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Cinema

L’amore a domicilio | La recensione del film su Amazon Prime Video

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Renato è un giovane assicuratore che ogni giorno gira per Roma alla ricerca di potenziali clienti. Il ragazzo è ossessionato dal lavoro e insicuro dal punto di vista relazionale, tanto che ogni suo legame con l’altro sesso si conclude sul più bello per la congenita paura di impegnarsi in storie serie.

Una mattina mentre si sta recando nel consueto tour per l’agenzia si imbatte nell’affascinante Anna, che gli aveva chiesto indicazioni, e il loro incontro si conclude, inaspettatamente, nella camera di lei. Renato ignora però che la sua improvvisata amante sia agli arresti domiciliari in seguito ad una condanna per rapina e, dopo l’iniziale sbigottimento, comprende come la situazione sia quella che ha sempre desiderato: avere la propria fidanzata reclusa in casa 24 ore su 24 gli evita infatti moti di gelosia e la loro relazione diventa sempre più salda e passionale. Quando nella vita di Anna ricompare l’ex compagno Franco, appena uscito dal carcere, Renato finirà suo malgrado coinvolto nella preparazione di un nuovo colpo, con esiti inaspettati.

L’amore a domicilio – I soliti difetti

simone liberati

Simone Liberati

Nuova esclusiva del catalogo di Amazon Prime Video, il secondo lungometraggio di Emanuele Corapi arriva otto anni dopo il misconosciuto esordio Sulla strada di casa (2011) e cerca di guardare alle omologhe produzioni d’Oltreoceano nel tratteggio delle dinamiche narrative e interpersonali tra i due protagonisti. Un obiettivo centrato solo in parte giacché L’amore a domicilio risente di quel canonico provincialismo tipico del nostro cinema di genere, con sgangherati rimandi alla commedia all’italiana che fu e uno script che tenta di coniugare forzatamente la tipica “arte dell’arrangiarsi” in cui siamo spessi maestri ad un contesto romantico di moderna generazione.

Un ibrido poco omogeneo e poco credibile già nella sua genesi, con il primo approccio tra Renato ed Anna che si instrada subito su un binario prestabilito senza la necessaria naturalezza e che nello scorrere degli eventi mette in campo situazioni viste e riviste fino al giungere dell’inevitabile lieto fine.

Leggi anche: Figli | La recensione del film disponibile su Amazon Prime Video

L’amore a domicilio – Quando tentare non basta

miriam leone

Miriam Leone

La splendida Miriam Leone e Simone Liberati tentano di caratterizzare i rispettivi alter-ego con una spiccata personalità, ma anche le loro interpretazioni risentono di quel gergo dialettale ormai una costante e sono messi al muro da dialoghi improbabili che poco si rispecchiano nel mondo reale. L’amore a domicilio convince leggermente di più nella fase “criminale” dove, tra citazioni a classici come Taxi Driver (1976) e rapine all’insegna dell’improvvisazione, qualche sommessa risata riesce a strapparla. Il sottobosco di figure secondarie gioca sia sul lato leggero che su quello enfatico con alterni risultati e la regia di Corapi è gioco-forza ingabbiata da una struttura filmica che predilige per gran parte del minutaggio – un’ora e mezza scarsa – scene in interni, adoperando il fascino urbano della Città Eterna solo in una manciata di scene madri, epilogo incluso.

L’operazione soffre quindi di ingenuità endemiche, tali di penalizzare un soggetto sulla carta ricco di spunti ma poi reso in maniera superficiale e procedente su una serie di escamotage per nulla verosimili, che tolgono di fatto coerenza all’intero racconto. Un film che rispecchia il carattere insicuro del suo protagonista maschile, senza tirare mai fuori quel guizzo capace di risollevarne la mediocrità generale.

L’amore a domicilio | La recensione del film su Amazon Prime Video
2.3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

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Cinema

Improvvisamente Natale: video intervista a Diego Abatantuono, Violante Placido e Sara Ciocca

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Questa mattina è stato presentato in anteprima a Milano, il film Improvvisamente Natale diretto da Francesco Patierno e interpretato da Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Sara Ciocca, Michele Foresta, Gloria Guida, Paolo Hendel e con la partecipazione straordinaria di Nino Frassica. Adatto a tutta la famiglia, questa commedia natalizia sarà disponibile dal 1° dicembre su Prime Video.

La video intervista con il cast

A un mese dal Natale, questo pomeriggio abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Diego Abatantuono, Violante Placido e la giovane attrice Sara Ciocca. Se volete ascoltare i loro aneddoti personali legati al Natale e in che modo considerano la famiglia raccontata nel film, cliccate nel player in basso.

Leggi anche: Diego Abatantuono presenta Belli di papà: “Chiedete ai miei figli se sono stato un bravo padre”

Leggi anche: McMafia: la recensione d’autore di Francesco Patierno in esclusiva per NewsCinema

Improvvisamente Natale | La sinossi ufficiale

Per Chiara (Sara Ciocca) il Natale è un momento speciale, ancor più di quanto lo sia per ogni bambino. Ogni anno, infatti, il Natale è anche l’occasione per rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego Abatantuono), proprietario del delizioso alberghetto d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia.

Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta (Violante Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi), hanno deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente d’agosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola soffrirebbe meno…

Il nonno, già in crisi perché rischia di dover vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo Natale felice… a Ferragosto!

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Cinema

Avatar 2: il trailer finale mostra l’epico assalto al clan Metkayina

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È arrivato online il terzo e ultimo trailer di Avatar: La Via dell’Acqua, che mostra in anteprima l’epico assalto della RDA al clan Metkayina.

Avatar: La Via dell’Acqua è il sequel del film con il maggior incasso di tutti i tempi, ed è scritto e diretto ancora una volta da James Cameron, ambientato più di un decennio dopo l’originale Avatar. Segue la famiglia Na’vi di Jake e Neytiri mentre si proteggono dai vari pericoli su Pandora. Avatar 2 ha già ricevuto due trailer che anticipano la straordinaria azione subacquea del sequel. Ora è arrivato il terzo e ultimo trailer che potete vedere qui sotto.

Durante il Monday Night Football è stato rilasciato il terzo e ultimo trailer di Avatar: La via dell’acqua che offre un ultimo sguardo completo all’attesissimo sequel prima che uscirà nei cinema il mese prossimo il 16 dicembre.

Mentre l’Avatar originale ha seguito l’introduzione di Jake al clan Omaticaya che vive nella foresta, il sequel sposta l’attenzione sul popolo acquatico di Pandora. All’inizio del trailer finale, Jake si rivolge alla tribù dell’acqua, il clan Metkayina, per cercare di mantenere la sua famiglia al sicuro. Sembra che la famiglia Sully stia cercando rifugio lontano dall’Amministrazione per lo sviluppo delle risorse. L’operazione mineraria è stata introdotta nel primo Avatar ed è tornata di nuovo nel sequel con le sue forze di sicurezza guidate ancora una volta dal colonnello Miles Quaritch (Stephen Lang).

Nonostante sia stato ucciso da Neytiri nel primo Avatar, Quaritch è stato riportato in vita dalla RDA diventando un Recombinant, un avatar incorporato nei ricordi di un soldato umano. Pertanto, Quaritch ricorda che Jake si è schierato con i Na’vi nel primo film e cercherà vendetta contro lui e la sua famiglia nel sequel. Il trailer finale di Avatar: La Via dell’acqua rivela solo un piccolo assaggio dell’assalto totale della RDA al clan Metkayina.

Fin dai primi giorni della campagna di marketing di Avatar: La via dell’acqua, era chiaro che il sequel di Cameron era incentrato su due concetti principali: acqua e famiglia. La straordinaria azione sottomarina del sequel, per la quale Cameron e la sua compagnia hanno dedicato molto tempo allo sviluppo di nuove tecnologie, è completamente visibile nel trailer finale, così come i temi familiari del film, che saranno la forza trainante del conflitto.

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Cinema

Anya Taylor-Joy vittima di bullismo

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L’attrice Anya Taylor-Joy ha rivelato di essere stata vittima di bullismo ai tempi della scuola: “mi chiudevo in bagno e piangevo”.

L’attrice protagonista di The Menu ora al cinema, si è aperta durante un’intervista per Daily Mail, raccontando alcuni momenti difficili vissuti al liceo a causa del bullismo nei suoi confronti da parte di alcuni compagni. “Mi chiudevano negli armadietti” ha detto.

Anya Taylor-Joy sta vivendo un successo crescente a Hollywood ed è una delle attrici più richieste tra le giovani rivelazioni. Prossimamente la vedremo in Furiosa, spin-off di Mad Max Fury Road, e l’abbiamo conosciuta con il thriller Split al fianco di James McAvoy, per poi ritrovarla in The Witch, The Northman e altri film degni di nota. Senza dimenticare la serie tv La Regina degli Scacchi che ha conquistato in breve tempo pubblico e critica.

Sono stata molto fortunata con i miei genitori perché quando ero vittima di bullismo per il mio aspetto mia madre mi ha sempre ricordato quanto fosse più importante dare importanza a cosa si ha dentro di sé e non all’esterioritàDevo davvero ringraziare mia madre per il consiglio, perché mi è stato molto utile.

Anya Taylor-Joy in La Regina degli Scacchi

La sua famiglia è inglese, ma Anya è cresciuta in Argentina fino ai sei anni, per poi trasferirsi da adolescente in Inghilterra e poi a 14 anni a New York. Quindi non deve essere stato facile cambiare spesso scuola e amici.

La mia era una famiglia itinerante, all’improvviso ero in una grande città e non parlavo la lingua. Non mi sentivo adatta a nessun posto. Ero troppo inglese per essere argentina, troppo argentina per essere inglese e troppo americana per essere qualsiasi cosa. I bambini semplicemente non mi capivano in nessuna forma e spesso mi chiudevo negli armadietti.

Oggi è una star di Hollywood affermata e amata, ma un po’ di insicurezza è rimasta a farle compagnia, anche a causa di questo passato scomodo.

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