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Arte

Mostra di Damien Hirst alla Gagosian Gallery di Roma, un’esplosione di colore

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La Gagosian Gallery di Roma ospita contemporaneamente alle altre sedi dislocate in varie città in giro per il mondo, la mostra di “Spot Paintings” di Damien Hirst, che l’artista ha elaborato dal 1986 ad oggi. Hirst, che domina la scena artistica britannica dagli anni novanta fino ad oggi, ha portato questo movimento culturale alla ribalta internazionale. La sua veloce ascesa in quel periodo è strettamente legata alla vicinanza con il collezionista e pubblicitario anglo-iracheno Charles Saatchi, che ha fortemente spinto affinchè Hirst si affermasse a livello globale, anche se le continue frizioni tra i due portarono nel 2003 alla fine della proficua collaborazione. La morte è senza dubbio il tema centrale delle sue opere, l’artista è infatti rimasto impresso nell’immaginario comune per una serie di opere in cui corpi di animali, come squali tigre, pecore e mucche, sono imbalsamati e immersi in formaldeide, tra i quali, lo stesso manifesto della sua poetica è “The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living” (ovvero, “L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo”), altresì detto, uno squalo tigre di oltre 4 metri imbalsamato e presentato all’interno di una vetrina. Quell’opera divenne il simbolo dell’arte britannica degli anni novanta, e la sua vendita, avvenuta nel 2004 ha reso Hirst l’artista vivente più caro dopo Jasper Johns.

Ma Hirst non rimane ancorato all’informale, quello che fa dell’arte il mezzo canonico che abbiamo tutti in mente quando ci riferiamo ad essa, egli è intimamente legato anche all’action painting ed alla pop art, noto infatti anche per le sue tecniche definite spin painting, realizzate dipingendo su una superficie circolare in rotazione come un vinile sul giradischi, e spot paintings, consistenti in righe di cerchi colorati, spesso imitate dalla grafica pubblicitaria degli ultimi anni.

Sono da sempre un colorista, ho sempre amato profondamente il colore… voglio dire, lascio che il colore faccia il suo corso. Ecco quindi da dove nascono gli spot paintings, comporre la struttura che crea quei colori e poi non pensarci più. Improvvisamente ho ottenuto tutto ciò che volevo. Era semplicemente un modo per immortalare la gioia del colore.” Ha affermato l’artista.

Proprio su quest’ultima tecnica si sviluppa la mostra dal titolo “The Complete Spot Paintings 1986-2011”, presentata simultaneamente in tutte e undici le gallerie Gagosian nel mondo, da New York a Parigi, da Londra fino a Roma con l’unica data inaugurale di oggi, giovedì 12 gennaio 2012. La maggior parte dei dipinti in mostra fanno parte di collezioni pubbliche e private, per un totale di oltre 150 opere prestata da mecenati di oltre venti Nazioni diverse, sono presenti quindi, tra tutte le sedi, oltre 300 tele, dal primo spot realizzato su tavola nel 1986, al più piccolo, datato 1996, che rappresenta la metà di uno spot, della grandezza di 2.55 per 1.27 cm, intitolato “6-Bromo-4-Cyclohexene-1,2,3-Triol”. Sì, dal titolo si intuisce molto, tutte le opere presenti in mostra fanno capo ad un titolo del tutto particolare che rimanda a specifici tipi di droga e stupefacenti, passando dall’”Ethyl Laurate”, una tela di vaste dimensioni, fino al “Methoxyamine” ed al “1-Hexanol”, tela raffigurante solo quattro spot di colore diverso.

Senza dubbio una mostra dal forte impatto visivo, dall’estetica, centrale nel cromatismo di Hirst, che lo stesso artista pone al centro delle sue opere ed aiutata dalla splendida cornice della sede romana della Gagosian Gallery che da sempre allestisce mostre di livello qualitativo eccezionale, per di più ad ingresso gratuito. Rimane da chiedersi certo, come opere dalla così apparentemente facile realizzazione, abbiano raggiunto un valore così alto di mercato, racchiudendo forse in sé un significato sottinteso, non facilmente leggibile dallo spettatore che si ritrova ad osservarle.

Per chiunque volesse immergersi in questa esplosione di colore, l’appuntamento è da oggi, giovedì 12 gennaio a sabato 10 marzo 2012, alla Gagosian Gallery romana, in via Francesco Crispi 16.

 

 

 

1 Commento

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  1. A.

