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Star Trek, cosa vorremmo vedere nella nuova serie tv

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Da quando è stato annunciato che la nuova serie di Star Trek sarà trasmessa dalla CBS a gennaio del 2017 gli appassionati non fanno che parlare d’altro. Non basta l’imminente uscita del terzo film (previsto per l’8 luglio 2016) i Trekkies vogliono molto di più. Tutto è molto comprensibile considerando che l’ultima puntata della serie dedicata alla Enterprise fu trasmessa nel 2005. Nonostante i dettagli sulla prossima serie sono veramente pochi l’ultimo video trailer rilasciato dalla produzione parla chiaro: nuovi mondi, nuovi membri, nuovi mondi e nuovi cattivi. Non sembra affatto male. Tra le notizie certe si sa anche che a produrre la prima stagione sarà Alex Kurtzman, che ha scritto gli ultimi due film di Star Trek.  Con l’avvicinarsi dell’uscita del film e del cinquantesimo anniversario, che sarà festeggiato l’8 settembre 2016, le aspettative dei fan crescono e sui forum l’argomento più discusso riguarda la snervante attesa di conoscere tutte le novità della nuova serie. A seguire alcune delle richieste più gettonate dagli appassionati di Star Trek.
Temi difficili e dilemmi morali

Anche coloro che non sanno molto di Star Trek sono consapevoli di come essa sia stata una serie innovativa e originale per la televisione del 1960. Un tenente donna di colore, un timoniere asiatico, il primo bacio interrazziale sullo schermo. Tutto questo solo un paio di anni dopo che la segregazione razziale era stata messa fuori legge negli Stati Uniti. Anche il successivo Star Trek: The Next Generation ha continuato a trattare argomenti moralmente controversi con molta semplicità. Del resto la magia di Star Trek è stata la capacità di ritrarre il conflitto inter-specie su pianeti lontani in un modo che ha anche abilmente rispecchiato la situazione politica contemporanea e le ingiustizie sul nostro pianeta. Quello che ci si aspetta dalla nuova serie è che essa continui a trattare dilemmi morali e temi difficili con la stessa politica e filosofia che hanno plasmato le sue origini.
Nuove specie
Sembra abbastanza chiaro che nella nuova serie ritroveremo classiche specie come i Klingon, Romulani e Ferengi, ma quello che i fan vorrebbero è l’introduzione di una nuova razza su cui basare anche gran parte della trama. L’ideale sarebbe una specie antagonista che sia in grado di far agitare le acque e far sviluppare la storia in modo avvincente. La richiesta è molto chiara: non deve essere una razza solo cattiva e basta ma piuttosto deve possedere quel minimo di razionalità che le consentirebbe di essere spietata al punto giusto. I Borg sarebbero un buon esempio da seguire per la creazione di questa nuova specie ma ci si aspetta molto di piu’. Per rendere la trama coinvolgente ci vuole un nemico che superi i Borg, non sarà un compito facile ma la serie ne guadagnerebbe molto.

