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Cinema

#iorestoacasa con NewsCinema | 5 musical da vedere in streaming

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Canta che ti passa è un diffuso modo di dire e atto ad esorcizzare le attuali preoccupazioni personali tramite la voce. Nei difficili giorni che stiamo vivendo si rivela ironicamente adatto alla situazione e per l’occasione abbiamo deciso di proporvi cinque titoli a tema, musical che hanno fatto la storia del cinema o titoli meno conosciuti ma meritevoli di un’opportunità. Per semplificare il compito abbiamo selezionato esclusivamente film disponibili sulle più diffuse piattaforme di streaming, dove potrete ascoltare anche la lingua originale e scoprire magari certe note canzoni nella loro versione anglofona

#iorestoacasa | Tutti insieme appassionatamente (DISNEY+)

tutti insieme appassionatamente

Tutti insieme appassionatamente

Maria, novizia di un convento nella Salisburgo del 1938, ha una passione sfrenata per il canto e la danza. La madre superiora, visto il suo carattere ribelle, la manda a lavorare come governante e bambinaia per i sette figli di von Trapp, ufficiale della marina rimasto vedovo. Dopo iniziali incomprensioni, con i piccoli che cercano in ogni modo di portarla all’esasperazione, i rapporti tra questi e Maria cambiano e quando il padre viene richiamato a Vienna, il legame diventa giorno dopo giorno più solido. La protagonista insegna ai pargoli delle canzoni, portando la musica e la felicità all’interno del nucleo familiare, ma lo scoppio della guerra rischia di cambiare drasticamente le cose.

Classico del cinema musical, Tutti insieme appassionatamente è uno di quei film ideali da vedere tutti insieme davanti allo schermo della tv (o del computer). La contagiosa freschezza di Julie Andrews e la semplicità di una storia che arriva dritta al cuore rendono le tre ore di visione un vero toccasana, soprattutto in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo.

#iorestoacasa | Rent (NETFLIX)

rent

Rent

Un gruppo di giovani artisti dell’East Village newyorchese tenta di raggiungere il successo ma deve fare i conti con difficili situazioni economiche e la diffusione dell’AIDS. Da un Natale ad un altro, per un anno intero, assistiamo alle avventure degli otto protagonisti, con l’amore che si mescola alla passione per l’arte e alla tragedia: uno di loro, Mark, intende girare un film che racconti le loro esistenze attraversando tutte le sfumature dei sentimenti.

Un film poco conosciuto dal grande pubblico ma meritevole di riscoperta questo diretto nel 2005 da Chris Columbus, che adatta l’omonimo musical di Broadway di Jonathan Larson vincitore del Premio Pulitzer e di diversi Tony Award, dal quale sono “ritornati” anche sei degli interpreti originali. Rent paga alcune debolezze narrative, ma tutti gli amanti del musical di stampo teatrale avranno pane per i loro denti nel corso delle due ore abbondanti di visione, con canzoni che entrano e rimangono in testa anche dopo lo scorrere dei titoli di coda.

Leggi anche: 5 biopic musicali da rivedere dopo il successo di Rocketman e Bohemian Rhapsody

#iorestoacasa | Mamma mia! (NETFLIX, PRIME VIDEO)

mamma mia

Mamma mia!

La bella Sophia, vent’anni appena, è prossima alle nozze ma prima di celebrare il matrimonio ha intenzione di scoprire chi sia suo padre, che non ha mai conosciuto. La madre Donna ha infatti avuto nel passato tre diverse relazioni con altrettanti uomini in un periodo ravvicinato. Sophia, dopo aver rinvenuto un diario nel quale erano rivelati i nomi dei potenziali genitori, decide di contattarli e invitarli al ricevimento con l’obiettivo di sapere la verità.

Scatenato musical sulle note degli ABBA, le cui canzoni dominano la pressoché totalità del film sostituendosi spesso ai dialoghi. Un cast assolutamente perfetto dominato dalla mattatrice Meryl Streep caratterizza i cento minuti di visione, energica e scattante al punto giusto da portare il pubblico stesso a cantare e ballare insieme ai protagonisti.

#iorestoacasa | Mary Poppins (DISNEY+)

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Mary Poppins

Uno dei classici per eccellenza del cinema per famiglia, tra i film più amati di sempre dal grande pubblico: Mary Poppins non ha bisogno di presentazioni e oggi come non mai le sue atmosfere zuccherose e una storia votata alla speranza sono più che necessarie. Ancora Julie Andrews è magnifica protagonista nei panni della bambinaia piovuta, letteralmente, dal cielo e pronta a riportare la serenità nella tormentata famiglia Banks.

