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Jane Fonda e Robert Redford, la verità sull’amore mai consumato: “Successe tutto sul set del 1966”

Oltre cinquant'anni di sguardi rubati e una chimica che ha fatto sognare il mondo: oggi l'attrice 88enne rivela il retroscena che cambia la storia di Hollywood.

Il legame tra Jane Fonda e Robert Redford non è stato solo uno dei più prolifici della storia del cinema, ma anche uno dei più “elettrici” mai apparsi sul grande schermo. A distanza di anni dalla loro ultima apparizione insieme a Venezia per il film Le nostre anime di notte (Netflix), l’attrice ha deciso di rompere il silenzio su ciò che accadeva realmente dietro le quinte.

Oggi, a 88 anni, Jane Fonda apre una porta sul sogno di intere generazioni, confermando ciò che il pubblico aveva sempre sospettato: quell’alchimia travolgente vista in pellicole cult non era solo frutto di una grande recitazione, ma di un sentimento reale e profondo.

“Ero innamorata”: la rivelazione di Jane Fonda

Durante un recente evento al TCM Classic Film Festival, l’attrice ha rilasciato dichiarazioni che sono diventate immediatamente virali. Ricordando i tempi di A piedi nudi nel parco e ancor prima del loro primo incontro sul set de La caccia (1966), la figlia di Henry Fonda ha confessato candidamente: “Eravamo entrambi sposati ed ero innamorata di lui”.

Una rivelazione che chiarisce finalmente l’origine di quella “scintilla” che rendeva ogni loro scena un momento di rara intensità. Tuttavia, la liaison non si trasformò mai in una storia d’amore reale. “Non era così imprudente da avere una storia con me“, ha ammesso l’attrice, rivelando come Redford abbia sempre mantenuto un’incrollabile integrità professionale, soffocando sul nascere quello che lei definisce un amore mai consumato.

Un’alleanza professionale lunga oltre 50 anni

Il sodalizio artistico tra Fonda e Redford ha attraversato mezzo secolo di cinema americano, segnando tappe indimenticabili:

  • La caccia (1966): Il primo set galeotto dove scoccò la scintilla tenuta segreta.
  • A piedi nudi nel parco (1967): L’apoteosi del romanticismo che li ha resi icone eterne.
  • Il cavaliere elettrico (1979): La prova della maturità di coppia sullo schermo.
  • Le nostre anime di notte (2017): L’ultimo atto, presentato alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, dove hanno ricevuto il Leone d’Oro alla carriera.

Nonostante percorsi di vita distinti, lui architetto del cinema indipendente con il Sundance, lei icona attivista e musa trasformatrice da Barbarella a Hanoi Jane, ogni volta che i loro sguardi si incrociavano sul set, sprigionavano una chimica irripetibile.

Jane Fonda con Tom Hayden
Jane Fonda con il marito Tom Hayden (Foto: Wikimedia Commons/William S. Murphy, Los Angeles Times) – Newscinema.it

Jane Fonda e Robert Redford insieme a Venezia

Di seguito cosa hanno raccontato gli attori alla conferenza stampa del film Le nostre anime di Notte a cui abbiamo partecipato.

Perché ha voluto realizzare questo film di cui è anche produttore?

Robert Redford: Ho avuto l’idea di un’industria cinematografica che andasse verso i giovani e che ci fossero pochi film per un pubblico più adulto. Secondo me le storie d’amore avranno sempre una vita e poi volevo fare un altro film con Jane prima di morire. Questo è un film che può riflettere la nostra vera età.

Entrambi siete attivisti per l’ambiente e vi impegnate in tal senso. Cosa pensate di questo momento storico? C’è una speranza per l’America?

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Robert Redford: Non voglio parlare di politica quindi non posso rispondere, semplicemente perché porterei l’arte nella politica e non voglio farlo. Però posso pensare che c’è speranza per il futuro. Dobbiamo preoccuparci per le generazioni future e dobbiamo fare quello che possiamo per conservare tutto quello che resta del nostro pianeta.

