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Cinema

Ben is Back, la recensione del dramma con Julia Roberts

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Dopo il successo di A Beautiful Boy (dramma con Steve Carell e Timothée Chalamet da noi ancora inedito) anche il nuovo film di Peter Hedges, Ben is Back, vorrebbe narrare il rapporto tra un adolescente tossicodipendente e il genitore, determinato nel volerlo aiutare. Se A Beautiful Boy ripercorreva ogni passo di un percorso lunghissimo e doloroso (quasi come a voler simulare un film Richard Linklater), Ben is Back fa esattamente il contrario: svolge la sua storia nell’arco di 24 ore, concentrandosi su un momento che, nell’acclamato film di Felix Van Groeningen, è invece relegato a pochissimi minuti illustrativi.

Ben is Back, la trama del film

Ben Is Back prende quindi il via la mattina della vigilia di Natale, quando Holly (Julia Roberts) risale il vialetto della sua casa di periferia per abbracciare di nuovo il figlio di 19 anni che l’aspetta lì. Ben (Lucas Hedges), reduce da un programma di rehab cominciato sei mesi prima, è tornato per le vacanze. Un ritorno senza preavviso che metterà a dura prova non solo la madre, ma anche sua sorella minore, Ivy (Kathryn Newton), e il suo patrigno, Neal (Courtney B. Vance).

In un film che, per definizione, dovrebbe basarsi tutto sui personaggi, sulla loro evoluzione e sulla loro complessità, in più di un’occasione sembra disinteressarsi ad essi, fino addirittura a tradirli per condurre la narrazione su territori diversi da quelli naturali del dramma (ci sarà anche un’ incursione nel thriller, quando Holly e Ben si trovano a fare i conti con la malavita locale).

Ben is Back: un cast di serie A

Il salvataggio di un cagnolino segnerà quindi una svolta decisiva, costringendo madre e figlio ad avventurarsi di notte in una città marcia e spaventosa. Da quel momento si scopriranno man mano alcuni pesanti segreti sul passato del giovane, che ingarbugliano la storia e allontanano progressivamente il centro della narrazione dai due protagonisti. È qui che Boy is Back rivela il suo problema maggiore, ovvero l’essere interessato non tanto alla relazione fra madre e figlio ma al problema sociale (l’uso delle droghe e le ripercussioni sulle famiglie) che dovrebbe rimanere sullo sfondo e, invece, qui sembra essere davvero la sola cosa importante della sceneggiatura.

A salvare il film ci pensa invece il cast di prim’ordine. Lucas Hedges si conferma perfetto nel ruolo di adolescente problematico (vale la pena ricordare la sua performance in Manchester by the sea, valsa una candidatura agli Oscar, ma anche il più recente ruolo in Boy Erased) e Julia Roberts mette a segno un’altra interpretazione convincente dopo quella nella serie tv Homecoming (per la quale è stata candidata ai Golden Globes). Nonostante siano ovviamente i loro due personaggi a brillare maggiormente, anche gli altri attori hanno i loro momenti, in particolare Kathryn Newton nel difficile ruolo di una sorella minore che vorrebbe credere in suo fratello con tutto il suo cuore, eppure non riesce a farlo. 

Senza che il film mostri mai i momenti più significativi del percorso attraverso la dipendenza, Julia Roberts e Lucas Hedges lasciano intuire ciò che è stato, attraverso sporadici riferimenti a eventi passati, ma soprattutto mostrando al pubblico le loro cicatrici nascoste. 

Ben is Back, la recensione del dramma con Julia Roberts
3,3 Punteggio
Pro
Buona alchimia fra Julia Roberts e Lucas Hedges
Contro
Sceneggiatura poco interessata ai suoi personaggi
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Ben is Back – TRAILER

https://www.youtube.com/watch?v=EbtNWSbtZD8

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

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Cinema

Christian Bale, le sue trasformazioni più incredibili

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Quella di Christian Bale nell’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America, l’imbolsito e voluminoso Dick Cheney nel film Vice di Adam McKay, è solo l’ultima di una serie di incredibili trasformazioni fisiche a cui l’attore britannico si è sottoposto per amore del cinema e del suo lavoro di interprete. Per questo suo ultimo ruolo, però, l’approccio dell’attore pare sia stato più “rilassato” rispetto al passato. Il suo metodo? Mangiare molte crostate. Bale è quindi un attore camaleontico, capace di modellare il proprio corpo anche con pochi mesi di preavviso, attraverso una dedizione estrema al suo mestiere. Di seguito, descriviamo alcuni dei suoi cambiamenti corporei più drastici per ricordare i molti volti di Bale sul grande schermo.

