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Kate Winslet nel nuovo film di Woody Allen

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Kate Winslet è in trattative per unirsi al cast del prossimo film di Woody Allen. Come sempre il prossimo progetto del regista è avvolto nel mistero quindi non si sa nulla della trama o dell’ipotetico titolo. L’ultimo film di Allen, Cafe Society, in anteprima al Festival di Cannes sarà nelle sale americane il 15 Luglio via Lionsgate e Amazon.

Winslet non ha mai lavorato con l’autore prima d’ora quindi c’è molta curiosità intorno a questo progetto. Winslet ha ricevuto un Golden Globe e una nomination agli Oscar quest’anno per il suo lavoro in Steve Jobs. L’attrice inglese la vedremo in Collateral Beauty con Will Smith, e dovrebbe anche recitare al fianco di Idris Elba in  The Mountains Between Us della Fox e Chernin Entertainment.

Fonte: Variety

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Cinema

#iorestoacasa | Disney+ | 5 live action da rivedere

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il re leone

Disney+ è finalmente sbarcato in Italia, diventando popolarissimo tra gli internauti e gli appassionati di cinema, desiderosi di rivedere i grandi classici della compagnia: film d’animazione, live-action, documentari, serie tv e chi più ne ha più ne metta.

Con oltre mille titoli in catalogo la nuova piattaforma di streaming è pronta a far sentire il proprio peso alla concorrenza, potendo contare su brand storici come l’intero MCU, il franchise di Star Wars e tutti i cartoon, sia storici che moderni (Pixar), capaci di attirare un pubblico di grandi e piccini. Per l’occasione abbiamo deciso di portarvi alla (ri)scoperta di cinque live-action tratti da altrettante opere animate di culto, il modo migliore per approcciarsi ad una modernità di intenti che continua a prendere ispirazione dal passato.

Alice in Wonderland

alice in wonderland

Alice in Wonderland

Tra i più bistrattati film di Tim Burton, Alice in Wonderland e il relativo sequel sono invece meritevoli di riscoperta per via del tono dark, tipico del regista, con il quale è stato rivisitato il romanzo classico di Lewis Carroll. Il regista ci trasporta in un universo fantastico e visionario dove il pericolo si nasconde dietro ogni angolo e per farlo ha tramutato i personaggi classici in derive bizzarre e folkloristiche, con Helena Bonham Carter e Johnny Depp – da sempre feticci di Burton – che si sdoppiano in ruoli sempre più fuori di testa, la regina rossa e il cappellaio matto in primis, e la giovane Mia Wasikowska (allora ancora sconosciuta al grande pubblico) a proprio agio nei panni della giovane e involontaria eroina al centro della vicenda. Per una trasposizione sicuramente perfezionabile ma che possiede un fascino tutto particolare.

Cenerentola

Rivisitare la fiaba di Cenerentola, nella classica accezione disneyana, non era un’impresa da poco e più volte la storia alla base è stata oggetto di liberi adattamenti per il grande schermo più o meno riusciti. Disney ha affidato la missione a Kenneth Branagh, il noto attore e regista di scuola shakespeariana, che ha trovato la giusta chiave di letture per rendere al meglio il fascino scenografico di questo adattamento in costume, restituendo appieno l’eleganza dei fasti di corte e trovando pura estati estetica nella sublime sequenza del ballo.

Ma anche il lato fantastico del cartoon alla base è ampiamente ripreso, come l’intervento della fata madrina e le sue mirabolanti trasformazioni magiche, fino al canonico epilogo che tutti conosciamo. Nell’ottimo e affiatato cast, dove ognuno degli interpreti trova la giusta collocazione, spicca la crudele matrigna di una splendida Cate Blanchett.

Leggi anche: Lilli e il Vagabondo | La recensione in anteprima del live-action su Disney+

Il libro della giungla

il libro della giungla

Il libro della giungla

Il remake in live-action dell’omonimo cartoon del 1967, a sua volta tratto dall’omonimo romanzo di Rudyard Kipling, recupera toni e atmosfere dell’originale ammantandoli di un senso dell’epica che, soprattutto nella parte finale, regala sequenze ad alto tasso di suspense ed emozioni.

La storia di Mowgli, orfano cresciuto nella – e dalla – giungla, la sua amicizia con la pantera Bagheera e l’orso Baloo e il suo rapporto con il branco di lupi dal quale è stato adottato, nonché l’ovvia e memorabile sfida con la tigre Shere Khan, rivive ancora una volta nella magnificenza dei moderni effetti speciali, capaci di creare un contesto ambientale e faunistico vivo e credibile senza dimenticare quell’aura comica e leggera insita nell’opera d’animazione. Per un’avventura che conquista al primo sguardo, coniugando spettacolo e spunti di riflessione ecologisti nel migliore dei modi.

