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Biopic musicali che passione! | Curiosità su 5 film più amati dal pubblico

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Se c’è un genere cinematografico che in questi anni sta dominando il box office di tutto il mondo è quello definito con il termine ‘biopic’. In altre parole, si tratta di un film basato sulla ricostruzione della biografia di un personaggio realmente esistito – in questo caso – nel mondo della musica. Film incentrati sulla vita di artisti tra eccessi, grandi successi e look studiati e diventati iconici nel mondo della moda.

Sebbene sia stato complicato scegliere solo cinque film da analizzare, sicuramente avrete visto almeno uno dei titoli che troverete in basso. Curiosità, aneddoti del backstage e racconti inediti, sicuramente vi faranno vedere questi biopic musicali con occhi diversi.

Ray (2004)

Ad aprire le danze è Ray scritto e diretto da Taylor Hackford con uno straordinario Jamie Foxx nel ruolo del cantante non vedente Ray Charles. Un’interpretazione magistrale che lo portò a conquistare un Golden Globe, un Bafta e il Premio Oscar come miglior attore protagonista. Sebbene Foxx non interpretò vocalmente i brani, tutte le canzoni presenti nel film come What I’d Say vennero suonate dall’attore.

Nonostante il grande successo, non fu semplice riuscire a portare al cinema questo film. Come raccontato dallo stesso Hackford, ci vollero ben 15 anni prima di trovare i finanziamenti necessari per la realizzazione del film. A trasformare questo sogno in realtà, ci riuscì Philip Anschutz con la Bristol Bay, riuscendo a completare il quadro finanziario.

Sebbene Ray Charles venne a mancare nel 2004, pochi mesi prima dell’uscita nei cinema, il cantante riuscì a leggere la sceneggiatura. Per agevolare la lettura, venne creata una copia in braille, così da poter essere modificata all’occorrenza. E secondo alcune testimonianze, il cantante fu in disaccordo solo per due scene. La prima riguardava la sequenza nella quale l’attore avrebbe dovuto suonare il piano con risentimento. E poi quando Ray avrebbe mostrato come assumere cocaina a una delle sue amanti.

Leggi anche: Django Unchained: la canzone di Jamie Foxx

Judy ( 2019)

Un altro biopic che ha lasciato il segno nel mondo del cinema è Judy uscito a 50 anni esatti dalla morte della celebre artista. Diretto da Rupert Goold, l’incantevole Renée Zellweger ha avuto l’onere e l’onore di vestire i panni dell’indimenticabile Judy Garland. Performance rimasta nel cuore del pubblico, le ha permesso di vincere premi prestigiosi. In particolar modo, un BAFTA, un Critic’s Choice Awards, un Golden Globe e il Premio Oscar come miglior attrice protagonista.

La Zellweger per assomigliare il più possibile alla Garland è stata più di anno a lavorare sulla sua voce, affinché potesse avvinarsi all’originale. Lavoro riuscito egregiamente, grazie al lavoro svolto dal vocal coach Eric Vetro, portandola a esibirsi in performance impeccabili. Il make up curato da Jeremy Woodhead, per adattare i lineamenti del viso dell’attrice alla Garland, lo ha visto lavorare molto sulla forma del naso. Successivamente, il truccatore è ricorso all’utilizzo di lenti a contatto grigio scuro, per riproporre il marrone di Judy. E infine, una parrucca marrone e ramata, per completare l’outfit e nascondere la chioma bionda dell’attrice.

Leggi anche: Judy, il premio Oscar Renée Zelleweger è Judy Garland

Bohemian Rhapsody (2019)

Le curiosità intorno al film diretto prima Bryan Singer e poi da Dexter Fletcher sono tante e molto interessanti. Non tutti sanno che tra i produttori di questo biopic musicale entrato nella storia del cinema, compare il nome di Robert De Niro. Coinvolto anche nella produzione del musical We Will Rock You, ispirato sempre ai celebri brani dei Queen.

Incentrato sulla vita del cantante Freddie Mercury, il biopic musicale ha avuto un’accurata lavorazione durata ben 10 anni. A rallentare il primo ciak, furono due scogli molto grandi. Il primo riguardava la ricerca di un regista che fosse all’altezza e il secondo, un attore che potesse far brillare nuovamente il mito di Freddie.

