Il film Se solo potessi ti prenderei a calci dopo aver scioccato il Sundance Festival e la Berlinale 2025, è al cinema in Italia.
Dopo l’anteprima al Sundance e alla 75° edizione del Festival Internazionale del cinema di Berlino, dal 5 marzo è arrivato nelle sale italiane Se solo potessi ti prenderei a calci. Diretto da Mary Bronstein con Rose Byrne, A$AP Rocky, Conan O’Brien e Danielle Macdonald.
Una storia molto intensa, drammatica ma con dei tocchi di comicità, arricchiscono la meravigliosa interpretazione di Rose Byrne nel ruolo della protagonista.
La trama del film
Linda (Rose Byrne) è una terapista newyorkese, impegnata con il lavoro e a crescere la figlia (Delaney Quinn) molto malata. Nonostante sia sposata con Charlie (Christian Slater), la donna è completamente da sola a prendersene cura, visti i continui viaggi di lavoro dell’uomo.
A causa di una grossa infiltrazione, una parte consistente del soffitto crolla, costringendo la famiglia a dover lasciare la casa e andare in uno squallido motel. Qui incontra un receptionist molto cattivo (Ivy Wolk) e un divertente ragazzo (A$AP Rocky).
A restare lì è Linda in attesa che arrivi il sovrintendente per riparare quanto prima il danno. Per la donna sarà una delle tante sfide personali con le quali dovrà avere a che fare. Nella varietà di problemi, dovrà vedersela con Caroline (Danielle Macdonald), una cliente che ha bisogno di aiuto e dal temperamento molto instabile.
Poi il suo terapista sempre più frustrato e la dottoressa Spring (Mary Bronstein), un medico preoccupato per la vita della collega, tanto da invitarla a prendere del tempo per se stessa, spronandola anche a parlare della misteriosa malattia che affligge la vita della figlia.
Rose Bryne è una madre sull’orlo di una crisi di nervi
L’attrice Rose Byrne in Se solo potessi ti prenderei a calci offre un’interpretazione molto convincente nel ruolo di Linda. Le responsabilità, le cure alla figlia, le colpe che il marito continua ad addossarle, sono alcuni dei motivi per i quali la donna si trova a vivere una “vita, non vita”.
La sua interpretazione mette in mostra una donna fragile, volubile e soffocata dalle mille cose che è chiamata senza alcun tipo di aiuto. Il co-sceneggiatore Ronald Bronstein, marito della regista Mary Bronstein, per rendere Linda ancora più sola, ha scelto di non raccontare nulla del suo background familiare e né tanto meno, far conoscere i personaggi che le gravitano attorno.
Il marito compare solo attraverso i rimproveri telefonici e la figlia malata, non viene mai mostrata. Il ritratto che emerge di Linda è quello di una donna distrutta psicologicamente, che inizia ad avere delle visioni e continua a provare dei sensi di colpa, per le condizioni nelle quali si trova la figlia.
Il trailer di Se solo potessi ti prenderei a calci



