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Love Actually, 10 regole sull’amore che il film ci ha insegnato

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Love Actually, la commedia romantica con Keira Knightley, Colin Firth, Hugh Grant e Andrew Lincoln, è una commedia romantica classica che non invecchia mai (qui puoi acquistare il blu ray). Quanti di voi hanno sognato la scena in cui Andrew Lincoln (Mark nel film) si presenta a casa di Keira Knightley per dirle che lei è perfetta? Vale la pena sottolineare quali sono state le lezioni di vita che questo film romantico ed ironico ci ha saputo regalare.

La scena più romantica degli ultimi anni

Prima che Mark (interpretato da Andrew Lincoln) riveli i suoi veri sentimenti per Juliet (Keira Knightley), l’uomo è chiaramente distrutto. Riesce a malapena a parlare con la nuova moglie del suo migliore amico e ha persino rovinato il loro video di nozze. Ma la seconda volta prende il toro per le corna, si arma di coraggio e lascia il segno con un momento indimenticabile, presentandosi a casa di Juliet con dei cartoncini tra le mani, dando vita ad una delle scene più romantiche del film, o meglio della storia del cinema. E anche se lui probabilmente non riuscirà mai ad averla, è riuscito ad ottenere almeno un bacio.

Barriere linguistiche

Come dice il proverbio, le azioni parlano più delle parole. Stesso discorso vale anche se si tratta della lingua inglese con Jamie (Colin Firth) e il portoghese di Aurelia (Lucia Moniz), che pertanto non possono comunicare nella stessa lingua. Tuttavia l’esilarante coppia in qualche modo riuscirà ad incontrarsi per scrivere una storia d’amore. Quando tutta la tua vita cade a pezzi, decidi di tornare al tuo paese natale, inizi a prendere lezioni di portoghese, torni indietro alla città natale della tua ragazza, e inciampi in una proposta, ecco che tutto cambia. Dopo tutto, chi ha bisogno di parole quando davanti a te c’è Colin Firth?

Quando la tua anima gemella è nel tuo letto, lascia perdere il telefono

La trama di Sarah (Laura Linney) sarà per sempre frustrante. Nonostante sia la vostra priorità principale sostenere la vostra famiglia, non si dovrebbe rinunciare alla felicità personale! Soprattutto se l’uomo che hai amato disperatamente in segreto dopo “due anni, sette mesi, tre giorni e un’ora e trenta minuti“torna a casa con voi dopo la festa di Natale della società, si toglie la camicia, scompiglia i suoi capelli perfettamente acconciati, si presenta con una pelle abbronzata, e guarda dritto nella tua anima con quegli occhi sognanti. In altre parole, non ti azzardare a prendere il telefono. E se è necessario, non farlo una seconda volta! Questa è la sintesi dell’incontro tra Karl (o Rodrigo Santoro, piuttosto) e Sarah.

L’importanza del flash mob

Love Actually già dieci anni fa era davvero molti passi avanti. Grazie a questo film è iniziata la moda delle proposte di matrimonio con il flash mob, oggi diventata la prassi normale. Ricordate “All you need is love?”

Quando bussi a centinaia di porte per trovare l’ amore

Dimenticate i telefoni cellulari, e-mail, Facebook, Twitter, Snapchat, Instagram, e tutte quelle chat di appuntamenti, ma fate spazio alla scrittura di una vera e propria lettera – il miglior modo per trovare l’amore della vostra vita. Bussare a tutte le porte di una strada “malfamata” che lui o lei vagamente vi ha descritto una volta. Potreste essere presi a cantare canzoni di Natale lungo la strada, ma fidatevi, una volta arrivati a destinazione, ne sarà valsa la pena!

Le anime gemelle non sono necessariamente romantiche

Billy Mack (interpretato da Bill Nighy) è un personaggio così iconico che ogni anno quando inizia a fare freddo tutti cantano: “I feel it in my fingers, I feel it in my toes… “. Bill vince molti punti per aver mostrato a tutti noi che la tua anima gemella non deve necessariamente essere una “Babba Natale” mezza nuda alla festa di Natale di Elton John come un video porno. In realtà la tua anima gemella non ha nemmeno bisogno di essere qualcuno se si è romanticamente interessati. Come la rock star ci insegna l’amore della vostra vita potrebbe essere un “dipendente paffuto”. Nel caso di Mack è il suo manager. Come Carrie Bradshaw e la società ci mostrano anche in Sex and The City, a volte, i vostri migliori amici sono i vostri compagni di anima – uomini (o donne) sono solo queste le persone meravigliose di cui si ha bisogno per divertirsi. Vero o no, questa idea prende sempre più forza nella vita di molte persone in tutto il mondo!