Il Re Leone

L’adattamento del grande classico animato degli anni ’90 affina ulteriormente la computer grafica vista ne Il libro della giungla – dietro la macchina da presa troviamo non a caso lo stesso regista, Jon Favreau – e fa sì che che la savana qui rappresentata offra spazio ad una sana ed appagante meraviglia visiva, dove gli animali (anch’essi ricreati ad hoc) si muovono e scorrazzano liberi in un totale e (in)credibile realismo.

Anche Il re leone segue pari passo la trama del prototipo, con le struggenti e drammatiche scene madri che si susseguono in serie e il lato più leggero affidato ai numerosi inserti musical, dove le canzoni già entrate nell’immaginario comune del grande pubblico rivivono ancora una volta in tutta la loro contagiosa carica emozionale. Simba, Pumba e Timoon sono pronti ad accompagnarvi in un’avventura indimenticabile adatta a grandi e piccini.

Aladdin

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Aladdin

Ci troviamo in questo caso davanti ad uno dei più bizzarri e inconsueti remake in carne, ossa e CG che Disney abbia mai messo in cantiere. La scelta di affidare la regia ad un autore come Guy Ritchie, che tutti ricordiamo per cult “sporchi e cattivi” quali Lock & Stock – Pazzi scatenati e The Snatch – Lo strappo, si è rivelata sorprendentemente azzeccata e dona al film quella sana dose di follia che rende l’insieme un unicum tra i suoi simili. Aladdin 2019 strizza l’occhio al cinema bollywoodiano, tra balletti e canzoni scatenati e colorati, e si esalta nei passaggi più prettamente avventurosi, coniugando comicità e spettacolo con inaspettato equilibrio.

E se a tratti il rischio ridondanza fa capolino, la magia delle canzoni e la totalizzante performance di Will Smith (che non fa rimpiangere, e non era impresa da poco, l’originale animato doppiato da Robin Williams) spengono sul nascere le potenziali cadute di stile.

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Can Yaman

Ginta si racconta tra desideri, consigli e divertenti aneddoti su Can Yaman

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“Donne, donne, oltre alle gambe c’è di più” cantavano Jo Squillo e Sabrina Salerno al Festival di Sanremo del 1991 . Leggendo il curriculum di Ginta Kubiliute Rachel, conosciuta dal pubblico solo come Ginta, questa frase sembra essere stata scritta per lei. Le esperienze collezionate in Italia e soprattutto all’estero nel campo della moda e della musica parlano per lei, dimostrando che oltre a essere bellissima è anche piena di contenuti. È il caso di dire che il detto popolare “è bella ma non balla” con lei viene completamente sfatato, perché non solo balla, ma canta, suona e nel tempo libero segue la sua passione per l’architettura.

Nata a Kaunas in Lituania ma cresciuta in Svizzera, a Lugano, la pop star internazionale conosciuta per brani come Mais oui mais non e Shanghai, giusto per citarne due, ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli 12 anni, come testimonial del noto brand Lee Jeans. Ovviamente una bellezza come la sua non poteva passare inosservata, soprattutto nei concorsi di bellezza ai quali partecipa e vince, come Miss Teen Svizzera e Miss Muretto nel 2002, diventando la più giovane vincitrice della storia del concorso.

Quando la passione si trasforma in lavoro…

La bella Ginta impegnata a studiare ben 6 lingue quali, italiano, francese, inglese, lituano, russo e tedesco, inizia a coltivare una passione che riuscirà a trasformare in lavoro: la musica. Da questo momento in poi, la sua carriera da musicista e cantante prende il volo in tutto il mondo, arrivando a collaborare anche con programmi importanti, come la versione inglese del talent show X Factor. Il pubblico negli ultimi tempi ha avuto modo di vederla e sentirla cantare nel programma di successo su Canale 5, All Together Now condotto da Michelle Hunziker e J-AX.
Ginta 
con oltre 204 mila follower su Instagram lo scorso mese ha pubblicato una foto in compagnia di due volti noti agli amici di NewsCinema: Andrea Carpinteri e l’attore turco Can Yaman . Scopriamo insieme cosa ci ha raccontato la brava e bella Ginta divisa tra lavoro, passioni e aneddoti su Can Yaman.

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Ginta

L’intervista a Ginta

Leggendo il tuo curriculum davvero sorprendente, la prima cosa che stupisce è il fatto che conosci perfettamente ben sei lingue. Dato il tuo spiccato talento nel riuscire a parlare così tanti idiomi, ce n’è uno che avresti sempre voluto imparare ma al quale hai momentaneamente rinunciato per mancanza di tempo libero?

