Connect with us

Disney +

Baymax Dreams | tutti i segreti della nuova serie Disney

Published

on

baymax dreams newscinema

Il primo episodio della nuova serie di cortometraggi Baymax Dreams sarà disponibile su YouTube sabato 8 agosto, prima di approdare successivamente in streaming anche sulla piattaforma Disney+ . Ispirato al programma televisivo Big Hero 6 The Series di Disney Television Animation e al film Big Hero 6 del 2014, lo show animato mette in scena il contenuto dei sogni di Baymax, robot infermiere simile ad un enorme marshmallow riprogrammato da Hiro per combattere il crimine. Anche Baymax sogna le pecore elettriche?

Baymax Dreams | la serie Disney+

Disney Television Animation, con il supporto di Unity e del gruppo Disney Direct to Consumer & International Technology (DTCI), ha ideato Baymax Dreams come un laboratorio per sperimentare  nuovi miglioramenti sugli effetti visivi, l’illuminazione e le ombreggiature. “Utilizzando VFX Graph e Shader Graph di Unity, i nostri artisti sono stati in grado di ottenere risultati creativi che in precedenza sarebbe stato impossibile ottenere”, ha dichiarato la Disney.

“Lo schermo sullo stomaco di Baymax, per esempio, e altri dettagli sono tutti più minuziosi e realistici, contribuendo a un’esperienza visiva più dinamica e coinvolgente”. Del resto, come ha dichiarato Gino Guzzardo, direttore esecutivo di Disney Television Animation: “Abbiamo detto fin dall’inizio del nostro piccolo esperimento che l’innovazione tecnica sarebbe stata l’obiettivo principale, ma non riusciremo a determinare un’evoluzione tecnologica duratura se mettiamo da parte l’immaginazione e la creatività”.

Leggi anche -> Howard | il documentario sul geniale paroliere Disney

Un prodigio tecnologico

Quando la sezione di ricerca e sviluppo di Disney Television Animation si è rivolta a Unity per sviluppare i tre nuovi cortometraggi con protagonista il personaggio preferito dai fan di Big Hero 6, utilizzando un motore in tempo reale come tecnologia per la loro realizzazione, i due team hanno messo insieme una squadra di artisti e ingegneri di talento sparsi per il mondo, coordinati dal regista Simon J. Smith (Penguins of Madagascar, Bee Movie). Usando la loro passata esperienza su film, effetti visivi, giochi, architettura e realtà virtuale, il team si è messo alla prova per costruire queste storie in un modo nuovo.

“Non sapevamo davvero come sarebbe andata”, dice Smith. “Nessuno di noi aveva fatto niente di simile con un motore 3D. Ha richiesto la rottura di tutto ciò che sapevano sul cinema. Ma una volta che il team ha iniziato a lavorare, è diventato chiaro che i vantaggi della produzione in tempo reale erano molto maggiori. Dopo che ogni episodio è stato immaginato e messo nero su bianco in una sceneggiatura, è stato inserito in Unity, saltando il tradizionale processo di storyboard. “In Unity siamo essenzialmente passati direttamente alla previsualizzazione”, ha spiegato il produttore Wood.

Il design del personaggio

Il look di Baymax è stato sviluppato da John Parsaie, Unity Graphics Engineer, che è riuscito a rendere su schermo dettagli del personaggio, come il bagliore della sua “luce notturna”, utilizzando l’High-Definition Render Pipeline (HDRP). Il motore ha dato al team la libertà di creare un “set virtuale”, nel quale osservare una scena da qualsiasi angolazione, in qualsiasi momento. Ciò ha fornito flessibilità a Smith e al suo assistente regista Mark Droste per velocizzare i tempi di realizzazione.

Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Disney +

Mamma ho perso l’aereo | un remake davvero così pessimo?

