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Cinema

J.K. Rowling | Le accuse di transfobia e la risposta dei colleghi di Harry Potter

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Proprio vero che negli ultimi tempi bisogna stare attenti a ciò che si dice, giacché anche la minima parola fuori posto o una semplice, innocente, battuta può diventare un pericoloso boomerang dopo che finisce prima in mani giornalistiche e poi nel tritacarne dei fan, spesso pronti a cogliere intenti discriminatori ovunque. Lo ha recentemente scoperto a proprie spese J.K. Rowling, attaccata a spada tratta sul web dagli oltranzisti del politically correct per un commento ironico postato su Twitter e relativo ad un articolo che invogliava a creare un mondo post-Covid-19 più giusto per le persone che hanno le mestruazioni.

La creatrice di Harry Potter aveva risposto in maniera sarcastica, sostenendo come esistesse una parola per definire quella determinata categoria e cioè “donne“. Una precisazione che non è piaciuta ed è stata considera razzista nei confronti delle persone trans, ancor oggi doventi fare i conti con la lotta per l’identità di genere.

J.K. Rowling | Fiumi di parole

daniel radcliffe

Daniel Radcliffe

Il caos mediatico che ne è scaturito mette ancora una volta in mostra, come nel caso di qualche anno fa coinvolgente James Gunn (anche se lì almeno i vecchi post contestati erano effettivamente controversi e di cattivo gusto), come un personaggio pubblico abbia poca convenienza ad esporsi e debba centellinare le proprie parole con la massima attenzione, soprattutto in un tweet. Per chi scrive è difficile trovare un vero motivo polemico, giacché il commento della Rowling appare volutamente ironico e da non essere preso alla lettera e non incita all’odio manco lontanamente, ma molte altre personalità dello showbiz hanno invece voluto dire la propria e criticato aspramente il suddetto, a cominciare proprio da due attori che devono alla penna della scrittrice gran parte della loro fama: stiamo parlando di Daniel Radcliffe ed Emma Watson.

Leggi anche: Harry Potter e La Maledizione dell’Erede a Broadway nel 2018

J.K. Rowling | Cause e ragioni

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Emma Watson

I due interpreti, lanciati al successo dai ruoli di Harry Potter ed Hermione Granger nella saga cinematografica tratta dai romanzi dell’iconico maghetto, hanno voluto dire la loro e si sono apertamente schierati contro la Rowling. Radcliffe, testimonial per l’organizzazione LGBT Trevor Project, ha infatti dichiarato: “Le donne transgender sono donne come tutte le altre e qualsiasi parere contrario offende la loro dignità, negando quanto sostenuto da persone che hanno molta più esperienza della Rowling e anche di me stesso“. Qualche ora più tardi si è accodata anche la Watson, mandando un messaggio di amore a tutti suoi fan transessuali.

La discesa in campo delle due popolari star e di diversi colleghi ha provocato una sorta di scuse da parte della Rowling, che sostiene di essere stata fraintesa e di come la sua netta contrarietà all’entrata in vigore di una controversa legge che permetterebbe ad uomini che dichiarano di sentirsi donne di entrare in spazi femminili sia dovuta ad un tentativo di violenza subito in gioventù. L’autrice va detto non è nuova ad esporsi sulla tematica, come quando qualche anno fa mise un like ad un post parzialmente più scomodo, e forse proprio per questo motivo la sua nuova uscita ha causato un putiferio così fuori misura.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

Cinema

Mission Impossible 7 | le riprese con Tom Cruise continuano a Venezia

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Continuano senza stop le riprese del settimo capitolo del film Mission Impossible con protagonista Tom Cruise nuovamente nei panni dell’agente Ethan Hunt. Grazie agli scatti che potrete vedere al centro della pagina, avvenuti a opera di Stefano Mazzola, l’attore rigorosamente con la mascherina durante i momenti di pausa, ha salutato tutte le persone accorse lì per lui.

Tom Cruise e le riprese a Roma

Come vi abbiamo mostrato qualche settimana fa, la squadra di Mission Impossible 7 è tornata in Italia, per riprendere a girare a Roma, dopo lo stop forzato del marzo scorso a causa del coronavirus. Cruise diretto dal regista Christopher McQuarrie e dal resto del cast per alcune settimane ha ‘bloccato’ il cuore di Roma, girando molte sequenze d’azione nel Rione Monti e ai Fori Imperiali.

Tra un inseguimento e un altro per le vie del centro, tutta la squadra si è mossa verso il nord Italia, per approdare nella suggestiva Venezia, come viene mostrato in questi scatti.

Leggi anche: Mission Impossible 7 | video dal set a Roma in esclusiva per NewsCinema

Leggi anche: Tom Cruise nello spazio per il prossimo film | svelata la data di partenza

Mission Impossible 7 direzione Venezia

Come era stato preannunciato mesi e mesi fa, nonostante il periodo delicato che il nostro Paese sta attraverso a causa del COVID-19, tutta l’equipe si è spostata a Venezia. Tom Cruise insieme a Pom Klementieff, Hayley Atwell e Simon Pegg, in questi giorni saranno presenti nei tipici canali della città lagunare, per girare le ultime sequenze d’azione, prima di tornare negli Stati Uniti.