– Assolutamente si, perché non si smette mai di imparare. Una lingua che sto studiando attualmente in maniera molto leggera è lo spagnolo. Ci metto davvero poco ad imparare lingue nuove, perché interpreto le parole come sonorità. In questo momento, non mi sono fiondata a studiare lo spagnolo con tutta me stessa perché una lingua ha bisogno di tanta pratica per essere tenuta viva. In questo momento i miei progetti sono incentrati soprattutto in Francia e Italia, non avrei modo di praticarla sufficientemente. È una lingua che mi pento di non aver studiato prima, l’avrei forse preferita al tedesco, che non ho mai avuto davvero modo di usare nella mia carriera.

Ascoltando brani come il tuo ultimo successo Shanghai, Mais oui mais non e Cet air la, come mai hai scelto di cantare prevalentemente in francese?

– Il francese a dire la verità non è soltanto una lingua, ma anche un’atmosfera. Dato che sono musicista e cerco sempre di far arrivare delle emozioni alle persone che ascoltano la mia musica, il francese rappresenta ciò che sento di raccontare. Ascoltare un brano è come far partecipare una persona nella trama di un film. Il francese in questo senso per me ne è la colonna sonora perfetta. Ogni lingua nel canto ha una vocalità e un’espressione completamente diverse. Per esempio, in italiano la mia voce sembra più pungente, in francese più sensuale, in inglese più energica. In effetti, quando registro nelle diverse lingue a volte, facendo sentire i provini in Sony Music, a volte non riescono a riconoscermi per quanto la voce e la maniera di interpretare cambiano. Un cantante può trovare davvero tantissime sfaccettature nuove provando a cantare in una lingua diversa. Il francese in questo periodo della mia vita mi rappresenta tantissimo ed è ciò che voglio esprimere a chi mi ascolta.Nulla toglie però all’inglese, che sto sperimentando per i prossimi brani…

Piccolo consiglio: prima di continuare a leggere l’intervista cliccate su ‘play’ e ascoltate il brano Shangaï ….

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Prima regola: volersi bene, sempre!

La scorsa settimana sei stata protagonista di una diretta sul profilo Instagram di Andrea Carpinteri nella quale vi siete cimentati in una sessione di allenamento fisico da poter fare in casa, viste le misure restrittive imposte dal governo per evitare che i contagiati dal coronavirus possano aumentare. Qual è il rapporto con il tuo corpo e soprattutto vorresti dare dei consigli da seguire alle tue fan?

– Trovo che in periodi come questo bisognerebbe prendersi un pochino più cura di sé stesse e amarsi di più. Per me questo amore si traduce nello stile di vita sano –  mangiare bene e attività sportiva. Lo sporto per me un’abitudine, più che una costrizione – fa stare bene non solo fisicamente, ma col rilascio di endorfine ( ormoni della felicità) anche mentalmente. Questo equilibrio è fondamentale. Inoltre, l’attività cardio è importantissima anche per la musica, che richiede anche una certa preparazione atletica. Per esempio se devo fare un concerto di un’ora, dovrei essere allenata per almeno il doppio, quindi due ore di corsa per non perdere il fiato a metà concerto. Ti ripeto, è diventata proprio uno stile di vita perché sono abbastanza pigra. Nel senso che se non ho un’abitudine, rischio di non fare le cose. La costanza di fare sport tutti i giorni, comunque mi è rimasta da quando ero una teenager e che mi porto dietro da sempre. Tra me e me, è un appuntamento fisso giornaliero, ma alla fine se finisco per allenarmi 5 volte alla settimana, va benissimo lo stesso. Mi limito a fare esercizi semplici e mirati. Se pensate che lo sport sia un’imposizione, una cosa faticosa e fatta forzatamente, cambiate subito!

Come hai detto in diverse occasioni hai debuttato a 12 anni come modella, oggi sei un’artista di fama internazionale. Se avessi l’opportunità di fare un salto temporale nel passato, cosa diresti alla Ginta di 12 anni?

– Sicuramente le direi di farsi meno problemi mentali. Perché alla fine come ogni ragazza, crescendo mi sono portata dietro anche le mie insicurezze, le mie piccole ombre da combattere, i miei piccoli mostri che mi tormentavano sempre. Le direi di fare tutto in maniera più rilassata, perché tanto le cose accadono.

I prossimi progetti per il futuro e gli aneddoti con Can Yaman a Milano

Puoi dirci qualcosa in merito al tuo futuro professionale? E quando il pubblico avrà modo di vederti nuovamente in tv?

– Per quanto riguarda la televisione, non so dire esattamente quando potranno vedermi, data la situazione che stiamo vivendo tutti, quindi ci sono tantissime incertezze nel mondo dello spettacolo. Però posso dirti che sicuramente faccio quello che si può e ti anticipo che tra due settimane verrà pubblicato il mio nuovo singolo che invito tutti ad ascoltare e a vedere sul mio canale ufficiale YouTube.