Published

on

Mamma ho perso l’aereo | un remake davvero così pessimo?
2.0 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

A grande sorpresa, l’idea alla base del remake di Mamma ho perso l’aereo (che in realtà è un finto remake, dal momento che i personaggi sono consapevoli di cosa è successo trent’anni fa a casa McCallister) non è pessima. Nonostante simili operazioni – rimettere in scena dei classici con attori diversi e un mood più televisivo che cinematografico – siano molto spesso concepite male fin dal principio, questo non è il caso del film diretto da Dan Mazer e (soprattutto) sceneggiato da Mikey Day e Streeter Seidell, tra gli autori del Saturday Night Live.

Mamma ho perso l’aereo | tentativo disastroso?

Lo spunto è quello del vecchio film del 1990 (una famiglia lascia la propria abitazione per un lungo viaggio natalizio, dimenticando per errore un bambino a casa da solo) ed è anche in questo caso una parodia infantile e giocosa del genere home invasion, con qualcuno che cerca di fare irruzione e il piccolo protagonista che li deve fermare. Tutto il resto, però, è diverso. Day e Seidell hanno infatti la grande intuizione di caratterizzare i due ladri in maniera nuova e più approfondita, spostando l’asse della narrazione: non è più il bambino il fulcro della storia, ma i due genitori che cercando di entrare con la forza in casa sua per recuperare un oggetto che potrebbe salvarli dalla disgrazia.

Quelli di Ellie Kemper e Rob Delaney sono quindi due personaggi completamente diversi dagli Harry e Lime di Joe Pesci e Daniel Stern, sicuramente meno carismatici, ma abbastanza bravi da permettere effettivamente allo spettatore di tifare platealmente per loro (il contrario di quanto avveniva nell’originale).

Lo spettatore segue gli eventi adottando il punto di vista di chi invade: sono i due scassinatori quelli che hanno dei problemi veri e cinematograficamente interessanti, sono loro quelli che hanno un arco narrativo e sono loro i personaggi con cui inevitabilmente empatizza chi guarda. Questo significa anche che il target del film non sono più i coetanei del bambino che si difende – o almeno non solo loro – ma soprattutto i coetanei dei loro genitori, cioè i bambini che avevano visto il primo film all’epoca della sua uscita.

Ad affossare queste idee in teoria valide è però la regia di Dan Mazer (più abile come sceneggiatore al fianco di Sacha Baron Cohen, che come regista), piegata su standard da Disney Channel. Invece che gonfiare questo lungo sketch, ne conferma la natura spiccatamente televisiva, dimostrandosi incapace di generare momenti realmente memorabili. L’ironia c’è, i dialoghi funzionano, ma è tutta la componente slapstick ad essere priva di forza (quando invece nel film di Chris Columbus era uno degli elementi principali). Poco azzeccata è infine la scelta di casting di Archie Yates nel ruolo che fu di Macauly Culkin: buono come comprimario e caratterista in Jojo Rabbit, il giovanissimo attore rivela qui un’espressività limitata e una verve davvero poco coinvolgente.

Continue Reading

Cinema

Luca | il film Pixar ambientato in Italia può essere un nuovo punto di partenza per lo studio

Published

on

Ne La Luna, la prima opera Pixar diretta da Enrico Casarosa, i protagonisti erano spazzini sui generis con il compito di spolverare la superficie lunare dalle lucenti stelle che la ricoprivano, rivelando così al mondo ogni sera un differente volto del corpo celeste. I tre salivano sul satellite e ne modificavano l’aspetto solo per poter nuovamente godere della sua visione dalla terra ferma: un viaggio nel cielo finalizzato ad una migliore contemplazione di esso dal basso.

Non deve sorprendere, quindi, se anche in Luca, il primo lungometraggio dell’animatore italiano, l’elemento terrestre del racconto emerga su quello antropomorfo nonostante i due protagonisti siano degli animali acquatici: non solo la trama del film si svolge quasi totalmente in superficie, ma la stessa caratterizzazione del fondale è decisamente meno allettante e suggestiva di quella riservata invece alla piccola città di pescatori, vivida, colorata e affascinante. È sempre quello umano il punto di vista privilegiato: umane sono le aspirazioni dei due comprimari (comprare una Vespa, ad esempio) e umani sono i modi in cui cercheranno di soddisfarle nel corso della trama.

