Questa sera su Rai4 va in onda il film horror Barbarian che ha fatto molto parlare quando è uscito mesi fa su Disney+. Qui vi spieghiamo il finale e alcuni dettagli e curiosità.
Dimenticate gli horror convenzionali: Barbarian è una creatura a sé. Diretto da Zach Cregger, questo film ha conquistato il pubblico (e il botteghino) grazie a un passaparola virale e a una narrazione assolutamente imprevedibile.
Con soli 4 milioni di dollari di budget e un incasso globale di oltre 45 milioni, Barbarian si è imposto come una delle rivelazioni del cinema horror recente. Ma cosa succede davvero nel finale? E qual è il significato di quell’agghiacciante “Madre”?
Disponibile su Disney+, questa sera va in onda in prima serata su Rai4, pertanto è tempo di fare chiarezza sul film e, soprattutto, sul suo disturbante epilogo.

Trama in breve: quando Airbnb diventa un incubo
Tutto ha inizio a Detroit, in un quartiere decadente. Tess (Georgina Campbell) arriva per un colloquio di lavoro e prenota un Airbnb, solo per scoprire che è già occupato da Keith (Bill Skarsgård). Dopo l’iniziale imbarazzo, i due decidono di dividere la casa.
Ma l’ospitalità finisce presto. Tess scopre un passaggio segreto nel seminterrato che conduce a un tunnel oscuro e inquietante. Qui troverà una stanza con una telecamera, un materasso e una mano insanguinata. Quando Keith scende a controllare, viene brutalmente ucciso da una figura mostruosa: una donna nuda, deforme, e incredibilmente violenta.
Il mostro e il mistero della casa
A questo punto, Barbarian cambia completamente prospettiva e ci presenta AJ (Justin Long), un attore di Hollywood caduto in disgrazia dopo accuse di violenza sessuale. AJ, proprietario della casa, torna per valutare il valore dell’immobile e si imbatte nello stesso orrore vissuto da Tess.
Ma chi (o cosa) è la creatura che abita nei tunnel? Secondo un senzatetto del quartiere, la casa è stata per anni rifugio di Frank (Richard Brake), un serial killer che rapiva, violentava e filmava le sue vittime. Nei tunnel AJ trova Frank, ormai vecchio e malato, circondato da videocassette con nomi come “Ruby”, “Won’t Stop Crying”, “Smiley – Old”.
È chiaro: la creatura non è altro che il frutto di anni di incesto e abusi, una copia genetica degenerata nata dai crimini di Frank. È “La Madre” e agisce solo per due istinti primari: sopravvivere… e accudire.

Spiegazione del finale di Barbarian
Il climax del film è tanto assurdo quanto tragico. Dopo essere stata ferita accidentalmente da AJ (che la scambia per la creatura), Tess riesce a fuggire con lui. I due si rifugiano in una baracca, dove incontrano Andre, il senzatetto. Ma “La Madre” non ha finito: sfonda le pareti della baracca e uccide brutalmente Andre.
In una corsa disperata, AJ e Tess salgono in cima a una torre d’acqua. In un gesto di puro egoismo, AJ spinge Tess giù per salvarsi: “Ecco la tua bambina!“, urla alla creatura. “La Madre” si lancia per proteggerla e insieme precipitano al suolo.
Quando AJ cerca di giustificarsi, “La Madre” si rialza, gli cava gli occhi e gli spacca il cranio. Poi si avvicina a Tess, la tocca con dolcezza e tenta di portarla via. Tess, con un ultimo gesto di pietà, le spara un colpo alla testa. Nelle scene finali, vediamo Tess allontanarsi barcollando verso la libertà, mentre in sottofondo parte Be My Baby delle Ronettes.
Cosa rappresenta davvero La Madre?
La Madre non è semplicemente un mostro. È l’incarnazione di una maternità distorta e forzata, nata dalla violenza e dal degrado. La sua ossessione per l’accudimento è il risultato della prigionia e degli abusi.
In una scena disturbante, forza AJ a succhiare da una bottiglia (e poi tenta di allattarlo al seno), trattandolo come un neonato. Ma sotto quell’orrore, emerge una tristezza viscerale: è l’unico modo che conosce per relazionarsi con gli altri.
Chi ha costruito i tunnel non viene detto esplicitamente, ma il regista Zach Cregger ha confermato che, nella sua visione, è stato Frank stesso a costruirli, per nascondere le sue vittime e le prove dei suoi crimini. Una rete infernale, letteralmente sotto la superficie della rispettabilità borghese.

Perché si chiama Barbarian?
Curiosamente, il titolo non ha un significato profondo. Cregger ha spiegato che era solo un nome temporaneo per il file di scrittura, ispirato a Barbary Street, la via in cui è ambientato il film. Con il tempo, però, si è affezionato. E in effetti, Barbarian suona perfetto per un film che parla di brutalità, regressione e disumanità nascosta sotto la superficie.
Barbarian è un film che sorprende, confonde e lascia il segno. Non è solo una storia di paura: è una riflessione feroce su temi come la fiducia, la violenza patriarcale, il trauma e l’egoismo maschile.
Con una struttura narrativa imprevedibile e personaggi moralmente ambigui, Cregger ha creato un’opera che rimane nella mente ben oltre i titoli di coda. Se volete sapere cosa ne pensiamo del suo nuovo film Weapons che era al cinema qualche mese fa, qui la nostra recensione.


