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Cinema

Il Ritorno di Mary Poppins, il vento dall’Est torna a soffiare su Viale dei Ciliegi

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Il vento dall’Est torna a soffiare sul numero 17 di Viale dei Ciliegi per Il Ritorno di Mary Poppins, il sequel dell’originale Disney del 1964 basato sul romanzo di P.L. Travers. La tata che tutti vorrebbero avere è interpretata questa volta da Emily Blunt, giovane attrice inglese che ha raccolto l’eredità di Julie Andrews con ironia e umiltà. Nonostante i pregiudizi che hanno affollato la rete fin dall’annuncio di questo nuovo film, possiamo dire che la sua versione di Mary Poppins funziona e rende omaggio al personaggio iconico che ha fatto parte dell’infanzia di intere generazioni.

Rob Marshall, regista di Into the Woods e Chicago, ha accettato la responsabilità di proseguire una leggenda del cinema per ragazzi, sfruttando il genere del musical di cui ha piena padronanza. Nella Londra della Grande Depressione Michael e Jane sono ormai adulti. Michael ha perso sua moglie e deve crescere i suoi tre figli mentre lavora alla Banca di Credito, Risparmio e Sicurtà, dove il padre ha passato gran parte della sua vita. Problemi economici investono la famiglia Banks e prende sempre più forma la minaccia di perdere la casa per sempre. Serve un aiuto, o meglio una magia, e chi meglio di Mary Poppins? Con il suo inseparabile ombrello, la borsa fatta con un tappeto e un ottimismo contagioso, la tata eccentrica e determinata cerca di rimettere ordine in casa Banks e di prendersi cura dei piccoli Georgie, Annabel e John.

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Il Ritorno di Mary Poppins: Supercalifragilistichespiralidoso non si batte

Quando una timida melodia accompagna l’inquadratura tra le strade di Londra avvolta nella nebbia, nella scena di apertura, è inevitabile farsi travolgere dalla nostalgia. Mary Poppins è tornata, con i suoi mondi alternativi fantastici che possono rendere i sogni tangibili e farci vedere le cose da un altro punto di vista. Quando poi ritroviamo il mitico ammiraglio che, sul tetto della sua casa, si prepara a sparare con il cannone per il segnale orario, l’entusiasmo è al massimo. Marshall si diverte a trasportare lo spettatore in un folle trionfo dell’immaginazione, dove la fantasia guida la narrazione, ma la musica non regge il passo. Come il primo film si lascia spazio all’animazione, e la musica fa sentire molto la sua presenza con tante canzoni, doppiate nella versione italiana come in passato. E proprio questo è uno dei punti deboli de Il Ritorno di Mary Poppins perchè, a differenza di tormentoni come “Un poco di zucchero e la piccola“, “Can Camini” o “Supercalifragilistichespiralidoso“, le canzoni qui svaniscono subito dopo averle sentite. Utilizzate nel film per veicolare messaggi di formazione, in modo abbastanza didascalico, come “leggi di più“, le apparenze ingannano, e sorridi alla vita anche quando qualcosa non va, non costituiscono una colonna sonora all’altezza del film anni degli anni ’60.

Il Ritorno di Mary Poppins: spettacolare ma poco originale

Anche il primo Mary Poppins sottolinea alcuni insegnamenti per crescere e affrontare il destino, ma lo fa in modo più discreto ed elegante, con una piacevole malinconia che crea un’atmosfera più intima ed emozionante. Il Ritorno di Mary Poppins è senza dubbio una commedia divertente, spettacolare e ricca di effetti speciali che alimentano la meraviglia, ma non riesce a conservare una profondità emotiva duratura. Lo spettatore è distratto dall’esplosione di colori, musiche, balli e personaggi bizzarri, per cogliere la breve riflessione sulla perdita proposta dalla canzone per la buonanotte. La commovente melodia sulla vecchietta che dà da mangiare ai piccioni sulla scalinata della cattedrale di Saint Paul del primo film aveva indubbiamente un’altra poesia. La sceneggiatura riprende molto la formula dell’originale, sostituendo semplicemente oggetti e persone. Al posto dello spazzacamino c’è un acciarino, al posto degli aquiloni i palloncini colorati, al posto dello zio facile alla risata la cugina con accento russo interpretata da Maryl Streep, mentre Michael sembra essere diventato come il Signor Banks, troppo preoccupato delle finanze e dal lavoro per passare il tempo con i suoi figli. Dimenticavo, qui non si salta dentro ai quadri ma nei vasi di ceramica.