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Più spazio al tempo libero
Una delle caratteristiche più divertenti delle puntate di Star Trek era veder interagire tra di loro i membri dell’equipaggio durante il tempo libero. Solitamente durante questi momenti emergeva il vero carattere di ogni personaggio e veniva dato spazio alle relazioni (anche d’amore) e alle passioni di ognuno di loro. Sono diventate molto famose le scene in cui l’equipaggio della navicella Enterprise gioca a poker e a carte, facendo anche emergere alcuni tratti particolari dei personaggi. Ritroviamo infatti un Worf infuriato a causa della sua sfortuna, una Troi molto astuta in grado di leggere la poker face di tutti, Riker sorridente e compiaciuto e un simpaticissimo Data che fa fatica a comprendere il concetto di bluff. Le scene dedicate al gioco e la frequenza con cui sono presenti queste partite è una testimonianza di quanto questi elementi, che apparentemente si discostano dalla storia, siano preziosi per gli scrittori per trattare e sviluppare le caratteristiche dei personaggi. La scelta del poker è probabilmente casuale ma le attività di svago, tra le quali anche le chiacchierate nel bar della USS Enterprise, si rivelano parte essenziale della trama. In breve quello che i fan chiedono è che nella nuova serie ci sia più spazio al dialogo tra i personaggi. Sparatorie, inseguimenti stellari ed esplosioni non interessano più.
Un pianeta migliore
Alcuni aspetti del futuro ricreato in Star Trek dovrebbero essere rivisti. Quello che si attende in questa nuova serie è un pianeta migliore, davvero futuristico, ricco di dettagli e lontano dalle precedenti versioni minimaliste alle quali siamo stati abituati. Anche il look dei personaggi dovrebbe essere rivisto. Le acconciature e le classiche tutine in spandex dovrebbero subire un restyling adattandosi meglio a quello che tutti ci aspettiamo dall’abbigliamento del 2360.
A detta dei fan, per la nuova serie i creatori dovrebbero anche essere più audaci nella loro sperimentazione prendendo spunto dai pianeti surreali fatti di nebbia viola, formazioni di cristallo e alberi d’argento che nella versione originale hanno fatto sognare tutti gli appassionati di Star Trek.

Scene esilaranti
Nonostante il tema trattato, la grafica e le tecnologie utilizzate per soddisfare il pubblico, gli scrittori di Star Trek non hanno dimenticato di inserire scene divertenti, o meglio a volte lo hanno fatto senza volerlo. Grazie anche all’aspetto un po’ bizzarro dei personaggi molte scene che dovevano essere drammatiche si sono invece rivelate più comiche del previsto e questo ha contribuito molto a rendere famosa tutta la serie. Tra i momenti più memorabili la lotta tra Kirk e l’uomo lucertola gigante, l’equipaggio che si trasforma in un gruppo di lucertole o ancora la vicenda tra Trip Tucker e la donna lucertola. Una strana passione per il mondo dei rettili che si ritrova alla base di vicende inverosimili e prive di senso senza le quali Star Trek non sarebbe lo stesso.

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Una navicella più tecnologica
Dal momento che è ancora da confermare se la navicella sarà presente o no è difficile prevedere quali tecnologie verranno utilizzate. In The Next Generation e in Voyager, il ponte ologrammi è stato un dispositivo tecnologico molto importante ed innovativo che ha consentito anche i viaggi nel tempo virtuali. Per questo motivo tutti i Trekkiani si aspettano nuove tecnologie all’altezza che fornirebbero certamente spunti interessanti per la trama ma anche nuove possibilità di interfacciarsi con mondi diversi.

Diversità di genere
È tempo di avere un altro capitano di sesso femminile e un equipaggio più equilibrato composto da uomini e donne. Nonostante la serie sia ambientata nel futuro le donne continuano ad essere ancora in minoranza e per questa nuova versione ci si aspetta di vederne di più in squadra. Le fan di Star Trek chiedono anche di evitare che i personaggi femminili abbiano necessariamente delle relazioni con uno dei protagonisti maschili. Probabilmente, anche se nel tempo diversi tentativi di dare più spazio alle donne ci sono stati, la nuova serie si allontanerà un po’ dai vecchi cliché’ degli episodi precedenti e il modello vecchio ed obsoleto di squadra sarà abbandonato per dare spazio a qualcosa di più nuovo. Almeno questo è quello che tutti ci aspettiamo.

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Servant | trailer e data di uscita della terza stagione

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Apple TV+ ha pubblicato oggi un primo teaser della terza stagione dell’acclamata serie originale Servant. La nuova stagione di 10 episodi debutterà il 21 gennaio 2022 con il primo episodio, proseguendo poi con il rilascio settimanale delle puntate ogni venerdì.

