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Cinema

Venezia 76: presentato in anteprima Obsessio, il film denuncia sul mobbing lavorativo

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Il 5 Settembre 2019, all’interno dell’Area Spazio Incontri dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, si è tenuta la conferenza stampa del film OBSESSIO di Giovanni Marzagalli. In occasione della 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il regista ha presentato il trailer ufficiale e una clip esclusiva del film scritto da Adriana e Maria Marzagalli e prodotto da Real Dreams Entertainment. 

Trevor McNills è un importante uomo d’affari che soffre di un disturbo ossessivo compulsivo di personalità. Ha la mania di controllare tutto, anche la vita dei suoi dipendenti. Affascinato dalla bellezza della sua giovane impiegata Natalie, egli inizia a rendere la vita della ragazza un inferno, trasformando l’attrazione per lei in una vera e propria ossessione. Nel cast Natalie Burn, Neb Chupin, Simon Phillips ed Emanuele Leone. Distribuito da Cecchi Gori Entertainment, questo thriller psicologico sarà nelle sale italiane il prossimo autunno 2019. 

Obsessio recensione

“Obsessio è un thriller psicologico che parla di un importante imprenditore che si innamora in maniera malata di una sua dipendente. Il film affronta il tema del mobbing lavorativo: la fissazione del protagonista per questa donna comincia a scatenare in lui una voglia di controllo. Il film lancia un forte messaggio sulla violenza che si consuma sul posto di lavoro, soprattutto per quanto riguarda il mondo femminile. Mostra come un uomo in una situazione di potere è in grado di governare lo stato psicologico della sua vittima alimentandone l’insicurezza. Questo attuando un vero e proprio piano per far sentire inadeguata la ragazza senza lasciarsi andare ad alcun complimento” ha dichiarato Giovanni Marzagalli durante la conferenza stampa di presentazione.

Obsessio Venezia 76

Oltre al regista è intervenuto alla conferenza stampa del film anche il protagonista Ned Chupin che ha parlato del suo personaggio e della sue esperienza sul set in Sicilia: “Io interpreto Trevor McNills nel film. Un uomo che vuole avere tutto sotto controllo; è un grande calcolatore. Ogni giorno della sua vita è pianificato nel dettaglio. E’ stata una grande sfida affrontare questo ruolo perché è molto diverso da me, ma ho lavorato molto con John e abbiamo reso questo possibile. E’ stata una grande esperienza per me far parte di questo film, anche perché tratta un tema importante per i nostri giorni. Molti uomini di successo usano il loro potere per piacere personale, quindi credo sia giusto parlarne”.

Obsessio si conferma un film molto attuale visto il recente scandalo Weinstein e le attività promosse dal movimento #MeToo. “Io sono un’opinionista e un’attivista dei diritti delle donne e da molti anni scrivo proprio sui problemi della violenza sulle donne, in particolare sui luoghi del lavoro. E’ ovvio che nell’ambito del lavoro ci sono molti tipi di violenze, dai piccoli soprusi ai danni di semplici impiegate fino a tantissime donne vittime di violenza anche a livello dirigenziale. L’importante è denunciare. Il cinema in questo senso è utile e questo tipo di film diventa un tipo di denuncia importante. In televisione siamo ormai abituati a vedere atti di violenza tutti i giorni, ma questo film suggerisce alle donne di comunicare e farsi ascoltare, anche se a volte è difficile. Il film è molto bello secondo me e Ned Chupin ha fatto un ottimo lavoro dando un’impronta reale e tangibile della violenza psicologica che diventa anche sessuale, e porta le donne a morire piano piano nel corpo, nell’anima e nello spirito” ha detto la scrittrice Ketty Caraffa.

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“Lavoro nel campo delle colonne sonore del cinema ormai da 25 anni, ma raramente mi è capitato di lavorare a dei progetti così belli e di qualità. Ho conosciuto John grazie a un amico in comune e ci siamo trovati subito. Mano a mano che scrivevo la colonna sonora, inviavo a lui i brani ma non ricevevo alcun tipo di feedback. Quindi mi sono preoccupato che qualcosa non andasse bene. Così l’ho chiamato e gli ho chiesto di dirmi qualcosa sui pezzi che gli avevo mandato e lui mi ha risposto: ‘Ti chiamo quando non va bene!’ Si è creata da subito questa affinità elettiva quasi magicamente. Mi piace molto il modo di raccontare di Giovanni e penso che le immagini di questo film trasmettono l’ansia, tanto quanto le musiche. Lui voleva fortemente ricreare l’atmosfera di grandi classici anni 80-anni 90 e ci siamo attenuti a queste atmosfere in parte minimaliste, in parte molto sinfoniche e potenti, a tratti dissonanti per creare una sinestesia perfetta per questo film. E faccio i complimenti a Chupin che ha interpretato il suo ruolo in maniera assolutamente glaciale con un sguardo continuamente fisso nel nulla, ossessionato da questa donna che mi ha aiutato molto per il mio lavoro” ha aggiunto il compositore della colonna sonora Francesco Marchetti.

