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Netflix e il mondo dello streaming | Come sono cambiate le nostre abitudini cinematografiche

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Ancor prima dell’emergenza virus, ancor prima di rimanere a casa e recuperare tutte quelle serie TV e film accantonati da tempo, le piattaforme di streaming avevano già conquistato il nostro cuore e il nostro modo di guardare al cinema. Tra Netflix, Disney+ e Amazon Prime la nostra scelta di programmi da vedere è pressoché infinita. 

La nascita di Netflix e dello streaming

Netflix è nato come un semplice servizio di noleggio di videocassette, un po’ come Blockbuster negli anni ’90. La salvezza di Netflix però è stata l’aver acquistato i diritti per trasmettere alcuni film on demand, dando così il via a quello che può essere considerato un canale TV online. Con l’avvento poi di internet in tutte le case e la successiva digitalizzazione di quasi tutti i servizi di intrattenimento, Netflix è diventato un punto di riferimento tra le piattaforme di streaming video. 

Lo streaming in realtà è il flusso di dati audio video trasmesso da una sorgente ad un dispositivo che nel corso degli anni, a partire da inizio 2000, ha sostituito tutti gli altri supporti. Basti pensare alla diffusione di YouTube o per la musica Spotify. Ma il cambiamento più radicale è stato sicuramente per quel che riguarda cinema e serie TV. La possibilità di scegliere quando e come vedere i nostri programmi preferiti ha rivoluzionato completamente il mondo cinematografico e le sue produzioni. 

Le strategie di Netflix

Netflix però non ha saputo solo vedere più lontano di molti altri, ha anche adottato alcune strategie per fidelizzare gli abbonati. È vero, il catalogo è pressoché infinito e aggiornato quotidianamente, lasciando molti utenti con l’imbarazzo della scelta. Ma il cambiamento è avvenuto quando l’intera serie e dunque blocchi di episodi sono stati resi disponibili online permettendo agli abbonati una visione senza sosta. Questo ha dato il via al binge watching, maratone di episodi di serie TV interminabili, che in qualche caso può rivelarsi anche un problema grave. Certo, in questo ultimo periodo Netflix – ma anche Disney+, se pensiamo a The Mandalorian – preferisce tornare alla serializzazione, con gli episodi che escono a cadenza settimanale (come succede con la nuova serie di punta, Snowpiercer).  

L’altra strategia di punta riguarda un aspetto di marketing puro e semplice, attirare la curiosità degli utenti attraverso trailer, anticipazioni, video-curiosità e altre clip (compresi alcuni spoiler insignificanti) che accrescono l’interesse delle persone. Interesse per un catalogo praticamente infinito, come dicevamo, che permette di scoprire anche documentari e serie straniere, alcune provenienti da paesi lontani. Basta un semplice trucco poi per accedere al catalogo di Netflix USA, ancor più fornito di serie TV e documentari. 

I competitor e il futuro

Ora Netflix deve affrontare moltissimi concorrenti, da Amazon a Disney passando per Hulu e Apple. Ogni servizio di streaming on demand ha i suoi titoli di punta e scommette su autori e serie nuove. In più da alcuni anni, le principali piattaforme di streaming sono entrate anche nel mondo del cinema, e anche abbastanza prepotentemente. Basti pensare agli Oscar o Golden Globe degli ultimi anni: moltissimi film presentati e premiati erano targati Netflix, Amazon e Apple. 

Ed ora con la chiusura dei cinema, Netflix e Co. hanno registrato un aumento ancor più grande di iscritti, portando il grande schermo direttamente in casa nostra. Sarà questo il futuro del cinema?

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The Sandman | la recensione dei primi due episodi della serie su Netflix

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È proprio il caso di dirlo, The Sandman è un sogno! Netflix ha davvero fatto centro con questa serie fantasy nata dalla penna dello scrittore fantasy Neil Gaiman e diretta dallo stesso insieme a David S. Goyer e Allan Heinberg. Rilasciata oggi sulla piattaforma, la serie ha visto Netflix acquistare i diritti dei fumetti nel 2019, in accordo con la Warner Bros.

