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Cinema

Sto pensando di finirla qui | la recensione del nuovo film di Charlie Kaufman

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Da Charlie Kaufman, lo sceneggiatore di Essere John Malkovich e Se mi lasci ti cancello, arriva una disperata ode alle vite mai vissute. Sto pensando di finirla qui è disponibile su Netflix. La nostra recensione.

Sto pensando di finirla qui | la recensione

È la prima volta che Charlie Kaufman utilizza la sua scrittura strana e fondata sulle sue personali idiosincrasie non tanto per creare un senso di commedia, ma per incutere paura nello spettatore. Paura non tanto per ciò che può accadere (o per ciò che accade), ma per ciò che si può finire per provare in termini di emozioni e sentimenti verso determinate situazioni o verso determinate persone. Dopo trenta minuti passati in macchina, tra discussioni e dialoghi serrati che cercano di approfondire e chiarire chi sono i due protagonisti, cosa pensano e cosa sta accadendo tra di loro, la coppia arriva a casa di lui, dove per la prima volta lei farà conoscenza dei suoi genitori (ma ovviamente, come dice il titolo, lei è tutt’altro che entusiasta, dal momento che sta pensando di troncare la relazione). 

sto pensando di finirla qui 3

In quella casa ci sarà una misteriosa porta di uno scantinato completamente rovinata dai graffi, due genitori preoccupanti per il loro modo di comportarsi e un cane che prima sembra addirittura non esistere e poi improvvisamente si materializza davanti agli occhi dei protagonisti: tutti elementi da film di tensione (il riferimento è Scappa – Get Out) che vengono messi a frutto per arrivare ad un traguardo completamente diverso. Lo scantinato di Sto pensando di finirla qui diventa quindi la scatola blu di Mulholland Drive, l’elemento della narrazione che ne determina il definitivo capovolgimento. 

Il lavoro sugli attori

Eppure, nonostante gli ambienti abbiano una rilevanza cruciale all’interno della narrazione, Kaufman lavora tantissimo sugli attori. Toni Collette e David Thewlis sono ovviamente quelli le cui interpretazioni sono le più “fragorose” ed evidenti, quelle che scalciano per imporsi sulle altre, ma più passa il tempo e più ci si accorge che in realtà sono Jesse Plemons e Jessie Buckley la vere rivelazioni del film. 

Se di Plemons conoscevano la bravura e la capacità di centellinare gesti e movimenti (che già aveva mostrato in Game Night), eccezionale nel fare poco per dire tanto, è invece lei a portare su schermo una bellezza ed una capacità attrattiva fuori dai canoni usuali, ma funzionale a ciò che deve rappresentare nella storia: un’attrazione costruita attraverso la scelta di espressioni decisive e non basata sui semplici tratti somatici che possiede. Ascoltiamo i dialoghi dei due fidanzati, li sentiamo parlare del più e del meno e così impariamo a conoscerli: Plemons sembra un po’ sciocco ma in fondo premuroso, invece lei è più dinamica, costantemente scissa tra desiderio e paura.

Il tramontare della vita possibile 

Come nei migliori film di Kaufman, anche di Sto pensando di finirla qui si può scrivere tantissimo senza effettivamente svelare nulla della trama, perché il suo cuore non è mai negli eventi, ma piuttosto in tutte quelle sensazioni che il suo autore riesce ad evocare tramite situazioni limite, momenti agghiaccianti e rivelazioni. La vera novità stavolta è che il film non contiene una risposta chiara alle sue domande, ma si pone come un’opera da capire, elaborare e digerire nei giorni successivi alla visione.

Basta la scena del balletto (la più classica e abusata delle astrazioni cinematografiche) per capire quanto bene lavori il film sotto traccia: è una scena che non solo commuove, ma si impone come l’unica maniera possibile per rappresentare al meglio la disperazione che accompagna la consapevolezza che la vita vissuta distrugge tutte le altre possibili, quelle migliori che potevano avvenire e non sono avvenute. 

