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Cinema

Venezia 78 | America Latina è un film misterioso tra cronaca e allegoria

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Massimo Sisti, il protagonista del nuovo film dei fratelli D’Innocenzo, è un dentista stimato e professionale. Ha una bella famiglia (moglie e due figlie che ama profondamente), una villa molto grande e immersa nel silenzio. Un giorno, però, scende nel suo grande scantinato per recuperare una lampadina da sostituire e incontra l’assurdo. Un assurdo con cui dovrà fare i conti e che permette ad America Latina, in concorso a Venezia 78, di indagarne le origini.

Come già nel loro esordio (La terra dell’abbastanza) e nella loro successiva opera seconda che li ha consacrati (Favolacce), i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo contraddicono costantemente con le immagini e con la messa in scena ciò che viene raccontato dalla sceneggiatura dei loro film e ciò che viene suggerito dagli atteggiamenti e dai modi di fare dei loro personaggi. I loro protagonisti sono sempre incapaci di rendersi conto dello squallore in cui vivono, sfoggiano un tipo di agiatezza che appare immediatamente fasulla e menzognera. Ancora una volta è la casa scelta per il film a raccontare tutto ciò che c’è da sapere della persona che la abita: una villa che da fuori sembra il cadavere di un’acquapark abbandonato, tutto bianco e celeste, ma arredata con colori caldissimi come la casa di Sussurri e Grida di Bergman.

America Latina è un film di espliciti dualismi: l’interno e l’esterno della casa che si abita, il sopra e il sotto, l’apparenza e i sentimenti che si provano, il proprio corpo e l’immagine riflessa dello stesso. Un’opera in dialogo e contrapposizione con quella precedente (se in Favolacce c’era una piscina che veniva accoltellata, in America Latina è la piscina ad avere la forma di una lama). I due cineasti romani lavorano tantissimo sul character design come si fa tradizionalmente per i film d’animazione. Lo testimonia ancora una volta il taglio di capelli impietoso sfoggiato da Elio Germano, qui completamente calvo, in grado da solo di comunicarci qualcosa sul personaggio ancora prima che questo possa aprire bocca. Un corpo in totale contrasto con quelli candidi e aggraziati di sua moglie e delle sue figlie, vestite come le ragazze di Peter Weir (Il giardino delle vergini suicide) e giocose come le collegiali di Sofia Coppola (L’Inganno). 

A differenza delle villette a schiera di Favolacce, in cui tutte le famiglie della zona si riunivano per barbecue, piccole feste e pranzi in giardino, qui la dislocazione è totale, le possibilità di convivialità ridotte all’osso: l’America Latina del titolo è un luogo immaginario, antinomia tra ciò vorrebbe essere e la palude che è davvero. Stavolta però il sofisticato equilibrio che i D’Innocenzo avevano raggiunto nei precedenti due film, in cui la cronaca nera esplodeva in una messa in scena sempre in bilico tra allucinazione e sogno, funziona meno. Il loro terzo lungometraggio diventa progressivamente allegoria, abbandona consapevolmente i risvolti di genere (rifiutando il thriller) e si fa metafora di un disagio psicologico e sociale, senza però avere sempre la forza di sostenere le proprie ambizioni con una narrazione adeguatamente robusta.

Venezia 78 | America Latina è un film misterioso tra cronaca e allegoria
3.3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

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Improvvisamente Natale: video intervista a Diego Abatantuono, Violante Placido e Sara Ciocca

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Questa mattina è stato presentato in anteprima a Milano, il film Improvvisamente Natale diretto da Francesco Patierno e interpretato da Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Sara Ciocca, Michele Foresta, Gloria Guida, Paolo Hendel e con la partecipazione straordinaria di Nino Frassica. Adatto a tutta la famiglia, questa commedia natalizia sarà disponibile dal 1° dicembre su Prime Video.

La video intervista con il cast

A un mese dal Natale, questo pomeriggio abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Diego Abatantuono, Violante Placido e la giovane attrice Sara Ciocca. Se volete ascoltare i loro aneddoti personali legati al Natale e in che modo considerano la famiglia raccontata nel film, cliccate nel player in basso.

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Improvvisamente Natale | La sinossi ufficiale

Per Chiara (Sara Ciocca) il Natale è un momento speciale, ancor più di quanto lo sia per ogni bambino. Ogni anno, infatti, il Natale è anche l’occasione per rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego Abatantuono), proprietario del delizioso alberghetto d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia.

Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta (Violante Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi), hanno deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente d’agosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola soffrirebbe meno…

Il nonno, già in crisi perché rischia di dover vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo Natale felice… a Ferragosto!