I dieci episodi che compongono la prima stagione della dark serie presente sulla nota piattaforma streaming, vedono l’attore Tom Sturridge, interpretare magnificamente il ruolo di Sogno. Le atmosfere gotiche perfettamente amalgamate alla storia tratta dai fumetti e alle caratteristiche principali dei protagonisti, contribuiscono a rendere The Sandman, una delle serie migliori dell’anno. Attesa da tempo, a partire dai primi due episodi è possibili riscontrare una grande attenzione nella sceneggiatura e nell’accurato lavoro svolto in post-produzione. Curioso e interessante è quanto il mondo reale e onirico di The Sandman, celi al suo interno curiosità molto interessanti.

Una tra le tante, un omaggio (nascosto) allo scrittore Stephen King, mostrando una delle guardie intenta a leggere uno dei suoi romanzi, mentre dovrebbe sorvegliare Sogno. Tempo fa, King venne chiamato a scrivere alcuni pensieri nell’introduzione di uno dei volumi e in merito a Sandman dichiarò: “Storie grandiose e noi tutti siamo fortunati a possederle”.

Le origini del mito di Sandman

Pubblicata dalla DC Comics, nella sezione Vertigo, tra il 1988 e 1996, la serie è composta da 75 albi, la graphic novel successivamente è stata riunita in altrettanti 10 volumi, incentrati sul protagonista Sogno. Ovvero, la rappresentazione in versione “umana” di colui che conosciamo con nomi quali Morfeo, il Plasmatore e tanti altri. Sogno è uno dei sette Eterni che rappresentano gli aspetti dell’esistenza di ogni essere umano: Morte, Distruzione, Desiderio, Destino, Disperazione, Sogno e Incubo.

Figlio di Ipno, Fantaso insieme a Morfeo e Fobetore, fanno parte dei tre Oniri, il cui dono è quello di governare i sogni. Se Fobetore, rappresenta la parte negativa e oscura del sogno, Fantaso è colui che mostra i sogni in maniera menzognera, senza mai dire la verità. Morfeo è invece il più potente e modellatore del Sonno. A lui bastava sfiorava le palpebre dei dormienti con dei papaveri per far apparire la fisionomia della persona desiderata.

A rendere speciali e potenti gli Eterni è la particolare caratteristica di riuscirsi a nutrire dei sentimenti e delle passioni provate dagli esseri umani. Sogno nel caso specifico, si ciba di tutte le manifestazioni oniriche, lasciandosi contaminare da ciò che provano gli umani, a causa della stretta convivenza nel loro mondo. Ben presto passa dall’essere un Dio freddo a un Dio passionale che cresce e soffre. La sua dimora è il Regno del Sogno – che lui stesso ha creato – popolata dalle menti dei sognatori. Il suo ‘ migliore amico ‘ è un Corvo (prima era un umano), pronto a proteggerlo contro tutto e tutti.

La ricorrenza di utilizzare la stessa iniziale per i nomi. Oltre al caso del cucciolo di gargoyle, con la lettera ‘G’, è curioso constatare che tutti e sette gli Eterni, nella versione inglese, abbiano la medesima iniziale “D”. Caratteristica persa con la traduzione nella nostra lingua. Tra i personaggi di ‘contorno’ nella storia di questo mito, c’è il bibliotecario reale Lucienne, il cui compito è quello di raccoglie tutti i libri sognati dalle persone o che hanno sognato di scrivere e che non si sono mai concretizzati.

The Sandman: Primo Episodio | Il Sonno dei Giusti

Il mondo è diviso tra il Mondo della Veglia (ovvero della vita reale) e il Mondo dei Sogni, compresi gli Incubi. Sogno appare come un ragazzo longilineo, dalla carnagione chiarissima, profondi occhi azzurri e folti capelli neri. Il suo look dark, viene completato da Tre Oggetti fondamentali per la sua esistenza: un sacchetto di sabbia, un elmo e un rubino.

Per cercare di fermare Grande Incubo, reo di uccidere i sognatori nel mondo reale, Sogno si trova a essere evocato dal dottore Roderick Burgess, noto come Magus, capo dell’Ordine degli Antichi Misteri. Dopo la morte del primogenito Randall, lo Stregone, insieme al dottor Hathaway, invocherà erroneamente Sogno, invece di Morte, grazie al libro degli incantesimi Grimorio della Maddalena. La proposta di rendergli ciò che possa rendere unico un essere umano (ricchezza, eterna giovinezza, potere) in cambio della libertà, porta Sogno a restare imprigionato per anni. Posto all’interno di un cerchio magico e di una sfera, il piccolo Alex, figlio di Burgess si mostrerà l’unico a provare un po’ di pietà per quel ragazzo dai doni speciali.

