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#iorestoacasa con NewsCinema | 5 musical da vedere in streaming
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Cinema

#iorestoacasa con NewsCinema | 5 musical da vedere in streaming

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Canta che ti passa è un diffuso modo di dire e atto ad esorcizzare le attuali preoccupazioni personali tramite la voce. Nei difficili giorni che stiamo vivendo si rivela ironicamente adatto alla situazione e per l’occasione abbiamo deciso di proporvi cinque titoli a tema, musical che hanno fatto la storia del cinema o titoli meno conosciuti ma meritevoli di un’opportunità. Per semplificare il compito abbiamo selezionato esclusivamente film disponibili sulle più diffuse piattaforme di streaming, dove potrete ascoltare anche la lingua originale e scoprire magari certe note canzoni nella loro versione anglofona

#iorestoacasa | Tutti insieme appassionatamente (DISNEY+)

tutti insieme appassionatamente

Tutti insieme appassionatamente

Maria, novizia di un convento nella Salisburgo del 1938, ha una passione sfrenata per il canto e la danza. La madre superiora, visto il suo carattere ribelle, la manda a lavorare come governante e bambinaia per i sette figli di von Trapp, ufficiale della marina rimasto vedovo. Dopo iniziali incomprensioni, con i piccoli che cercano in ogni modo di portarla all’esasperazione, i rapporti tra questi e Maria cambiano e quando il padre viene richiamato a Vienna, il legame diventa giorno dopo giorno più solido. La protagonista insegna ai pargoli delle canzoni, portando la musica e la felicità all’interno del nucleo familiare, ma lo scoppio della guerra rischia di cambiare drasticamente le cose.

Classico del cinema musical, Tutti insieme appassionatamente è uno di quei film ideali da vedere tutti insieme davanti allo schermo della tv (o del computer). La contagiosa freschezza di Julie Andrews e la semplicità di una storia che arriva dritta al cuore rendono le tre ore di visione un vero toccasana, soprattutto in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo.

#iorestoacasa | Rent (NETFLIX)

rent

Rent

Un gruppo di giovani artisti dell’East Village newyorchese tenta di raggiungere il successo ma deve fare i conti con difficili situazioni economiche e la diffusione dell’AIDS. Da un Natale ad un altro, per un anno intero, assistiamo alle avventure degli otto protagonisti, con l’amore che si mescola alla passione per l’arte e alla tragedia: uno di loro, Mark, intende girare un film che racconti le loro esistenze attraversando tutte le sfumature dei sentimenti.

Un film poco conosciuto dal grande pubblico ma meritevole di riscoperta questo diretto nel 2005 da Chris Columbus, che adatta l’omonimo musical di Broadway di Jonathan Larson vincitore del Premio Pulitzer e di diversi Tony Award, dal quale sono “ritornati” anche sei degli interpreti originali. Rent paga alcune debolezze narrative, ma tutti gli amanti del musical di stampo teatrale avranno pane per i loro denti nel corso delle due ore abbondanti di visione, con canzoni che entrano e rimangono in testa anche dopo lo scorrere dei titoli di coda.

Leggi anche: 5 biopic musicali da rivedere dopo il successo di Rocketman e Bohemian Rhapsody

#iorestoacasa | Mamma mia! (NETFLIX, PRIME VIDEO)

mamma mia

Mamma mia!

La bella Sophia, vent’anni appena, è prossima alle nozze ma prima di celebrare il matrimonio ha intenzione di scoprire chi sia suo padre, che non ha mai conosciuto. La madre Donna ha infatti avuto nel passato tre diverse relazioni con altrettanti uomini in un periodo ravvicinato. Sophia, dopo aver rinvenuto un diario nel quale erano rivelati i nomi dei potenziali genitori, decide di contattarli e invitarli al ricevimento con l’obiettivo di sapere la verità.

Scatenato musical sulle note degli ABBA, le cui canzoni dominano la pressoché totalità del film sostituendosi spesso ai dialoghi. Un cast assolutamente perfetto dominato dalla mattatrice Meryl Streep caratterizza i cento minuti di visione, energica e scattante al punto giusto da portare il pubblico stesso a cantare e ballare insieme ai protagonisti.

