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È morto Paolo Bonacelli: il volto indimenticabile di Pasolini, Benigni e il teatro italiano

Una carriera straordinaria tra teatro e cinema, dai ruoli intensi in Salò di Pasolini alle commedie cult di Benigni.

Si è spento oggi a Roma Paolo Bonacelli, uno dei volti più intensi e versatili del teatro e del cinema italiano. Aveva 88 anni. La notizia del suo decesso, data dalla moglie Cecilia Zingaro, ha scosso il mondo dello spettacolo per la profonda stima che il pubblico e i colleghi nutrivano nei suoi confronti.

Paolo Bonacelli nasce a Roma nel 1939. Dopo la formazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, si afferma inizialmente sul palcoscenico: il teatro sarà sempre la sua casa, il luogo dove affinare la voce, il gesto, la presenza scenica.

La sua recitazione è caratterizzata da un rigore che coniuga eleganza e impegno, la capacità di non eludere le parti più scomode o complesse.

Il cinema: le collaborazioni decisive

Bonacelli non s’è mai limitato a rimanere dietro le quinte del palcoscenico: le sue scelte cinematografiche rivelano volontà di rischiare, di cambiare registro, di collaborare con registi che segnavano tappe importanti del cinema italiano.

Pasolini e Salò o le 120 giornate di Sodoma

Forse uno dei ruoli più simbolici nella sua carriera è stato quello del Duca in Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) diretto da Pier Paolo Pasolini. In questo film estrema espressione delle contraddizioni, della crudeltà e dell’estetica pasoliniana, Bonacelli interpreta un personaggio che è emblema del potere perverso e della degradazione morale.

È una parte che richiede non solo una recitazione forte, ma anche la forza interiore di sostenere la potenza disturbante dell’immagine che Pasolini costruisce. Questo ruolo ha contribuito a far emergere Bonacelli nella coscienza critica come attore in grado di essere protagonista — anche quando non è il protagonista principale — di pellicole che segnano la memoria collettiva.

roberto benigni
roberto benigni

Roberto Benigni e Non ci resta che piangere

Un registro completamente diverso è quello della commedia italiana, e in particolare della comicità surreale, dell’assurdo, dell’ilarità che parte dall’elemento quotidiano.

In Non ci resta che piangere (1984), film diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi, Bonacelli interpreta Leonardo da Vinci, personaggio che entra in scena nel delirio anacronistico del film come uno dei tanti incontri stranianti del viaggio nel tempo.

Il contrasto è forte: da un lato la crudeltà metafisica pasoliniana, dall’altro la leggerezza della commedia, il viaggio irreale, la satira storica. In entrambi i casi, Bonacelli dimostra elasticità, capacità d’adattamento, ma anche coerenza: non lascia che il personaggio diventi caricatura, ma mantiene sempre un livello di concretezza e presenza.

Redazione Digital
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