Si può trovare l’amore in un luogo davvero senza speranza

Anche se è una parte di trama minore, le scene di sesso degli attori John (Martin Freeman) e Judy (Joanna Page) dimostrano che le persone si possono incontrare in un luogo a dir poco particolare. Eppure, nonostante lo scenario imbarazzante, i due perseverano e si innamorano. Mentre si pensa al luogo nel quale questi due si sono incontrati, ovvero il set di un film porno, tutti hanno imparato che l’amore potrebbe apparire nei momenti e nei luoghi più inaspettati.

I bambini fanno le cose serie

Dire che il piccolo Sam (Thomas Brodie-Sangster) ruba l’attenzione ed è il cuore del film è un eufemismo. Il ragazzo è più in sintonia con l’amore di tutti gli adulti che formano il cast. E mentre sulla sua lavagna scrive diverse note e dichiarazioni profetiche, ha insegnato molte lezioni: la sua mossa è di gran lunga la migliore quando decide di fare di tutto per conquistare il suo amore. Quando fa una corsa epica attraversando la sicurezza dell’aeroporto pur di professare il suo amore, è difficile non pensare a come questa scena abbia turbato l’idea di romanticismo nella mente dei bambini. Quando vogliono qualcosa, la ottengono. È sorprendente come questo ragazzo senza paura riesca ad essere più aperto rispetto alla maggior parte di noi adulti. Grande Sam!

L’amore è veramente All Around

Con tutti i diversi contrattempi, circostanze e trionfi, la lezione più importante che deriva da questo film si trova esattamente nella scena di apertura. Nonostante gli imbarazzi e i mal di cuore, molti di questi personaggi affrontano le loro paure, aprono i loro cuori, e lasciano che l’amore entri nelle loro vite. È una lezione che chiunque può imparare e applicare in qualsiasi rapporto. E questo, amici miei, è il motivo per cui Love Actually  continuerà a resistere nel tempo, senza invecchiare mai.

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Cinema

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, rilasciata una nuova interessante featurette

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Milioni e milioni di fan sparsi in tutto il mondo, non vedono l’ora di tornare nel mondo della magia con il secondo capitolo di Animali Fantastici. Warner Bros. Pictures ha deciso di rilasciare una nuovissima featurette in vista dell’imminente uscita nelle sale del sequel fantasy  Animali fantastici: I crimini di Grindelwald. All’interno della clip potrete ascoltare le interviste all’autrice JK Rowling e ad alcuni componenti del cast che parlano di Johnny Depp e dei personaggi di Ezra Miller rispettivamente come Grindelwald e Credence .

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald è la seconda delle cinque nuove avventure nel mondo magico ideato e scritto da JK Rowling. Il film vedrà nuovamente la partecipazione di Eddie Redmayne nei panni di Newt Scamandar e di Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol e Ezra Miller. Altri grandi nomi sono quelli di Claudia Kim, Zoe Kravitz, Callum Turner, con Jude Law nei panni di Silente e Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald.

Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald

Come molti di voi ricorderanno, alla fine del primo film, il potente mago oscuro Gellert Grindelwald (Depp) era stato catturato dal MACUSA (Magical Congress of the United States of America), con l’aiuto di Newt Scamander (Redmayne). Ma, facendo leva sulla sua minaccia, Grindelwald era riuscito a sfuggito alla custodia con l’intento di iniziare a radunare diversi seguaci, il punto centrale della sua agenda: portare al potere i maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non-magici.
Nel tentativo di contrastare i piani di Grindelwald, Albus Silente (Law) arruola il suo ex studente Newt Scamander, che accetta di aiutare, ignaro dei pericoli che lo attenderanno. Le linee guida da seguire ovviamente sono quelle dell’amore e della lealtà, anche tra gli amici e la famiglia più veri, in un mondo magico sempre più diviso.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald  è stato diretto da David Yates, ideato da una sceneggiatura di JK Rowling e prodotto da David Heyman, JK Rowling, Steve Kloves e Lionel Wigram.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald arriverà nelle sale italiane il 16 novembre 2018.

