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Vespertilio Awards: il premio italiano per il cinema horror | le nomination

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Arriva la prima edizione del Vespertilio Awards, un riconoscimento cinematografico italiano del panorama horror, giallo, thriller, noir, fantascientifico, dark Fantasy e fantastico assegnato Ore d’orrore, progetto editoriale dedicato all’horror fondato da Tania Bizzarro e Markus Di Meglio. Il premio è simboleggiato da una statuetta in stile “Oscar”, in ottone con base di travertino che raffigura un vespertilio, una tipologia di pipistrello che è anche la mascotte rappresentativa di Ore d’Orrore. I riconoscimenti saranno assegnati ai vincitori durante la cerimonia di premiazione che si terrà il 26 agosto presso il ristorante lo Chalet in via di Acilia 300 a Roma.

Come si può partecipare al Vespertilio Awards?

Possono partecipare al Vespertilio Awards lungometraggi, corti e documentari italiani del cinema di genere. Durante il festival saranno consegnati quindici premi, dodici di categoria : Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Scenografia, Miglior Fotografia, Miglior Musica, Miglior Montaggio, Miglior Costumi Trucco e Parrucco, Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Cortometraggio, Miglior Documentario e tre Vespertilio alla carriera.

Nella prestigiosa giuria troviamo: Davide Pulici, Antonio Tentori, Milena Cocozza, Claudio Lattanzi, Letizia Rogolino, Federico Frusciante, La Squinzia, Rising Terror, Ilaria Monfardini e Silvia Collatina.

Leggi anche: The Black Phone | la recensione dell’audace horror con Ethan Hawke

Leggi anche: La recensione di Stranger Things 4: la serie Netflix fanta/nerd si tinge di horror

Vespertilio Awards | Tutte le nomination

MIGLIOR FILM
A Classic Horror Story
La Stanza
Il mostro della cripta

MIGLIO REGIA
Stefano Lodovichi (La stanza)
Roberto De Feo e Paolo Strippoli (A classic horror story )
Andrea De Sica ( Non mi uccidere )

MIGLIOR SCENEGGIATURA
R.De Feo , P.Strippoli, Milo Tissone, David Bellini e Lucio Besana (A classic horror story)
Guillaume pichon (Reverse)
Vinicio Canton e Stefano Ceccarelli (They Talk)

MIGLIOR ATTRICE
Camilla Filippi (La stanza)
Matilda Lutz (A Classic Horror Story)
Melissa di Cianni (Alice was my name)

MIGLIOR ATTORE
Guido Caprino (La stanza)
Francesco Russo (A Classic Horror Story)
Marco Bocci (Bastardi a mano armata)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emanuele Pasquet (A classic horror story )
Francesco Di Giacomo (Non mi uccidere )
Rocco Marra (They Talk)

MIGLIOR MUSICA
Miglior musica: Andrea De Sica e Andrea Farri (Non mi uccidere )
Alessandro Fusaro,Daniele Pistocchi, Daniele Michelotti , Piergiulio Manzi, Alessio Luchatti (Derico)
Brace Beltempo e Maner Lualdi (Alice was my name)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Roberto Caruso (A classic horror story )
Marta Marrone (Cruel Peter)
Massimiliano Sturiale (La stanza)

MIGLIOR COSTUMI, TRUCCO E PARRUCCO
Sabrina Beretta, Andrea Leanza, Massimo De Pellegrino (A classic horror story)
Renzo Iemmolo ,Leonardo Cruciano, Lorenzo Monaca (Cruel Peter )
Chiara Ferrantini , Fréderique Foglia, Leonardo Cruciano, Sara Marina Lombardi (Non mi uccidere)

MIGLIOR MONTAGGIO
Luigi Mearelli (Bastardi a mano armata )
Roberto Di Tanna (La stanza )
Angelo D’Agata (They Talk)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Le streghe dello Sciliar
Il giro dell’horror
Per horror intendo

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Unica
Stuck
Two Sisters

PREMI ALLA CARRIERA
Lamberto Bava
Aldo Lado
Carlo Rambaldi (riconoscimento postumo in occasione del decennale della morte avvenuta il 10 agosto 2012)

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Premi Oscar: 5 film bellissimi che non hanno mai avuto una nomination

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film Oscar

Scena del film Shining – Foto: Ipa

Ecco 5 bellissimi film che non hanno mai ricevuto una nomination dall’Accademy. Da Orizzonti di Gloria alle Iene fino ai film di Kubrik, rimarrete stupiti.