Sto pensando di finirla qui | la recensione del nuovo film di Charlie Kaufman
4.0 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

Coupez | il 75esimo Festival di Cannes si apre con un’ode al cinema amatoriale

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Coupez | il 75esimo Festival di Cannes si apre con un’ode al cinema amatoriale
3.4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Girato con pochissimi soldi, la commedia horror giapponese Zombie contro Zombie è riuscita qualche anno fa ad incassare milioni in tutto il mondo proponendo un inedito mix tra horror a basso budget, metacinema, amore per il medium e caustica parodia dei mezzucci commerciali che muovono l’industria, riuscendo nel miracolo di tenere tutto assieme. Non è un caso che a quel film si sia appassionato Michel Hazanavicius, regista di The Artist e Il mio Godard, da sempre abituato a realizzare film che parlando di cinema e di chi lo fa.

Il suo remake, dal titolo Cuopez (Final Cut), ha aperto la 75esima edizione del Festival di Cannes.

Coupez | il remake di Hazanavicius apre Cannes 75

Come il film originale di Shin’ichirô Ueda, anche il remake francese di Hazanavicius si apre con un finto piano sequenza di trenta minuti: uno zombie movie che ci appare di inspiegabile dilettantismo e di cui, solo nel corso della narrazione, capiremo origine, intoppi e realizzazione. Ancora di più che nel film di Ueda, però, il piano sequenza iniziale di Hazanavicius è appositamente brutto e sgraziato, quasi mai comico ma effettivamente faticoso da guardare, che mette costantemente a durissima prova i nervi dello spettatore (specialmente di chi non ha familiarità con l’espediente narrativo del film originale). Si riprende quindi la dinamica di Rumori fuori scena e la si adatta alla storia di un regista che si definisce da solo “rapido, economico e decente”, a cui viene affidato un compito difficile, costellato di problemi e difficoltà.

Pur seguendo quasi pedissequamente il copione di Ueda, il remake di Hazanavicius sembra però meno interessato alla sua componente metacinematografica, ma piuttosto ad inserirsi nel filone tracciato da The Disaster Artist: quello dell’omaggio innamorato della serie Z, che racconta come si realizzano i film, ma spiegando al pubblico che non conta tanto il prodotto in sé, ma quel che accade alle persone coinvolte durante la fase di realizzazione. Rispetto all’originale giapponese, quindi, in Coupez occupa maggiore così il racconto famigliare, i problemi del regista con la moglie ex-attrice (che è Berenice Bejo, moglie di Hazanavicius nella realtà) e con la figlia, integerrima aspirante regista che cova ambizioni più alte di quelle del padre (che è Simone Hazanavicius, figlia del regista).

Meno tecnica, più cuore

Proprio in questo evidente cambio di focus sta la forza di un film che, nel corso della sua durata, sembra sempre suggerire di poter essere migliore di quello che è. Esattamente come nel film di Ueda, anche in quello di Hazanavicius i protagonisti sono chiamati a realizzare uno zombie movie in presa diretta che mette in scena le vicissitudini di una troupe cinematografica che si ritrova assalita da zombie veri mentre cerca di girare un film con degli zombi falsi. Ma lì dove il film giapponese tentava, almeno parzialmente, di tenere vivo l’inganno e di rendere il piano sequenza iniziale tutto sommato credibile, prima di svelarne i retroscena, il remake francese punta fin da subito sull’esibizione della goffaggine, sul disvelamento del trucco, non facendo mistero dei suoi intenti.

Operando questa scelta, Hazanavicius mette al centro del suo film l’amore e la passione per il cinema, riuscendo ad esprimerla in maniera ancora più sincera e compiuta rispetto al testo originale forse proprio grazie al venire meno di qualsiasi interesse nella forma. Ci si abbandona completamente alla gioia del processo, senza curarsi di stupire lo spettatore con la tecnica.