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Guida tv

Stasera in tv: i film da non perdere il 26 settembre

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io che amo solo te

Se la vostra serata prevede divano e popcorn siete nel posto giusto. Per evitare di perdere tempo facendo zapping senza sapere cosa vedere, ecco alcuni consigli per scegliere un film tra quelli previsti stasera in tv per questo 26 settembre.

Film in tv 26 settembre 2018

1) Io che amo solo te in onda su Rai 1 alle 21.25 di Marco Ponti con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Maria Pia Calzone, Eugenio Franceschini, Michele Placido, Luciana Littizzetto, Eva Riccobono, Dario Bandiera, Enzo Salvi, Dino Abbrescia, Alessandra Amoroso.

Trama: Polignano a Mare. Ninella, una vedova 50enne considerata la più bella sarta del paese, è da sempre innamorata di don Mimi’, ma non ha mai potuto coronare il suo sogno d’amore con lui. Il destino, però, le riserva una sorpresa inaspettata: sua figlia Chiara, infatti, sposerà Damiano, proprio il figlio di don Mimi’. Il matrimonio tra i due ragazzi, vero e proprio evento nell’arroccato paesino, richiederà una lunga ed estenuante preparazione supervisionata dalla “First Lady”, moglie di Mimi’ e futura suocera di Chiara, a cui risulterà tutt’altro che semplice tenere tutto sotto controllo. Soprattutto suo marito…

2) Cars 2 in onda su Rai 2 alle 21.20 di Brad Lewis, John Lasseter.

Trama: Saetta McQueen insieme al suo amico Cricchetto partecipa a una corsa automobilistica indetta per promuovere un tipo di carburante ecologico. Alcune auto russe cercano di screditare il nuovo carburante, ma l’agente McMissile e Holley Shiftewell sono sulle loro tracce.

Cars 2

Cars 2

3) Nel centro del mirino onda su Rai Movie alle 21.10 di Wolfgang Petersen con Clint Eastwood, John Malkovich, Rene Russo, Dylan McDermott.

Trama: Dal giorno in cui hanno ucciso Kennedy a Dallas, Frank Horrigan, un agente dei servizi segreti degli Stati Uniti, non si è più ripreso. Oggi Horrigan è a un passo dalla pensione ma è ancora li’ a badare alla sicurezza dell’attuale Presidente. Un giorno inizia a farsi vivo un aspirante attentatore. L’uomo si fa chiamare Booth – come l’assassino di Abramo Lincoln – e dimostra di essere al corrente delle ossessioni di Horrigan. Inizia cosi’ un duello a distanza tra il misterioso personaggio e l’agente.

4) Caccia a Ottobre Rosso in onda su La 7 alle 21.15 di John McTiernan con Sean Connery, Scott Glenn, Alec Baldwin, Joss Ackland, Tim Curry.

Trama: Nel 1984, Ottobre Rosso, il più sofisticato sottomarino atomico dell’Urss, parte per una missione di cui gli americani riescono a decifrare il significato. Finche’ Jack Ryan, della CIA, intuisce che il comandante Ramius intende disertare e consegnare il sommergibile agli americani. Ma anche i sovietici hanno intuito il progetto e si mettono sulle tracce di Ottobre Rosso per distruggerlo. Ryan si fa calare con un elicottero nell’unita’ subacquea Dallas, comandata da Bart Mancuso, e l’inseguimento comincia. Ramius però è troppo bravo per farsi prendere.

Caccia a Ottobre Rosso

Caccia a Ottobre Rosso

5) 58 minuti per morire – Die Harder in onda su Iris alle 21.00 di Renny Harlin con Bruce Willis, Bonnie Bedelia, Franco Nero, William Sadler.

Trama: Il tenente di polizia John McClane si reca all’aeroporto ad aspettare la moglie. Ma l’aeroporto viene “sequestrato” da un gruppo di terroristi, capeggiati da un ex ufficiale dei corpi speciali, che non esita ad abbattere un aereo pieno di passeggeri per perseguire il suo scopo: fare atterrare e prelevare, salvandolo cosi’ dal meritato processo, un dittatore sudamericano. McClane risolve la situazione.

