Il commissario Montalbano potrebbe tornare in televisione con un volto diverso da quello di Luca Zingaretti?
Una possibilità che fino a poco tempo fa sembrava remota è tornata a far discutere dopo le dichiarazioni di Michele Riondino, protagonista della fiction Rai Il giovane Montalbano.
L’attore pugliese, impegnato nella promozione del film Zustìssia, ha parlato apertamente dell’eventualità di interpretare Salvo Montalbano anche nella sua versione adulta. E le sue parole hanno riacceso la curiosità degli spettatori, ancora legati a uno dei personaggi più amati della televisione italiana.
Ma c’è un dettaglio fondamentale: al momento non sono state annunciate nuove puntate della fiction. E il passaggio di testimone tra Zingaretti e Riondino, per quanto suggestivo, resta soltanto una possibilità.
Michele Riondino sarà il nuovo Montalbano? Le parole dell’attore
A riaprire il discorso è stata un’intervista rilasciata da Michele Riondino al Corriere della Sera il 15 ottobre 2026. Interrogato sulla possibilità di raccogliere l’eredità di Luca Zingaretti, l’attore non ha nascosto il proprio entusiasmo.
Riondino ha spiegato che, per ragioni anagrafiche, oggi sarebbe difficile continuare a interpretare il commissario nella versione giovanile che lo ha reso popolare. Ma questo non significa che abbia chiuso con il personaggio creato da Andrea Camilleri.
Anzi, si è detto onorato all’idea di interpretare un Montalbano più maturo, sottolineando la stima e l’affetto che prova per Zingaretti. «Se me lo proponessero, non rifiuterei di certo», ha dichiarato. L’attore ha anche ricordato di aver avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con Andrea Camilleri sul personaggio.
Un’esperienza che rende particolarmente interessante l’eventualità di una nuova interpretazione del commissario, perché Riondino non dovrebbe partire da zero: conosce già Salvo Montalbano, il suo carattere e l’universo narrativo in cui si muove.
Le sue parole, tuttavia, non equivalgono a un annuncio della Rai. Si tratta della disponibilità personale di un interprete, non della conferma di un progetto in lavorazione.

Il commissario Montalbano, i due romanzi di Camilleri mai diventati fiction
C’è un altro elemento che alimenta le speranze dei fan: non tutte le avventure letterarie di Salvo Montalbano sono state adattate per la televisione.
In particolare, restano due romanzi di Andrea Camilleri che potrebbero offrire materiale narrativo per eventuali nuove puntate: Il cuoco dell’Alcyon e Riccardino. Il primo, pubblicato nel 2019, racconta un’indagine che prende avvio da una vicenda drammatica e conduce il commissario verso una storia dai contorni insoliti, legata anche a una misteriosa imbarcazione.
Il cuoco dell’Alcyon presenta diversi elementi che potrebbero prestarsi a un adattamento televisivo: un’indagine articolata, personaggi ambigui e una componente di tensione che si avvicina, per certi aspetti, al thriller.
Non sarebbe però sufficiente scegliere un romanzo ancora inedito sul piccolo schermo per far ripartire automaticamente la produzione. Occorrerebbe costruire un nuovo progetto, definire il cast e decidere come collocare la storia rispetto alle puntate già interpretate da Luca Zingaretti. Ancora più delicata sarebbe la scelta di adattare Riccardino.
Perché Riccardino è il finale più difficile da portare in TV
Pubblicato nel 2020, dopo la morte di Andrea Camilleri, Riccardino è il romanzo con cui lo scrittore ha deciso di concludere la saga letteraria del commissario Montalbano. La sua particolarità non riguarda soltanto l’indagine, ma soprattutto il modo in cui viene raccontata.
Nel libro, infatti, Camilleri gioca con il confine tra realtà e finzione. Montalbano si confronta con il proprio autore e con l’esistenza stessa del personaggio letterario, in una costruzione narrativa che rompe le regole tradizionali del romanzo poliziesco.
È una scelta che rende Riccardino un finale molto particolare, ma anche difficile da trasformare in un episodio televisivo. Come tradurre sullo schermo il dialogo tra un personaggio e il suo creatore? E soprattutto, come farlo dopo la scomparsa dello stesso Camilleri? Un adattamento dovrebbe trovare un linguaggio capace di conservare il significato del romanzo senza limitarsi a riprodurne gli eventi.
È proprio questo uno dei nodi più interessanti dell’eventuale ritorno di Montalbano: non soltanto chi potrebbe interpretarlo, ma quale conclusione sarebbe possibile dare alla sua storia televisiva.

Perché Luca Zingaretti non è tornato nei panni di Montalbano
Per milioni di spettatori, il volto di Salvo Montalbano resta indissolubilmente legato a Luca Zingaretti.
L’attore ha interpretato il commissario per oltre vent’anni, contribuendo a trasformare la fiction Rai in un fenomeno televisivo capace di conquistare generazioni differenti. La scomparsa di Andrea Camilleri nel 2019 e quella del regista Alberto Sironi, avvenuta nello stesso anno, hanno segnato profondamente il futuro della serie.
Zingaretti ha più volte espresso la difficoltà di immaginare un ritorno senza due figure così importanti nella storia del progetto. L’ultima nuova puntata della serie principale, Il metodo Catalanotti, è stata trasmessa nel 2021. Da allora il pubblico ha continuato a ritrovare il commissario attraverso le repliche, mentre l’ipotesi di una prosecuzione è rimasta senza sviluppi ufficiali.
La possibilità di affidare il personaggio a Michele Riondino rappresenterebbe dunque un cambiamento significativo, non soltanto dal punto di vista del cast, ma anche dell’identità stessa della fiction.
Da Il giovane Montalbano alla serie con Zingaretti: il passaggio è possibile?
Michele Riondino ha già interpretato Salvo Montalbano nelle due stagioni de Il giovane Montalbano, trasmesse nel 2012 e nel 2015. La serie raccontava gli anni precedenti alle avventure più conosciute del commissario, mostrando un protagonista ancora impegnato a costruire la propria esperienza professionale e i rapporti con i personaggi destinati a diventare fondamentali nella sua vita.
Riondino ha quindi già raccolto, in una fase diversa della storia, l’eredità di un personaggio reso celebre da Zingaretti. Il passaggio a un Montalbano adulto avrebbe una sua logica narrativa: non si tratterebbe di affidare il ruolo a un attore completamente estraneo all’universo di Camilleri, ma di proseguire un percorso interpretativo già iniziato.
Allo stesso tempo, però, le due fiction hanno una propria identità, e il pubblico è abituato a riconoscere il commissario adulto nel volto e nella voce di Luca Zingaretti. Per questo un eventuale ritorno richiederebbe una scelta artistica precisa, capace di rispettare il passato senza trasformarsi in una semplice imitazione.
Montalbano tornerà davvero con nuove puntate?
Per ora, la risposta è che non esiste una conferma ufficiale. Le dichiarazioni di Michele Riondino rappresentano un’apertura importante da parte dell’attore, ma non indicano che Rai e Palomar abbiano avviato una nuova produzione.
Restano inoltre questioni creative e produttive da affrontare, a cominciare dall’eredità di Andrea Camilleri e Alberto Sironi e dalla possibilità di adattare le ultime storie del commissario. Una cosa, però, è certa: Salvo Montalbano continua a occupare un posto speciale nell’immaginario televisivo italiano.
E se un giorno la sua storia dovesse riprendere, Michele Riondino ha già fatto sapere di essere disponibile a tornare a Vigàta. Questa volta, però, non più nei panni del giovane commissario.