#iorestoacasa | Mary Poppins (DISNEY+)

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Mary Poppins

Uno dei classici per eccellenza del cinema per famiglia, tra i film più amati di sempre dal grande pubblico: Mary Poppins non ha bisogno di presentazioni e oggi come non mai le sue atmosfere zuccherose e una storia votata alla speranza sono più che necessarie. Ancora Julie Andrews è magnifica protagonista nei panni della bambinaia piovuta, letteralmente, dal cielo e pronta a riportare la serenità nella tormentata famiglia Banks.

Tra balletti entrati nella storia e canzoni altrettanto immortali, le due ore e rotti di visione brillano per inventiva e leggerezza, con tanto di leggendario ibrido tra live-action e animazione che ha segnato indelebilmente l’immaginario cinematografico. Per saperne di più sulla complessa genesi del progetto vi consigliamo il bio-pic Saving Mr. Banks, anch’esso disponibile sulla medesima piattaforma di steaming.

#iorestoacasa | Il mago di Oz (NETFLIX)

il mago di oz

Il mago di Oz

La leggiadra voce di Judy Garland, magnificamente omaggiata da Renée Zellwager nel premiato Judy (2019), è solo uno dei molteplici punti di forza di questo film fantastico senza tempo, capace di conquistare il cuore e lo sguardo anche oggi ad oltre ottant’anni dalla sua uscita. Il mago di Oz è una favola che non passa mai di moda, capace di trasportare il pubblico in un mondo popolato da bizzarre creature e crudeli streghe, dove la musica gioca un fondamentale ruolo di supporto.

L’immortale Over the raimbow è entrata nel cuore di diverse generazione di spettatori e l’incontro con i tre compagni di avventura della giovane protagonista, ossia lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone fifone, è intriso di una magia a prova di grandi e piccini che ci invita a sognare e a credere sempre in noi stessi anche nelle situazioni più difficili.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

Cinema

Il Silenzio degli Innocenti | capolavoro anticonvenzionale a 30 anni dalla sua uscita

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Trent’anni fa arrivava in sala Il Silenzio degli Innocenti, il capolavoro di Jonathan Demme che ha segnato quell’annata con la vittoria di cinque Oscar nelle cinque categorie principali (uno dei tre film nella storia del cinema ad esserci riuscito), un incasso straordinario e il personaggio che ha ridefinito una delle figure fondamentali del cinema: l’assassino. Quella di Hannibal Lecter è infatti divenuta negli anni una figura archetipa e a quell’idea di raffinato uomo d’intelletto che nasconde una violenza morbosa e malata, fomentata dallo snobismo, si sono ispirati in tantissimi. Tutti però mancando quel che rendeva davvero speciale il film di Demme.

Il Silenzio degli Innocenti | il segreto di un cult

La vera forza de Il Silenzio degli Innocenti sta nel modo in cui mette in scena la potenza dello sguardo, nel delineare i rapporti di forza che si creano quando una persona guarda in un certo modo un’altra. Al cinema, infatti, lo spettatore è in grado di percepire lo status di un personaggio non tanto per quel che lui dice di sé o per come si atteggi, ma per come lo guardano gli altri. Se lo trattano da capo sarà un capo, se lo trattano o lo guardano come un sottomesso, invece, lo percepiremo come tale nonostante le sue parole e le sue azioni. Demme riesce a mettere in scena la violenza dello sguardo di un uomo sulla donna, in una società in cui la figura femminile è per lo più vista come oggetto sessuale e in un mondo, quello del cinema poliziesco, fatto di centrali di polizia, carceri e sottoboschi criminali, in cui qualsiasi sensibilità non-maschile è bandita a meno che non serva ad ingannare, come fanno le donne del noir. Il Silenzio degli Innocenti inserisce una donna forte e la usa per far sperimentare allo spettatore cosa significhi subire l’umiliazione dello sguardo. 

