Connect with us
l'uomo del labirinto recensione l'uomo del labirinto recensione

Cinema

L’uomo del labirinto, Dustin Hoffman e Toni Servillo in un thriller psicologico dai risvolti (troppo) poco chiari

Published

on

Samantha Andretti (Valentina Bellè) riemerge dal buio del suo rapimento avvenuto quindici anni prima e si ritrova immobilizzata a letto con una gamba ingessata nella clinica di Santa Caterina, a cercare di ricostruire il vuoto di quegli anni in cui, molto probabilmente, è stata costantemente tenuta sotto effetto di droghe. Accanto a lei, il misterioso dottor Green (un insolito Dustin Hoffman), un “profiler” che cerca di guidarla attraverso il recupero della memoria, di sottoporla a giochi della mente che dovrebbero portare a galla la verità di quei ricordi. Un labirinto pieno di insidie che rappresenta tanto il mondo esterno quanto la mente di Samantha e dei personaggi che le ruotano attorno. 

Bruno Genko (Toni Servillo) è invece un cacciatore di debiti, investigatore privato all’occorrenza, che quindici anni prima era stato chiamato in causa dai genitori della ragazza per cercare di risolvere il caso, ma non era stato di grande aiuto. Oggi, in debito con quel passato e con quel caso irrisolto, Genko tornerà sui passi di quel rapimento per cercare di fare chiarezza una volta per tutte sul mistero di quella scomparsa e sull’identità del rapitore. Ma chi sono davvero Samantha, il dottor Green e Bruno Genko, e qual è il loro ruolo all’interno di questo labirinto di storie e personaggi intrecciati?   

l'uomo del labirinto cast

Dustin Hoffman e Toni Servillo in L’Uomo del Labirinto

Adattamento cinematografico dell’omonimo bestseller, e diretto dallo stesso scrittore Donato Carrisi (qui alla sua seconda regia dopo La ragazza nella nebbia) L’uomo del labirinto è thriller psicologico che scava (perdendovisi) negli abissi della mente umana, e generando un percorso senza uscita che riproduce, appunto, il pensiero umano come fosse l’intrico di un labirinto. Un caso da risolvere, una ragazza scomparsa e poi nel mistero riapparsa, un investigatore privato, un “profiler”, una prostituta “d’alto bordo”, e poi ancora il senso prossimo della fine, lo smarrimento, e le movenze inquietanti di un misterioso carceriere con sembianze da coniglio. Mescolando insieme tutti questi (troppi) elementi, Carrisi dà vita a un thriller della mente complesso e di dubbia risoluzione che si perde nella stessa materia di cui è fatto. Una storia che ingloba mille personaggi archetipici così come mille tematiche diverse (la scomparsa, la memoria, la morte, la ricerca) ma li centrifuga in un calderone che ha troppi sapori e poi alla fine non sa di nulla. E quello che nel libro, nella narrazione su carta, era il sottile marchingegno mentale che muoveva le tante dinamiche narrative, qui diventa un centrifugato informe di allusioni, proiezioni, sensazioni, ipotesi che non trovano mai la chiarezza e la linearità necessarie per sciogliersi lungo la via.

ldl 15 caterina shulha

Caterina Shulha

Su grande schermo Carrisi non riesce a mantenere in piedi una funzionale sintassi narrativa e inciampa clamorosamente in uno script arzigogolato e confusionario, dove la sequela di eventi fatica a trovare un suo ordine, tanto sullo schermo quanto negli occhi dello spettatore. E se Servillo e Hoffman reggono in qualche modo il peso della scena, molti altri comprimari inclusa Valentina Bellè soffrono invece le conseguenze di personaggi poco a fuoco, caratterizzati, e per certi versi quasi posticci, incastrati in un limbo esistenziale che galleggia stancamente e ostentatamente tra realtà, proiezione e finzione. Dell’architettura complessa e stratificata dell’opera di Carrisi resta quindi tutto sommato un po’ troppo poco, mentre la storia si riduce al circolo vizioso di un inseguimento che gira parecchio a vuoto per rincorrere poi conigli antropomorfi che ricordano, ma solo in suggestione, le atmosfere stralunate e surreali di Donnie Darko. Davvero poco per un’opera che appare in premessa ben più ambiziosa del risultato portato a casa.

