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Netflix

Turn Up Charlie, Idris Elba diventa Dj per Netflix

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Il nuovo trailer di Turn Up Charlie è online e puoi vederlo nel player qui sopra. L’imminente serie tv in onda su Netflix vede la partecipazione di Idris Elba (Star Trek Beyond) nei panni di Charlie, un DJ in difficoltà e uno scapolo inguaribile. A Charlie viene concessa un’ultima possibilità di successo quando, a malincuore, diventa una tata maschio, o meglio “manny”, per la figlia del suo famoso nipote, il suo migliore amico Gabby.

Turn Up Charlie ritrova nel cast anche Frankie Hervey nei panni di Gabby, Piper Perabo (Coyote Ugly, Looper) nei panni di Sara e J.J. Feild (Professor Marston and the Wonder Women) come David. Inoltre, Angela Griffin, Guz Khan, Jocelyn Jee Esein, Jade Anouka, Cameron King e Dustin Demri-Burns sono stati scritturati come guest star.

La serie è co-creata da Elba e Gary Reich che serviranno entrambi come produttori esecutivi insieme a Tristram Shapeero, Martin Joyce e Ana Garanito. Brown Eyed Boy Productions di Reich e Green Door Pictures di Elba saranno co-produttori. Sia Shapeero che Matt Lipsey dirigeranno la nuova commedia. La prima stagione di Turn Up Charlie sarà su Netflix a partire dal 15 marzo.

Netflix

I Am Mother, il trailer del film fantascientifico di Netflix con Hilary Swank

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i am mother

Netflix ha rilasciato il trailer ufficiale del prossimo thriller di fantascienza I Am Mother con la vincitrice del premio Oscar Hilary SwankTrust , Million Dollar Baby ), la candidata ai Golden Globe Rose ByrneDamages , Spy ) e la promettente Clara Rugaard. Guarda il trailer nel player in alto.

Il robot è stato creato da  WETA Workshop, noto per il suo lavoro su Avatar e Il  Signore degli AnelliI Am Mother segna il debutto alla regia di Grant Sputore, da una sceneggiatura di Michael Lloyd Green, e basato su un racconto di Sputore e Green. Kelvin Munro produrrà per The Penguin Empire insieme a Timothy White per Southern Light Films. I produttori esecutivi includono Paris Kasidokostas Latsis, Terry Dougas e Jean-Luc De Fanti per Rhea Films, Bryce Menzies, Grant Sputore, Philip Wade e John Wade.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale lo scorso 25 gennaio al Sundance Film Festival. Verrà lanciato su Netflix il 7 giugno.

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Cinema

Murder Mistery, il trailer del film Netflix con Adam Sendler e Jennifer Aniston

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Murder Mistery

Novità firmata Hollywood su Netxflix. Dopo aver lanciato diversi film direttamente sulla piattaforma più nota degli ultimi anni, senza passare per il cinema, ecco aggiungersi un nuovo titolo: Murder Mystery diretto da Kyle Newacheck. Il cast è composto da Adam Sandler, Jennifer Aniston, Luke Evans, Gemma Arterton, Luis Gerardo Mendez e Terence Stamp. Per capire meglio di cosa si tratta, vedete il trailer in alto!

Quando un poliziotto di New York (Adam Sandler) porta finalmente la moglie (Jennifer Aniston) in Europa per una vacanza promessa da tempo, un incontro casuale durante il volo si trasforma in un invito a partecipare a un intimo incontro familiare sul lussuoso yacht dell’attempato miliardario Malcolm Quince. Ma quando Quince viene assassinato, i due coniugi diventano i principali sospetti in questo giallo moderno. Adam Sandler e Jennifer Aniston tornano a recitare insieme in Murder Mystery affiancati da un cast di fama mondiale.

Murder Mystery sarà disponibile dal 14 giugno su Netflix.