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Cinema

Venezia 75, perché ROMA di Alfonso Cuarón ha vinto il Leone d’Oro

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Alla fine il Leone d’oro della 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è andato al film che tutti (critica e pubblico del festival) consideravano il più quotato: Roma di Alfonso Cuarón. Non c’è quindi alcuna dietrologia che tenga: la decisione della giuria presieduta da Guillermo Del Toro non deve essere letta alla luce del dibattito su Netflix (c’è chi parla di scelta simbolica nel premiare un film prodotto dal colosso americano) né alla luce della decennale amicizia che lega i due registi messicani.

Persino la qualità effettiva del film (che non è in discussione) ricopre una importanza marginale nelle logiche festivaliere, nonostante quello di Cuarón venisse considerato da molti non solo il film con più possibilità di vincere ma anche il più bel film in concorso, cosa non affatto banale. Ogni premio assegnato dalla giuria è frutto di un lavoro di continua mediazione, che è la ragione per la quale dai palmarès dei festival più rinomati vengono storicamente esclusi i film più controversi ed audaci (è successo anche quest’anno a Venezia con Killing di Shin’ya Tsukamoto, un’opera senza dubbio bellissima ma complessa e di difficile accesso). 

Roma è invece un film poco spendibile commercialmente (in un concorso invece molto improntato al mainstream) perché denso e sofisticato, ma allo stesso tempo abbastanza classico (le citazioni a Federico Fellini si sprecano) da riuscire ad incontrare il gusto di tutti i giurati. Non fatichiamo quindi a credere alle parole di Del Toro, il quale ha dichiarato che la decisione di assegnare il Leone d’oro al film di Cuarón è stata presa all’unanimità con nove voti a favore e zero contrari. Quello del regista messicano è un amarcord che rielabora fatti della sua biografia ed avvenimenti storici in una epopea personale che è tanto reale quanto idealistica. Le vicende di una famiglia medioborghese si intrecciano con quelle della domestica messicana che si prende cura di loro (e che a sua volta sarà accudita nei momenti di difficoltà dalla “padrona di casa”) in una visione interclassista della società (sperata e non realistica) non così diversa da quella che già emergeva in Y tu mamá también. 

Nell’assegnazione dei premi, la giuria di Venezia 75 non ha nascosto la volontà di veicolare un messaggio sociale attraverso le proprie decisioni, come testimoniano i riconoscimenti assegnati a The Nightingale, film per nulla memorabile ma dalla chiara connotazione politica e femminista. Anche in questa ottica il film di Cuarón sembra essere la scelta migliore: come già in Gravity, anche nel suo nuovo lavoro il cineasta messicano rende evidente la propria predilezione verso il genere femminile, il solo in grado di accudire e proteggere, che in ogni modo deve difendersi da quello maschile, distruttivo e mai in grado di unire ma solo di dividere. Se è vero infatti che il concorso di Venezia è stato caratterizzato dalla quasi totale assenza di registe (solo una donna in concorso, Jennifer Kent, l’autrice di The Nightingale, appunto) è anche impossibile non accorgersi dei tanti film in programma in grado di parlare di donne sia direttamente (The Favourite, altro grande trionfatore) che indirettamente (The Sisters Brothers, con un cast tutto maschile ma in cui lo stereotipo della virilità viene deriso e ribaltato). 

Paradossalmente quest’anno il film vincitore della Mostra del Cinema rischia di non arrivare in sala o di arrivarci solo per un passaggio fugace (che poi è quello che è avvenuto, per ragioni differenti, con tanti altri Leoni d’oro degli anni passati). Eppure il film di Cuarón, con lunghi piani sequenza, con il suo bianco e nero in 65mm e con l’uso incredibile che fa del sonoro, sembra essere uno di quei prodotti impossibili da fruire in maniera ottimale in un luogo che non sia la sala cinematografica. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: per la prima volta un film che non vuole essere a tutti i costi appetibile al grande pubblico non sarà destinato all’oblio, ma arriverà su di una piattaforma in grado di garantirne la massima diffusione. E sarà forse questo il grande merito del 75esimo Leone d’oro.

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