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Cinema

Uno Sguardo Raro alla Festa del Cinema di Roma il 19 Ottobre

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“Uno Sguardo Raro” – The Rare Disease International Film Festival, il Festival di cinema internazionale dedicato al tema delle malattie rare, è ospite anche quest’anno della Festa del Cinema di Roma presso lo Spazio Roma Lazio Film Commission – AuditoriumArte, Auditorium Parco della Musica, per presentare il Festival e tutte le novità del programma 2020. Roma, 14 ottobre 2019 – Il Festival nasce per raccontare cosa significhi vivere con una malattia rara o una disabilità sia per il paziente che per chi se ne prende cura. La sfida è quella di offrire una diversa narrazione di questi temi e dare una immagine nuova di questo spaccato di vite attraverso il cinema, uno dei linguaggi più vitali e ad alto impatto emotivo, che riesce a scuotere le coscienze e aiuta ad abbattere i preconcetti. Lo “sguardo raro”, infatti, è quello che le opere in concorso regalano al pubblico, che può vedere il mondo dalla prospettiva di chi ha poco, ma riesce a goderne fino in fondo proprio perché il poco che ha è prezioso. Con il 2020 il Festival giunge alla sua 5a edizione e si svolgerà a Roma dal 9 al 15 marzo 2020.

Durante l’evento alla Festa del Cinema, oltre a rilanciare il Bando di Concorso di “Uno Sguardo Raro” – in scadenza al 30 novembre 2019 -, saranno presentate le molte novità di questa edizione. Uno dei traguardi più importanti è la convenzione PCTO –Percorso per le Competenze e l’Orientamento Trasversale con l’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini che offre la possibilità di coinvolgere fattivamente i futuri professionisti del video sul tema del “diverso”, promuovendo l’idea di una società sempre più inclusiva. Altra importante partnership che sarà presentata è quella con l’Agenzia di Stampa DIRE che, con la sua redazione dedicata alla scuola, accompagnerà il Festival nel mondo degli studenti delle medie e delle superiori con eventi dedicati alla visione di lungometraggi sui temi di Uno Sguardo Raro. Grazie alla collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana, Uno Sguardo Raro entra concretamente in contatto con gli studenti universitari per la realizzazione di una Tavola Rotonda legata al Premio USR–FERPI sulla comunicazione sociale in ambito medico.

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La V edizione apre al mondo della sceneggiatura con il Concorso per sceneggiatori sul tema delle malattie rare, aperto a tutti, che consentirà ai vincitori di partecipare ad un laboratorio intensivo di sceneggiatura. Dagli esiti di questo laboratorio verrà prodotto un cortometraggio per l’edizione 2021 del Festival. Grazie infine alla collaborazione con la scuola di recitazione Fabbrica Artistica, diretta da Rolando Ravello e Massimiliano Franciosa, il Festival ha la possibilità di offrire 2 borse di studio a persone affette da malattia rara: una per il corso di recitazione e una per il corso di scrittura creativa della scuola. La Federazione Italiana Malattie Rare, UNIAMO FIMR onlus, collaborerà con il Festival per la selezione e per il percorso didattico degli allievi. Il Bando di Concorso per partecipare alla 5a edizione di “Uno Sguardo Raro” – the Rare Disease International Film Festival 2020, ad iscrizione gratuita ed aperto a tutti, è invece online sul sito di “Uno Sguardo Raro” ( www.unosguardoraro.org ), e scaricabile dal sito (https://www.unosguardoraro.org/edizione-
2020/bando/ ).

Sei le categorie in concorso: CORTOMETRAGGI ITALIANI; CORTOMETRAGGI INTERNAZIONALI;
CORTOMETRAGGI DI ANIMAZIONE; DOCUMENTARI; CORTO/SPOT di Sensibilizzazione in collaborazione con FERPI; CORTO/SPOT ISTITUZIONALE DI COMUNICAZIONE IN SANITÀ in collaborazione con PASOCIAL. Scadenza del bando, 30 novembre 2019.