Il tocco umano

Enrico, uno dei protagonisti del film, accumula oggetti del mondo degli umani di cui capisce inizialmente pochissimo, esattamente come avveniva ne La Sirenetta, manifestando fin da subito il desiderio di vivere come gli abitanti della città a cui non ha mai osato avvicinarsi da solo. L’opera di Enrico Casarosa comunica questa inspiegabile gioia di essere ragazzi e ragazze in carne ed ossa attraverso uno stile che tradisce in ogni momento il tocco umano, la sua imperfezione e il suo calore. L’idilliaca cittadina del film, popolata da personaggi estremamente caricaturali che si muovono su fondali espressionisti e mai naturalistici, è qualcosa di completamente diverso dalla New York di Soul, immediatamente riconoscibile nella sua specificità e impossibile da astrarre e universalizzare (come è invece possibile fare con l’ambientazione di Luca, simbolo di un modo di stare al mondo e di intendere le relazioni umane). Allo stesso modo, la resa visiva dell’acqua non è fotorealistica come quella di Alla Ricerca di Dory, ma cerca piuttosto di suggerire uno stato d’animo, di richiamare per sinestesia gli odori della spiaggia e la sensazione del sale che rimane sulla pelle. 

Se nelle sequenze di nuoto subacqueo, quando i personaggi tornano nella loro originaria forma animale, lavora il motore grafico Houdini, precedentemente utilizzato in film carichi di effetti speciali complessi come Toy Story 4, permettendo digestire milioni e milioni di piccolissimi elementi in fase di rendering, appena i due ragazzi emergono in superficie, tutto si fa meno realistico e improvvisamente più allegorico: viene meno la necessità di descrivere minuziosamente ed emerge il desiderio di evocazione. Se la luce che attraversa l’acqua tende ad uniformare il fondale marino, a semplificarne l’aspetto, limitando il campo visivo dei protagonisti, quando questi emergono in superficie possono finalmente conquistare un orizzonte più ampio.

Una nuova direzione per la Pixar?

Dopo aver raggiunto la perfezione tecnica nel campo dell’animazione tridimensionale, la Pixar sceglie con Luca, il primo lungometraggio di Enrico Casarosa (già autore di La Luna) di evitare volutamente il realismo del tratto, di non renderizzare tutte le gocce di uno schizzo d’acqua, ma di avere la linea (che restituisce l’insieme e rinuncia al dettaglio del singolo punto che la costituisce) come elemento fondamentale del disegno. Raggiungere questo livello di stilizzazione richiede però di mettere in discussione tutto quello che lo studio ha fatto negli ultimi decenni, lavorando sempre nella direzione opposta, cioè quella del fotorealismo, sviluppando complicatissimi strumenti digitali basati sulla simulazione degli effetti fisici e sulla raccolta di dati.La produzione di Luca ha quindi permesso al team Pixar di pensare in maniera diversa rispetto al passato, di lasciarsi maggiormente sedurre da influenze straniere (dallo stile di animazione del primo Miyazaki, quello di Conan il ragazzo del futuro, e persino da quell’immagine del mondo fluttuante restituita dalla stampa Ukiyo-e) e di creare una serie di strumenti da poter utilizzare anche in futuro per pianificare un percorso nuovo e differente per lo studio di animazione dopo l’addio di Lasseter.