La serie nasce da un’idea del produttore esecutivo M. Night Shyamalan e racconta la storia di una coppia di Filadelfia colpita da una terribile tragedia che mette in crisi il loro matrimonio, aprendo così le porte della loro casa a una forza misteriosa. L’imminente terza stagione vedrà tornare su schermo l’intero cast della serie, tra cui Lauren Ambrose, Toby Kebbell, Nell Tiger Free e Rupert Grint nei panni rispettivamente di Dorothy, Sean, Leanne e Julian, il fratello di Dorothy. Nei nuovi episodi comparirà anche un nuovo personaggio interpretato da Sunita Mani (Spirited, Mr. Robot, GLOW).

I registi della terza stagione saranno M. Night Shyamalan, Ishana Night Shyamalan, Carlo Mirabella-Davis, Dylan Holmes, Celine Held, Logan George, Kitty Green, Veronika Franz e Severin Fiala. I venti episodi delle prime due stagioni sono disponibili in streaming su Apple TV+.

Di seguito il nuovo teaser trailer pubblicato in queste ore:

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Vita da Carlo | conferenza stampa della serie Amazon con Carlo Verdone

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L’anteprima dei primi quattro episodi della serie Vita da Carlo scritta e diretta con Carlo Verdone è stata seguita da un’interessante conferenza stampa alla presenza di tutto il cast e dei produttori De Laurentiis. Tra gli argomenti principali, la linea sottile tra finzione e realtà e la possibilità di avere come Sindaco di Roma, l’attore romano. La serie sarà disponibile dal 5 novembre su Amazon Prime Video.

Le origini della serie Vita da Carlo

Ad aprire le danze, la prima domanda inerente a come sia nata l’idea di creare una serie come questa e alla scelta di una cifra stilistica differente rispetto ai lavori del passato.

“Devo ringraziare lo sceneggiatore Pasquale Plastino per avermi convinto a farlo. Era una nuova opportunità, una nuova strada da percorrere. È stato un lavoro molto impegnativo come attore e regista e per questo ho chiesto aiuto ad Arnaldo Cantinari come co-regista. Mi sono detto ‘proviamoci’, magari ho più libertà rispetto a quando faccio film. Ho notato che tutto è più dilatato, non soffi l’ansia di interpretare momenti in cui devi far ridere e subito dopo far piangere.

Ci sono voluti due mesi per scrivere 10 episodi, avevamo le idee molto chiare. C’è molto della mia vita privata e mi sono trovato a recitare in maniera differente, rispetto al passato. Ho vissuto tutto con maggiore naturalezza. Mi sono accorto inoltre, che non assomiglia a nessun altra serie italiana interpretata fino a oggi. Ho potuto contare anche su un cast pronto, che non mi ha fatto perdere tempo a spiegare cosa fare. A parte Anita (Caprioli) con la quale ho fatto già tre film; con Max che si è rivelato perfetto nei panni del mio migliore amico con il quale avevo già recitato una volta, ad esempio i tre giovani attori, avevano già la parte dentro di loro. Aiutarli è stato un lavoro davvero gratificante.”

Leggi anche: Vita da Carlo | i primi quattro episodi della serie scritta e diretta da Verdone

Leggi anche: Crazy For Football | la recensione del toccante film con Sergio Castellitto

Carlo Verdone a un passo dal diventare Sindaco di Roma

Una delle domande che tutti i presenti avrebbero voluto porre all’attore romano riguardava la sua candidatura come Sindaco di Roma. Ma nella realtà, questo proposta è avvenuta? E cosa ne pensa del neo eletto sindaco Roberto Gualtieri.

“Considerate che il 35-40% delle cose che vedrete nella serie è vera. Si, la proposta mi venne fatta molto tempo fa. Sono venuti anche con dei sondaggi alla mano. Mi ci sono voluti 30 minuti per rispondere che nella vita bisogna saper far bene una sola cosa e io so fare solo il cinema. Per riuscire nelle cose, bisogna avere passione e preparazione e io non ho la seconda. Ma poi, perché avrei dovuto abbondare il mio lavoro nel cinema?

“Quanto a Gualtieri, non lo conosco. Fare il Sindaco vuol dire fare squadra con persone che siano oneste, rapide e che sappiano snellire la burocrazia di questa città. Si deve partire dalla periferia che è ridotta malissimo.”