Tra balletti entrati nella storia e canzoni altrettanto immortali, le due ore e rotti di visione brillano per inventiva e leggerezza, con tanto di leggendario ibrido tra live-action e animazione che ha segnato indelebilmente l’immaginario cinematografico. Per saperne di più sulla complessa genesi del progetto vi consigliamo il bio-pic Saving Mr. Banks, anch’esso disponibile sulla medesima piattaforma di steaming.

#iorestoacasa | Il mago di Oz (NETFLIX)

il mago di oz

Il mago di Oz

La leggiadra voce di Judy Garland, magnificamente omaggiata da Renée Zellwager nel premiato Judy (2019), è solo uno dei molteplici punti di forza di questo film fantastico senza tempo, capace di conquistare il cuore e lo sguardo anche oggi ad oltre ottant’anni dalla sua uscita. Il mago di Oz è una favola che non passa mai di moda, capace di trasportare il pubblico in un mondo popolato da bizzarre creature e crudeli streghe, dove la musica gioca un fondamentale ruolo di supporto.

L’immortale Over the raimbow è entrata nel cuore di diverse generazione di spettatori e l’incontro con i tre compagni di avventura della giovane protagonista, ossia lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone fifone, è intriso di una magia a prova di grandi e piccini che ci invita a sognare e a credere sempre in noi stessi anche nelle situazioni più difficili.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

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Cinema

Nowhere Special | il regista Uberto Pasolini ci racconta il suo nuovo film

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John è un trentaquattrenne gentile e silenzioso, che di mestiere fa il lavavetri, in giro per Belfast. La sua esistenza terrena è condannata ad esaurirsi a brevissimo termine, per colpa di un male incurabile. Nel poco tempo che gli rimane, deve fare la cosa più importante della sua vita: trovare una famiglia per il suo bambino di quattro anni, Michael, dal momento che la madre li ha lasciati entrambi poco dopo la sua nascita. Mentre visitano le coppie disponibili e selezionate per l’adozione, John e Michael passano insieme la loro giornata, trasformando ogni gesto quotidiano in una memoria preziosa.

Torna di nuovo sul tema della fine, Uberto Pasolini, pronipote di Visconti, che nel 2013 aveva convinto tutti con il premiatissimo Still Life, in cui Eddie Marsan era un impiegato ossessivamente meticoloso incaricato di trovare i parenti di chi moriva in solitudine. Il suo nuovo Nowhere Special, sottotitolo italiano “Una storia d’amore”, arriva in sala con Lucky Red dall’8 dicembre dopo essere stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso anno. 

Abbiamo avuto l’occasione di parlare con Uberto Pasolini del suo nuovo film. Ecco cosa ci ha raccontato.

Il film è tratto da una storia vera. Come l’ha scovata e cosa l’ha colpita in particolar modo?

Tutto è partito da un articolo di giornale, dove ho trovato la storia e ne sono rimasto affascinato. Sono genitore anche io, per cui mi ha attratto l’idea di questo padre che avverte l’obbligo di trovare una soluzione alla vita del figlio e al tempo stesso la necessità di spiegargli una situazione difficile. Ho contattato i servizi sociali dell’epoca, ma non ne ho saputo molto di più rispetto a quanto avevo già letto: l’uomo era un padre single, senza famiglia, che aveva deciso di dedicarsi completamente da solo al bambino. Dalla curiosità iniziale, ho provato a capire cosa volesse dire mettersi nei suoi panni. E mi sono interrogato sulla forza di questa unione separata dal resto del mondo.

Quindi ho fatto numerose ricerche sull’adozione, dal punto di vista pratico ed emotivo, contattando gente coinvolta nella questione. Come si cerca, come si identifica la famiglia giusta? Ho provato a ricreare il viaggio psicologico e pratico di un padre.

Cosa ha scoperto di queste persone che ha incontrato?

Io ho pochissima immaginazione, quindi ho dovuto rubare alla realtà le loro intenzioni, i loro modi di avvicinarsi, che è poi ciò il padre deve analizzare e valutare. Attraverso il viaggio di conoscenza e incontri, c’è un’evoluzione che porta l’uomo a domandarsi quale sia la cosa giusta e ad abbandonare le sue certezze. Penso che l’amore si basi sulla curiosità. Senza di essa perdiamo l’opportunità di capire e amare veramente le persone che abbiamo accanto. Questo è il vero viaggio d’amore. Un viaggio di scoperte, durante il quale le debolezze devono essere accettate.

Tutti arrivano alla decisione di adottare con ragioni diverse, non esiste una regola e non esiste la famiglia perfetta. Tutte quelle che incontra John avrebbero potuto offrire una buona vita a Michael, sono tutte speciali a modo loro. Il film non vuole giudicare, non vuole dare risposte. Il cinema non dovrebbe dare lezioni, almeno io non lo concepisco così. È la condivisione di un viaggio, delle esperienze, di dubbi ed emozioni.