Il team Pixar ha creato nuove applicazioni digitali per consentire l’implementazione di caratteristiche tipiche dell’animazione 2D. Dopo che persino Spider-Man: Un nuovo universo di Phil Lord e Chris Miller aveva fatto ricorso a tecniche di animazione tradizionali per rimarcare la sua origine fumettistica (tecniche perfezionate nel successivo The Mitchells vs. the Machines, tra acquerelli e scarabocchi a matita) e dopo l’incredibile riconoscimento ottenuto da un film come Wolfwalkers (il cui stile grafico era ispirato alla stampa con blocchi di legno di epoca cromwelliana), i tempi sono maturi anche per la Pixar per muoversi con fiducia nella direzione di una sempre maggiore stilizzazione. Nelle prime fasi dell’animazione al computer si cercava il realismo perché era qualcosa che l’animazione 2D non avrebbe mai potuto raggiungere. Adesso che quel realismo è stato ampiamente ottenuto, toccando risultati forse insperati, film come Luca indicano la giusta direzione per il futuro.

Luca | il film Pixar ambientato in Italia può essere un nuovo punto di partenza per lo studio
4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
Continue Reading

Disney +

Luca | il trailer e il poster del film d’animazione Pixar dal cuore italiano

Published

on

I film di prossima uscita previsti per l’estate 2021 si prospettano essere davvero interessanti e in alcuni casi, addirittura irresistibili. Oltre ai cinema, anche le piattaforme streaming sono pronte a rilasciare titoli che entusiasmeranno il pubblico di tutte le età. Ad aprire le danze sarà Luca, il nuovo film d’animazione Pixar dal 18 giugno su Disney+. Per vedere il nuovo trailer in italiano cliccate in alto.

Il 24esimo film d’animazione targato Pixar Animation Studios è diretto dal candidato all’Academy Award® Enrico Casarosa (La Luna) e prodotto da Andrea Warren (Lava, Cars 3). Il premiato compositore Dan Romer (Re della terra selvaggia, Maniac) ha creato la colonna sonora.

Le dichiarazioni del regista del film Luca

Diretto dal candidato al Premio Oscar® Enrico Casarosa, questo nuovo film d’animazione realizzato dalla geniale Disney Pixar, racconta di un’incredibile estate nella città di mare italiana Portorosso. Sarà una vera avventura quella che Luca, un simpatico mostro marino vivrà in compagnia del suo amico Alberto, anche lui dalle fattezze mostruose. In occasione del rilascio del nuovo trailer e dei poster che potrete vedere a metà pagina, il regista italiano ha dichiarato tutto il suo amore per l’Italia, inserendo la canzone di un noto cantautore napoletano per due motivi.

Ho sempre amato ‘Il Gatto e la Volpe’ di Edoardo Bennato, è una canzone con cui sono cresciuto.
È un brano degli anni Settanta, quindi di un periodo successivo rispetto alla fine degli anni Cinquanta, inizio anni Sessanta in cui è ambientato il film. Sono però felice di aver fatto questa eccezione perché è una canzone che mi ha sempre trasmesso il senso dello stare insieme, dell’amicizia, e in quest’ottica mi sembra che Luca e Alberto abbiano delle similitudini con il gatto e la volpe, due amici che si cacciano sempre insieme nei guai.

Il regista ha aggiunto: “Ovviamente il brano parla anche di altro, ma è questo il motivo per cui l’ho scelto, per quel qualcosa di giocoso e divertente. Sono felice che il brano sia presente anche nel
trailer, oltre che nel film. Inoltre sono contento di aver potuto inserire nel film un piccolo omaggio a Pinocchio attraverso questa canzone”.

Leggi anche: Luca | il nuovo film originale Pixar per un’estate sulla riviera italiana

I poster ufficiali del film Luca

Leggi anche: Soul | Il nuovo film Pixar è una scintilla di luce che scalda il cuore

La trama

L’originale film d’animazione Disney e Pixar dal titolo Luca, narra la storia di un giovane ragazzo che vive un’esperienza di crescita personale durante un’indimenticabile estate tra a gelati, pasta e infinite corse in scooter. Luca condivide queste avventure con il suo nuovo migliore amico, ma tutto il divertimento è minacciato da un segreto profondo: sono mostri marini di un altro mondo situato appena sotto la superficie dell’acqua.


Continue Reading
Advertisement

Iscriviti al canale Youtube MADROG CINEMA

Facebook

Recensioni

Popolari