Basta al politicamente corretto!

Un argomento che tiene banco in tutto il mondo è l’estremizzazione (in alcuni casi) del politicamente corretto. L’inserimento di un personaggio ebreo interpretato da Alessandro Haber, ha portato Carlo Verdone a rispondere su questo argomento.

“Posso dire una cosa? Non se ne può più di questo politicamente corretto. C’è il terrore di scrivere. Ogni volta stavamo dieci minuti a pensare cosa avrebbe potuto provocare una frase piuttosto che un’altra. Il pezzo che fa Haber si avvicina a Il Mercante di Venezia di Shakespeare, al monologo di Shylock. Non c’è alcuna stoccata al politicamente corretto. Anzi, da un punto di vista di un personaggio ebreo, per me può aver detto anche la verità.”

Vita da Carlo | La linea sottile tra realtà e finzione

I diretti interessati alla domanda inerente alla realtà e la finzione spesso uniti nel corso degli episodi, sono stati Max Tortora, Monica Guerritore e Anita Caprioli.

Tortora: ” Mai come in questo caso, realtà e finzione sono presenti. Questa serie ha un taglio internazionale e per me è stato un vero onore farne parte. Ogni giorno che passavo a leggere la sceneggiatura mi rendevo conto che avevano scritto cose vere su di me, pur non sapendolo. Mi sono detto ‘ ma questi sanno più cose di me, che manco io conosco’. E poi, anche il fatto che la gente mi scambia per De Sica, lui non lo sapeva (riferendosi a Verdone) ma una volta una maestra insieme ai suoi bambini, li rimproverò dicendogli ‘bambini lasciate in pace il signor De Sica’.

Guerritore: ” Interpretare il ruolo di Gianna, l’ex moglie amata e presente nella vita di Carlo è stato un grande piacere per me. Tutti questi legami che vediamo nella serie aiutano a raccontare la storia di un italiano compiuto. Dopo aver fatto la madre di Francesco Totti, il re di Roma, non potevo non interpretare l’ex moglie dell’Imperatore di Roma.”

Caprioli: ” La cosa bella del rapporto tra la farmacista e Carlo è il fatto che lei sia affascinata da questo uomo, che la fa divertire e non dal personaggio. Lavorare con Carlo è sempre bello, anche perché tutta la serie è basata sull’ascolto e su ciò che la gente gli dice”.

Ed infine, citando la serie A casa tutti bene diretta da Gabriele Muccino e presentata ieri sempre a Roma, è stato chiesto a Verdone se questo passaggio dal cinema alle serie sia ‘obbligatorio’ visto il periodo delicato che sta passando la settimana arte da circa due anni.

“Se va bene questa serie non escludo che possa esserci una seconda. L’idea della serie è arrivata prima della pandemia. Io ho i miei anni e volevo fare la mia prima serie, cimentarmi in qualcosa di nuovo. Il pubblico giovane segue molto questi prodotti e spero che le sale possano tornare piene molto presto. Lo auguro a me e ai miei colleghi.”

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Vita da Carlo | i primi quattro episodi della serie scritta e diretta da Verdone

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Vita da Carlo
4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Questa mattina sono stati presentati i primi quattro episodi della serie Vita da Carlo alla Festa del Cinema di Roma. Scritta da Carlo Verdone insieme a Nicola Guaglianone, Menotti, Pasquale Plastino, Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni è stata diretta da Verdone in collaborazione con Arnaldo Cantinari. La serie Vita da Carlo sarà disponibile nei prossimi mesi su Amazon Prime, Sky Q e Now Smart Stick.

