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Interviste

Ant-man and the Wasp, Paul Rudd ed Evangeline Lilly a Roma

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Dopo il successo di Ant-Man, il celebre supereroe torna sul grande schermo con una nuova avventura ricca di azione: diretto dal regista Peyton Reed e interpretato da Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Peña e il premio Oscar® Michael Douglas, il nuovo film Marvel Ant-Man and the Wasp arriverà nelle sale italiane il 14 agosto 2018.

Nel film Marvel Ant-Man and The Wasp Scott Lang deve affrontare le conseguenze delle proprie scelte sia come supereroe sia come padre. Mentre è impegnato a gestire la sua vita familiare e le sue responsabilità come Ant-Man, si vede assegnare una nuova e urgente missione da Hope van Dyne e dal Dr. Hank Pym. Scott dovrà indossare ancora una volta la sua tuta e imparare a combattere al fianco di Wasp, mentre la squadra cercherà di far luce sui segreti del proprio passato.

Evangeline Lilly e Paul Rudd sono stati ospiti a Roma per presentare il film in anteprima ed ecco cosa ci hanno raccontato durante la conferenza stampa di Ant-man and the Wasp, prima di volare al Giffoni Film Festival.

Cosa rappresenta per voi l’Universo Marvel?

Evangeline Lilly: Per me la Marvel è qualcosa che, con un pizzico di divertimento e complicità, ci fa sentire bene e ci fa provare un senso di speranza anche se il mondo di oggi non ci permette di farlo. Ci ricorda che possiamo essere coraggiosi davanti alle varie sfide che possono incontrare. Anche come madre credo che l’importante sia sempre agire.

Paul Rudd: La Marvel è diventata una importante parte della mia vita da quando ho accettato il ruolo di Ant-man. Sicuramente è un’esperienza forte, sia perché mi ha permesso di far parte di una realtà conosciuta in tutto il mondo, sia perché è qualcosa che posso condividere con i miei figli. 

Anteprima Ant-man and the Wasp a Roma

Vi piacerebbe potervi rimpicciolire? E dopo aver fatto questo film guardate in modo diverso gli insetti?

Paul Rudd: Vi assicuro che tante volte vorrei poter sparire perché mi trovo spesso in situazioni imbarazzanti. Ma con le formiche il mio rapporto è cambiato, evito di schiacciarle e le sento come fratelli e sorelle. 

Evangeline Lilly: Posso raccontarvi che quando facevo Lost era abitudine del cast riunirsi per vedere la puntata della settimana e, in quel momento, magari poter scomparire perché quello è stato il mio primo lavoro e non avevo alcuna preparazione e nessuna idea di quello che stavo facendo. Quindi tutto molto imbarazzante.

Da piccolissima ho sempre adorato gli insetti, li ho sempre protetti e ricordo che andavo in giro con dei grossi bruchi neri su tutto il corpo, correndo per spaventare le altre bambine del vicinato.

Pensavate di tornare nei panni di questi personaggi per un secondo film quando avete accettato di fare il primo?

Evangeline Lilly: Quando sono stata scelta per il primo film ho letto la sceneggiatura con molta attenzione e alla fine quando sono arrivata alla battuta di Hope “It’s about time” ho pensato che, se avessi fatto bene questo personaggio nel primo film collaborando ad un successo, allora mi sarei prestata al secondo. Quindi mi sono impegnata per fare fare bella figura al mio amico Paul nel primo film.

Ant-man è il primo film Marvel con attori ringiovaniti grazie agli effetti speciali, anche se ormai è una pratica diffusa. Che ne pensate di questo impiego della tecnologia?

Paul Rudd: Michael Douglas mi ha detto un giorno di essere entusiasta di fare un film con Pfeiffer con cui non aveva mai lavorato prima, e quando gli hanno detto che sarebbe anche stata ringiovanita non vi dico la sua reazione.

Evangeline Lilly: La prima esperienza per quanto riguarda l’uso della tecnologia digitale risale a Lo Hobbit. Avevo già fatto sedute necessarie per far sviluppare le immagini e gadget del mio personaggio. Per questo ho dovuto ripeterle e non mi piaceva l’idea di usare la tecnologia che potesse giustificare la mia assenza dalla scena. Ho pensato che forse tra 20 anni non ci potessero essere più bisogno di attori. Poi mi sono rassicurata e ho fatto quello che dovevo. 

Il tema della famiglia è molto presente nel film. Ma voi in quale progetto a cui avete partecipato vi siete sentiti più in famiglia?