Donato Carrisi torna alla regia con L’uomo del labirinto, un thriller pieno di personaggi trasfigurati e alienati, tutti in cerca di una verità che non è mai così come appare. Un’opera di grandi pretese che si muove e si perde nello stesso labirinto narrativo da cui si origina. 

Review 0
2.3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

In me la passione per il cinema non è stata fulminea, ma è cresciuta nel tempo, diventando però da un certo punto in poi una compagna di viaggio a dir poco irrinunciabile. Harry ti presento Sally e Quattro matrimoni e un funerale sono da sempre i miei due capisaldi in fatto di cinema (lato commedia), anche se poi – crescendo e “maturando” – mi sono avvicinata sempre di più e con più convinzione al cinema d’autore cosiddetto di “nicchia”, tanto che oggi scalpito letteralmente nell’attesa di vedere ai Festival (toglietemi tutto ma non il mio Cannes) un nuovo film francese, russo, rumeno, iraniano, turco… Lo so, non sono proprio gusti adatti ad ogni palato, ma con il tempo (diciamo pure vecchiaia) si impara anche ad amare il fatto di poter essere una voce fuori dal coro...

Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

Improvvisamente Natale: video intervista a Diego Abatantuono, Violante Placido e Sara Ciocca

Published

on

Questa mattina è stato presentato in anteprima a Milano, il film Improvvisamente Natale diretto da Francesco Patierno e interpretato da Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Sara Ciocca, Michele Foresta, Gloria Guida, Paolo Hendel e con la partecipazione straordinaria di Nino Frassica. Adatto a tutta la famiglia, questa commedia natalizia sarà disponibile dal 1° dicembre su Prime Video.

La video intervista con il cast

A un mese dal Natale, questo pomeriggio abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Diego Abatantuono, Violante Placido e la giovane attrice Sara Ciocca. Se volete ascoltare i loro aneddoti personali legati al Natale e in che modo considerano la famiglia raccontata nel film, cliccate nel player in basso.

Leggi anche: Diego Abatantuono presenta Belli di papà: “Chiedete ai miei figli se sono stato un bravo padre”

Leggi anche: McMafia: la recensione d’autore di Francesco Patierno in esclusiva per NewsCinema

Improvvisamente Natale | La sinossi ufficiale

Per Chiara (Sara Ciocca) il Natale è un momento speciale, ancor più di quanto lo sia per ogni bambino. Ogni anno, infatti, il Natale è anche l’occasione per rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego Abatantuono), proprietario del delizioso alberghetto d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia.

Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta (Violante Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi), hanno deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente d’agosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola soffrirebbe meno…

Il nonno, già in crisi perché rischia di dover vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo Natale felice… a Ferragosto!

Continue Reading

Cinema

Avatar 2: il trailer finale mostra l’epico assalto al clan Metkayina

Published

on

È arrivato online il terzo e ultimo trailer di Avatar: La Via dell’Acqua, che mostra in anteprima l’epico assalto della RDA al clan Metkayina.

Avatar: La Via dell’Acqua è il sequel del film con il maggior incasso di tutti i tempi, ed è scritto e diretto ancora una volta da James Cameron, ambientato più di un decennio dopo l’originale Avatar. Segue la famiglia Na’vi di Jake e Neytiri mentre si proteggono dai vari pericoli su Pandora. Avatar 2 ha già ricevuto due trailer che anticipano la straordinaria azione subacquea del sequel. Ora è arrivato il terzo e ultimo trailer che potete vedere qui sotto.

Durante il Monday Night Football è stato rilasciato il terzo e ultimo trailer di Avatar: La via dell’acqua che offre un ultimo sguardo completo all’attesissimo sequel prima che uscirà nei cinema il mese prossimo il 16 dicembre.