Proprio quest’ultimo aspetto, per molti mesi portò le varie agenzie ad avanzare nomi, prontamente smentiti poco dopo. Prima di Rami Malek, il nome dato per certo ad interpretare Freddie Mercury, per molto tempo è stato quello di Sacha Baron Cohen. Il suo coinvolgimento fu talmente ampio, da essersi occupato anche del reclutamento di parte della troupe in vista delle riprese. Un interesse risultato troppo forte e prepotente, che mostrò anche la volontà dell’attore di dare al film una connotazione artistica particolarmente audace. Una caratterizzazione che non solo venne bocciata dai componenti storici di Queen, ma vide l’abbandono al progetto di Cohen nel 2013.

La parola impossibile non esiste…

E con l’ufficialità di Rami Malek nel ruolo del cantante della band inglese, la musica cambiò totalmente. Il lavoro svolto in simbiosi tra l’attore e la coreografa Polly Bennett, ha reso impeccabile la performance di Malek nel biopic musicale. Eppure, anche lui trovò delle difficoltà nell’interpretare Freddie. L’utilizzo di una protesi dentaria importante – che custodisce gelosamente ancora adesso – è riuscito a metterlo in difficoltà durante le riprese. Di fronte a una performance del genere, consegnargli l’ambita statuetta d’oro dell’ Oscar come miglior attore protagonista, fu una pura formalità.

Un’altra complicazione rivelatasi più ardua del previsto fu la ricostruzione di parte dello stadio di Wembley. Luogo simbolo nel quale venne organizzato il concerto del Live Aid nel 1985 con Bob Geldof. E così, i produttori e gli scenografi, per cercare di rendere la location più simile all’originale, decisero di occupare una parte dell’aeroporto di Londra. Un lavoro talmente ben eseguito, da aver ricevuto il plauso del regista che si occupò della regia del concerto evento.

Rocket Man (2019)

Curioso come il nome del regista Dexter Fletcher sia presente nuovamente nella regia di un altro biopic musicale. Rispetto agli altri titoli citati precedentemente, Rocket Man ha fatto i conti con il giudizio del diretto interessato, Sir. Elton John. Il cantante noto per i capelli rossi e i look stravaganti, si dimostrò entusiasta di questo progetto dal primo giorno. Battezzato come Reginald Dwight, il baronetto ha visto portare sul grande schermo la sua vita e la sua carriera tra gioie e dolori.

Come negli altri casi, anche per Rocket Man il primo attore che sembrava essere a un passo dalla firma, fu Tom Hardy. Un nome dato per certo, che ben presto venne scalzato da un giovane attore e molto somigliante con il giovane Elton. Tuttavia a far cambiare idea ai produttori, fu la voce di Taron Egerton. Grazie al film d’animazione Sing, sulle note del celebre brano di Elton John: I’ll Still Standing, venne chiamato e confermato a bordo di uno dei biopic musicali più attesi di sempre.

Leggi anche: Rocketman, la recensione del biopic musicale sulla vita di Elton John


L’affiatamento artistico tra Egerton e John fu immediato, tanto che quest’ultimo non si risparmiò nel dare consigli su come affrontare questa dura prova. “Non imitarmi in maniera troppo perfetta, dai al pubblico la tua interpretazione, fagli vedere l’artista com’è evoluto nel corso del tempo”. Sodalizio reso ancora più forte dalla capacità di Taron Egerton di interpretare tutti i brani presenti nel biopic. Compresa una canzone inedita (I’m Gonna) Love Me Again, scritta da Elton John per duettarla con il suo alter ego contemporaneo nel film.

Il lavoro svolto dall’attore è stato molto intenso, soprattutto dal punto di vista vocale. Le tre ore al giorno, per cinque giorni a settimana e con una tempistica di circa otto settimane, lo hanno visto prepararsi in vista delle 22 canzoni inserite nel film. Rocket Man resta uno dei film migliori di Egerton, tanto da aver conquistato il suo primo Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale.

Elvis (2022)

Dopo anni di silenzio, il regista Baz Luhrmann è tornato a conquistare le sale cinematografiche di tutto il mondo, in grande stile. Girato in piena pandemia, questo atto d’amore verso il Re del Rock, intitolato Elvis ha visto finalmente la luce lo scorso 22 giugno.