Paul Rudd: Quando si gira un film si passano molti mesi con tutto il cast artistico e tecnico e con questo in particolare si è creata una vera amicizia e una certa familiarità con tutta la squadra Marvel. Questo film mi ha permesso di apprezzare e conoscere gli altri Avengers e i dirigenti Marvel, con cui ho un ottimo rapporto e ne sono molto felice.

Evangeline Lilly: La Marvel è una famiglia straordinaria perché ti trattano tutti come se facessi parte di una grande famiglia. Ma per me niente potrà mai essere uguale a Lost, perché lavorare 6 anni su un’isola deserta tagliata fuori dal mondo, senza marito o figli, è un’esperienza unica. Tutto il cast è stato capace di amore e di aloha e si è creata una vera famiglia. Mi veniva da piangere alla fine di ogni stagione e anche ora ripensando a quelle persone splendide che mi hanno dato qualcosa di importante quando ero lì da sola. 

Spesso Hollywood cerca sempre attori più giovani, anche per i ruoli dei supereroi. La giovinezza è ancora un mito secondo voi? Ho letto antirughe le nostre nonne non le avevano e non servono.

Paul Rudd: La scelta della Marvel per il ruolo di Ant-man mi ha dimostrato che puoi essere bello e attraente a qualsiasi età, anche se Hollywood sembra avere una preferenza per gli attori giovani.

Evangeline Lilly: Robert Downey Jr e Gwyneth Paltrow per esempio hanno dimostrato come essere attraenti e super belli a dispetto dell’età nell’universo Marvel. Io voglio onorare la mia età ed evitare prodotti anti-age in modo deliberato. Cerco proprio quelli senza queste proprietà perché non voglio inviare un messaggio subconscio che non sono pronta all’invecchiamento. Spero di andare avanti, diventare più saggia e più intelligente, per avere più da offrire al mondo. In una donna c’è molto di più di un volto giovane. 

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Interviste

Quattordici giorni | La video intervista al regista Ivan Cotroneo e i protagonisti

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quattordici giorni video intervista

Dopo la presentazione, presso gli Studi di Cinecittà di Roma, del nuovo servizio di streaming globale di Paramount, Paramount+, Newscinema ha avuto il piacere e il privilegio di incontrare, in esclusiva, alcuni dei protagonisti dei progetti in programmi.

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Il regista Ivan Cotroneo e la coppia (anche nella realtà) di protagonisti, formata da Carlotta Natoli e Thomas Trabacchi, si sono concessi ai nostri microfoni, Ci hanno così raccontato la nascita e lo sviluppo del loro nuovo e atteso progetto: Quattordici giorni.

Il primo Paramount+ Original movie italiano è scritto – a quattro mani con Monica Rametta – e diretto da Ivan Cotroneo. Prodotto da Indigo Film, e in arrivo su Paramount+ da fine settembre 2022, è stato presentato fuori concorso al 39esimo Torino Film Festival.

Quattordici giorni | La trama

Un’originalissima storia sui conflitti di coppia e la resistenza dell’amore: Marta (Carlotta Natoli) odia Lorenzo (Thomas Trabacchi), perché ha da poco scoperto che lui ha una relazione con un’altra donna. Lorenzo detesta Marta. Ma non c’è scampo. Sono giorni di pandemia e devono stare insieme, chiusi negli stessi ottanta metri quadri per quattordici giorni in isolamento fiduciario.

Cosa faranno? Una storia d’amore in un tempo sospeso, per loro e per il mondo intorno, in un countdown che li porta verso la separazione. Quattordici capitoli, quattordici momenti di vita di coppia, e un solo amore a pezzi.

Il nostro commento

Quattordici giorni si sviluppa in un unico ambiente, con una sola coppia di attori, mostrando la potenza narrativa di un’ottima scrittura e di interpreti straordinari. Proprio come il capolavoro di Roman Polanski, Carnage (tanto per citare un esempio), i protagonisti scavano a fondo, nel tentativo di elaborare questioni intime e delicate.

Leggi anche: Viola come il mare | la video intervista a Can Yaman e Francesca Chillemi

Forti della relazione anche fuori dal set, Trabacchi e la Natoli si concedono anima e corpo, al fine di rendere credibili ed empaticamente accattivanti i rispettivi personaggi. Ne viene fuori uno spaccato di vita vera, così emozionante da risultare indelebile ed esemplare.