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Cinema

Jurassic World – Il Dominio | i dinosauri stanno per conquistare Roma

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Uno dei titoli più attesi di questa stagione sta per invadere le sale cinematografiche di tutto il mondo. Ovviamente sto parlando del film sci-fi e di avventura Jurassic World – Il Dominio diretto da Colin Trevorrow al 2 giugno nei cinema. Per celebrare il terzo capitolo della saga dedicata ai dinosauri, la Universal Pictures International Italy in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma e Alice nella Città, hanno organizzato un evento speciale per grandi e piccini.

Jurassic World – Il Dominio | i dettagli dell’evento

Il week end del 28 e 29 maggio, in attesa dell’uscita del film Jurassic World – Il Dominio è stato organizzato un evento alle Terme di Caracalla a Roma, da non perdere. All’interno del complesso archeologico situato nel cuore della Capitale, verrà allestita un’area studio, nella quale il pubblico potrà entrare ancora di più nel mondo dei dinosauri.

Per poter vivere un’esperienza unica nel suo genere, particolarmente indicata a chi ama il mondo del giurassico, potrà avere modo di interfacciarsi con dei paleontologi dell’associazione Bigger Boat. Sarà loro premura accogliere i visitatori e aggiornarli in merito agli avvistamenti rilevati in città. Inoltre, potranno partecipare anche a sperimentare l’esperienza di prendere parte a un vero e proprio scavo, alla ricerca di reperti fossili. Il pubblico avrà modo anche di interagire con i dinosauri.

Leggi anche: Jurassic World: Dominion | l’atteso ritorno sul set di Sam Neil e Laura Dern

Leggi anche: Jurassic World: Dominion | Un esclusivo e imperdibile video dal set

Jurassic World – Il Dominio | evento da non perdere per i fan della saga

Il programma delle attività previste nella splendida e suggestiva cornice delle Terme di Caracalla, renderanno l’atmosfera ancora più unica. La Universal Pictures International Italy in collaborazione con lo studio Amblin Entertainment di Steven Spielberg, permetterà ai fan della saga, di vivere un’esperienza unica.

L’ evento dedicato ai dinosauri di Jurassic World – Il Dominio, nato dalla collaborazione fra Fondazione Cinema per Roma e Alice nella Città sarà solo il primo di una lunga serie che proseguirà per tutto il corso dell’estate. Occhi aperti quindi, per i prossimi eventi che prenderanno parte in altri luoghi della Capitale.

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Cinema

AVATAR: LA VIA DELL’ACQUA, il primo trailer ufficiale è qui ed è spettacolare!

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Chi è andato al cinema a vedere Doctor Strange nel Multiverso della Follia lo avrà già visto, ma da oggi il trailer di Avatar: La via dell’Acqua è anche online e alla portata di tutti. Potete vederlo qui sotto.

Fateci sapere che ne pensate nei commenti sotto al trailer e se siete pronti a tornare a Pandora. Queste prime immagini denunciano sicuramente una grandissima cura degli effetti visivi e della CGI, e sono passati molti anni dal primo film che ha incantato il box office ma anche pubblico e critica diventando un film evento.

James Cameron si sa, è un regista che rivoluziona spesso il cinema e fa grandi incassi, come Titanic, Terminator. Se volete ripassare un po’ la sua filmografia vi suggeriamo questo video.

Arriverà il 14 dicembre nelle sale italiane il film 20th Century Studios Avatar: La Via dell’Acqua, primo sequel diretto da James Cameron di Avatar, il lungometraggio con il maggior incasso di tutti i tempi.

Ambientato più di dieci anni dopo gli eventi del primo film, Avatar: La Via dell’Acqua inizia a raccontare la storia della famiglia Sully (Jake, Neytiri e i loro figli), del pericolo che li segue, di dove sono disposti ad arrivare per tenersi al sicuro a vicenda, delle battaglie che combattono per rimanere in vita e delle tragedie che affrontano. Diretto da James Cameron e prodotto da Cameron e Jon Landau, il film è interpretato da Zoe Saldana, Sam Worthington, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Cliff Curtis, Joel David Moore, CCH Pounder, Edie Falco, Jemaine Clement e Kate Winslet.

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