Mentre l’Avatar originale ha seguito l’introduzione di Jake al clan Omaticaya che vive nella foresta, il sequel sposta l’attenzione sul popolo acquatico di Pandora. All’inizio del trailer finale, Jake si rivolge alla tribù dell’acqua, il clan Metkayina, per cercare di mantenere la sua famiglia al sicuro. Sembra che la famiglia Sully stia cercando rifugio lontano dall’Amministrazione per lo sviluppo delle risorse. L’operazione mineraria è stata introdotta nel primo Avatar ed è tornata di nuovo nel sequel con le sue forze di sicurezza guidate ancora una volta dal colonnello Miles Quaritch (Stephen Lang).

Nonostante sia stato ucciso da Neytiri nel primo Avatar, Quaritch è stato riportato in vita dalla RDA diventando un Recombinant, un avatar incorporato nei ricordi di un soldato umano. Pertanto, Quaritch ricorda che Jake si è schierato con i Na’vi nel primo film e cercherà vendetta contro lui e la sua famiglia nel sequel. Il trailer finale di Avatar: La Via dell’acqua rivela solo un piccolo assaggio dell’assalto totale della RDA al clan Metkayina.

Fin dai primi giorni della campagna di marketing di Avatar: La via dell’acqua, era chiaro che il sequel di Cameron era incentrato su due concetti principali: acqua e famiglia. La straordinaria azione sottomarina del sequel, per la quale Cameron e la sua compagnia hanno dedicato molto tempo allo sviluppo di nuove tecnologie, è completamente visibile nel trailer finale, così come i temi familiari del film, che saranno la forza trainante del conflitto.

Continue Reading

Cinema

Anya Taylor-Joy vittima di bullismo

Published

on

L’attrice Anya Taylor-Joy ha rivelato di essere stata vittima di bullismo ai tempi della scuola: “mi chiudevo in bagno e piangevo”.

L’attrice protagonista di The Menu ora al cinema, si è aperta durante un’intervista per Daily Mail, raccontando alcuni momenti difficili vissuti al liceo a causa del bullismo nei suoi confronti da parte di alcuni compagni. “Mi chiudevano negli armadietti” ha detto.

Anya Taylor-Joy sta vivendo un successo crescente a Hollywood ed è una delle attrici più richieste tra le giovani rivelazioni. Prossimamente la vedremo in Furiosa, spin-off di Mad Max Fury Road, e l’abbiamo conosciuta con il thriller Split al fianco di James McAvoy, per poi ritrovarla in The Witch, The Northman e altri film degni di nota. Senza dimenticare la serie tv La Regina degli Scacchi che ha conquistato in breve tempo pubblico e critica.

Sono stata molto fortunata con i miei genitori perché quando ero vittima di bullismo per il mio aspetto mia madre mi ha sempre ricordato quanto fosse più importante dare importanza a cosa si ha dentro di sé e non all’esterioritàDevo davvero ringraziare mia madre per il consiglio, perché mi è stato molto utile.

Anya Taylor-Joy in La Regina degli Scacchi

La sua famiglia è inglese, ma Anya è cresciuta in Argentina fino ai sei anni, per poi trasferirsi da adolescente in Inghilterra e poi a 14 anni a New York. Quindi non deve essere stato facile cambiare spesso scuola e amici.

La mia era una famiglia itinerante, all’improvviso ero in una grande città e non parlavo la lingua. Non mi sentivo adatta a nessun posto. Ero troppo inglese per essere argentina, troppo argentina per essere inglese e troppo americana per essere qualsiasi cosa. I bambini semplicemente non mi capivano in nessuna forma e spesso mi chiudevo negli armadietti.

Oggi è una star di Hollywood affermata e amata, ma un po’ di insicurezza è rimasta a farle compagnia, anche a causa di questo passato scomodo.

Continue Reading
Advertisement

Iscriviti al canale Youtube MADROG CINEMA

Facebook

Recensioni

Popolari