L’arrivo di Incubo nella tenuta, spinge Magus a prendere delle precauzioni per non dormire in sua presenza, portando i presenti ad assumere una pasticca, usata dai soldati durante la guerra, chiamata “marcia forzata”. Questa lunga assenza di Sogno nella mente delle persone, porta delle conseguenze inaudite, portando le persone a dormire senza svegliarsi, a vivere in uno stato di sonnambulismo oppure in uno stato di tortura, nella quale le persone non riescono a dormire.

Dieci anni dopo, la cattura di Sogno, ormai Burgess ha tutto ciò di cui ha bisogno, compreso una bellissima e giovanissima compagna, tale Ethel Cripps. L’incontro con la donna mescolerà tutte le carte in tavola, portandola a scappare con i Tre Oggetti di Sogno e portando Burgess a scontrarsi violentemente con Alex, a un passo dal voler liberare il ragazzo nella sfera trasparente.

Un altro salto temporale, porta lo spettatore nuovamente nei sotterranei della Villa Burgess, con un Alex ormai invecchiato e stanco di vedere Sogno ancora nella sfera, senza reagire. Finalmente è arrivato il momento del Re dei Sogni di riprendere in mano la sua vita e quella dell’intera umanità, a un passo dal collasso data la sua assenza per quasi un secolo.

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The Sandman: Secondo Episodio | Anfitrioni Inadeguati

Il ritorno nel Regno di Sogni, porta Sandman a fare i conti con una nuova vita, nella quale l’unica certezza è rappresentata dalla presenza della bibliotecaria reale, Lucienne. Sarà lei a mostrargli cosa è rimasto del suo Palazzo Reale e dei suoi sudditi, scappati a cercarlo o spinti da un profondo senso di delusione nei suoi confronti. Per cercare di ritrovare i Tre Oggetti, Sogno sarà costretto a rivolgersi alle Tre Moire. Trovandosi privo di poteri eccezionali, sarà costretto ad andare a trovare Caino e Abele per prendere qualcosa creato da lui e che possa aiutarlo a ricompensare le Moire, note per essere molto costose.

Riuscito nella missione di presentarsi di fronte a loro, le tre donne risponderanno – come da prassi – in maniera enigmatica, fornendo un nome a Sogno: Johanna Costantine. Intanto, nel Mondo della Veglia, la mediatrice di opere d’arte, Ethel viene raggiunta da Incubo, con l’intento di riappropriarsi degli oggetti di Sogno, per cercare di fermarlo nuovamente. Sfortunatamente per lui, Ethel confermerà di non avere più gli strumenti di Sogno, compreso il rubino finito nelle mani del figlio, John.

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Blonde | l’iconica Marilyn Monroe torna a splendere con Ana De Armas

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Il mito e il mistero che ruota intorno alla figura dell’affascinante Marilyn Monroe torna a splendere nel film Blonde dal 23 settembre su Netflix. A sessant’anni dalla sua morte, avvenuta il 5 agosto 1962, vedranno i capelli biondi e il sorriso smagliante – sfoggiato anche quando si sentiva morire dentro – tornare a splendere sul volto dell’attrice spagnola Ana De Armas.

Diretta dal regista e sceneggiatore Andrew Dominik, già dal teaser trailer, è possibile intuire quanto si sia scavato a fondo nella personalità tormentata dell’affascinante attrice americana.

Cliccate qui per leggere l’articolo originale pubblicato sul blog di Netflix.

L’intramontabile mito di Marilyn Monroe

Norma Jeane Mortenson, nota al grande pubblico con lo pseudonimo di Marilyn Monroe, etichettata come la bionda svampita, aveva un mondo dentro di sé. Considerata icona di bellezza, moda e semplicità, era anche attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica. Tantissime qualità professionali oscurate il più delle volte, dalla sua apparente superficialità e voglia di vivere sopra le righe.

Marilyn era una donna che apparentemente aveva il mondo ai suoi piedi, ma fuori dalle luci dello spettacolo, ogni giorno doveva fare i conti con i suoi demoni interiori. Le continue delusioni in campo affettivo, le storie tormentate con i membri della famiglia Kennedy e una dipendenza da alcol e anti depressivi, hanno contribuito a rendere la sua vita un inferno.

