Abbiamo visto Tron: Ares e vi diciamo cosa ne pensiamo in questa recensione sincera e convinta del ritorno nel Grid.
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Tron: Ares è il terzo capitolo della celebre saga sci-fi Tron, diretto da Joachim Rønning. Il film segna il ritorno del franchise a quasi 15 anni dal secondo episodio (Tron: Legacy) e introduce una nuova generazione di personaggi, pur restando collegato alla mitologia originale.
Protagonista assoluto è Jared Leto nei panni di Ares che ci riporta nel Grid insieme a Greta Lee, Evan Peters, Gillian Anderson, Jodie Turner-Smith e con un gradito ritorno di Jeff Bridges. Il film è distribuito da Walt Disney Pictures e arriva nei cinema italiani dal 9 ottobre 2025.

Di cosa parla
In Tron: Ares, per la prima volta un programma digitale viene trasportato dal mondo virtuale a quello reale. Ares, creato con capacità avanzate, è incaricato di una missione delicata e potenzialmente pericolosa che mette in contatto diretto l’intelligenza artificiale con il mondo umano.
A guidare questa rivoluzione è Eve Kim, direttrice di ENCOM, che intende usare una tecnologia nota come “Permanence Code” per permettere la permanenza fisica dei programmi.
Ma non tutti sono d’accordo: lo scienziato Julian Dillinger rappresenta una visione più autoritaria e militare dell’uso dell’IA. Ares si ritrova così al centro di una battaglia tra ideali opposti, mentre si confronta con la propria identità e con i limiti di ciò che significa essere “reale”.

Torniamo nel grid
Tron: Ares è un’avventura elettrizzante e coinvolgente tra server obsoleti e ultra moderni, capace di tenere lo spettatore incollato alla poltrona per tutta la sua durata. Il film scorre con un ritmo dinamico, senza tempi morti, alternando scene d’azione mozzafiato a momenti di riflessione sull’evoluzione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale.
Il cast è ben assortito e carismatico: Jared Leto riesce a conferire al suo Ares un equilibrio tra potenza e introspezione, risultando convincente in un ruolo action ma in parte anche emotivo. Come spettatori ci si diverte a sfrecciare ad alta velocità con le moto futuristiche in una metropoli a tratti virtuale e a tratti reale, ma sempre illuminata da strisce di luce pulsante.
Fortunatamente la sceneggiatura non è affollata di riflessioni e dialoghi troppo legati al gergo geek e informativo, di quelli da mal di testa per chi non è ferrato sull’argomento. E la riflessione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella nostra attualità è solo un pretesto, ma non è causa di spiegoni invadenti e banali.
Si lascia spazio all’intrattenimento fatto bene, celebrando quel cinema da pop corn che regala un giro di giostra mantenendo una trama semplice che tuttavia mantiene le sue promesse senza strafare.
Sorprende Greta Lee, che si allontana con decisione dai toni romantici e drammatici di Past Lives per abbracciare un personaggio d’azione determinato e credibile. Anche Evan Peters e Gillian Anderson aggiungono peso e sfumature alla narrazione come rappresentati del “dark side” della storia.

Effetti speciali ne abbiamo
Gli effetti speciali sono una colonna portante del film: visivamente spettacolari, ricchi di dettagli e mai fine a sé stessi, accompagnano e potenziano la narrazione invece di sovrastarla. Le ambientazioni del mondo digitale sono un vero spettacolo per gli occhi, e i costumi e dispositivi tecnologici utilizzati dai personaggi sono curati e cool, in perfetto stile Tron.
C’è anche una buona dose di nostalgia, gestita però con intelligenza e rispetto. Gli omaggi al primo film sono evidenti ma mai invasivi, e il cameo di Jeff Bridges è uno di quei momenti che faranno emozionare i fan di lunga data, senza rubare spazio alla nuova storia. Se volete un consiglio, recuperate il primo film su Disney+ se non lo vedete un po’ perchè potreste cogliere meglio alcuni riferimenti e citazioni vedendo questo nuovo capitolo.
Tron: Ares è un ritorno riuscito che conquista con la sua estetica, coinvolge con la sua azione e affascina con il suo mondo digitale, ampliando l’universo Tron senza tradirne lo spirito originale. Un film consigliato sia agli appassionati della saga, sia a chi cerca un’esperienza sci-fi visivamente potente e narrativamente solida.


