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Il padre dell’anno, recensione: anime gemelle che si ritrovano

Dal 25 settembre in sala con Adler Entertainment, Il padre dell’anno porta sulla scena una coppia tanto inedita quanto affiatata, composta da Michael Keaton e Mila Kunis, rispettivamente nei panni di un padre e di una figlia dal rapporto complicato.

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Scritto e diretto da Hallie Meyers-Shyer, il nuovo film con Michael Keaton protagonita è un’opera delicata e genuina. Forte di ottime interpretazioni – oltre a Keaton, si annoverano i nomi di Mila KunisMichael Urie (apprezzatissimo e premiato per la serie Shrinking) e Andie MacDowell – la pellicola emoziona con semplicità.

Giocando con un sentimentalismo a tratti un po’ spinto (soprattutto nel finale), Il padre dell’anno si rivela però una bella sorpresa tra le commedie degli ultimi mesi.

Figlia niente meno che di Nancy Meyers, la cineasta statunitense sceglie per il suo secondo lungometraggio una storia differente. Se al suo debutto, 40 sono i nuovi 20, al centro della storia c’era una donna alle prese con l’età che avanza e con una relazione particolare, qui affronta il rapporto con la paternità di un uomo sulla soglia dei 60 anni.

Il padre dell’anno: la trama del film

Andy Goodrich (Keaton) lavora nel mondo dell’arte, sebbene la sua galleria sia sull’orlo del fallimento. A sessant’anni compiuti, vanta una relazione con una donna più giovane di lui, Naomi (Laura Benanti), con cui ha avuto due gemelli.

Ignaro di ciò che riguarda la moglie, si ritrova improvvisamente a dover badare ai suoi figli di 9 anni, mentre Naomi è alle prese con un percorso di riabilitazione e ha deciso di lasciarlo.

Andy vuole bene ai ragazzi, ma davvero non sa come gestirli da solo, motivo per cui chiede l’aiuto della figlia maggiore, Grace (Mila Kunis), nata dal precedente matrimonio.

il padre dell'anno
Michael Keaton in una scena de Il padre dell’anno (Foto: ufficio stampa) – Newscinema.it

Quest’ultima, però, in dolce attesa del primo figlio, ricorda ancora molto bene l’assenza del genitore durante gli anni della sua crescita e non ha troppo desiderio di dargli una mano. Nonostante ciò, i due trovano una sorta di accordo e, poco a poco, riscopriranno il piacere della compagnia l’uno dell’altra.

Una commedia sul potere dell’amore incondizionato

Il padre dell’anno rientra nella classica commedia dai buoni sentimenti e dalle ottime performance. Smessi gli eccentrici panni di Beetlejuice, Michael Keaton torna in scena con un personaggio profondamente umano, che gli calza a pennello.

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La sua caratterizzazione di Andy, diviso tra l’essere un eterno Peter Pan e la consapevolezza di quanto le azioni passate abbiano avuto conseguenze su chi gli voleva bene, è ciò che fa affezionare al personaggio. Il rapporto con la figlia sa di vero e di importante, sollevando riflessioni semplici ma mai banali.

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Michael Keaton ne Il padre dell’anno (Foto: ufficio stampa) – Newscinema.it

Con uno sguardo delicato e curioso, la Meyers-Shyer tratteggia il ritratto di una famiglia come ce ne sono tante. Andy e Grace appaiono – e se lo dicono in più occasioni – due anime gemelle che si ritrovano, nonostante gli ostacoli e gli imprevisti della vita.

Forti di un amore incondizionato e solido, quale quello tra un padre e una figlia, i protagonisti sottolineano quanto il passato abbia un suo peso ma possa anche essere metabolizzato e superato.

Sabrina Colangeli
Sabrina Colangeli
Giornalista e grande appassionata di cinema, teatro, libri e serie tv. Scrivere di ciò che si ama è molto più di un lavoro. Eclettica nei gusti e curiosa di scoprire e conoscere gli sguardi degli altri.

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