A tal proposito, consiglio di vedere I segreti di Marylin Monroe: i nastri inediti disponibile su Netflix, nel quale vengono mostrate le ultime settimane di vita della diva di Hollywood.

Ana de Armas nel ruolo di Marilyn Monroe nel film “Blonde”

Blonde | le origini del film su Marilyn Monroe

Il film Blonde è tratto dall’omonimo romanzo di Joyce Carol Oates, e curato nella sceneggiatura e nella regia da Andrew Dominik. Un lungometraggio in bianco e nero, nel quale vengono mostrate le umili origini e il grande successo ottenuto dall’attrice Marilyn Monroe.

Ricalcando i capitoli del romanzo, Dominik ricrea i momenti più iconici della vita della Monroe, tanto amata dal pubblico, non solo per i film. Ancora oggi alcuni brani interpretati da lei, sono gettonatissimi, come nel caso di Diamonds Are a Girl’s Best Friend. Tra personaggi mai conosciuti prima e volti noti, oltre alla magnifica Ana De Armas nel ruolo della protagonista, troviamo Adrien Brody nei panni del drammaturgo Arthur Miller e Bobby Cannavale come il campione di baseball Joe Di Maggio.

Parlando della protagonista, il regista non ha potuto far altro che lodare le sue doti per l’impegno dimostrato: “Sono stato molto fortunato ad avere Ana perché è stata in grado di fare qualunque cosa.” Ha continuato dicendo: “È stata bravissima. Coglieva l’essenza nel giro di pochissimo tempo. Aveva una sensibilità a fior di pelle e comprendeva tutto quello che le dicevo. Le scene prendevano vita grazie alla presenza di Ana.”

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Le parole del regista Andrew Dominik

Il pensiero del regista su quali fossero le sue intenzioni, nel mostrare chi fosse davvero la Monroe, non lascia spazio alle interpretazioni: “Il film è sincero. È fatto con amore. È fatto con buone intenzioni. Ma al tempo stesso è pieno di rabbia. Sembro cacciarmi spesso in situazioni in cui la gente mi considera provocatorio, ma non è mai questa la mia intenzione. Cerco solo di dire le cose con quanta più chiarezza possibile. La mia ambizione è di farvi innamorare di Marilyn.”.

Vietato ai minori di 17 anni per la presenza di tematiche complesse, offre un quadro interessante della carriera della Monroe. Alcuni esempi? Compromessi per fare carriera, a giochi di potere per avere ciò che si vuole, fino a rischi di natura sessuale per le donne.

Ana de Armas nei panni di Marilyn Monroe

Aver avuto la possibilità di indagare il tormento interiore vissuto da Marilyn Monroe, ha fornito a Dominik, ha mostrato completo di questa donna. Per una creatura tanto bella quanto fragile, il regista ha dichiarato: “Era una donna profondamente traumatizzata e quel tipo di trauma esige una spaccatura tra un’identità pubblica e un’identità privata.

Dominik continua affermando: “È una realtà che si applica a chiunque, ma quando si tratta di un personaggio famoso, quella frattura spesso si manifesta pubblicamente in modi che generano ulteriori traumi. Il film si concentra molto sul rapporto con se stessa e con quest’altra persona, Marilyn, che è al tempo stesso la sua armatura e la cosa che minaccia di consumarla.”

Le dichiarazioni dell’attrice Ana de Armas

La somiglianza tra Marilyn Monroe e l’attrice spagnola Ana de Armas, è davvero sensazionale. Complice un lavoro di trucco e parrucco impeccabile, la sua interpretazione è ciò che si avvicina di più alla bellezza dell’attrice americana. A quanto pare le tre ore di trucco, per i 47 giorni di ripresa si sono rivelati cruciali nel vedere il risultato finale.

La stima tra la de Armas e il regista sono evidenti da queste dichiarazioni rilasciate per Netflix:“Le ambizioni di Andrew erano chiare fin dall’inizio: presentare una versione della vita di Marilyn Monroe dal punto di vista della protagonista. Desiderava che il mondo provasse che cosa realmente significa essere non solo Marilyn, ma anche Norma Jeane. Ho trovato che fosse il modo più audace, impenitente e femminista di accostarsi alla sua storia mai visto prima d’ora.”.

