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The Grudge, il trailer italiano del terrificante horror di Nicolas Pesce

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Reboot che vuole essere un ponte tra l’originale e spaventosissimo Ju-on e l’altrettanto orrorifico The Grudge, è il nuovo film della saga horror che così giunge al quarto capitolo mantenendo il titolo The Grudge. Questa volta alla regia troviamo Nicolas Pesce, mentre il cast è particolarmente ricco con Andrea Riseborough e John Cho, più Elizabeth Folan Gilpin.

Nel cast anche la presenza di una vera icona del cinema horror americano come Lin Shaye: classe 1943, era presente nel primo Nightmare, ma anche in Critters, in Amityville – A New Generation. Più recentemente in film come Tales of HalloweenOuija e poi Ouija – L’origine del male, e tanti altri. Al centro della vicenda, questa volta una madre single e detective della polizia interpretata dalla Riseborough che si trova ad indagare, coinvolta da un agente immobiliare (John Cho) sulle presenze di una casa che sembra abitata da un fantasma in cerca di vendetta. Ma le indagini si ampliano trovando connessioni con diversi fatti di sangue e il mostro sembra poter svincolarsi dai limiti dell’abitazione dove era confinato. Quindi ci sono alcuni passaggi canonici, di “genere”, come la casa dalla foggia antica e dai rumori sinistri, una doccia del protagonista, questa volta maschile, che non può che finire male, e persino un bambino in pericolo e minacciato dall’oscura presenza.

Il film si annuncia più grintoso, più oscuro e più realistico rispetto ai precedenti. Ma quello che probabilmente conta di più è che il nuovo The Grudge mantiene inalterati gli stessi principi alla base della saga, ossia che le morti violente lasciano nei luoghi dove sono avvenute come delle porte, degli spiriti arrabbiati e appunto rancorosi, in cerca di vendetta. Non è da trascurare il fatto che il regista qui sceneggiatore insieme a Jeff Buhler (co-sceneggiatore del recentissimo remake di Pet Sematary) si inserisce sul solco del primo film della saga occidentale, quello del 2004 e in pratica ne vuol rappresentare una sorta di remake e continuo insieme riuscendo però a connettersi con il demone giapponese che terrorizzava in Ju-on.

Dal produttore Sam Raimi, il reboot di un classico dell’horror, il Ju-On: The Grudge di Takashi Shimizu. Diretto da Nicolas Pesce, The Grudge con Andrea Riseborough, Demián Bichir, John Cho, Betty Gilpin con Lin Shaye e Jacki Weaver.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Pirati dei Caraibi | 5 punti di forza della saga Disney

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Pirati dei caraibi

Nel corso di questa settimana, le reti Mediaset hanno lanciato una nuova maratona relativa a saghe cinematografiche di successo. Dopo quelle dedicate al maghetto Harry Potter e alla distopia sci-fi di Matrix, anche i Pirati dei Caraibi hanno fatto la loro ricomparsa sui palinsesti nazionali, per la precisione su quelli di Canale 5.

Per l’occasione abbiamo deciso di ripercorrere i punti di forza di un franchise che, pur tra alti e bassi, è entrato nell’immaginario collettivo del grande pubblico fin dall’uscita del leggendario capostipite, La maledizione della prima luna, uscito nel lontano 2003. Jack Sparrow e i suoi, spesso ricorrenti, compagni d’avventura hanno d’altronde lasciato un segno indelebile nel mondo del cinema moderno.

Pirati dei Caraibi | La forza della storia

Viene difficile pensare che i cinque capitoli della saga non sarebbero esistiti senza la creazione dell’omonima attrazione presente nei parchi a marchio Disney. L’ambientazione deriva infatti proprio da questa installazione di grande successo inaugurata nel 1967. La maledizione della prima luna sfrutta il tema alla base e lo mixa con il classico cinema piratesco degli anni ’30, con un occhio di riguardo alla miriade di produzioni vedenti protagonista la star dell’epoca Errol Flynn.