il silenzio degli innocenti

Hannibal Lecter nel film parla poco, ma quando lo fa le sue parole pesano come macigni. Anthony Hopkins è impeccabile (quanti attori, lui compreso, avrebbero potuto esagerare e sconfinare nella macchietta?), ma sono Jodie Foster e Jonathan Demme a dare il meglio. Hannibal è la macchina della sottomissione tramite uno sguardo che promette violenza sessuale e riduce l’essere umano a pezzo di carne. Hannibal guarda e umilia, ma noi lo sappiamo perché è Jodie Foster, detective tutto d’un pezzo, a sembrare una ragazzina violentata quando subisce il suo sguardo. Chi conosce il cinema di Jonathan Demme, sa bene come al centro di tutto ci siano spesso donne, il loro mondo e la maniera in cui queste si confrontano con le difficoltà. Era così agli esordi ed è stato così fino agli ultimi suoi film. Dunque quel che accadde con Il Silenzio degli Innocenti è che fu data ad un cineasta interessato principalmente ai personaggi femminili una storia in cui il protagonista era un killer (uno che coadiuva a modo suo l’indagine comparendo per meno di mezz’ora in tutto il film), ma in cui il vero fulcro della narrazione era invece un donna sballottata dagli eventi.

La figura di Clarice

La bravura di Demme è stata quella di inserire questo tipo di suggestioni in un film che di convenzionale ha comunque diversi elementi (non a caso doveva essere originariamente diretto ed interpretato da Gene Hackman, che aveva acquistato i diritti del libro di Harris, soffiandoli proprio a Jodie Foster). Dal detective con un passato misterioso alla figura del killer-freak, passando per un’indagine tutto sommato prevedibile e in alcuni punti anche un po’ macchinosa. Invece non c’è niente di convenzionale nella maniera in cui il regista scelto per l’adattamento si interessa a Clarice Starling e a come abiti quel mondo, quali siano le sue difficoltà, quale sia l’ambiente in cui la donna è costretta a farsi forza. Ogni qualvolta Hannibal applica la sua violenza, Demme lo fa guardare in macchina e sistematicamente subito dopo c’è un’atterrita Jodie Foster che ci fa capire realmente cosa stia succedendo, al di là delle parole. Quando invece si scambiano battute più innocenti torna a guardare a lato dell’obiettivo.

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Nonostante tutto ciò, ad essere ricordato universalmente è il personaggio di Lecter e non quello Clarice, eppure se questo è stato possibile è proprio per come il film lavora su di lei e non tanto su di lui. Hannibal Lecter, infatti, non solo è il killer violentissimo che si “camuffa” in una disarmante normalità (da M, il mostro di Dusseldhorf a Psyco), ma anche una stessa variazione molto intellettuale della figura già comparsa inManhunter di Michael Mann, interpretato da Brian Cox, ancora una volta come personaggio “marginale”. In quel caso però l’interesse era stato scarso, tanto che De Laurentiis, produttore del film, cedette i diritti per l’uso gratis. Non fu una questione di interprete sbagliato (Cox era perfetto) ma di punti di vista: a Micheal Mann non interessava molto la maniera in cui il detective di William Petersen si relazionava con Lecter (che nel film si chiama Lektor), a Demme invece sì. Gli interessa come guardi Clarice e come Clarice ne esca traumatizzata senza che ci sia nemmeno contatto fisico. Tutto Il Silenzio degli Innocenti è la storia di una donna di provincia che subisce abusi mentali durante un’indagine che sembra un viaggio nella privazione di dignità. Senza che accada niente di diverso da ciò che solitamente avviene nel cinema poliziesco.

Le prospettive di una serie tv

Tra qualche mese debutterà Clarice, serie TV sequel del film di Demme dedicata all’agente Clarice Starling (alla guida del progetto ci sono Alex Kurtzman e Jenny Lumet). Il celebre personaggio è stavolta affidato a Rebecca Breeds, nota al grande pubblico per Pretty Little Liars. Gli eventi si svolgeranno appena un anno dopo la cattura di Buffalo Bill e la fuga di Hannibal Lecter e la serie si concentrerà su nuovi casi, con Starling chiamata a seguire le orme di pericolosi assassini e predatori sessuali. Sarà però difficilissimo riuscire a recuperare il vero senso de Il Silenzio degli Innocenti, in assenza di Jodie Foster e di Demme (venuto a mancare nel 2017).