Blonde | La lunga preparazione di Ana de Armas

Per ottenere un risultato del genere, il lavoro certosino realizzato dall’attrice spagnola, nell’emulare gli sguardi, le movenze, i sorrisi e il modo di parlare della Monroe ha richiesto un grande lavoro di interpretazione. Infatti, le parole rilasciate a Netflix, mostrano quanto i dettagli abbiano fatto la differenza, nel raccontare la parte più nascosta, inedita della vita dell’attrice.

“Abbiamo lavorato a questo film per molte ore di ogni singolo giorno per quasi un anno. Ho letto il romanzo di Joyce, studiato centinaia di fotografie, di video, di registrazioni audio, di filmati, tutto quello su cui sono riuscita a mettere le mani. Tutte le scene sono ispirate a immagine esistenti.” La de Armas continua dicendo: “Passavamo in rassegna ogni minimo dettaglio di ogni fotografia e discutevamo di cosa avvenisse in essa. La prima domanda era sempre: ‘Cosa stava provando qui Norma Jeane?’ Volevamo raccontare il lato umano della sua storia.

Un aspetto molto interessante di questo lavoro è la volontà di mostrare allo spettatore cosa volesse significare essere Norma e Marilyn allo stesso tempo.
La notorietà è quello che ha reso Marilyn la persona più visibile nel mondo, ma anche è anche quello che ha reso Norma la più invisibile. Il film si sviluppa con i suoi sentimenti e le sue esperienze“, ha affermato Ana de Armas.

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Ambizione | l’avvincente serie turca tra fake news e scontro generazionale

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La stagione estiva della piattaforma streaming Netflix ha decisamente iniziato con il piede giusto il mese di giugno. Tra i titoli più attesi, spicca la serie turca Kuş Uçuşu (Il volo dell’uccello) tradotta con il titolo Ambizione, scritta da Meriç Acemi e diretta da Deniz Yorulmazer, interpretata da Birce Akalay, İbrahim Çelikkol e la giovane Miray Daner.

Il motivo di tanto clamore intorno a questa serie, da parte dei fan delle dizi turche è stato per il grande ritorno sul set della coppia composta da Birce Akalay e İbrahim Çelikkol. Un duo molto amato, a distanza di tre anni dal successo ottenuto con la serie tv drammatica Siyah Beyaz Ask (Amore in bianco e nero).

Ambizione è una serie drammatica composta da 8 episodi, uscita il 3 giugno su Netflix e la possibilità di una seconda stagione sta già attirando l’attenzione dei social network.

Ambizione | la sinossi della serie turca

L’impeccabile Lale Kiran è una delle giornaliste più amate del Paese e la punta di diamante del telegiornale Öteki taraf tradotto Dall’Altra Parte, che conduce ormai da molti anni. Identificata come un leone, Lale si troverà ben presto a fare i conti con una dura realtà, che la porterà spesso a barcollare. La Kiran nonostante sia moglie e madre, ha sempre messo al primo posto la carriera, sacrificando spesso la sua vita privata. Ad aiutarla a non mollare, la sua ancora di salvataggio, rappresentata dal produttore Kenan. Un uomo affascinante con il quale era stata legata sentimentalmente all’inizio della sua carriera.

Aslı è una ventenne dal viso d’angelo e abituata a controllare dall’alto le situazioni, come fosse un uccellino. Da sempre estimatrice della Kiran, quando avrà l’opportunità di scambiare due parole proprio con il suo idolo, qualcosa nella sua mente scatterà in negativo.
Devi prefiggerti obiettivi più realistici, inseguire le notizie, non le persone”. Attraverso questa frase, che voleva essere un consiglio per un’aspirante giornalista, Aslı metterà in piedi un piano per distruggere Lale.

İbrahim Çelikkol nel ruolo di Kenan nella serie Ambizione

Come fosse una partita a scacchi, Aslı si troverà a muovere le persone dell’ufficio come fossero delle pedine, senza preoccuparsi dei danni che avrebbe potuto procurare. Vedere crollare Lale per lei diventa il suo unico obiettivo, convinta ogni giorno di più, di poter prendere il suo posto come volto del telegiornale. Dotata di una buona dose di follia, coraggio e determinazione, la giovane riuscirà a compiere una scalata interna senza pari, partendo da stagista in prova ad assistente personale di Lale.