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Movie Score

Movie Score, Homecoming: il film Netflix di Beyoncé è un trattato sulla tenacia

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Homecoming, il nuovo film Netflix scritto e diretto da Beyoncé Knowles e Ed Burke non è un “film musicale”, nel senso che non racconta in forma romanzata le vicende di un artista, né tantomeno un “film concerto”, che si limita a riproporre i momenti migliori dell’ormai celebre set al Coachella 2018 (rinominato, dopo la straordinaria performance, Beychella) della cantante di Houston, ma ne mostra addirittura la preparazione, l’allestimento, l’origine concettuale. Homecoming infatti si pone come un manifesto artistico nel quale Beyoncémette in scena tutto ciò in cui crede, le cose che l’hanno motivata e che l’hanno convinta a proseguire in una carriera ormai pluriventennale. Eppure il film Netflix, proprio come un moderno film sulla musica e sui musicisti, come Whiplash o La La Land, è soprattutto un film sulla tenacia e sulla dedizione. Sulla necessità di dare il massimo per raggiungere i propri obiettivi, definendo un modo di vivere che si basa prima di tutto sul sacrificio e sull’abnegazione.

Beyoncé si concede allo spettatore parlando francamente di quella tortuosa strada verso il Coachella e della sua gravidanza che nel 2017 la costrinse a rimandare la tanto attesa performance. La ben nota riservatezza della cantante, che nel corso della sua carriera ha sempre centellinato le interviste e le apparizioni pubbliche, rifiutando anche la legge dell’onnipresenza sui social network, in Homecoming sembra aprire uno squarcio per permettere al mezzo cinematografico di compiere una indagine sulla sua intimità e sul suo corpo, nonché sulle modificazioni di cui questo è stato oggetto in seguito al parto gemellare. Già “The Boss” in Springsteen on Broadway (altro prodotto targato Netflix) aveva dimostrato di possedere la capacità dei più grandi narratori, quella di narrare ogni volta la stessa storia, la propria, ma in maniera tale da renderla universale, facendo in modo che tutti quelli che sognano in quella direzione possano rivedersi e riconoscersi. Perciò Homecoming è così importante, perché è in grado di rendere Beyoncé, da sempre un esempio di sicurezza e auto-determinazione nell’immaginario collettivo, una “idea” nella quale credere.

La musica di Homecoming

Beyoncé è da sempre una “classicista”, un’artista che crede fortemente nel rigore delle proprie composizioni, nel fatto che debbano avere una struttura riconoscibile e meticolosa, fatta di cori, ponti, cambi di tonalità. Le sue canzoni “uptempo” come Crazy in Love, Countdown e Love on Top, ad esempio, sono alcuni dei più fantasiosi e brillanti esempi di r&b degli ultimi vent’anni, eppure Beyoncé è innanzitutto una cantante. Alcuni brani di Homecoming mettono in risalto la sua incredibile estensione vocale: la flessibilità di cantare nelle tonalità più alte, la capacità di adattarsi alla musicalità “bassa” delle ballate (come in I Care).

Donne di colore, vere e proprie pioniere del rock’n’roll come Memphis Minnie, Suor Rosetta Tharpe ed Etta James, o ancora regine della “rhythmic music” moderna come Janet Jackson e Missy Elliott, non hanno forse ricevuto il giusto riconoscimento nel corso degli anni per le loro innovazioni. Beyoncé è stata invece la prima donna di colore “headliner” ai festival più importanti, dimostrando di comprendere la responsabilità di quel “ruolo” e lottando per rimanere a lungo in quello spazio che aveva conquistato (per lei, ma soprattutto per le sue colleghe). A distanza di pochi mesi l’una dall’altra, entrambe le sorelle Knowles (Beyoncé e Solange) hanno realizzato progetti che hanno ripensato il concetto di “casa” come utopia sociale e di genere, radicata nel passato ma finalmente pienamente consapevole di se stessa. Homecoming è quindi un meraviglioso tuffo in quella “great pool of black genius” da cui Beyoncé ha pescato a piene mani, mettendo a frutto ciò che è stato fatto nel tempo dai suoi predecessori, dai suoi contemporanei e da lei. Avendo la capacità di portare il pubblico a sé e mai cedendo alla tentazione di tendere furbamente verso il pubblico.

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