    17 gennaio 2012 at 12:58

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Io, Leonardo a Giffoni Film Festival 2019: una masterclass sugli effetti speciali del film

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luca argentero

Prima dell’uscita nelle sale italiane il prossimo 26 settembre, IO, LEONARDO – il nuovo film d’arte prodotto da Sky con Progetto Immagine e distribuito da Lucky Red – sbarca al Giffoni Film Festival.

In occasione della 49ª edizione del festival in programma dal 19 al 27 luglio, saranno proiettati a Giffoni alcuni minuti in anteprima tratti dal backstage del film, a cui seguirà una Masterclass dal titolo “Io, Leonardo, alla scoperta degli effetti speciali del film”. Appuntamento il giorno d’apertura – venerdì 19 luglio – con la speciale lezione dove interverranno il regista di “Io, Leonardo” Jesus Garces Lambert (già regista anche di “Caravaggio – l’anima e il sangue”), il produttore esecutivo per Sky Dimitri Cioffi, il supervisor della post produzione Valentina Corti e gli art director, per Sky Vincenzo Cilurzo e per Galactus Giuseppe Squillaci (candidato ai David di Donatello per il film “Michelangelo – Infinito”).

 Nel film “Io, Leonardo” molte invenzioni e disegni di Leonardo vengono messi in scena grazie agli effetti speciali: tra queste, le macchine da guerra, gli studi anatomici e il monumentale cavallo progettato per Ludovico il Moro. Grazie alle avanzate tecniche di modellazione, sculpting digitale e animazione 2d e 3d sono stati riprodotti i vari elementi. A Giffoni il team di Sky e di Galactus, accompagnati dal regista Jesus Garces Lambert, racconteranno ai ragazzi come sono stati creati i vari linguaggi visivi e di come la tecnologia e l’arte abbiano potuto prendere vita e accompagnare lo spettatore in un’esperienza visiva unica ed inedita.

“IO, LEONARDO” è un affascinante racconto alla scoperta dell’uomo, dell’artista, dello scienziato e dell’inventore che accompagnerà lo spettatore in un’esperienza inedita e coinvolgente nella mente di Leonardo da Vinci, con un sguardo nuovo e molto lontano dagli stereotipi. Nel cast, oltre ad un sorprendente Luca Argentero, impegnato per la prima volta in un film d’arte biografico, ci saranno Angela Fontana nei panni Cecilia Gallerani e Massimo De Lorenzo che interpreta Ludovico il Moro. La voce narrante è di Francesco Pannofino. La consulenza scientifica del film è affidata a Pietro C. Marani, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna e Museologia al Politecnico di Milano. La direzione artistica è di Cosetta Lagani, la sceneggiatura è di Sara Mosetti e Marcello Olivieri. La regia è affidata a Jesus Garces Lambert, già regista di “Caravaggio – l’anima e il sangue” (il documentario d’arte più visto al cinema in Italia nel 2018 e vincitore del Globo d’Oro).

Il film “Io, Leonardo” ha ricevuto il Patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e del Comitato Scientifico del Palinsesto Milano Leonardo 500, nonché il Riconoscimento dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Ha ottenuto anche i Patrocini del Comune di Firenze, del Comune di Milano e del Comune di Vinci ed è prodotto con la partecipazione di Bosch e la collaborazione con Artech Digital Cinema, Bottega Tifernate e il Museo Leonardo da Vinci Experience. Media partner RTL 102.5.

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Daredevil Amore e Guerra, Panini Comics presenta il libro d’arte di Frank Miller e Bill Sienkiewicz

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Panini Comics presenta Daredevil: Amore e Guerra di Frank Miller e Bill Sienkiewicz in una nuova, preziosa edizione, curata in ogni dettaglio come mai si era visto prima in Italia e nel mondo per quanto riguarda i fumetti. Un vero e proprio libro d’arte che renderà felici i collezionisti più esigenti, innamorati di questa graphic novel che fin dalla sua uscita, nel 1986, venne riconosciuta come un capolavoro della nona arte, in cui gli autori hanno sperimentato soluzioni narrative e grafiche mirabili.

La nuova edizione, chiamata Unica, è contenuta in un cofanetto con chiusura magnetica il cui design è ispirato alle scatole giapponesi per strumenti da scrittura, in omaggio ai riferimenti orientali delle storie di Daredevil. All’interno di questa confezione trova posto un volume di grande formato, con un effetto speciale in copertina, chiuso da un elegante nastro rosso.