Carlo Verdone, l’uomo giusto per Roma

La serie Vita da Carlo è uno dei titoli più attesi di quest’anno nel catalogo di Amazon Prime Video. Durante i dieci episodi della durata di trenta minuti ognuno, della serie di e con Carlo Verdone verranno mostrati alcuni spaccati della sua vita. Non si parlerà solo della sua carriera, ma verrà mostrato Verdone come cittadino di Roma. O meglio, come l’uomo giusto per risollevare le sorti della città di Roma.
Questo aspetto non toglierà sarà spazio alle risate, alla commozione, nel ricordare (o scoprire) aneddoti narrati nei suoi libri, come la storia della signora Erminia.

Tra gli amici intervenuti in questi primi episodi, oltre alla presenza di Anita Caprioli nel ruolo della farmacista di fiducia di Verdone, appaiono anche l’attore Alessandro Haber e il cantante Antonello Venditi. Nel ruolo della ex moglie Gianna c’è Monica Guerritore, mentre i figli Giovanni e Maddalena, sono interpretati rispettivamente dall’attore Filippo Contri e Caterina De Angelis, figlia di Margherita Buy e del medico Renato De Angelis.

Leggi anche: Festival di Roma: Carlo!, la recensione

Leggi anche: Oscar 2014, Carlo Verdone commenta la vittoria di Sorrentino

La recensione dei primi quattro episodi della serie Vita da Carlo

Se amate Carlo Verdone non potete perdervi questa serie. Dopo aver iniziato come attore, sceneggiatore e regista cinematografico, questa volta il suo campo di battaglia è la serie. Una scommessa – che almeno a vedere i primi 4 episodi – risulta essere assolutamente vinta. Cosa lo rende speciale e semplice allo stesso momento? La genuinità nel raccontare alcuni aspetti della sua vita. Così come viene mostrato in Vita da Carlo, quando si incontra Verdone per strada è impossibile non fermarsi per chiedere un selfie, un autografo o – per i più audaci – una battuta di uno dei suoi personaggi più famosi. Rendere partecipe il pubblico, facendolo sentire parte integrante della storia, non è un aspetto comune a molti altri artisti.

In particolar modo, il discorso incentrato su tutti gli aspetti negativi di Roma, come l’immondizia e la mancanza di cariche politiche adatte a governare una città del genere, colpiranno sicuramente il pubblico romano. Se il primo episodio fosse andato in onda prima delle elezioni del nuovo sindaco di Roma, è probabile che alcuni cittadini avrebbero segnato il nome di Verdone sulle schede.
Un altro esempio di genuinità e veridicità è facilmente riscontrabile nelle parole utilizzate dall’attore di fronte alla sua farmacia di fiducia, a seguito di un incidente causato da una delle migliaia buche di Roma.

Dai primi quattro episodi (su 10 totali) si percepisce l’attenzione di Verdone per tutto il suo mondo.
La farmacia di quartiere, che sembra frequentare come se fosse il bar della piazza, unita alla nota ipocondria, sono parte del cuore di questa serie. L’altro pezzo di cuore sono la famiglia e gli amici che ricoprono un ruolo fondamentale nella sua vita. Le risate provocate dal duo Carlo Verdone e Max Tortora insieme alla passione sfegatata per la Roma, porteranno ben più di una risata.

I silenzi e gli sguardi di ‘Carlo’ come amano chiamarlo i romani quando lo incontrano, come se fosse uno di famiglia, mostrano non solo la stanchezza e la confusione, ma anche la fragilità di un uomo che sembra avere tutta Roma ai suoi piedi ma che in realtà, ogni giorno sente il peso delle responsabilità come padre e come artista. Se a preoccuparlo inizialmente è l’idea di realizzare un film drammatico, ci penseranno due persone a distoglierlo da questo pensiero.

Il primo sarà il produttore Ovidio, fissato con l’idea che il pubblico vuole solo ridere con Verdone, chiedendogli di fare un film con una versione più “matura” dei suoi storici personaggi. Mentre dall’altra parte c’è il presidente della Regione Signoretti, che vuole candidare Carlo Verdone come Sindaco di Roma. Queste proposte che non lo convincono per nulla, lo metteranno di fronte a un bivio: iniziare un nuovo cammino in politica o continuare a fare cinema ma scendendo a compromessi?

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