American Psycho (2000)

Il “superuomo” descritto da Bret Easton Ellis nel suo celebre romanzo doveva per forza di cose possedere un corpo perfetto, in grado di far capire anche visivamente allo spettatore quanto il personaggio fosse orgoglioso del suo fisico e della sua apparenza. Per questo ruolo, l’allenamento di Christian Bale fu particolarmente severo, ma il risultato fu evidente. Il suo Patrick Bateman non avrebbe nulla da invidiare ad uno degli spartani di 300 e se lo psicopatico del film di Mary Harron è oggi uno dei personaggi più iconici della storia del cinema lo si deve anche alla presenza scenica dello stesso Bale.

L’uomo senza sonno (2005)

Quando si pensa alle prove attoriali che hanno richiesto più sacrifici ai loro interpreti, la mente non può non andare al film L’uomo senza sonno di Brad Anderson. Per questo racconto cinematografico basato sull’insonnia e sul senso di colpa, Bale ha preso il suo corpo e lo ha di fatto prosciugato. Con una dieta che prevedeva una mela al giorno, acqua, caffè ed un occasionale bicchiere di whisky, secondo quanto riferito dallo stesso attore, Bale è dimagrito di circa 28 kg per il ruolo, finendo per pesare solo 54 kg. Lobiettivo di peso era stato originariamente pensato per un attore molto più basso, ma Christian Bale decise di accettare lo stesso la sfida.

Batman Begins (2005)

A soli sei mesi di distanza dalla fine delle riprese de L’uomo senza sonno (una trasformazione fisica così estrema che lo stesso Bale si era ripromesso che sarebbe stata l’ultima), l’attore britannico si trovò immediatamente alle prese con una nuova prova. Tra addestramento con le armi, Wing Chun Kung Fu ed una misconosciuta arte marziale chiamata Keysi Fighting Method, Bale dovette ingaggiare un personal trainer perché lo aiutasse a guadagnare i 45 kg necessari per il ruolo di Batman attraverso binge-eating e sollevamento pesi. Alla fine del percorso d’allenamento, aveva guadagnato così tanto peso da non entrare nella batsuit. Quindi dovette dimagrire di nuovo.

The Fighter (2010)

Nel 2010, per The Fighter di David O. Russell, l’attore si è sottoposto all’ennesima dieta drastica per assumere le sembianze di una persona affetta da gravi problemi legati alla tossicodipendenza, passando da 86 chili a 66 chili. Per il ruolo Bale seguì un approccio diverso da quello utilizzato ne L’uomo senza sonno, perdendo peso senza concentrarsi troppo sulla fisicità e lasciando che la squadra di truccatori facesse il resto. Fu questa la trasformazione che valse a Bale il suo primo Oscar.

American Hustle (2014)

Nei nove anni trascorsi tra Batman Begins e American Hustle, Bale si trovò a dover continuamente perdere peso per interpretare altri ruoli e doverlo poi riacquistare per il successivo film di Batman. Tuttavia, mettere su peso per interpretare il truffatore Irving Rosenfeld fu una nuova sfida. “Ho mangiato un sacco di ciambelle, un sacco di cheeseburger e qualsiasi cosa su cui potessi mettere le mani. Ho letteralmente mangiato tutto ciò che mi piaceva”, ha detto Bale ad un intervistatore.