E il Jack Sparrow di Johnny Depp può esserne considerato una sorta di moderno erede in chiave parodica, la perfetta incarnazione dell’anti-eroe di cui il cinema di genere aveva bisogno. Dal secondo episodio Pirati dei Caraibi vira su note sempre più fantastiche e inverosimili, alla ricerca di un pubblico ancora maggiore, ma è nel film originale che la storia brilla per coesione narrativa e verve spettacolare, trovando l’ideale ibrido tra narrazione classica e sussulti fantasy.

Pirati dei Caraibi | La colonna sonora

johnny depp

Johnny Depp

Il tema principale di He’s a pirate è diventato un hit immediata, poi riutilizzata in tutto il prosieguo del franchise e capace di entrare nel cuore e nelle orecchie del grande pubblico. Sonorità incalzanti ed epiche, capaci di coinvolgere pienamente lo spettatore nelle relative dinamiche narrative e nelle esaltanti coreografie d’azione con un motivetto tanto semplice quando efficace e di facile presa. Il compositore Klaus Badelt, allievo del maestro Hans Zimmer, ha sfornato una vera e propria “gallina dalle uova d’oro”, riproposta in decine di versioni e cover e in grado, con la sua apparente linearità, di essere canticchiata praticamente da chiunque.

Leggi anche: Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar, tutto quello che sappiamo del film Disney

Pirati dei Caraibi | Gli effetti speciali

In una saga che con il procedere delle storie e degli eventi ha trovato contaminazioni sempre più esagerate e roboanti, gli effetti speciali hanno giocato ovviamente un ruolo fondamentale: se ne La maledizione della prima luna questi erano al servizio della storia, da La maledizione del forziere fantasma in poi è accaduto il contrario, con la sceneggiatura spesso schiava dell’impatto spettacolare. Scelta apprezzabile o meno, la qualità dell’impatto visivo rimane uno dei capisaldi della – ad oggi – pentalogia, tra creature fantastiche e mirabolanti scontri in mare aperto che regalano un sano e godibile intrattenimento a prova di grande pubblico.

Pirati dei Caraibi | Il ritorno dei pirati

Seppur con un paio di gradevoli eccezioni – comunque non baciate dal successo il botteghino – come il Pirati (1986) di Polanski o il Corsari (1995) di Renny Harin, il cinema piratesco era finito da tempo nel dimenticatoio. La saga dei Pirati dei Caraibi ha avuto il merito, seppur distaccandosi via via maggiormente dalla concezione classica del filone, di riportare all’attenzione delle platee questa branchia del genere avventuroso.

D’altronde cosa vi è di meglio del mare aperto per vivere vicende incredibili all’insegna del divertimento e della meraviglia, con quel senso di scoperta che può nascondersi letteralmente dietro ogni onda? E così il via a leggende e antiche maledizioni che, film dopo film, hanno formato una sorta di complessa mitologia che potrebbe regalare ancora molte sorprese se sfruttata a dovere.

Pirati dei Caraibi | Il cast

johnny depp e orlando bloom

Johnny Depp e Orlando Bloom

Indubbiamente il franchise dei Pirati dei Caraibi è Johnny Depp-centrico, con la macchiettistica figura di Jack Sparrow che si mangia spesso i suoi pur notevoli comprimari: un punto di forza ma anche di debolezza quando il personaggio è stato vittima di un manierismo che lo ha portato spesso a riciclarsi in gag e battute simili tra loro. Anche a dispetto dei succitati limiti, l’attore è il cuore pulsante della saga e viene difficile pensare ad un continuo senza di lui, come per un periodo era sostenuto da voci più che insistenti: il futuro sesto episodio è in una fase d’incertezza, e non si sa ancora se si tratterà di un reboot o di una canonica continuazione.

Ma nei cinque titoli finora usciti abbiamo imparato ad amare anche l’Elizabeth Swann di Keira Knightley e il Will Turner di Orlando Bloom, così come l’amico-nemico di capitan Barbossa (un magnifico Geoffrey Rush) e i numerosi villain e guest-star che hanno accompagnato / sfidato Sparrow nel suo rocambolesco percorso sul grande schermo.