A conquistare il pubblico, l’interpretazione del giovane attore Austin Butler, nei panni dell’affascinante e provocatorio Elvis Presley. Non particolarmente noto al grande pubblico, Butler è riuscito a catalizzare tutta l’attenzione su di lui, proprio come fece Elvis ai suoi tempi. Ma prima di lui, chi venne preso in considerazione? Due furono i nomi che fino all’ultimo vennero dati per i più papabili: il cantante Harry Styles (Dunkirk) e il talentuoso Miles Teller (Top Gun: Maverick). Ma dato il successo di entrambi, nessuno dei due era all’altezza delle aspettative del regista, determinato a scegliere qualcuno ancora da plasmare.

A convincere Luhrmann a scegliere il biondino dalla faccia da bravo ragazzo fu una risposta che diede Butler durante il provino. Alla domanda quale aspetto lo facesse sentire vicino a Elvis, il giovane rispose la morte della madre avvenuta quando aveva 23 anni. Un tragico evento, avvenuto anche nella vita del cantante di Memphis.

E parlando della famiglia, l’unico vero amore della vita di Elvis, l’ex moglie Priscilla Presley, è stata tra le maggiori sostenitrici di questo biopic. Una presenza fondamentale per il regista, tanto da averla fatta partecipare alle diverse fasi di realizzazioni del film.

Leggi anche: Elvis | il mito rivive in uno straordinario film a sua “dismisura”

Austin Butler è il nuovo Elvis Presley 2.0

Gli altri elementi che portarono Luhramann a scegliere con estrema convinzione Austin, la sua predisposizione e conoscenza dello strumento della chitarra. Tra movimenti di bacino e le movenze diventate un cult di Elvis, ha visto l’attore lavorare vocalmente in maniera quasi ossessiva. A seguito della scarsa qualità audio delle canzoni degli anni ’60, il regista decise di mixare la voce di Elvis con quella di Austin, per dar vita a un risultato quanto più simile all’originale. Un esperimento rivelatosi talmente ben riuscito da essere stato applicato a tutti gli altri brani presenti nel film.

A contribuire al successo del biopic musicale Elvis, sono state alcune esperienze vissute dall’attore e dal regista. In primis, le ore trascorse in sala prove per studiare accuratamente i movimenti del re del movimento pelvico, da riportare in scena. In seconda battuta, la possibilità di aver vissuto per ben 18 mesi a Graceland, la storica tenuta di Elvis. E la possibilità per entrambi di visitare lo storico studio di registrazione del cantante a Nashville.

Se c’è un aspetto che colpisce immediatamente, oltre alla somiglianza di Austin con Elvis, sono i costumi curati da Catherine Martin, quattro volte premio Oscar e moglie del regista. Grazie ai video dell’epoca e al suo estro artistico, sono stati disegnati e realizzati 90 costumi indossati da Austin Butler nel corso del film.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Ashton Kutcher attore part-time | Lui vuole così o Hollywood lo snobba?

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Ashton Kutcher – Newscinema.it

Ashton Kutcher un tempo era uno degli attori più richiesti di Hollywood. Da alcuni anni, però, non lavora più tanto come prima. Come mai?

Anche se è ancora molto famoso Ashton Kutcher non compare più al cinema o in televisione come faceva diverso tempo fa.

Ha ottenuto un’enorme popolarità interpretando il ruolo di Michael Kelso nella serie tv That 70’s Show e poco dopo ha iniziato a lavorare sempre di più nel mondo dello spettacolo. Da diverso tempo, però, non lo si vede più così spesso. Che cos’è successo? Ecco qualche teoria.

Ashton Kutcher in That’s 70’s Show

Anche se eravate più team Hyde che team Kelso, non si può non riconoscere che Ashton Kutcher fece un ottimo lavoro con il suo personaggio in That 70’s Show, serie andata in onda dal 1998 al 2006.

All’epoca l’attore era appena ventenne, ma lo show – soprattutto negli Stati Uniti – ebbe un successo enorme e presto lui diventò uno degli artisti più richiesti e apprezzati.

Da un giorno all’altro, quindi, il ragazzo cambiò totalmente vita, entrando in un mondo completamente diverso da quello a cui era abituato.