Ad oggi sono arrivate oltre 500 opere da 74 Paesi, a testimonianza di quanto sia ampia la comunità dei malati rari e delle persone che combattono con disabilità e patologie degenerative e quanto abbiano voglia di farsi sentire. Uno Sguardo Raro è l’evento che offre un palcoscenico a queste persone, con l’intento di contribuire a costruire una società in cui tutti abbiano pari opportunità di realizzare il loro potenziale. Il concorso è aperto a video sul tema delle malattie rare e della disabilità, ma anche a lavori che parlino di empatia, resilienza, coraggio, per celebrare la forza che le persone con limitazioni di qualunque tipo mettono in campo per vivere appieno la loro vita. Le opere saranno giudicate e premiate da una GIURIA DI QUALITÀ presieduta da Gianmarco Tognazzi e composta da professionisti del cinema, della comunicazione, del mondo scientifico e della comunità dei malati rari. Ai Premi sarà affiancata anche una Menzione Speciale GIURIA POPOLARE decretata dalle votazioni del pubblico e il Premio Heyoka assegnato dalla comunità on line nata per condividere storie di coraggio ed esperienze di comprensione nell’ambito della disabilità, con l’obiettivo di abbattere le barriere fisiche e mentali della nostra società.

Claudia Crisafio, Direttore del Festival e sua Co-fondatrice con Serena Bartezzati, sarà affiancata in questa occasione da molti ospiti – artisti, comunicatori, rappresentanti della comunità dei rari –, per spiegare insieme l’essenza di questo Festival “portatore sano di emozioni”. Spazio anche ai partner storici e agli sponsor del Festival, tra questi l’Istituto Superiore di Sanità con il Centro Nazionale Malattie Rare, O.Ma.R – Osservatorio Malattie Rare, Telethon e SOBI – industria biofarmaceutica multinazionale dedicata alle malattie rare, che insieme a Agenzia DIRE, Fabbrica Artistica, Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell'Università Pontificia Salesiana, FERPI Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Heyoka Empath, Istituto Cine-tv R. Rossellini, PA Social-Associazione dei Comunicatori Pubblici, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare Onlus, commenteranno le novità del Festival. Saranno proiettati alcuni spot e corti che hanno segnato il rapporto della comunità dei malati rari con l’audiovisivo.

Cinema

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto

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Run segna il ritorno dietro la macchina da presa di Aneesh Chaganty, che già nel 2018 aveva stupito tutti grazie al successo del piccolissimo Searching, lungometraggio d’esordio capace di incassare oltre 75 milioni a fronte di un costo di produzione inferiore al milione di dollari. Ancora una volta al fianco di Chaganty nello scrivere la sceneggiatura c’è Sev Ohanian, che co-firmava con lui il precedente film.

Stavolta Chaganty preme il pulsante sull’acceleratore e abbandona fin da subito le velleità di complicare la trama con enigmi e meccanismi da spiegare allo spettatore, riducendo all’osso il film e limitandosi all’essenziale.  

Run | il lato morboso di Sarah Paulson

Diane (Sarah Paulson) è una madre dedita ad accudire la figlia Chloe (Kiera Allen), una adolescente disabile. Il comportamento morboso, inquietante ed invadente della donna induce però Chloe a porsi degli interrogativi che la portano a mettere in discussione il suo rapporto con la madre. La loro relazione si trasforma sempre più in una prigione, svelando tetri segreti.

Il passaggio verso l’emancipazione individuale della giovane Chloe è l’inizio di un incubo hitchcockiano, dove l’unica persona che dovrebbe proteggerla e amarla si rivela invece un’aguzzina folle, capace delle peggiori crudeltà pur di tenerla assoggettata al proprio cuore malato. La povera Chloe, ridotta su una sedia a rotelle, costretta a fare colazione con i farmaci e condannata ad una vita di infermità apparentemente senza uscita, ha un solo lieto fine possibile nel quale sperare: che quella sua vita così limitata sia in realtà tutta un’illusione da cui si possa ancora fuggire. Il film vero comincia dopo una decina di minuti, quando l’unico colpo di scena (si fa per dire) è smaltito e può iniziare la corsa a cui allude il titolo.

Il piede sull’acceleratore

Costruito come un thriller, Run – che pone ovviamente l’enfasi sull’azione, quella di scappare, che è negata alla protagonista – è un prodotto di maniera, di cui si intuiscono presto gli sviluppi e i retroscena e che fallisce nel tentativo di rappresentare il terrore di chi si trova nella condizione di dover dipendere in tutto e per tutto da una persona di cui ci si fida ciecamente e di cui invece si scopre presto la completa insincerità. In un’ora e mezzo scarsa di durata, pochissimo tempo viene utilizzato per approfondire la vicenda di cui racconta il film e per esplorare le motivazioni che possono spingere una madre a fare ciò che fa Sarah Paulson nei confronti della figlia.

