli orrorifici, arrivando persino a criticare l’indifferenza delle forze dell’ordine rispetto ai crimini che vengono commessi su internet, non luogo in cui non sembrano valere le leggi di quello reale, il film non è altrettanto efficace nell’approfondire la sua stessa mitologia. L’indagine su chi (o cosa) si nasconde dietro la misteriosa sosia della protagonista sarà derubricata frettolosamente, senza prendersi il gusto di dettagliare quello che invece dovrebbe essere l’elemento centrale del film. 

Questo horror che parla di relazioni online, di problemi che riguardano la propria dimensione virtuale, diventa paradossalmente efficace quando l’orrore si fa carnale, cioè quando la protagonista è fisicamente in pericolo. E noi, da bravi guardoni (spettatori), nella febbrile attesa di scoprire cosa succederà. 

Cam: odio ed eccitazione

Ciò che riesce meglio al film è la descrizione di un personaggio che da star diviene spettatore: Lola, ad un certo punto, sembrerà quasi sviluppare un senso di forte eccitazione nei confronti della sua sosia, arrivando a spendere token per scoprire fino a dove è disposta a spingersi in live (proprio come con lei facevano i suoi fan).

Alla fine Cam, come tutti i prodotti Blumhouse, che sono perfettamente confezionati per essere accattivanti anche quando non eccellono in inventiva o qualità tecnica, riesce in quello che forse era il suo vero scopo (parlare del furto di identità su internet e della poca attenzione che viene riservata ad una denuncia di chi è stato vittima di abuso online) senza prendere la strada più facile, ovvero quella di impartire a chi guarda una lezione morale sull’opportunità o meno di svolgere un determinato tipo di lavoro. Ciò che succede a Lola potrebbe succedere a chiunque: non si tratta di una punizione per la dissolutezza della ragazza (il finale è chiarificatore in questo senso) ma di un problema (quello della sicurezza) che appartiene alla piattaforma che si sta utilizzando, indipendentemente dai motivi per i quali lo si sta facendo. 

Review 0
3.5 Punteggio
Pro
Gusto metacinematografico, analisi non banale del mondo virtuale
Contro
Mitologia poco approfondita, non tutto il cast è all'altezza
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

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Backstage e Curiosità

Suspiria, un nuovo video mostra gli effetti speciali più scioccanti

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make up Suspiria

Suspiria di Luca Guadagnino è ricco di effetti di trucco memorabili (spesso macabri). Amazon ha rilasciato una nuova featurette dedicata all’esplorazione delle tecniche utilizzate nel film per creare un make-up con effetti speciali dall’aspetto autentico.

Nel video qui sopra l’artista di protesi Mark Coulier mostra alcuni dei momenti più divertenti e curiosi del make-up di Suspiria. In particolare esplora una delle scene più orribili del film, quando Elena Fokina, la ballerina Olga Ivanova, ha il corpo attorcigliato come un pretzel, lacerandosi la pelle e spezzandosi le ossa. Per creare questo momento Coulier e il suo team hanno creato una protesi che sembra una mascella rotta, una protesi al torace con ossa sporgenti appena sotto la pelle, e un intero braccio protesico che gira intorno al collo dell’attrice (il suo vero il braccio è coperto da una custodia verde). Lo stesso è stato fatto con una delle sue gambe.

Il resto del video si concentra sui molti sanguinosi effetti in cui vari personaggi incontrano destini spiacevoli. Oltre a tutto questo, Coulier parla degli effetti del trucco usati per trasformare Tilda Swinton nell’antica strega che si vede alla fine del film. Non si fa menzione del trucco usato per creare uno degli altri tre personaggi che Swinton interpreta, come il Dr. Josef Klemperer.  Suspiria edizione limitataCome regalo di Natale vi consigliamo questo.

 

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Backstage e Curiosità

Macchine Mortali, una nuova featurette ci presenta la mummia Shrike

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shrike

Macchine Mortali arriva nei cinema il 13 Dicembre, portando con sé un cast di personaggi futuristici post-apocalittici. Uno di questi è Shrike, una specie di una mummia assassina-zombie, interpretata da Stephen Lang. Una nuova featurette del film ci presenta Shrike che Peter Jackson chiama una “forza inarrestabile”.

Shrike ha ucciso persone in modi orribili e brutali per 100 anni, ma ha ancora frammenti di umanità all’interno del suo corpo. Lang ha parlato un po’ del suo approccio a questo personaggio, che è stato ispirato dai movimenti di uccelli e insetti: “Direi che la vera ispirazione viene dagli uccelli predatori., a partire dal nome Shrike. Mi ha colpito solo perché c’era una qualità da uccello predatore per lui e tutti quei meravigliosi insetti che si confondono con lo sfondo e aspettano pazientemente, sia per evitare di essere mangiati sia per aspettare qualcosa da mangiare. E questo è molto in linea con questo personaggio che può anche rimanere in uno stato di immobilità per secoli se decide di farlo”.

Centinaia di anni dopo che la civiltà è stata distrutta da un evento catastrofico, una misteriosa giovane donna, Hester Shaw (Hera Hilmar), emerge come l’unica che può fermare Londra – ora una gigantesca città predatrice su ruote – dal divorare tutto sul suo cammino. Hester unisce le forze con Tom Natsworthy (Robert Sheehan), un reietto di Londra, insieme ad Anna Fang (Jihae), una pericolosa fuorilegge con una taglia sulla sua testa per portare a termine la sua missione.

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13Dic00:00Un Piccolo FavoreTitolo originale: A Simple Favor

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