Il solo che, negli ultimi anni, si è avvicinato a quella idea di sottomissione perpetrata con lo sguardo e con le parole è stato David Fincher con il suo Mindhunter. È lui ad aver capito, più di altri, cosa rende Il Silenzio degli Innocenti un film di paura e non un thriller. E se ha avuto il successo che ha avuto è perché si trattava di una paura per molti inedita (sia uomini che donne), specialmente al cinema. Quella di uno sguardo violento e di una sottomissione con un agghiacciante sottotesto sessuale che esplode prima ancora che la violenza si consumi sul corpo.

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Cinema

Le Fate Ignoranti | cosa sappiamo sulla serie tv diretta da Ferzan Ozpetek

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Se c’è un film che non teme l’incedere del tempo, questo è Le Fate Ignoranti del regista Ferzan Ozpetek. Girato a Roma, nel quartiere Ostiense, che ha visto il cineasta crescere e formarsi, nonostante siano passati venti anni dall’uscita nei cinema, resta tra i lungometraggi più apprezzati del regista turco ma dal cuore italiano. La notizia di realizzare una serie tv che riprendesse i personaggi originali, interpretati da Margherita Buy e Stefano Accorsi, aveva mandato in visibilio il pubblico, cercando continuamente aggiornamenti a riguardo.

Le dichiarazioni di Ferzan Ozpetek sul film

Nel maggio del 2019 in un’intervista a La Repubblica, il regista aveva già iniziato a parlare della possibilità di realizzare un prodotto seriale, basato sulla complicata relazione tra Michele e Antonia. Queste erano state le sue parole: “Cambia tutto, cambia lo sguardo, cambia totalmente atteggiamento, cambiano tante cose. Non so quanto sia positivo o quanto negativo, ma cambia tutto. Quando ho girato Le Fate Ignoranti era un periodo molto felice dell’Italia e del mondo. Non era ancora accaduto l’11 settembre, c’era fiducia nel prossimo, più apertura. Oggi è molto diverso, c’è un altro sguardo. Per questo ho una nostalgia enorme di quel periodo.

Stavamo molto sul set, arrivavamo la mattina con grande gioia e la sera quando finivamo eravamo dispiaciuti. E questo si sente nel film: la gioia di girare sul set. Quando l’abbiamo presentato ci dicevano che avrebbe interessato pochissimi gay e basta. Era pronto da tre mesi e non usciva. A Berlino, aveva avuto un grande successo, qui rimandavano in continuazione. La distribuzione non dava fiducia e la pellicola era uscita solo in 60 copie, ma dopo due settimane si era arrivati a 250 copie.

Il film ha conosciuto un boom enorme, se ne parlava nei bar e la gente mi fermava in continuazione, mi telefonava, citofonava a casa. L’atmosfera allora era più leggera e noi eravamo più fiduciosi nel prossimo. Oggi non ho quella leggerezza lì. È un momento difficile. non solo in Italia. Si è perso molto. Manca l’empatia, manca in tutto il mondo”.

Leggi anche: Can Yaman | la rivincita dell’attore nelle frasi del Maestro Ferzan Ozpetek

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Perché è importante produrre questa serie?

Leggendo le parole del Maestro Ozpetek, ora più che mai, produrre e realizzare una storia come quella raccontata ne Le Fate Ignoranti risulta necessaria. Al giorno d’oggi, escludendo la pandemia per un momento, non è facile trovare un film così equilibrato. Un lungometraggio nel quale non esistono personaggi secondari. Tutti fanno parte della vita di tutti. Vige un equilibrio scenico che purtroppo non è riscontrabile nella vita di tutti i condomini del palazzo di Via Ostiense.

Fragilità, paura di amare e di mostrare la vera natura agli ‘altri’, nel corso del film lasciano spazio a determinazione e volontà di non vergognarsi per il proprio essere. Di andare fieri dei propri orientamenti sessuali e di mettere sempre il cuore, in tutte le sfide della vita.
La complessità delle storie dei personaggi che vengono mostrate poco alla volta allo spettatore, l’intersecarsi di amore e morte insieme alle ormai note, tavolate piene di cibo, rappresentano le colonne portanti della cinematografia del regista turco.