Oltre a Emily Blunt che, come già detto sopra, convince pienamente nei panni della nuova Mary Poppins, anche il resto del cast prettamente british è in parte. Imperdibili i cameo di Dick Van Dyke e Angela Lansbury. Solo Lin-Manuel Miranda nei panni dell’acciarino non convince del tutto con una personalità piuttosto tiepida. Possiamo dire che Il Ritorno di Mary Poppins è un film di intrattenimento che può divertire e sorprendere i più piccoli, ma forse non era necessario, tenendo conto che l’originale è “praticamente perfetto sotto ogni aspetto” come la sua protagonista.

Il Ritorno di Mary Poppins, il vento dall’Est torna a soffiare su Viale dei Ciliegi
3 Punteggio
Pro
Fantasia, effetti speciali spettacolari, Emily Blunt
Contro
Canzoni, trama poco originale, Lin-Manuel Miranda
Riepilogo Recensione
Il Ritorno di Mary Poppins non regge il confronto con il film del 1964, ma Emily Blunt regala un'interpretazione piacevole della tata più famosa di sempre, tra ironia, femminilità e naturalezza.
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

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L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

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Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

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Cinema

Wild Mountain Thyme, arriva il film tratto dal romanzo di John Patrick Shanley con Emily Blunt e Jamie Dornan

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Emily Blunt e Jamie Dornan sono i protagonisti del film Wild Mountain Thyme di John Patrick Shanley. Dall’Academy Award®, il Tony Award e il vincitore del Premio Pulitzer John Patrick Shanley  arriva il romanzo lirico Wild Mountain Thyme, un adattamento del suo successo di Broadway Outside Mullingar. Il film è interpretato da Emily Blunt, Jamie Dornan, Jon Hamm, Dearbhla Molloy e Christopher Walken.

Anthony (Dornan) sembra sempre essere al lavoro nei campi, sfinito a causa del padre che non  perde occasione per sminuirlo (Walken). Ma ciò che veramente lo preoccupa è la minaccia di suo padre di lasciare in eredità la fattoria di famiglia a suo cugino americano Adam (Hamm). All’inizio Rosemary (Blunt) sembra provare rancore per essere stato svergognato da Anthony durante l’infanzia, ma le scintille tra di loro manterrebbero un falò ardente per tutta la notte. Sua madre Aoife (Molloy) si sforza di unire le famiglie prima che sia troppo tardi.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e New York.

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Emily Blunt, Jamie Dornan e Jon Hamm

Wild Mountain Thyme è stato sviluppato da Mar-Key Pictures ed è prodotto da Leslie Urdang di Mar-Key, Anthony Bregman di Likely Story, Michael Helfant e Bradley Gallo di Amasia Entertainment, Alex Witchel e Martina Niland di PoElmilyrt Pictures. Andrew Kramer, Jonathan Loughran e Stephen Mallaghan saranno i produttori esecutivi. Il film è finanziato da Amasia Entertainment, Aperture Media Partners e Loughran / Mallaghan.

Bleecker Street ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti e Lionsgate UK ha acquisito i diritti del Regno Unito. HanWay Films gestisce le vendite e la distribuzione internazionale e CAA Media Finance ha gestito i diritti degli Stati Uniti e ha negoziato l’accordo con Bleecker Street insieme a Andrew Kramer di Loeb & Loeb.

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Cinema

Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

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Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

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