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Can Yaman, Ginta e Andrea Carpinteri durante il party della MTSZ Style

Lo scorso febbraio, esattamente un mese fa, insieme ad Andrea Carpinteri siete stati ospiti di un party esclusivo della MTSZ Style durante la Milano Fashion Week. In questa occasione ha preso parte l’attore turco Can Yaman. Ti andrebbe di condividere un ricordo, un aneddoto o un momento divertente che avete vissuto insieme durante quell’occasione?

– Can è una persona adorabile in tutti i sensi. È un ragazzo dolcissimo, divertente, ha un senso dell’umorismo spiccato e soprattutto ha un’umiltà unica. Andrea è come se fosse un fratello per me, siamo cresciuti insieme ed è stato veramente un weekend magico. Di aneddoti ce ne sono tantissimi, come le fan che si buttano per terra e che lui va a soccorrere, a chi gli lancia la bambina in braccio per fare la foto, scene veramente da film. Secondo me andrebbe fatta una soap opera o una commedia romantica proprio sulla vita di Can. Sicuramente è stata una delle ultime uscite che abbiamo fatto tutti, sia in Italia, in Svizzera, in Francia e anche in Turchia, perché poi la situazione ci ha portato un pochino a dividerci. Fatto sta, che io ce lo vedo benissimo nella televisione italiana, e voi?

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Cinema

Disney+ | Tutto quello che dovete sapere sul nuovo servizio streaming

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disney

Oggi è il grande giorno: Disney+, la piattaforma di streaming della casa di Topolino e soci, sbarca finalmente anche in Italia, con un tempismo quanto mai consono per la surreale situazione che il nostro Paese, e il mondo intero, sta vivendo in questo periodo. Netflix, Amazon Prime e tutti gli altri servizi on demand hanno da ora un nuovo, temibile, concorrente che si rivolge principalmente al grande pubblico di famiglie e a tutti gli amanti dei cinecomics, proponendo nel proprio catalogo grandi classici del passato e recenti blockbuster a tema. Per l’occasione vi accompagniamo alla scoperta di tutto ciò che c’è da sapere per fruirne al meglio, dalla modalità di registrazione alla copiosa lista di film che ci aspetta.

Disney+ | Come registrarsi

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Avengers: Endgame

Per godere di tutti i contenuti disponibili al lancio basta recarsi sul sito ufficiale della piattaforma e registrarsi fornendo i dati della propria carta di credito o le credenziali PayPal, e poi scegliere tra la sottoscrizione annuale e quella mensile. Nel primo caso, con l’esborso di 69.99 euro, nel secondo – meno conveniente nel lungo andare – al prezzo di 6.99. Per coloro che hanno già confermato nei giorni scorsi il periodo di dodici mesi, vi è stato uno sconto di dieci euro. Un’altra modalità è riservata agli utenti TIM di linea fissa che, tramite un accordo stipulato tra le due compagnie, potranno accedere al pacchetto MondoDisney+: 3 euro al mese per 3 mesi, con il pagamento che sarà scalato direttamente nella bolletta telefonica.

Nelle scorse settimane erano circolate diverse polemiche sui social per la possibilità di associare all’account un numero di dispositivi limitati, troncando di fatto le aspettative di chi utilizza lo streaming da diversi apparecchi. Proprio nelle ultimissime ore è stato confermato che sarà possibile cambiarli, seppur con un procedimento considerato ancora troppo macchinoso ma comunque un passo avanti che renderà la vita più semplice agli utenti in attesa di ulteriori e potenziali miglioramenti. Soltanto quattro potranno essere connessi in contemporanea, sia da app che da browser, e l’elenco dei dispositivi comprende smartphone, tablet, computer, console di ultima generazione, smart TV e televisori classici, questi ultimi ovviamente con l’ausilio di prodotti ad hoc per la trasmissione da rete come Amazon Fire Stick o Chromecast, per citare i due più diffusi.

Leggi anche: Disney + | Tutti i contenuti disponibili sulla nuova piattaforma streaming

Disney+ | Un catalogo sterminato

the mandalorian

The Mandalorian

Ma quali sono le produzioni più attese dal grande pubblico disponibili sin da subito anche per le platee italiane? Disney+ offrirà un ricchissimo catalogo di film, serie tv , programmi e documentari che svariano sui più diversi argomenti, capace di coinvolgere spettatori di ogni tipo. Tra i titoli più attesi, che già hanno conquistato l’audience d’Oltreoceano (dove il servizio è disponibile dallo scorso novembre), citiamo The Mandalorian, serie tv ambientata nell’universo di Star Wars, tutti gli episodi dei Simpson, l’intera collezione del Marvel Cinematic Universe, i classici d’animazione Disney e Pixar e una serie di progetti realizzati in esclusiva per la piattaforma come il live-action di Lilli e il vagabondo e l’avventuroso Togo – Una grande amicizia, per un totale di oltre mille proposte che vanno incontro ai gusti di tutti.

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