Le dichiarazioni di Fox Italy

Alla luce di queste dichiarazioni personali, non credo di essere andata molto lontana, dal pensiero del vice Presidente di Fox Networks Group Italy, Alessandro Saba, il quale sempre a La Repubblica aveva dichiarato: ” Fox continua nella sua strategia delle produzioni originali e siamo in fase di sviluppo e scrittura su vari progetti sia comedy che drama, tra cui Le Fate Ignoranti. Il film di Ferzan Ozpetek ha conquistato il pubblico raccontando in modo originale il nuovo mondo delle relazioni. Con Ozpetek stiamo immaginando una serie tv che parta da quel mondo e lo cali nella realtà contemporanea. Una serie sull’accoglienza, sulla comunanza umanistica, sull’amicizia. Vorremmo che tutti quelli che hanno amato il film potessero tornare sulla terrazza delle Fate Ignoranti”.

Leggi anche: Can Yaman e Ferzan Ozpetek ‘abbracciano’ l’Italia colpita dal coronavirus

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Ci sarà Can Yaman nel cast della serie?

Nelle ultime ore, dopo la notizia del primo ciak della serie, previsto per il mese di aprile 2021 a Roma, è scattato il toto nomi sugli attori. Chi interpreterà Massimo, Michele, Antonia e tutto il resto della banda di amici di Via Ostiense? Per ora nessun nome è stato ufficializzato a riguardo. A parte uno: Can Yaman.

L’attore 31enne turco, diventato l’uomo del momento già da qualche anno, secondo quanto dichiarato dal regista Ferzan Ozpetek lo scorso 19 luglio 2020 a Salerno alla sottoscritta (clicca qui se vuoi vedere il video) dovrebbe far parte ufficialmente del cast.

La notizia che non è passata inosservata è stata motivo di gioia per tutte le fan del duo artistico, dopo averli visti lavorare insieme per la prima volta sul set degli spot De Cecco con Claudia Gerini (clicca qui per vedere il primo spot).

Leggi anche: Can Yaman, l’attore turco che ha stregato l’Italia e sogna di lavorare con Ferzan Ozpetek

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Chi potrebbe interpretare Can Yaman ?

Tra i protagonisti de Le Fate Ignoranti, si fa sempre più insistente ( trovandomi assolutamente d’accordo e dopo averlo dichiarato in diverse occasioni in tempi non sospetti) la possibilità che l’attore turco possa interpretare il ruolo del cantante turco Emir (Koray Candemir), il fratello di Serra (Serra Ylmaz).

Giunto a Istanbul per andare a trovare la sorella a Roma, prima di partire per Amsterdam e tornare a casa, Emir conosce Antonia (Margherita Buy) iniziando a trovare un’insolita complicità. Presentato da Michele come “il migliore dei peggiori. Mister lo prometto a tutti ma non lo do a nessuno” , grazie alla sua presenza, attraverso un occhio privilegiato, il pubblico scoprirà un evento traumatico avvenuto alla sorella Serra anni prima. Proprio quell’evento, sarà la causa della sua venuta nella Capitale anni prima.

Il cantante turco, nonostante venga inserito nel film dopo un’ora, quando le dinamiche sembrano ormai già definite, in realtà crea scompiglio nel precario equilibrio costruito tra Antonia e Michele, dopo aver accettato la verità di aver amato per anni lo stesso uomo. Se nella serie, Yaman dovesse interpretare questo personaggio, magari con maggior cura nella costruzione del suo background, sono certa che sarà un’occasione perfetta per dimostrare – ancora una volta – il suo valore come attore.

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Ghostbusters: Afterlife | 7 cose veloci che sappiamo sul sequel

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Il franchise di Ghostbusters ha visto crescere una generazione e continua a tenere testa alle novità fantascientifiche che attualmente albergano nel mondo della cultura pop. I primi due film hanno contribuito a rendere Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson e Rick Moranis i personaggi più amati della commedia. Ora, oltre 30 anni dopo, gli acchiappafantasmi si stanno rinnovando un po’ con il film Ghostbusters: Afterlife.