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Can Yaman

Viola come il mare | la video intervista a Can Yaman e Francesca Chillemi

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Lo scorso venerdì alla Casa del cinema di Roma si è svolta la conferenza stampa per la fiction Viola come il mare diretta da Francesco Vicario e con protagonisti due attori molto amati dal pubblico: Francesca Chillemi e Can Yaman. Ecco cosa hanno risposto in esclusiva per NewsCinema.it i protagonisti di questa serie molto attesa e che andrà in onda da venerdì 30 settembre su Canale5.

La trama di Viola come il mare

Viola Vitale ha trent’anni, bellissima e con un superpotere: la sinestesia. Sfortunatamente per lei, non c’è nulla di sovrannaturale in questa capacità, bensì si tratta di una rara patologia neurologica che le permette di sentire o meglio vedere i sentimenti della gente attraverso i colori. Quando l’ex Miss Italia e ora giornalista di cronaca nera per SiciliaWebNews, si trova a dover parlare con una persona, davanti a lei si palesa il colore che rappresenta il sentimento provato in quel preciso istante.

Lavorare su casi di omicidi la porterà a entrare in contatto con l’affascinante Ispettore Capo Francesco Demir. Il loro modo di relazionarsi con il prossimo li porta a scontrarsi dal primo giorno, rendendo la loro collaborazione tutt’altro che semplice. Viola attraverso la sinestesia cerca di aiutare Francesco nelle indagini, così da poter arrivare alla risoluzione dei casi nel più breve tempo possibile.

Tuttavia, l’arrivo di Viola nella città di Palermo nasconde un altro motivo oltre al lavoro nella redazione giornalistica: trovare il padre che non ha mai avuto modo di conoscere e che potrebbe salvarle la vita.

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Come accadrà negli episodi di Viola come il mare?

Ogni puntata sarà caratterizzata da un omicidio al quale, Viola e Francesco dovranno lavorare fianco a fianco, nonostante i loro continui battibecchi. Se il bel Demir è solito ragionare in maniera lucida, con la sua testa senza dar spazio alle emozioni, dall’altro lato, la bella Vitale non può far a meno di dare la sua opinione in merito a qualsiasi argomento. Lei si fida di tutti, lui di nessuno. Se lei è più aperta al dialogo, lui è un tipo più fisico. Se è vero che ‘gli opposti si attraggono’, sarà davvero complicato per Viola e Francesco non cedere alla reciproca attrazione che li lega.

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Cinema

Venezia 79: Notte Fantasma, video intervista a Edoardo Pesce e il regista Fulvio Risuleo

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Nella sezione Orizzonti Extra di Venezia 79 è stato presentato in anteprima Notte Fantasma, il nuovo film di Fulvio Risuleo con Edoardo Pesce e la rivelazione Yothin Clavenzani. Abbiamo incontrato il regista e i protagonisti e qui sotto potete vedere la video intervista completa.

L’idea di questa storia mi è venuta immaginando un abuso di potere di un poliziotto che costringe qualcuno, colto in flagranza di reato, a fare quello che vuole lui. Rifletto spesso sul potere e sulla delicatezza e complessità di chi si trova a doverlo gestire. Avevo in mente un poliziotto che, in un locale, costringe un giovane a ballare, e da lì sono partito cercando di immaginare il prima e il dopo” ha detto il giovane regista.

Notte Fantasma: la sinossi del film

È sabato sera, Tarek ha programmato una serata con gli amici: playstation e junk food. Prima di incontrarli passa per il parco a comprare qualche grammo di fumo. Qualcuno però lo tiene d’occhio dall’interno di un’automobile, ha visto tutto e lo avvicina: è un poliziotto. L’uomo è misterioso, minaccioso e allo stesso tempo a suo modo gentile e un po’ complice.

Invece di portarlo al distretto, il poliziotto costringe Tarek a stare con lui per tutta la notte tra risse, inseguimenti e fughe. Ma all’alba i loro ruoli potrebbero invertirsi.  Un’avventura lunga una notte tra le pieghe della quotidianità, della percezione e delle vite personali. 

Notte Fantasma è il terzo lungometraggio di Fulvio Risuleo che torna a lavorare con Edoardo Pesce dopo Il colpo del cane (uscito nel 2019 per Vision Distribution) e i corti L’Uomo Materasso (2021) e Varicella, che nel 2015 si aggiudica il premio alla Semaine de la Critique al Festival di Cannes.

Notte Fantasma è una produzione Elsinore Film, Wildside, società del gruppo Fremantle, e Vision Distribution in collaborazione con Sky e Prime Video. Il film è prodotto da Annamaria Morelli, Antonio Celsi, Mario Gianani, Lorenzo Gangarossa e distribuito da Vision Distribution.

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