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John Wick | I 5 punti di forza della saga con Keanu Reeves

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john wick

L’antieroe che il cinema di genere meritava e di cui aveva assolutamente bisogno. Nel 2014 il filone action torna a risplendere sul grande schermo con l’entrata in scena di un nuovo personaggio che, già dal primo film, ha conquistato il cuore degli appassionati proseguendo le sue (dis)avventure in altri due episodi, a formare una momentanea trilogia che continuerà nel corso dei prossimi anni. In concomitanza con la trasmissione televisiva di John Wick 2 (in onda oggi in prima serata su Italia1), andiamo a ripercorrere i punti di forza del franchise – con un potenziale rischio spoiler, vi abbiamo avvertiti – che ha segnato una sorta di nuova giovinezza per il protagonista Keanu Reeves ed è probabilmente servito da ulteriore spinta per il via libera al nuovo capitolo di Matrix che – fine dell’emergenza epidemiologica permettendo – dovrebbe uscire nel maggio del 2021.

Le vie del revenge-movie

La vendetta è da sempre uno dei portanti assi narrativi che caratterizza il cinema d’azione. Solitamente assistiamo alle missioni di coloro che cercano giustizia per i propri cari, mentre i quest’occasione la miccia viene scatenata dalla brutale uccisione a sangue freddo di una cagnolina, regalata al protagonista dalla moglie recentemente scomparsa alla quale il Nostro si era incredibilmente affezionato. Lo sviluppo di sceneggiatura parte da una costruzione volutamente forzata, ma ciò non toglie fascino alla scia di sangue che John Wick scatenerà da lì a poco e che la vedrà affrontare – in una lotta numericamente impari – decine e decine di scagnozzi del potente Viggo, boss della mafia russa. Il prosieguo del franchise, seppur partente da dinamiche diverse, sarà sempre innestato su tematiche similari che renderanno ognuno dei tre episodi un’incredibile avventura da vivere tutta d’un fiato.

La gestione di ambienti e figure secondarie

ian mcshane e keanu reeves

Ian McShane e Keanu Reeves

La saga di John Wick ha il grosso merito di aver generato un universo narrativo credibile, nel quale di nascosto agli occhi dell’opinione pubblica si muovono centinaia di implacabili sicari, con l’Hotel Continental quale luogo di ritrovo per questi insospettabili killer su commissione. Con comprimari d’eccellenza come la Sofia di Halle Berry (a quando un capitolo incentrato interamente su di lei?) al Winston – gestore del misterioso albergo – di Ian McShane, dal folto stuolo di villain (includente anche il nostro Riccardo Scamarcio) alla comparsa di Laurence Fishburne, la lista di figure di contorno offre sempre nuovi spunti alla linearità della trama e la svolta presa al termine del secondo episodio determina una serie di teorie più o meno credibili che vorrebbero collegato il tutto addirittura alla succitata realtà delle ora sorelle Wachowski.

Leggi anche: John Wick 3, la spiegazione del finale e cosa aspettarsi da un quarto capitolo

Un’azione senza mezze misure

Uno dei principali punti di forza, capace di garantire un sano spettacolo a tema, del franchise è indubbiamente la potenza coreografica, con sequenze d’azione in serie che si appoggiano ad un’estetica solida e robusta, priva di eccessivi virtuosismi / gratuiti rallenty, che rende ogni combattimento o sparatoria incredibilmente verosimile – ovviamente contestualizzati al filone d’appartenenza. Tra inseguimenti su quattro o due ruote (o su cavalli) e mosse di arti marziali, Keanu Reeves mostra una forma fisica invidiabile a cinquant’anni suonati e alcuni scontri a mani nude sono memorabili – su tutti quello conclusivo del terzo episodio contro un’ex star del filone quale Mark Dacascos, che ebbe il suo momento di maggior gloria negli anni ’90. David Leitch, non accreditato per il capostipite, e il collega Chad Stahelski hanno raffinato un approccio piacevolmente rozzo e immediato che già fece la fortuna del dittico indonesiano di The Raid, portando nuova linfa al filone intero che, come visto tra gli altri in Atomica bionda (2017), avrebbe colto al volo la lezione.