Anche dopo la cancellazione della serie, ha continuato a recitare, in tv e al cinema, ma la sua carriera ha avuto diversi alti e bassi.

Ashton Kutcher, gli errori nel mondo dello spettacolo

Ashton Kutcher sembrava essere destinato a diventare uno dei più grandi attori di sempre, ma curiosamente non è stato così.

Se in televisione non aveva fatto fatica ad affermarsi, al cinema è stata tutta un’altra storia. I suoi primi film – Fatti, strafatti e strafighe o Oggi sposi…niente sesso – piacquero abbastanza al pubblico, ma presto questo successo si arrestò.

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Ashton Kutcher in Due uomini e mezzo – Newscinema.it

A partire da The Butterfly Effect nel 2004 quasi tutti i suoi film hanno ricevuto poco consenso. Inoltre, sembra che il pubblico ormai si fosse abituao a vederlo in un ruolo “sempliciotto”, adatto solo a commedie o film leggeri.

Per questo, non ha avuto modo di far evolvere la sua carriera in quel senso, verso parti più impegnative e complesse. Si è visto in Jobs, nel 2013, dove interpretava appunto Steve Jobs e in Annie – La felicità è contagiosa, nel 2014, film che proprio non è piaciuto.

Neanche il suo ritorno in tv è stato particolarmente trionfante. Nel 2011 ha sostituito Charlie Sheen in Due uomini e mezzo, ma gli spettatori non hanno particolarmente apprezzato la sua performance.

Con The Ranch, sembrava che la sua carriera sarebbe tornata a decollare, ma le accuse di violenza sessuale che ha ricevuto nel 2017 da parte di numerose donne l’hanno di nuovo arrestata.

Inoltre, tra il 2011 e il 2017 ha commesso diverse gaffe con il suo comportamento sui social – la difesa di Joe Paterno, per esempio – che probabilmente non lo hanno reso molto attraente agli occhi di probabili registi o produttori. In più, è stato accusato di aver “un brutto carattere” dopo la sua reazione durante un’intervista con Sharon Osbourne, dopo che lei pronunciò male il suo nome.

Ashton Kutcher imprenditore e filantropo

Proprio perché la sua presenza nel mondo dello spettacolo iniziava a diminuire, Ashton Kutcher ha iniziato una nuova carriera nella tecnologia. Ha finanziato diversi progetti nella Silicon Valley e si dice che abbia aumentato il fatturato di aziende come Uber, Airbnb e Spotify.

Nel frattempo, ha anche fondato un’organizzazione con l’ex moglie Demi Moore per aiutare i bambini vittime di traffico sessuale. Queste due attività lo hanno tenuto lontano dai set negli ultimi anni.

Nel 2023 l’attore è tornato a recitare nella commedia Netflix Da me o da te, al fianco di Reese Whiterspoon: riuscirà a riconquistare i fan e a tornare sulle scene con più regolarità?


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“Disgustoso, questo non lo faccio” | 5 attori che si rifiutano di girare scene gay

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Una scena di Chiamami col tuo nome – Newscinema.it

Ancora oggi, tantissimi attori – anche molto famosi – si rifiutano di interpretare personaggi omosessuali se nel copione sono previsti baci o scene esplicite. Eccone cinque.

Non è raro che in film o in serie tv gli attori si ritrovino a interpretare personaggi o scene che non gli piacciono.

Pochi giorni fa è andato in onda il terzo episodio di The Last Of Us che ha raccontato con coraggio e rispetto proprio un amore omosessuale tra due uomini sopravvissuti all’apocalisse, senza paura di mostrare scene di effusioni e coccole tra i due.

Molto spesso, la maggior parte decide di continuare comunque e arrivare fino in fondo, altri invece fanno un passo indietro. Questi cinque attori si sono rifiutati di baciare un collega dello stesso sesso sul set.

samuel l jackson newscinema

Samuel L. Jackson – Newscinema.it

Samuel L. Jackson

Samuel L. Jackson ha sempre dimostrato di essere un attore versatile, ma ha sempre chiarito che non interpreterà mai un ruolo omosessuale.

In un’intervista a Playboy nel 2013, alla domanda “Che cosa non faresti mai in un film?” ha risposto: “Probabilmente vestirmi da donna o baciare un uomo“.