Il film che uscirà prossimamente al cinema, continuerà a far crescere l’eredità degli acchiappa fantasmi originali introducendoci alla prossima generazione. Ghostbusters: Afterlife è uno dei film più attesi del 2021 e non vediamo l’ora di vedere il prossimo capitolo con il resto degli acchiappa fantasmi e le loro famiglie. Mentre aspettiamo la prima, ecco 7 elementi chiavi che appartengono a questo film che farà parlare di sé nei prossimi mesi.

Uscirà a novembre del 2021

Come molti film , originariamente Ghostbusters: Afterlife sarebbe dovuto uscire nell’estate del 2020. Tuttavia, a causa del COVID-19, la sua data è stata spostata al 5 marzo 2021 e successivamente per l’estate 2021. A causa dei casi in continuo aumento del virus, la data prescelta è ricaduta per il mese di novembre del 2021. Non ci resta che incrociare le dita, per poter tornare in sala e per vederlo il prima possibile in versione on-demand.

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Avrà un cast di prim’ordine

Ghostbusters: Afterlife ha riunito un gruppo di giovani stelle di talento ed esperti veterani, tra cui il migliore amico che vorremmo avere tutti e una delle attrici più sottovalutate di Hollywood.

Paul Rudd svolgerà il ruolo di un professore, Mr. Grooberson, come è stato rivelato dal trailer del film. Sembra che gli piaccia molto la caccia ai fantasmi e in qualche modo guida i bambini per improntare la loro carriera come Ghostbusters. Carrie Coon interpreta Callie, una mamma single che sta fallendo e decide di portare i suoi figli, Trevor (Finn Wolfhard) e Phoebe (McKenna Grace) nella vecchia casa del nonno.

Rudd ha avuto una carriera a partire dagli anni ’90, apparendo in film popolari e spettacoli come Clueless, Wet Hot American Summer, Friends, Anchorman, Parks and Recreation, e il film Ant-Man. Carrie Coon è apparsa nella serie acclamata dalla critica The Sinner, Fargo e The Leftovers.

McKenna Grace è meglio conosciuta per aver interpretato le versioni più giovani di molti personaggi, come Sabrina Spellman ne Le avventure di Sabrina, Theo in The Haunting of Hill House e Tonya in I, Tonya. È anche apparsa in serie e film come Once upon a time, Gifted, The Vampire Diaries, Captain Marvel e Troop Zero. Finn Wolfhard è meglio conosciuto per aver interpretato Mike Wheeler nella serie Stranger Things.

Leggi anche: Ghostbusters: Legacy | Per Dan Aykroyd altri sequel sono possibili

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La sinossi ufficiale

“Quando una madre single e i suoi due figli arrivano in una piccola città, iniziano a scoprire la loro connessione con gli acchiappafantasmi originali e l’eredità segreta lasciata dal nonno.”
È chiaro da questa descrizione che Phoebe e Trevor sono discendenti diretti di uno degli acchiappa fantasmi originali. Il film li seguirà mentre imparano la loro eredità iniziando a prendere le redini della situazione.

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Ha legami con i film originali

A differenza del film Ghostbusters del 2016 , Afterlife non sarà un reboot completo del franchise. Invece, sarà un sequel e il terzo capitolo dei film originali di Ghostbusters e inoltre, avrà molti legami con i primi due film con Bill Murray.

Il trailer ufficiale di Ghostbusters: Afterlife ha così tanti easter egg, dalle tute Ghostbusters a Ecto-1. La cosa più importante che lega questo film ai film originali è che Callie, Phoebe e Trevor sono tutti membri della famiglia di uno degli acchiappafantasmi originali. Non è stato rivelato quale sia il nonno di Trevor e Phoebe, ma la maggior parte degli indizi, portano all’identità di Egon Spengler (interpretato dal defunto Harold Ramis ).

L’aspetto di Phoebe assomiglia molto a una versione più giovane e femminile di Spengler, e nel trailer, si può vedere il costume di Spengler in Ghostbusters appeso nell’armadio della casa di suo nonno. Molti dei dettagli che circondano Ghostbusters: Afterlife per il momento sono stati tenuti nascosti…

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Include alcuni attori del cast originale di Ghostbusters

Ad aprire le danze è stata l’attrice Sigourney Weaver confermata nel ruolo di Dana Barrett. Poco dopo, Vanity Fair ha confermato anche la presenza di Bill Murray, Dan Aykroyd, Annie Potts ed Ernie Hudson con i loro iconici ruoli. A quanto pare solo Rick Moranis non sarebbe tornato come Louis Tully in questa nuova avventura. Il cast originale sembra entusiasta di tornare insieme e nei loro ruoli originali.