I toni mystery

La magia di John Wick è quella di aver innescato in sottofondo, fin a partire dal primo film, una sorta di veemente curiosità da parte dello spettatore nello scoprire la mitologia che si nasconde dietro questo mondo parallelo di assassini, con tanto di divisione tra i vari clan che cita magnificamente un grande classico come I guerrieri della notte (1979). Pian piano vengono svelati sempre più dettagli nel corso del prosieguo della storia attraverso i tre tasselli ad oggi usciti (un quarto è previsto per il prossimo anno) e il confine tra realtà e fantastico si ammanta di sfumature tensive e appassionanti che si ibridano armoniosamente al contesto di pura adrenalina action tipica del genere.

Keanu Reeves

keanu reeves

Keanu Reeves

Non saremmo probabilmente qui a parlare del film se a vestirne i panni non fosse stato Keanu Reeves. L’amatissimo attore americano, reduce da un decennio non propriamente fortunato davanti alla macchina da presa per via di ruoli e scelte sbagliati, è tornato qui a far breccia nell’immaginario del pubblico, dando vita ad un personaggio tormentato al punto giusto e pronto a tutto pur di ottenere la sua giusta vendetta. L’interprete si è calato alla perfezione nella parte, schivando il rischio di un effetto foto-copia e donando un fascino inedito al suo alter-ego: l’elegante completo nero, i capelli lunghi e la barba incolta incarnano, non solo dal punto di vista estetico, nel migliore dei modi l’idea di un anti-eroe senza più nulla da perdere, una figura pronta ad entrare di diritto nel gotha del cinema d’azione.

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Cinema

#iorestoacasa con NewsCinema | 5 musical da vedere in streaming

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mary poppins

Canta che ti passa è un diffuso modo di dire e atto ad esorcizzare le attuali preoccupazioni personali tramite la voce. Nei difficili giorni che stiamo vivendo si rivela ironicamente adatto alla situazione e per l’occasione abbiamo deciso di proporvi cinque titoli a tema, musical che hanno fatto la storia del cinema o titoli meno conosciuti ma meritevoli di un’opportunità. Per semplificare il compito abbiamo selezionato esclusivamente film disponibili sulle più diffuse piattaforme di streaming, dove potrete ascoltare anche la lingua originale e scoprire magari certe note canzoni nella loro versione anglofona

#iorestoacasa | Tutti insieme appassionatamente (DISNEY+)

tutti insieme appassionatamente

Tutti insieme appassionatamente

Maria, novizia di un convento nella Salisburgo del 1938, ha una passione sfrenata per il canto e la danza. La madre superiora, visto il suo carattere ribelle, la manda a lavorare come governante e bambinaia per i sette figli di von Trapp, ufficiale della marina rimasto vedovo. Dopo iniziali incomprensioni, con i piccoli che cercano in ogni modo di portarla all’esasperazione, i rapporti tra questi e Maria cambiano e quando il padre viene richiamato a Vienna, il legame diventa giorno dopo giorno più solido. La protagonista insegna ai pargoli delle canzoni, portando la musica e la felicità all’interno del nucleo familiare, ma lo scoppio della guerra rischia di cambiare drasticamente le cose.

Classico del cinema musical, Tutti insieme appassionatamente è uno di quei film ideali da vedere tutti insieme davanti allo schermo della tv (o del computer). La contagiosa freschezza di Julie Andrews e la semplicità di una storia che arriva dritta al cuore rendono le tre ore di visione un vero toccasana, soprattutto in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo.