La scelta dell’attrice di American Horror Story nel ruolo della aguzzina non permette ad una interprete che già altrove aveva espresso con efficacia tutte le sfumature del terrore, di aggiungere un tassello significativo alla sua performance. Run non lascia infatti il minimo dubbio, fin dall’inizio, sul fatto che questa madre tanto amorevole e preoccupata sia in realtà bugiarda e cattiva. Non lo fa lo sceneggiatura, che elimina qualsiasi forma di ambiguità, e non lo fa la Paulson, le cui espressioni mettono subito in chiaro le intenzioni tutt’altro che positive del suo personaggio.

Un thriller di regia e montaggio

In un film che non si pone mai l’obiettivo di sorprendere lo spettatore (a differenza del precedente Searching), tutto è affidato al montaggio e alla regia, che qui riescono a tenere in piedi la baracca e a dare il giusto ritmo ad un thriller che, in mano ad altri, probabilmente avrebbe esaurito tutto il suo potenziale interesse nei primi quindici minuti. Run non è mai un film sbagliato o disonesto, ma uno che deliberatamente sceglie di fare il minimo sindacale che gli viene richiesto, senza approfondire le tematiche che emergono dal racconto. In alcuni momenti, grazie alla mano ferma di Aneesh Chaganty, questo sembra anche poter bastare.

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto
3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

Cannes 2021 | svelata la line-up ufficiale del festival

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È il grande giorno. Il Festival di Cannes ha annunciato la line-up dei film protagonisti di quella che si preannuncia come una edizione storica, che segna il ritorno della kermesse francese dopo la decisione di non organizzare l’edizione 2020 a causa della situazione pandemica. Tante le conferme (Nanni Moretti, Leos Carax, Wes Anderson), ma anche qualche sorpresa sul fronte dei film in concorso, con molti titoli che non erano stati pronosticati nelle scorse settimane.

Jodie Foster, due Oscar tra i tantissimi premi e una laurea a Yale, sarà l’ospite d’onore della cerimonia che aprirà il 74esimo Festival di Cannes il prossimo 6 luglio. La regista, attrice e produttrice americana, 58 anni, riceverà anche la Palma d’oro onoraria alla carriera. Nel maggio 1976, a soli 13 anni, la talentuosa interprete salì le scale del Palais Croisette per la presentazione di Taxi Driver di Scorsese, premiato con la Palma d’oro. Quarantacinque anni dopo torna ancora una volta per ricevere una Palma, questa volta per la sua carriera.

Festival di Cannes | tutti i film in Concorso

  • Annette (Leos Carax)
  • The French Dispatch (Wes Anderson)
  • Benedetta (Paul Verhoeven)
  • A Hero (Asghar Farhadi)
  • Flag Day (Sean Penn)
  • Tout S’est Bien Passe (Francois Ozon)
  • Tre Piani (Nanni Moretti)
  • Titane (Julia Ducournau)
  • Red Rocket (Sean Baker)
  • Petrov’s Flu (Kirill Serebrennikov)
  • France (Bruno Dumont)
  • Nitram (Justin Kurzel)
  • Memoria (Apichatpong Weerasethakul)
  • Lingui (Mahamat-Saleh Haroun)
  • Paris 13th District (Jacques Audiard)
  • The Restless (Joachim Lafosse)
  • La Fracture (Catherine Corsini)
  • The Worst Person in the World (Joachim Trier)
  • Compartment No. 6 (Juho Kuosmanen)
  • Casablanca Beats (Nabil Ayouch)
  • Ahed’s Knee (Nadav Lapid)
  • Drive My Car (Ryusuke Hamaguchi)
  • Bergman Island (Mia Hansen-Løve)
  • The Story of My Wife (Ildikó Enyedi)

Fuori Concorso

  • De Son Vivant (Emmanuelle Bercot) 
  • Bac Nord (Cédric Jimenez) 
  • Aline, the Voice of Love (Valerie Lemercier) 
  • Emergency Declaration (Han Jae-Rim) 
  • The Velvet Underground (Todd Haynes) 
  • Stillwater (Tom McCarthy)

Cannes Premiere (nuova sezione)