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Avatar 2: il trailer finale mostra l’epico assalto al clan Metkayina

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È arrivato online il terzo e ultimo trailer di Avatar: La Via dell’Acqua, che mostra in anteprima l’epico assalto della RDA al clan Metkayina.

Avatar: La Via dell’Acqua è il sequel del film con il maggior incasso di tutti i tempi, ed è scritto e diretto ancora una volta da James Cameron, ambientato più di un decennio dopo l’originale Avatar. Segue la famiglia Na’vi di Jake e Neytiri mentre si proteggono dai vari pericoli su Pandora. Avatar 2 ha già ricevuto due trailer che anticipano la straordinaria azione subacquea del sequel. Ora è arrivato il terzo e ultimo trailer che potete vedere qui sotto.

Durante il Monday Night Football è stato rilasciato il terzo e ultimo trailer di Avatar: La via dell’acqua che offre un ultimo sguardo completo all’attesissimo sequel prima che uscirà nei cinema il mese prossimo il 16 dicembre.

Mentre l’Avatar originale ha seguito l’introduzione di Jake al clan Omaticaya che vive nella foresta, il sequel sposta l’attenzione sul popolo acquatico di Pandora. All’inizio del trailer finale, Jake si rivolge alla tribù dell’acqua, il clan Metkayina, per cercare di mantenere la sua famiglia al sicuro. Sembra che la famiglia Sully stia cercando rifugio lontano dall’Amministrazione per lo sviluppo delle risorse. L’operazione mineraria è stata introdotta nel primo Avatar ed è tornata di nuovo nel sequel con le sue forze di sicurezza guidate ancora una volta dal colonnello Miles Quaritch (Stephen Lang).

Nonostante sia stato ucciso da Neytiri nel primo Avatar, Quaritch è stato riportato in vita dalla RDA diventando un Recombinant, un avatar incorporato nei ricordi di un soldato umano. Pertanto, Quaritch ricorda che Jake si è schierato con i Na’vi nel primo film e cercherà vendetta contro lui e la sua famiglia nel sequel. Il trailer finale di Avatar: La Via dell’acqua rivela solo un piccolo assaggio dell’assalto totale della RDA al clan Metkayina.

Fin dai primi giorni della campagna di marketing di Avatar: La via dell’acqua, era chiaro che il sequel di Cameron era incentrato su due concetti principali: acqua e famiglia. La straordinaria azione sottomarina del sequel, per la quale Cameron e la sua compagnia hanno dedicato molto tempo allo sviluppo di nuove tecnologie, è completamente visibile nel trailer finale, così come i temi familiari del film, che saranno la forza trainante del conflitto.

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Anya Taylor-Joy vittima di bullismo

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L’attrice Anya Taylor-Joy ha rivelato di essere stata vittima di bullismo ai tempi della scuola: “mi chiudevo in bagno e piangevo”.

L’attrice protagonista di The Menu ora al cinema, si è aperta durante un’intervista per Daily Mail, raccontando alcuni momenti difficili vissuti al liceo a causa del bullismo nei suoi confronti da parte di alcuni compagni. “Mi chiudevano negli armadietti” ha detto.

Anya Taylor-Joy sta vivendo un successo crescente a Hollywood ed è una delle attrici più richieste tra le giovani rivelazioni. Prossimamente la vedremo in Furiosa, spin-off di Mad Max Fury Road, e l’abbiamo conosciuta con il thriller Split al fianco di James McAvoy, per poi ritrovarla in The Witch, The Northman e altri film degni di nota. Senza dimenticare la serie tv La Regina degli Scacchi che ha conquistato in breve tempo pubblico e critica.

Sono stata molto fortunata con i miei genitori perché quando ero vittima di bullismo per il mio aspetto mia madre mi ha sempre ricordato quanto fosse più importante dare importanza a cosa si ha dentro di sé e non all’esterioritàDevo davvero ringraziare mia madre per il consiglio, perché mi è stato molto utile.

Anya Taylor-Joy in La Regina degli Scacchi

La sua famiglia è inglese, ma Anya è cresciuta in Argentina fino ai sei anni, per poi trasferirsi da adolescente in Inghilterra e poi a 14 anni a New York. Quindi non deve essere stato facile cambiare spesso scuola e amici.

La mia era una famiglia itinerante, all’improvviso ero in una grande città e non parlavo la lingua. Non mi sentivo adatta a nessun posto. Ero troppo inglese per essere argentina, troppo argentina per essere inglese e troppo americana per essere qualsiasi cosa. I bambini semplicemente non mi capivano in nessuna forma e spesso mi chiudevo negli armadietti.

Oggi è una star di Hollywood affermata e amata, ma un po’ di insicurezza è rimasta a farle compagnia, anche a causa di questo passato scomodo.

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