In un’intervista con Living Life Fearless, Hudson ha parlato delle emozioni che lui e gli altri personaggi originali del cast di Ghostbusters hanno provato insieme: “È stato quasi un incontro spirituale. Non religioso, mi sono quasi emozionato. Voglio dire, vedere Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver, Annie Potts, e poi vedere questo nuovo gruppo di persone entrare, è stato qualcosa che ha avuto un tale impatto sulla mia vita. Riuscire a tornare di nuovo insieme, è stato molto, molto speciale.”

Ha anche menzionato quanto sia stato di impatto vedere Jason Reitman da ragazzo a persona che lo ha diretto sul set. Stesso il cast, non ha perso l’occasione per elogiare la regia di Reitman e la sceneggiatura che ha scritto insieme a Gil Kenan. Nel backstage di Vanity Fair, Bill Murray sulla sceneggiatura ha detto: “La sceneggiatura è buona. Ci sono molte emozioni. C’è molta ‘famiglia’, con linee che sono davvero interessanti. Sono sicuro che funzionerà.”

Leggi anche: Ghostbusters, Jason Reitman svela qualche anticipazione del nuovo film

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Jason Reitman ha portato suo padre fino alle lacrime

Il regista originale di Ghostbusters Ivan Reitman è uno dei pochi fortunati che hanno già visto Ghostbusters: Afterlife. In un’intervista esclusiva a Empire con Jason Reitman, ha condiviso di aver portato suo padre nel lotto Sony per proiettare il film. Reitman ha rivelato che suo padre non ha lasciato la casa a causa di COVID-19, quindi il fatto che se ne andasse per accompagnarlo alla Sony è stato già un grande momento.

“Mio padre non è uscito molto di casa a causa di Covid. Ma ha fatto un test, ha indossato una maschera e si è recato nel parcheggio della Sony per guardare il film con lo studio. E dopo, ha pianto e ha detto: “Sono così orgoglioso di essere tuo padre”. Ed è stato uno dei momenti più belli della mia vita.”

Questo momento tenero mostra quanto sia importante Ghostbusters: Afterlife per i Reitmans e quanto sono cresciuti con questi film, oltre ad aver contribuito a crearli.

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Orrore e umorismo avranno la stessa importanza

Il primo trailer di Ghostbusters: Afterlife ha fatto sembrare il film molto più cupo e serio di quanto molti avrebbero potuto aspettarsi. L’originale Ghostbusters era una commedia horror, con attori come Bill Murray e Dan Aykroyd che ci facevano ridere attraverso le nostre paure. Nonostante la natura oscura del trailer, l’attore Finn Wolfhard si è assicurato di far sapere ai fan, in un’intervista con Hollywood Reporter, che Ghostbusters: Afterlife è molto divertente.
“Sarà un film davvero divertente e ogni scena conterrà un tratto tipico della commedia. Sono entusiasta che le persone vedano più dell’umorismo nel film.”

Sembra che Jason Reitman volesse realizzare la commedia giusta, ma voleva anche assicurarsi che fosse anche un film spaventoso. Nella stessa intervista a Empire, Reitman ha raccontato un aneddoto in cui Steven Spielberg ha rivelato che il fantasma della biblioteca era una delle sue prime dieci paure di tutti i tempi. Reitman ha anche condiviso che il film oltre a essere divertente, avrà dalla sua una caratteristica spaventosa, così come sognava di realizzarlo da piccolo.

In un’intervista con 660 City News, Dan Aykroyd ha descritto la direzione del nuovo film come “calda, sincera e in effetti, piuttosto spaventosa quando si affrontano alcune delle questioni che vengono discusse”. Alla luce di queste dichiarazioni, non possiamo far altro che aspettare che arrivi presto nelle sale cinematografiche.

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