Il debutto nelle sale americane del settimo film è previsto per il 19 novembre del 2021. Di conseguenza, l’ottavo già in programma, dovrebbe arrivare agli spettatori di tutto il mondo dal 4 novembre del 2022.

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Cinema

Matthew McConaughey rivela di essere stato vittima di abusi

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L’attore Matthew McConaughey affida al suo libro «Greenlights» il racconto di alcune drammatiche esperienze passate che fino a questo momento non aveva rivelato. “A 18 anni fui molestato da un uomo mentre avevo perso i sensi nel retro di un furgone”, racconta l’attore tra le pagine del libro autobiografico.

Le rivelazioni di McConaughey

L’attore premio Oscar grazie alla sua interpretazione in Dallas Buyers Club ha scritto di non essersi “mai sentito una vittima”, ma anzi di “aver avuto molte prove che il mondo stesse cospirando per rendermi felice”. L’attore racconta anche di un altro episodio di cui fu vittima da ragazzo: “Fui ricattato per fare sesso per la prima volta a 15 anni. Ero certo che sarei andato all’inferno per questo rapporto prematrimoniale. Oggi spero davvero che non sia così”.

Il rapporto con il padre

Tutto il suo vissuto doloroso è stato raccontato nelle pagine di «Greenlights», libro in cui McConaughey, oggi sposato con la modella Camila Alves, da cui ha avuto tre figli, racconta anche del matrimonio burrascoso fra i genitori e del difficile rapporto con il padre James. L’attore definisce la figura paterna “burbera e rigida, ma mi ha insegnato come essere un uomo”. Dal 2016 Matthew McConaughey è uno dei sostenitori del programma contro gli abusi sessuali messo in piedi dall’Università del Texas. 

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Rebecca | la recensione del remake Netflix con Lily James

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Rebecca – La prima moglieè stato il solo film del leggendario Alfred Hitchcock a vincere un Oscar per il Miglior film (un dato incredibile se si considera la lunghissima filmografia del cineasta britannico). Il capolavoro hitchcockiano fu ispirato dal celebre classico della letteratura scritto da Daphne du Maurier nel 1938. Nel corso degli anni quella storia ha subito diversi adattamenti: uno radiofonico a cura di Orson Welles, film e miniserie televisive (con interpreti del calibro di James Mason, Jeremy Brett, Charles Dance e Diana Rigg). Degli oltre 15 romanzi che la scrittrice ha prodotto nei suoi 40 anni di carriera, nessuno è stati più amato di Rebecca, la prima moglie.

Adesso tocca a Ben Wheatley, enfant terrible del cinema indipendente a cui si devono film come Kill List e A Field in England, mettere mano a quel racconto. 

Rebecca | il remake di Ben Wheatley

Se gli appassionati della filmografia di Wheatley faticheranno a riconoscere la sua mano, le sue trovate visive (ad esclusione di qualche digressione onirica francamente evitabile) e la sua voglia di scardinare i meccanismi che governano il cinema di genere, è facile capire cosa abbia spinto il regista britannico ad accettare di dirigere la sceneggiatura scritta a sei mani da Jane Goldman, Joe Shrapnel e Anna Waterhouse. Scegliendo di non fare un remake del precedente adattamento hitchcockiano, ma rimanendo invece fedele al romanzo originale, Wheatley “inganna” il suo pubblico proponendo un film dalla risoluzione della vicenda solo apparentemente più lieta, ma invece caratterizzata da un profondo pessimismo.

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Il personaggio di Maxim (interpretato da Armie Hammer) è infatti un altolocato “white man”, manipolatore e abituato a non pagare mai per i propri misfatti. Nonostante quindi lo sguardo decisamente più benevolo riservato al personaggio femminile di Lily James, le sue scelte sembrano sempre il frutto dell’influenza negativa esercitata da Maxim (le cui parole vengono qui messe costantemente in discussione, a differenza di molti adattamenti precedenti).

Un film diviso in due

Il film è rigidamente diviso in due sezioni: la prima, ambientata a Monte Carlo, costruita come un melodramma in costume, la seconda, che si svolge nella tenuta della Cornovaglia di Manderley, che guarda invece al thriller gotico. Wheatley sceglie quindi di adottare un approccio diverso per ciascuna delle due sezioni. Se le scene in Francia sono presentate con colori vivaci e uno sfondo lussureggiante, quelle inglesi sono più cupe e orrorifiche (atmosfere rispetto alle quali il regista si sente chiaramente più a suo agio). 

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Cambiare il senso del racconto

Come già aveva fatto Sofia Coppola con il suo adattamento del romanzo A Painted Devil del 1966, costruendo un period drama in costume impeccabile ed inserendo solo alla fine l’inquadratura in grado di cambiare completamente il senso del racconto rispetto al precedente adattamento cinematografico (La notte brava del soldato Jonathan del 1971 diretto da Don Siegel), così Wheatley trova proprio nel finale la chiave di lettura per attualizzare il romanzo di Daphne du Maurier. E lo fa rendendo evidente allo spettatore la natura fasulla di una serenità che non è tale.

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