#iorestoacasa | Rent (NETFLIX)

rent

Rent

Un gruppo di giovani artisti dell’East Village newyorchese tenta di raggiungere il successo ma deve fare i conti con difficili situazioni economiche e la diffusione dell’AIDS. Da un Natale ad un altro, per un anno intero, assistiamo alle avventure degli otto protagonisti, con l’amore che si mescola alla passione per l’arte e alla tragedia: uno di loro, Mark, intende girare un film che racconti le loro esistenze attraversando tutte le sfumature dei sentimenti.

Un film poco conosciuto dal grande pubblico ma meritevole di riscoperta questo diretto nel 2005 da Chris Columbus, che adatta l’omonimo musical di Broadway di Jonathan Larson vincitore del Premio Pulitzer e di diversi Tony Award, dal quale sono “ritornati” anche sei degli interpreti originali. Rent paga alcune debolezze narrative, ma tutti gli amanti del musical di stampo teatrale avranno pane per i loro denti nel corso delle due ore abbondanti di visione, con canzoni che entrano e rimangono in testa anche dopo lo scorrere dei titoli di coda.

Leggi anche: 5 biopic musicali da rivedere dopo il successo di Rocketman e Bohemian Rhapsody

#iorestoacasa | Mamma mia! (NETFLIX, PRIME VIDEO)

mamma mia

Mamma mia!

La bella Sophia, vent’anni appena, è prossima alle nozze ma prima di celebrare il matrimonio ha intenzione di scoprire chi sia suo padre, che non ha mai conosciuto. La madre Donna ha infatti avuto nel passato tre diverse relazioni con altrettanti uomini in un periodo ravvicinato. Sophia, dopo aver rinvenuto un diario nel quale erano rivelati i nomi dei potenziali genitori, decide di contattarli e invitarli al ricevimento con l’obiettivo di sapere la verità.

Scatenato musical sulle note degli ABBA, le cui canzoni dominano la pressoché totalità del film sostituendosi spesso ai dialoghi. Un cast assolutamente perfetto dominato dalla mattatrice Meryl Streep caratterizza i cento minuti di visione, energica e scattante al punto giusto da portare il pubblico stesso a cantare e ballare insieme ai protagonisti.

#iorestoacasa | Mary Poppins (DISNEY+)

mary poppins 2

Mary Poppins

Uno dei classici per eccellenza del cinema per famiglia, tra i film più amati di sempre dal grande pubblico: Mary Poppins non ha bisogno di presentazioni e oggi come non mai le sue atmosfere zuccherose e una storia votata alla speranza sono più che necessarie. Ancora Julie Andrews è magnifica protagonista nei panni della bambinaia piovuta, letteralmente, dal cielo e pronta a riportare la serenità nella tormentata famiglia Banks.

Tra balletti entrati nella storia e canzoni altrettanto immortali, le due ore e rotti di visione brillano per inventiva e leggerezza, con tanto di leggendario ibrido tra live-action e animazione che ha segnato indelebilmente l’immaginario cinematografico. Per saperne di più sulla complessa genesi del progetto vi consigliamo il bio-pic Saving Mr. Banks, anch’esso disponibile sulla medesima piattaforma di steaming.

#iorestoacasa | Il mago di Oz (NETFLIX)

il mago di oz

Il mago di Oz

La leggiadra voce di Judy Garland, magnificamente omaggiata da Renée Zellwager nel premiato Judy (2019), è solo uno dei molteplici punti di forza di questo film fantastico senza tempo, capace di conquistare il cuore e lo sguardo anche oggi ad oltre ottant’anni dalla sua uscita. Il mago di Oz è una favola che non passa mai di moda, capace di trasportare il pubblico in un mondo popolato da bizzarre creature e crudeli streghe, dove la musica gioca un fondamentale ruolo di supporto.

L’immortale Over the raimbow è entrata nel cuore di diverse generazione di spettatori e l’incontro con i tre compagni di avventura della giovane protagonista, ossia lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone fifone, è intriso di una magia a prova di grandi e piccini che ci invita a sognare e a credere sempre in noi stessi anche nelle situazioni più difficili.

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