“Ho visto il film in anteprima e l’ho trovato perfetto nella regia, nella fotografia e nella sceneggiatura perché fare un thriller psicologico non è semplice. C’è il rischio di annoiare e perdere il controllo della storia, invece in questo caso entri nella pelle dei personaggi e segui il film dalla A alla Z. Sono qui in veste di madrina di Giovanni Marzagalli perché ho avuto il piacere di premiarlo otto anni fa con il Globo d’Oro come regista rivelazione e ho detto alla platea: ‘Sentirete parlare di questo ragazzo!” e credo che tutti dovrebbero vedere questo film” ha concluso infine la giornalista Elizabeth Missland, presente anche lei alla conferenza stampa.  

Cinema

Grandi bugie tra amici, il tempo dell’amicizia secondo Guillaume Canet

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Sono passati diversi anni da quando lo storico gruppo di amici si è separato, dopo un’ultima estate che anticipava e sanciva il cordoglio dell’amico nella bellissima villa al mare di Cap Ferret del sempre facoltoso Max. E la morte di Ludo (Jean Dujardin), in ogni caso, ha destabilizzato quel gruppo un tempo unito di amici ed esacerbato le idiosincrasie di ognuno di loro, generando incomprensioni e conflitti sempre più difficili da risolvere. A distanza di anni gli amici tornano però di nuovo sul luogo dei loro ricordi per fare una sorpresa a Max, in procinto di festeggiare il suo sessantesimo compleanno. Ma tante cose sono cambiate e nessuno di  loro sa che ora Max naviga in brutte acque ed è anche in procinto di vendere la storica villa.

Il grande freddo dei rapporti

Dopo piccole bugie tra amici, Guillaume Canet torna sui propri nostalgici passi con Grandi bugie tra amici (Titolo originale Nous finirons ensemble – Noi finiremo insieme), e rimette insieme quella comitiva di personaggi ognuno sull’orlo di una crisi di nervi per osservare ancora una volta da vicino conflitti, solidarietà, tensioni, amori, passioni che si alternano e si avvicendano tra amici di vecchia data giunti a un punto di volta nelle loro vite e ancora oberati dal grande lutto della perdita di un amico caro. Un grande freddo relazionale che si mischia dunque alle nuove realtà (nuovi e potenziali nuovi rapporti, strascichi dei vecchi) per poi adagiarsi lungo le sponde di quel mare calmo divenuto improvvisamente burrascoso e in cerca del proprio sole. E ancora una volta in memoria dei vecchi legami e nel ricordo di Ludo, alti e bassi di quella manciata di giorni insieme andranno pian piano sciogliendo i nodi di un relazionarsi che è sempre e comunque complesso, delicato, soggetto all’equilibrio precario delle emozioni e transizioni della vita.

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Tra una crisi, una litigata, una risata, e un atto liberatorio (la discoteca, il volo in paracadute) Guillaume Canet con questo secondo capitolo, seguito ideale dell’amatissimo Piccole bugie tra amici di nove anni fa, torna a riflettere sull’amicizia in quanto ideale astratto che poi deve confrontarsi con le tante asperità e i tanti imprevisti della vita. Dalle tante piccole bugie del primo capitolo qui Canet sposta il fuoco della storia su una grande nuova bugia, ovvero la necessità che tutto appaia sempre come è stato in passato, e che le difficoltà della vita non subentrino a macchiare la perfezione di certi ideali. Ma è proprio la vita con i suoi bassi, i fallimenti, le delusioni, la morte, e il suo gettarci addosso delle ondata anomale che lì per lì ci fanno perdere l’equilibrio,  che va presa così come viene, sostenuti sempre dalla capacità di rileggere ogni dramma con occhi e tempi nuovi.

Ancora una volta in equilibrio tra comico e drammatico, con scene esilaranti sostenute dal sempre bravo François Cluzet nei panni di Max (personaggio come al solito calato nelle sue mille psico-nevrosi) e picchi drammatici di grande impatto emotivo, Grandi bugie tra amici è ancora una volta il grande freddo della vita rischiarato dalla capacità di resilienza e affidati a un futuro che in un modo o nell’altro “ci riporterà insieme”. Meno perfetto e meno armonico del film d’origine, il film di Canet riporta comunque in auge il senso di familiarità amicale aprendo e chiudendo le porte di un ritrovarsi, al cambiare della vita e dei suoi tempi, che non è mai semplice o banale. E al netto dei suoi cliché, e della caratterizzazione estrema dei personaggi che in qualche frangente virano verso macchiette (l’ipocondria di Max, la leggerezza svampita di Marie, la goffaggine irrequieta di  Antoine) Canet realizza un film che non tocca certo le vette del primo capitolo ma che sulla scia di quel successo e di quel cameratismo amicale chiude con sincerità e tenerezza la stagione relazionale di Cap Ferret per aprire un varco verso nuovi lidi. Sempre complici di una ritrovata armonia forse utopica ma di sicuro rinfrancante.