Come ha trovato il piccolo e bravissimo Daniel Lamont?

Per fortuna, o grazie agli Dei del Cinema, non so… Avevo poche richieste: doveva essere un bambino che non avesse mai lavorato con nessun altro, nemmeno con la maestra di scuola, che scoprisse giorno per giorno come diventare un professionista. Ho provinato circa cento bambini a Belfast, ma appena ho incontrato Daniel ho visto in lui qualcosa di speciale. Ho ritrovato un po’ quello che avevo scritto in sceneggiatura, questa capacità di osservazione e silenzio.

Ho chiesto a James (Norton, ndr.) di passare del tempo con lui, per creare una certa confidenza. Alla fine ci ha passato giornate intere, creando e facendo nascere una vera amicizia. L’affetto che voi vedete sullo schermo è vero, credibile. Ma la qualità del film non è l’aver creato nel montaggio qualcosa di falso, ma di aver catturato una realtà, una vera emotività. Se ci fate caso, le scene più importanti tra padre e figlio sono piani sequenza, lunghi, vissuti nella realtà. James ha capito che la forza del film si sarebbe basata sull’unicità di questo rapporto padre e figlio.

Cosa l’ha convinta a scegliere James Norton?

Principalmente due ragioni. Avevamo bisogno di un attore in grado di comunicare una vita interiore, molto profonda, senza dialogo, senza grandi momenti di recitazione. E io sapevo che James era capace di fare questo. Il padre del film non ha amici, da qui anche la decisione di scegliere il mestiere di lavavetri, che si può fare da soli, senza colleghi. Colleghi che sarebbero stati possibili interlocutori con cui confrontarsi sulla situazione e sulle proprie emozioni.

È un padre che ha dedicato la sua intera esistenza al figlio, che non ha creato altri rapporti al di fuori del rapporto col figlio. Si tratta di una situazione che trova la sua forza nell’uso di un attore come James, che è bello, prestante, giovane e forte. Lo spettatore, consciamente o inconsciamente, può immaginarselo in un’altra vita, in altri rapporti, con donne, amici. Questo giovane, in questa fisicità così attraente, ha una sola vita, un solo amore, un solo affetto, che è il figlio. La tecnica, la capacità, la profondità della recitazione che James può offrire, mi hanno fatto pensare che fosse la scelta giusta.

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Cinema

Bob Marley | tutti i dettagli del biopic diretto da Reinaldo Marcus Green

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Grandi novità per il biopic dedicato a Bob Marley diretto dal regista Reinaldo Marcus Green. Il cineasta ha confermato non solo che sta per dirigere un film sul re del reggae, ma ha rivelato anche alcuni dettagli. L’occasione si è presentata durante un’intervista rilasciata in esclusiva per King Richard con Steven Weintraub di Collider.

Questo significa che il progetto non solo è reale, ma che è in fase di sviluppo per poter rappresentare al meglio la vita dell’iconico cantante e attivista politico. Marley è passato alla storia per essere uno dei pionieri del reggae, riuscendo a incantare il mondo con i suoi talenti musicali e a far conoscere e diffondere la cultura giamaicana. Ma il buon Bob, era anche noto per il suo esplicito sostegno alle riforme sociali democratiche, usando spesso la sua musica per diffondere i suoi ideali politici.

Le dichiarazioni del regista Reinaldo Marcus Green

Alla domanda sullo sviluppo del film biografico su Bob Marley, Green ha affermato che attualmente sta lavorando a una sceneggiatura insieme a Zach Baylin ( King Richard ) e che il figlio maggiore di Bob Marley sta producendo e controllando il progetto: “Ziggy Marley è, giusto, il mio punto di contatto per il film e il produttore del progetto. Quindi siamo a tutto vapore. Ho chiamato Zach Baylin per aiutarmi a scriverlo, il che è fantastico per riunire il nostro team. Speriamo di avere una sceneggiatura molto presto. Sono davvero entusiasta di quello.”

Leggi anche: Biografilm 2016: Shashamane, vivere secondo Bob Marley

Leggi anche: MARLEY, il film sulla leggenda dal 26 giugno al cinema

Cosa vedremo nel biopic dedicato a Bob Marley?

La mancanza – temporanea – della sceneggiatura, non ha di certo scoraggiato Green dal dichiarare cosa verrà mostrato nel biopic. Le sue idee lo porteranno ad esplorare la prolifica carriera del cantante. “Il nostro film inizia nel ’76 e in realtà riguarda la realizzazione di ‘Exodus’” dice Green, riferendosi al nono album in studio di Bob Marley and the Wailers. Un progetto musicale registrato dalla band dopo che Bob Marley è sopravvissuto a un tentato omicidio e lasciato la Giamaica per trasferirsi a Londra.