Ha chiarito che non è per omofobia, ma che non crede che “il suo pubblico voglia vederglielo fare“.

eddie murphy newscinema

Eddie Murphy – Newscinema.it

Eddie Murphy

Nel 1990, anche lui intervistato da Playboy, Eddie Murphy ha dichiarato: “Perché dovrei interpretare un omosessuale? Faccio commedie… Non penso potrei fare film dove bacio ragazzi o faccio altre stronza*e simili“.

In più, paragonò baciare un uomo a “una cosa disgustosa come mangiare insetti“. Nel 2019, tuttavia, l’attore si è scusato, pentendosi di queste frasi e definendo quell’intervista cringe.

tom hanks newscinema

Tom Hanks – Newscinema.it

Tom Hanks

Sembrerà assurdo, considerando che Tom Hanks, nel 1993, ha recitato in Philadelphia, uno dei film dalla tematica omosessuale più struggenti e apprezzati di sempre.

L’attore era uno dei protagonisti, ma Antonio Banderas – che interpretava il suo fidanzato – ha detto che si rifiutò di baciarlo sul set.

Il regista del film, Jonathan Demme, in un’intervista a Rolling Stone ha confermato la versione, spiegando che Tom Hanks era molto a disagio all’idea.

al pacino newscinema

Al Pacino – Newscinema.it

Al Pacino

Qualcosa di simile è accaduto anche tra Al Pacino e Chris Sarandon sul set di Quel pomeriggio di un giorno da cani nel 1975.

Qui Al Pacino interpreta Sonny, un ragazzo che aiuta la sua fidanzata transgender a ottenere un’operazione per completare il processo di transizione.

Tra i due attori, tuttavia, ci sarebbe dovuto essere un bacio seguendo il copione originale, ma pare che Al Pacino si rifiutò. Secondo lui, infatti, negli anni ’70 il pubblico non era pronto per una scena del genere.

will smith newscinema

Will Smith – Newscinema.it

Will Smith

Nel 1993 Will Smith recitò in 6 gradi di separazione, dove interpretava il giovane Paul. Ian McKellen, co-protagonista del film, ha rivelato che il copione prevedeva anche la scena di un bacio tra Smith e Anthony Michael Hall, ma Smith si rifiutò, al punto che fu usata una controfigura. Anni dopo l’attore ha rivelato di essersi pentito.


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Se bussasse alla porta Dave Bautista chi manderesti ad aprire? | 10 amicizie utili

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bussano alla porta

Foto: Newscinema.it

Dal 2 Febbraio 2023 è al cinema il film Bussano alla Porta di M. Night Shyamalan. Ma se un uomo sconosciuto della stazza di Dave Bautista fosse sull’uscio di casa vostra aprireste la porta?

Mentre è al cinema il thriller apocalittico di M. Night Shyamalan ci siamo divertiti a immaginare noi stessi nei panni dei protagonisti del film. Ci spieghiamo meglio.

In Bussano alla Porta Dave Bautista, Rupert Grint in compagnia di due donne si presentano alla baita dove soggiorna una piccola famiglia – genitori e una figlia piccola – per le vacanze.

Non hanno l’aria amichevole, ma cominciano a bussare insistentemente chiedendo alla piccola Sophie e i suoi due papà di aprire la porta perché devono informarli di una cosa molto importante che potrebbe segnare la fine dell’umanità.

Dave Bautista

Dave Bautista – Foto: Ansa

Ma, parliamoci chiaro, se vi bussasse alla porta un omaccione come Dave Bautista che non avete mai visto né conosciuto, voi aprireste la porta? Noi abbiamo qualche dubbio, ma abbiamo pensato a chi vorremmo al nostro fianco per mandarlo avanti e fare gli onori di casa.

Quindi, escludendo i supereroi per giocare ad armi pari visto che Bautista, seppur gigante, è pur sempre un essere umano, di seguito vi diciamo 10 celebrità e relativi personaggi che ci farebbero comodo in una situazione simile.