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Oscar 2019, le nomination in diretta streaming su NewsCinema

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In attesa della Cerimonia di premiazione che si svolgerà il 24 Febbraio 2019, scopriamo insieme le nomination ufficiali degli Oscar 2019, seguendo l’annuncio in diretta streaming da Los Angeles. A partire dalle 14.20 ora italiana potrete sintonizzarvi su NewsCinema per sentire i nomi dei candidati come migliore attore, migliore attrice, miglior film, miglior regia, miglior film, documentari, cortometraggi animati e tanti altri. La 91° edizione degli Academy Awards potrebbe essere ricca di sorprese, anche perchè non sarà stato facile scegliere le nomination degli Oscar 2019 vista l’offerta di film e professionisti che ci hanno emozionato con storie coinvolgenti, scioccanti, fantasiose e drammatiche nell’ultimo anno.

Dopo il successo di La La Land, il regista Damien Chazelle spera che il suo Il Primo Uomo conquisti qualche statuetta, ma l’Academy dovrà tenere conto anche della quota rosa di La Favorita di Lanthimos, dell’on the road Green Book con Viggo Mortensen e dell’ironico The Old Man and the Gun, film che segna il ritiro di Robert Redford dalle scene. E poi non dimentichiamo il debutto alla regia di Bradley Cooper con il remake di A Star is Born con una bravissima Lady Gaga, o il commovente ROMA di Alfonso Cuaron che rischia di riaccendere la polemica tra Netflix e gli studios. La notte piena di stelle è ormai vicina e noi siamo pronti a bere litri di caffè per gustare ogni momento della cerimonia di premiazione degli Oscar 2019, ma intanto vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook e su Instagram per commentare insieme la lista completa delle nomination.

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Cinema

Master of Dark Shadows, un documentario sulla serie di Barnabas Collins

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MPI Media Group ha annunciato oggi di aver completato la produzione sull’attesissimo Master of Dark Shadows, una celebrazione completa della leggendaria serie diurna gotica Dark Shadows e del suo visionario creatore, Dan Curtis. Il documentario, girato tra New York, Los Angeles e Londra, include interviste con attori chiave e registi coinvolti nella storia pervasa del vampiro Barnabas Collins e tutte le inquietanti vicende dell’inquietante villa del Maine, Collinwood. Il documentario di Dark Shadows è stato diretto da David Gregory (Lost Soul, Godfathers of Mondo) e uscirà questa primavera.

Narrato da Ian McShane (Deadwood), Master of Dark Shadows offre approfondimenti di Curtis stesso oltre allo scrittore-produttore vincitore dell’Oscar Alan Ball (True Blood), lo sceneggiatore William F. Nolan (Trilogia del terrore), l’autore Herman Wouk (The Winds Of War), gli attori veterani Whoopi Goldberg (Ghost), Barbara Steele (Black Sunday) e Ben Cross (Chariots of Fire). Dark Shadows vede Jonathan Frid, David Selby, Kathryn Leigh Scott, Lara Parker, John Karlen, Nancy Barrett, Jerry Lacy, Roger Davis, Marie Wallace, Chris Pennock e James Storm, più altri colleghi e familiari tra i protagonisti.

Nel 1966 fu lanciato un fenomeno quando Dark Shadows debuttò su ABC-TV come serie di suspense gotica quotidiana. In onda nel tardo pomeriggio, lo spettacolo ha attirato un pubblico giovanile numeroso mentre si spostava verso il soprannaturale con l’introduzione del vulnerabile vampiro Barnabas Collins. Streghe, fantasmi e storie spaventose hanno trasformato Dark Shadows in un classico televisivo che ha portato a film, remake, reunion e legioni di fan devoti che hanno mantenuto viva la leggenda per cinquant’anni. Oltre al reboot del film di Tim Burton nel 2012 con Johnny Depp, la serie ha anche prodotto il film spin-off del 1970 House of Dark Shadows e La notte delle ombre del 1971, oltre a un reboot della prima serata del 1991 che è durato una stagione.

Il documentario Master of Dark Shadows rivela la storia affascinante e il fascino duraturo di Dark Shadows con un avvincente mix di filmati rari e storie dietro le quinte, esplorando anche i talenti drammatici del regista-produttore-regista Dan Curtis. Conosciuto come il “King of TV Horror”, il regista vincitore di un Emmy ha seguito Dark Shadows con altri generi iconici preferiti tra cui The Night Stalker, Trilogy of Terror e Burnt Offerings prima di ottenere riconoscimenti per l’epica miniserie The Winds of War e War and Remembrance.

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