Al Torino Film Festival è presente anche la Russia con un film moderatamente drammatico, in cui il dolore è soffocato dall’abitudine e dall’apatia. Stiamo parlando di “Serdca Bumerang” di Nikolay Khomeriki, letteralmente tradotto il boomerang del cuore, poichè racconta la triste storia del giovane Kostya (Alexander Yatsenko) di appena 23 anni, che scopre di avere un raro difetto al cuore che potrebbe farlo morire in ogni momento. Dal momento in cui il dottore fa questa diagnosi curiosa e insolita, Kostya entra in uno stato emotivo catatonico, non parla a nessuno della sua malattia e porta avanti la sua vita come sempre, cercando accuratamente di non cambiare nessuna delle sue abitudini quotidiane. Il regista russo Khomeriki pone l’accento sull’imprevedibilità della vita e sembra voler ricordare allo spettatore che la fine è sempre dietro l’angolo, ma ognuno reagisce ad una notizia come questa in diverso modo. Nonostante sia stato realizzato nel 2011, questo film è girato tutto in bianco e nero, colore adatto alla storia triste e lenta del protagonista. Rispettabile la scelta di una non-reazione di Kostya alla sua grave situazione, ma ciò rende piatto e statico tutto il film, che non ha risvolti interessanti o svolte narrative, ma prosegue con un ritmo uguale dall’inizio alla fine e il colore grigio prevalente non aiuta a dare una scossa.

Kostya è un guidatore di metropolitana in una Mosca fredda, ricoperta di neve e dai colori cupi e deboli e se ad un ambiente così dovrebbe contrapporsi un calore dei sentimenti umani, anche questi invece mancano e le relazioni del ragazzo con l’altro sesso sono piatte, inutili e superficiali, compreso il rapporto con la madre, con la quale si esprime a monosillabi. Le cose succedono intorno a lui, ma è come se a lui non interessasse nulla e non avesse nessun potere di cambiarle o di approfittarne. A lavoro, sul treno per andare fuori città, nei dialoghi con la sua apparente fidanzata, lui è fermo, come in attesa di qualcosa che non arriva. E’ uno spettatore di un film dove lui è lo sfortunato protagonista destinato alla sconfitta totale. Khomeriki, come ha anche affermato in qualche intervista, voleva mostrare un personaggio apparentemente calmo e apatico, ma con un inferno dentro, però guardando “Serdca Bumerang” questo non si avverte, forse perchè manca pathos e una buona dose di dinamismo strutturale.