Grandi bugie tra amici, il tempo dell’amicizia secondo Guillaume Canet
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

RomaFF14: l’atteso The Irishman di Martin Scorsese alla Festa del cinema

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The Irishman di Martin Scorsese sarà presentato lunedì 21 ottobre alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Lo annunciano il Direttore Artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, Direttore Generale.

“La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma di The Irishman rappresenta un grandissimo onore per me e per tutti coloro che lavorano alla Festa – ha dichiarato il Direttore Artistico Antonio MondaÈ il film più atteso dell’anno e con un cast eccezionale: il fatto che questo gigante del cinema abbia scelto Roma segna ulteriormente quanto sia cresciuta la Festa in questi ultimi anni”.

Con il suo nuovo film il maestro statunitense, autore di una straordinaria serie di capolavori, porta sul grande schermo un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’ America del dopoguerra: la storia è raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran, veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione e sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo. The Irishman racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

Eccezionale il cast dei protagonisti: a fianco di due leggende della storia del cinema come Robert De Niro e Al Pacino, rispettivamente nei ruoli di Frank Sheeran e Jimmy Hoffa, spiccano altri straordinari interpreti come Joe Pesci e Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham. Il film è tratto dal libro di Charles Brandt “L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa” (Fazi Editore), mentre la sceneggiatura è firmata da Steven Zaillian, che aveva già collaborato con Scorsese in Gangs of New York.

The Irishman uscirà in cinema selezionati e su Netflix in autunno.

Vi ricordiamo i numerosi gli eventi già annunciati della prossima edizione della Festa del Cinema tra i quali il premio alla Carriera a Bill Murray consegnato da Wes Anderson e gli Incontri Ravvicinati con Bret Easton Ellis, Ron Howard, che presenterà il documentario su Pavarotti, Oliver Assayas, che parlerà della Nouvelle Vague, e Bertrand Tavernier, che analizzerà il cinema di Renoir, Bresson e Clouzot.

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Cinema

A Roma le Giornate dedicate alla violenza e indifferenza nel Cinema, dal 19 al 21 Settembre

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Lo spazio Apollo11 presenta “Le giornate dedicate alla Violenza e Indifferenza nel Cinema”. Il 19, 20 e 21 Settembre saranno proiettate alcune opere che affrontano da vicino la violenza e l’indifferenza, tematiche sempre più attuali in una società ormai incline alla sorda frenesia e all’individualismo cieco. Tre sere per tre film, preceduti dal cortometraggio EYESdi Maria Laura Moraci, vincitore ai Corti D’Argento 2019 nella sezione “Società e Solidarietà”.

L’evento ha inizio ogni giorno alle ore 20:30.

19 SETTEMBRE 2019:

– NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari. Premiato come Film dell’anno nei Nastri D’Argento 2016.

20 SETTEMBRE 2019:

– SOLE CUORE AMORE di Daniele Vicari. Candidato per la migliore attrice protagonista ai David di Donatello 2018.

21 SETTEMBRE 2019:

– SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini. Premiato come Film dell’anno nei Nastri D’Argento 2019.

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Nella prima serata modera il dibattito/incontro con il pubblico Alessandro De Simone, mentre le ultime due serate a moderare le interviste è il critico Boris Sollazzo. Tra gli ospiti, oltre ai registi Daniele Vicari, Alessio Cremonini, Maria Laura Moraci, saranno presenti anche Eva Grieco, Roberta Mattei, Davide Zurolo, casting director di Non essere cattivoe Simone Isola,produttore diNon Essere Cattivo. La riflessione poi toccherà anche la scelta delle location e le varie analogie di queste quattro opere, prima fra tutte, l’ambientare molte scene all’interno di bus, metro, mezzi di trasporto, come metafora di attesa e di viaggio a cui siamo destinati in eterno. La vita oscilla tra la scelta di rimanere fermi e di muoversi e agire. Ci auspichiamo di percorrere un percorso, anche di crescita per cambiare, e ritrovare quell’umanità che ci sta scivolando dalle mani, ma che insieme, attraverso il ritrovarsi a parlare, discutere, emozionarci, possiamo ancora non perdere del tutto.

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