Jane Fonda: Dobbiamo salvare il pianeta e per questo ci vogliono molti cambiamenti, soprattutto nel nostro paese, per evitare il disastro climatico.

Come è stato innamorarsi di nuovo dopo il celebre A Piedi nudi nel parco?

Jane Fonda: Avevo paura all’inizio di fare questo film. Ma poi ho pensato che il Sundance ha cambiato il cinema americano in un modo profondo e ammiro Robert non solo come attore e regista, ma anche per questa sua iniziativa. Quindi ho pensato di voler passare del tempo con lui e vedere cosa fosse diventato, ed innamorarmi di nuovo di lui. Il film ha al centro la speranza, non è mai troppo tardi per fare un salto di fede e raggiungere quello che si vuole.

Our Souls at Night

Come mai ha affidato questo film ad un regista così giovane?

Robert Redford: Ha molto a che fare con il Sundance e quello che significa: se uno ha successo deve fare delle scelte, ovvero portarlo avanti e basta o utilizzarlo per dare opportunità ad altri e questo mi fa sentire meglio. Quindi posso prendere registi indipendenti e dare loro una voce.

La vostra prima opinione uno dell’altro ai tempi di A Piedi nudi nel parco?

Jane Fonda: All’epoca ero io che non riuscivo a non toccarlo, dovevo mettergli le mani ovunque, mentre in questo film anche se molto diverso, la dinamica presenta analogie. Lei prende l’iniziativa e lo incoraggia ad agire. Mi sono molto divertita, questo film ha coronato il nostro lavoro. Lui bacia benissimo.

Robert Redford: Il primo film di Jane era The Change ma il nostro film ci ha uniti per la prima volta in senso artistico. Per me le cose con lei sono sempre andate perfettamente, senza prepararci o discutere a lungo. Il nostro rapporto non aveva bisogno di spiegazioni, tuto andava al suo posto. C’è amore, connessione, contatto e lavoro.

L’amore romantico invecchiando cambia?

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Robert Redford: No, non cambia ma aumenta.

Jane Fonda: Migliora perché non abbiamo nulla da perdere e siamo più coraggiosi. La mia pelle magari non è più soda come un tempo ma si conosce il proprio corpo meglio e non si ha paura di chiedere di cosa si ha bisogno. Il sesso non c’è in questo film, ma è meraviglioso desiderare ancora una vita sessuale. Queste due persone si amano molto anche se poi dovranno separarsi.

Il vostro amore è stato sempre solo sul set? 

Robert Redford: Ci sono state cose dette e non dette.

Jane Fonda: Confesso di aver avuto una serie di fantasie su Robert ai tempi del nostro primo film insieme. Forse non te lo avevo mai detto ma per questo volevo stare con lui. Molte cose non ho detto sulla preparazione di quel film.

Una riflessione sulla vecchiaia…

Robert Redford: Quando si è giovane non pensi che puoi invecchiare, cogli tutte le opportunità senza pensarci. Improvvisamente ti rendi conto che devi stare attento quando ti muovi e per me questa cosa è difficile da gestire. Devi rinunciare ad alcune cose quando invecchi, una restrizione e limitazione anche creativa che è triste in una certa misura.

Il mito della bellezza: l’aspetto fisico di Redford

Oggi, con la saggezza degli 88 anni, Jane Fonda non teme di affrontare l’argomento più palese: l’irresistibile fascino del suo frequente compagno di set. Ha ricordato con ironia e tenerezza quanto fosse difficile resistere alla bellezza di Redford, un uomo che ha incarnato per decenni l’emblema dell’eroe americano.

Sebbene apparentemente non ricambiata, o almeno non in modo esplicito, l’attrice sottolinea come quella tensione emotiva non risolta sia stata la chiave del loro successo cinematografico. Un feeling così vero da sembrare reale perché, almeno per metà, lo era davvero.

Letizia Rogolino
Letizia Rogolino
Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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