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Per permettere una perfetta apertura delle pagine è stata scelta una rilegatura cartonata svizzera con cucitura a vista. La carta Magno Natural da 140 grammi e la cura estrema in fase di stampa garantiscono una resa cromatica perfetta delle tavole di Sienkiewicz, ispirate alle avanguardie artistiche del ‘900.

La storia, che punta i riflettori sul tormentato rapporto tra il boss Kingpin e l’amata Vanessa, gode inoltre in questa edizione di una nuova traduzione curata da Luca Sofri e di effetti speciali che rendono la lettura delle pagine anche un’esperienza tattile: un effetto touch accompagna sempre Daredevil, mentre il tessuto degli abiti di Kingpin ha un effetto ruvido e altri elementi sono caratterizzati da una serigrafia lucida. L’edizione, limitata a sole 300 copie, ha al suo interno un certificato di autenticità, firmato da Marco M. Lupoi, direttore publishing Panini Comics, da Alex Bertani, direttore mercato Italia Panini Comics, e da Bill Sienkiewicz, disegnatore dell’opera, ed ha un prezzo di 500 euro.

Daredevil Amore e Guerra – edizione unica è stato presentato in anteprima al Lake Como Comic Art Festival ed è disponibile esclusivamente in fumetteria e nello store online comics.panini.it a partire dal 30 maggio.

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Cig Harvey per la prima volta a Roma con la mostra fotografica Luci del Nord-est

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Cig Harvey

Dal 30 maggio al 6 luglio 2019 la Galleria del Cembalo ospita le foto di Cig Harvey, per la prima volta in mostra in Italia. Si tratta di visioni reali, istantanee della sua vita nel Maine. Nonostante i soggetti delle sue foto siano persone e luoghi a lei familiari, gli scatti li ritraggono nel momento in cui risultano quasi irriconoscibili all’artista.

È una fotografia che guarda al reale ma crede fermamente ci sia in “una luce particolare o nella sfumatura di un tramonto qualcosa di nuovo da scoprire”. In questi scatti predomina la convinzione che il medium fotografico catturi già di per sé una componente magica e inaspettata e che l’uso del colore la restituisca nella realtà – per come la vediamo. Se il marito Doug, la figlia Scout, i suoi amici, i vicini di casa e la loro vita quotidiana siano i soggetti di questi scatti o tasselli di un puzzle più grande che restituisce un autoritratto della fotografa stessa è una domanda su cui il suo lavoro pone fortemente l’accento.
Per Cig Harvey, l’immagine è una dicotomia tra forma e contenuto che non può essere scissa, e la fotografia non riproduce, ma racconta. La storia è il susseguirsi di persone della comunità a lei cara e del Maine, le sue stagioni e le ombre dei suoi rami, i quadrifogli verdeggianti e le farfalle colorate. C’è una scelta accurata e meditata di ciò che viene posto davanti l’obiettivo ma Cig Harvey lavora nell’immediatezza di quello che accade, con la consapevolezza che tutto può accadere.

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Cig Harvey, Cherries

L’atto del fotografare è sentito e irripetibile, un espediente che l’artista utilizza, quasi in modo catartico, per bilanciare ciò che accade nella sua vita. Ecco il motivo per cui questi lavori, realizzati in momenti di serenità, possono risultare a tratti drammatici, come l’immagine che ritrae una donna con un cappotto rosso in un piccolo giaciglio in una distesa di neve bianchissima oppure lo sguardo compassionevole di Scout di fronte al cormorano senza vita.
I lavori esposti appartengono a progetti differenti, tra cui You Look At Me Like An Emergency (2012),Gardening at Night (2015), You an Orchestra You a Bomb (2017) e quello più recente, ancora in corso, Pink is a Touch. Red is a Stare.

La prima personale di Cig Harvey si è tenuta allo Stenersen Museum a Oslo nel 2012, in concomitanza con la pubbli-cazione della sua prima monografica You Look At Me Like An Emergency (Schilt Publishing). Le sue foto e i suoi libri sono stati largamente esposti e alcuni fanno parte della collezione permanente del Museum of Fine Arts a Houston; del Museum of Fine Arts a Boston; del Farnsworth Art Museum a Rockland nel Maine; e l’International Museum of Photography and Film alla George Eastman House a Rochester, New York. Cig Harvey è stata insignita nel 2017 del prestigioso premio ‘Excellence in Teaching’ e nel 2018 per il premio internazionale di fotografia ‘Prix Virginia Laurea-te’. Nel 2019 Ogunquit Museum of American Art nel Maine ospiterà una retrospettiva delle opere di Cig Harvey.

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