  • Evolution (Kornél Mundruczo)
  • Deception (Arnuad Desplechin)
  • Cow (Andrea Arnold)
  • Love Songs for Tough Guys (Samuel Benchetrit)
  • Mothering Sunday (Eva Husson)
  • JFK Revisited: Through the Looking Glass (Oliver Stone)
  • Hold Me Tight (Mathieu Amalric)
  • In Front of Your Face (Hong Sang-soo)
  • Jane Par Charlotte (Charlotte Gainsbourg)
  • Val (Ting Poo e Leo Scott)

Un Certain Regard

  • Un Monde (Laura Wandel)
  • The Innocents (Eskil Vogt)
  • After Yang (Kogonada)
  • Commitment Hasan (Hasan Semih)
  • Lamb (Valdimar Jóhannsson)
  • Bonne Mère (Hafsia Herzi)
  • Delo (House Arrest) (Alexey German Jr.)
  • La Civil (Teodara Ana Mihai)
  • Noche de Fuego (Tatiana Huezo)
  • Blue Bayou (Justin Chon)
  • Moneyboys (C.B Yi)
  • Freda (Gessica Géneus)

Proiezioni Speciali

  • H6 (Yé Yé)
  • Cahiers Noirs (Black Notebooks) (Shlomi Elkabetz)
  • Mariner of the Mountains (Karim Aïnouz)
  • Babi Yar (Sergei Loznitsa) 
  • The Year of the Everlasting Storm (collettivo)
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Cinema

The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo | La recensione

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the conjuring 3 recensione

Finalmente al cinema The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo, il nuovo capitolo della saga horror sulle inquietante vicende dei coniugi Warren che ha vissuto alti e bassi con i vari spin-off come Annabelle e The Nun.

Ed e Lorraine, interpretati ancora una volta da Vera Farmiga e Patrick Wilson, questa volta devono affrontare un caso di omicidio oscuro in cui il male è palpabile e non tutto è come sembra. L’anima di un ragazzo è in pericolo nel primo caso in cui negli Stati Uniti un sospetto assassino ha reclamato la possessione demoniaca come difesa in tribunale.

Leggi anche: The Conjuring – Il Caso Enfield, quando il sequel batte l’originale

Dopo i primi due The Conjuring diretti da James Wan, la regia qui è affidata a Michael Chaves (La llorona) ma non si nota molto la differenza. Chaves deve aver studiato bene le linee guida dell’universo horror creato da Wan, trattandolo con rispetto e professionalità. Pertanto la regia è ambiziosa e creativa e realizza un film elettrizzante, inquietante e di intrattenimento senza ricorrere a scontati jumpscare (che sono molto pochi e funzionali), ma creando la tensione scena per scena con attenzione e originalità.

The Conjuring 3: Possessioni e stregoneria

Si parla sempre di possessioni, anche se a un certo punto la trama vira sulla stregoneria con i suoi affascinanti rituali e regole. Numerose le creature disarticolate stile L’Esorcista, che un ottimo lavoro sul sonoro rende concrete e da pelle d’oca per il rumore delle ossa che si contorcono a ogni passo.

Tuttavia si potevano limitare alcune scelte un po’ troppo commerciali come gli occhi vitrei per coloro che sono posseduti o la presenza di un “morto vivente” che sembra il fratello della ciccia sorridente di Scary Stories to Tell in the Dark (non fate finta di non ricordarla perchè lascia il segno!).

Leggi anche: Il set maledetto di The Conjuring

The Conjuring 3 rivitalizza la saga horror

Quindi torna il paranormale, il misticismo e la religione, ma non si ha l’effetto di dejavu o di minestrone riscaldato. The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo rivitalizza il franchise tornando a far vibrare le corde del terrore con stile e consapevolezza. Vera Farmiga e Patrick Wilson si confermano ancora una volta una coppia che funziona sulla scena, hanno una buona alchimia nei panni dei coniugi Warren, anche se in questo film Lorraine diventa un po’ troppo supereroe per un eccessivo sfruttamento delle sue capacità di medium da parte della sceneggiatura.

Nei primi due film lei è preda di visioni e suggestioni, ma in modo discreto e quasi misterioso, mentre qui veste spesso i panni di altri personaggi e compie gesta un po’ sopra le righe, un po’ troppo cinematografiche.

The Conjuring 3 – Per Ordine del Diavolo | La recensione
4.3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Il cinema di James Wan

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