Nascondendosi dietro la facciata di brava ragazza, Aslı riuscirà a conquistare non solo la fiducia della giornalista ma anche di buona parte dei suoi colleghi, riuscendo a rompere definitivamente gli equilibri dell’ufficio, già minati tra contratti in scadenza e continui sabotaggi. Ma cosa accade quando la vera natura di Aslı inizia a venir fuori? Quando la sua ambizione la porterà a compiere passi falsi? Ma soprattutto Lale riuscirà a stare al passo con i tempi, districandosi tra tweet infamanti e fake news, create ad hoc, solo per farla cadere?

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Ambizione | i social contano più della vita reale?

La nuova serie ‘made in Türkiye” dal titolo Ambizione offre allo spettatore, meno addentrato alle tematiche social, una finestra privilegiata nella quale poter vedere cosa accade quando questo strumento finisce in mani sbagliate. Il mondo virtuale fatto di tweet e like si scontra prepotentemente con la vita reale, portando conseguenze devastanti per chiunque sia coinvolto.

Gli 8 episodi che compongono la prima stagione di Ambizione, pongono al centro dell’attenzione il divario generazionale, facilmente riassumibile tra il concetto della ‘vecchia scuola’ di giornalismo e quella attuale, basata il più delle volte su fake news e notizie ‘acchiappa click’, con l’unico scopo di diventare virale, a discapito di un servizio di informazione, chiaro e veritiero.

Yusuf e Aslı in una scena della serie

Se da un lato c’è Lale, da sempre contraria alla divulgazione di notizie prive di fonti autorevoli, dall’altra c’è Aslı, concentrata ad attirare in tutti i modi possibili, l’attenzione in maniera negativamente sulla rivale.

L’utilizzo dei social come arma per distruggere la vita e la reputazione delle persone, come se fosse un gioco, è un tema quanto mai attuale. Una frase pronunciata dall’invisibile Yusuf, laureato in giornalismo ma impiegato come tuttofare dell’emittente televisiva, racchiude un pensiero che i leoni da tastiera non tengono mai in considerazione: ” Quando pubblichi certe cose online, ti dimentichi che parli di esseri umani”. Questo aspetto non fa sconti a nessuno, anche a chi apparentemente sembra essere indistruttibile, come Lale.

Ambizione | l’incredibile scalata interna di Aslı

Del resto, il rischio che si corre quando si arriva ad alti livelli, quando si ha un seguito importante come quello della giornalista, è facile attirare anche tanti nemici, molti dei quali molto vicini a lei. “Lale è un leone che non pensa possa essere uccisa da un uccello, è in cima. Ma essere in cima restringe il suo campo visivo.” Sarà proprio questa visuale ristretta a farle correre il rischio di vedere la sua carriera andare in fumo. Quando si è in vetta, spesso si compie il tremendo errore di non dar conto a ciò che accade al di sotto di quella posizione.

Lale nonostante l’amore del suo pubblico, per merito o per colpa delle cattiverie divulgate dal profilo fake su Twitter chiamato ş ş, inizia a rendersi conto che i tempi sono cambiati. Si rende conto che il modo di fare giornalismo è cambiato e che lei è rimasta la stessa giornalista di sempre. La scalata interna messa in pratica da Aslı, porta il pubblico a domandarsi quale sarà la prossima vittima che verrà sacrificata affinché il suo folle piano, possa dichiararsi ufficialmente terminato.

Birce Akalay e İbrahim Çelikkol nella serie Ambizione

Il trio composto dagli attori Birce Akalay, İbrahim Çelikkol e Miray Daner è armonico e in linea con i caratteri dei personaggi, chiari e definiti già dai primi minuti. Samo di fronte a una serie molto occidentalizzata, anche per la scarsa presenza della città che ospita la vicenda, portando lo spettatore a pensare che la storia sia ambientata in una città americana.

Lo stile registico di Deniz Yorulmazer (intervistato in esclusiva per NewsCinema.it per la serie Bay Yanlış) continua a convincere, come accaduto in altre serie come Aşk 101 disponibile sempre su Netflix. Aprire il primo episodio con una panoramica della casa devastata a causa di una rissa con in sottofondo le note dell’Ave Maria di Schubert, catapulta lo spettatore immediatamente nella storia tra il cacciatore e la preda, tra il leone nascosto nella giungla e l’uccello che vola alto su di lui.

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