The Rock/Dwayne Johnson

Beh Dwayne Johnson, alias The Rock, può esserci utile in qualsiasi veste. A volte ha interpretato dei personaggi più ironici e innocui, ma comunque se lo fate arrabbiare abbiamo visto cosa è in grado di fare come Hobbs di Fast and Furious, o come l’avventuriero di Jungle Cruise, il palestrato di Pain and Gain e il criminale in fuga di Faster, per citarne alcuni e tralasciare Black Adam perché, come abbiamo detto, non sono ammessi super poteri.

Dwayne Johnson

Dwayne Johnson – Foto: Ansa

Vin Diesel/Dom Toretto

Beh, forse per altezza davanti a Bautista Diesel potrebbe essere in difficoltà, però nei panni di Toretto si è messo anche contro il detective Hobbs interpretato da The Rock. Poi per lui sappiamo che le emozioni forti e il pericolo sono il pane quotidiano, quindi possiamo affidarci al suo sorriso sornione e la sua furbizia tamarra per cavarcela con Bautista.

Vin Diesel

Vin Diesel – Foto: Ansa

Mickey Rourke/The Wrestler

Mickey Rourke non ha niente da perdere in The Wrestler e tira fuori una forza consapevole e potente, ma anche la motivazione ha un ruolo fondamentale. Tuttavia, ok che è un po’ anziano di Bautista e questo potrebbe ritorcersi contro di lui, però la sua passione e dedizione per la causa potrebbe aiutarci.

The Wrestler

Mickey Rourke in The Wrestler – Foto: Ansa

John Cena

Senza prendere in considerazione il suo ruolo in Suicide Squad che vedete qui in foto perché comunque rientrerebbe nei cinecomics e quindi negli “esseri super” ci basta John Cena che picchia duro anche nella realtà, visto il suo passato sportivo sicuramente all’altezza di Bautista.

John Cena

John Cena – Foto: Ansa

Chris Hemsworth

Lo so che state pensando subito al martello di Thor che può aprire la porta a Bautista e farlo capitolare subito, ma mi dispiace, niente supereroi. Quindi ci prendiamo Chris che si allena giorno e notte ed è comunque pronto a sfidare Dave nonostante la massa muscolare sia un pochino inferiore. Dai Chris, puoi farcela, al massimo sfodera il tuo sguardo magnetico o distrailo con qualche battuta sagace.

Chris Hemsworth

Chris Hemsworth – Foto: Ansa

Super Sloth

Nessuno può farcela contro Super Sloth, non c’è storia. Il nostro eroe anni ’80 fa capitolare qualsiasi wrestler o body builder con il suo outfit e la sua risata irresistibile. Ma non dimenticate che ha una forza bruta niente male eh. E poi quando ci sono di mezzo i bambini guai a farlo arrabbiare. In Bussano alla Porta la prima a essere in pericolo è Sophie, quindi Sloth arriverebbe subito in soccorso.

Super Sloth

Super Sloth – foto: NewsCinema.it

David Harbour/Hopper

Lasciamo perdere il mitico Babbo Natale di Violent Night perché Babbo Natale è pur sempre una sorta di supereroe. Ci basta il mitico Hobbs di Stranger Things che ne ha passate di tutti i colori, tra prigioni russe, temperature sotto lo 0 e comunque ha una stazza importante che ci può offrire protezione.

David Harbour

David Harbour – Foto: Ansa

Mr. Wolf

Mr. Wolf risolve problemi, e ci riesce sempre. Quindi con lui potremmo mettere da parte la forza e la fisicità e agire con diplomazia e intelligenza per liberarsi di Bautista fuori dalla porta. Lui trova sempre le parole giuste e Tarantino lo sapeva bene quando ha scritto la sceneggiatura di Pulp Fiction.

Mr. wolf

Mr. Wolf – Foto: Google

Black Mamba

Richiamando anche un po’ di pink power possiamo contare sicuramente sulla mitica Black Mamba di Kill Bill. Anche se non ha a portata di mano la katana, può sferrare caldi e pugni come se non ci fosse un domani e le dimensioni in questo caso non contano. Le arti marziali contro la forza bruta vincono sempre, no?

Kill Bill

Kill Bill – Foto: NewsCinema.it

John Wick

Beh con John è facile, basta dirgli che Dave Bautista ha fatto del male al suo cane e si salvi chi può. Non c’è alcuna possibilità per l’ex wrestler.

John Wick

John Wick – NewsCinema.it

 


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