Sarebbe davvero interessante guardare la vita di Bob Marley da questa finestra, in un periodo in cui l’artista non solo è stato costretto a riflettere sulle sue radici, ma anche sulla portata internazionale del suo messaggio d’amore all’umanità.

Chi interpreterà il ruolo del cantante raggae?

Non poteva mancare la domanda cardine sul biopic: chi potrà interpretare il ruolo di Bob Marley sul grande schermo? Il ruolo verrà affidato a uno dei membri della famiglia del cantante? A tal proposito, il regista ha risposto che il casting non è ancora iniziato e che chiunque può candidarsi per la parte.

Poiché la musica è una parte importante dell’eredità di Marley, un grande film biografico non potrebbe esistere senza alcune delle sue canzoni iconiche. Quando gli è stato chiesto se avesse i diritti musicali per il film biografico, Green ha detto: “Abbiamo i diritti per la musica, per un po’ di musica, di sicuro.”
Dal momento che il film biografico su Bob Marley è ancora in fase di pre-produzione, potrebbe volerci un po’ di tempo prima di avere notizie più dettagliate.

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Cinema

Matrix Resurrections non sarà un semplice sequel | le parole del produttore

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A volte neanche ci rendiamo conto di quanto sia impietoso il tempo, nel suo scorrere così velocemente. E pensare che ‘solo’ 18 anni fa al cinema era uscito il film Matrix Revolutions, terzo capitolo della saga fantascientifica con protagonista Keanu Reeves. Adesso che siamo a poche settimana dal rilascio del quarto film Matrix Resurrections, a parlare è stato il co-sceneggiatore David Mitchell.

Come molti di voi ricorderanno, comprese le sorelle Wackowski, il pubblico (e non solo) non era stato molto clemente nei loro riguardi. Alla luce dell’imminente uscita del quarto capitolo, che riporterebbe in vita i protagonisti, la domanda sorge spontanea: cosa dovremmo aspettarci? Accadrà qualcosa di totalmente inaspettato o sarà un semplice sequel, che magari risulterà anche poco necessario ai fini della storia di Neo?

Cosa accadrà nel film Matrix Resurrections?

Il co-sceneggiatore di Matrix Resurrections , David Mitchell, che ha preso il posto di Lilly Wachowski nel progetto, ha rilasciato delle dichiarazioni molto interessanti a To Vima (tramite CBR ) e spiegato cosa non vedremo nel film. In particolar modo, il produttore ha spiegato che non sarà paragonabile ad altri blockbuster e sequel:

“Ho visto il film a Berlino a settembre. È molto buono. Non posso dirvi di cosa parla, ma potrei spiegarvi cosa non è. Non è certo un altro sequel, ma qualcosa di autonomo che contiene comunque i tre Matrix che lo hanno preceduto in maniera davvero geniale. È una creazione molto bella e strana. Raggiunge anche un paio di cose che non vediamo nei film d’azione, il che significa che sovverte le regole dei blockbuster.”

Leggi anche: Matrix 4 | Primissimi video e foto dal set del film

Leggi anche: Matrix 4, tutto quello che sappiamo della nuova avventura di Neo

La reazione del pubblico alle parole del produttore

Sebbene sia a dir poco azzardato e prematuro esprimere un parere dopo queste parole, a quanto pare Hollywood non la pensa allo stesso modo. A preoccupare tutti – nessuno escluso – sembra essere il fatto che Matrix Resurrections non sarà solo un altro reboot o sequel nella fase di revival. Fin ora le varie teorie lanciate dagli appassionati della saga non fanno altro che rincorrersi sui social, ma sta di fatto che al momento di concreto e affidabile non c’è nulla.

Il momento della verità arriverà solo quando il film sarà nelle sale cinematografiche e si saprà realmente come stanno le cose. Quello che per ora sembra una certezza, è il grosso problema legato a un piccolo dettaglio: Neo e Trinity dovrebbero essere morti. Del resto in Matrix, niente sembra essere impossibile, e la teoria che i primi 3 film siano solo dei videogiochi che si svolgono nel quarto film, sta prendendo sempre più piede.

Siamo tutti d’accordo che sia qualcosa di assolutamente folle e sconvolgente, ma forse Lana Wachowski e David Mitchell sono riusciti a trovare un modo per farlo apprezzare al pubblico.The Matrix Resurrections uscirà in Italia il 1° gennaio, giusto in tempo per iniziare il nuovo anno con un grande titolo cinematografico.

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