Sono uscite le nomination degli Oscar 2023 (l’elenco completo) e con queste gli altri articoli correlati sui papabili vincitori di quest’anno.

Per l’occasione, abbiamo preparato una lista dei cinque titoli più belli della storia del cinema che però, inspiegabilmente, non hanno mai ricevuto una nomination dall’ente più famoso al mondo.

Tra cortezza di vedute, invidie, antipatie, dimenticanze, spesso i pur prestigiosi e preparati componenti dell’Academy hanno commesso errori grossolani e ignorato opere epocali o film che tutt’ora rappresentano l’eccellenza nell’industria cinematografica. Pellicole come Orizzonti di Gloria, Sentieri Selvaggi, Tempi Moderni, insomma qualsiasi film di Fritz Lang non è mai stato candidato ad alcun oscar.

Per citare Winston Churchill: “La storia umana non si svolge sempre come un calcolo matematico sul principio che due più due fa quattro. A volte nella vita fa cinque oppure tre; e talvolta la lavagna si gira nel mezzo della somma e lascia la classe in disordine e il maestro con un occhio nero”. 

Ecco quindi 5 film che hanno fatto la storia ma non hanno mai vinto un Oscar.

1. Leon (1994)

Leon, il film diretto dal regista Luc Besson è il film francese con la posizione più alta in classifica su IMDb: 29esimo posto nella top 250. Nel 1984 però i giurati dell’Academy la pensavano in modo differente: il film è come se non fosse mai uscito.

Resta comunque un fatto curioso e sospetto, la mancata nomination alla protagonista, Natalie Portman, che con questo film fece il suo primo esordio sul grande schermo, e grazie alla sua performance oggi abbiamo il suo Cigno Nero.

Strana anche la mancata candidatura di Gary Oldman, il suo cattivo impasticcato dà ancora i brividi quando pronuncia la fatidica frase: “Adoro questi momenti di calma prima della tempesta. Mi ricordano sempre Beethoven…tu l’hai mai sentito Beethoven?”.

2. Zodiac (2007)

Zodiac è la storia di un fallimento, un’indagine che non è mai stata risolta, il cui fallimento poteva essere evitato. Un fallimento però, non del singolo, ma dell’istituzione e forse è per questo che non ha mai ricevuto alcun riconoscimento.

Questo e magari il fatto che il film uscì 10 mesi prima dell’annuncio delle nomination. Tuttavia la precisione maniacale per ogni messa in scena, la cura certosina delle inquadrature e l’attenzione allo sviluppo dei personaggi, avrebbero potuto fruttare al film numerosi premi: come se non fosse mai uscito.

La critica americana anche perpetuò questa damnatio memoriae ma subito dopo premiò un altro film del regista, Fincher, Millenium- Uomini che odiano le donne che fruttò al regista ben 5 nomination e un Oscar.

3. Le Iene (1992)

Film esordio di Quentin Tarantino e sicuramente il più iconico: c’è chi ne recita ancora le battute a memoria e chi mente.

L’Academy probabilmente ha mentito e dopo l’uscita del film e il successo che ha riscosso, dormiva. Forse la risposta alla mancata nomination, una delle tantissime che avrebbe meritato questo film, si cela nelle parole di Jami Bernard, giornalista del New York Post: “Non penso che il pubblico fosse pronto. Non sapevano cosa farci con il film. Fu come il primo film muto, quando la gente vide il treno che arrivava verso la telecaera e uscì dalla sala di proiezione”.

Le Iene

Le Iene

4. Tempi Moderni (1936)

Nel 1974, durante la consegna dell’Oscar alla carriera, L’Academy fece un tributo a Charlie Chaplin e ci fu la standing ovation più lunga della storia della cerimonia. Il suo film più pregiato però non fu mai candidato: epocale ed esilarante, se non l’avete visto, recuperatelo.

5. Shining (1980)

Chiudiamo questa lista con forse la più grande calunniata dell’Accademy Awards nella storia: l’oscar negato a Shining. Certo, si sa, Stephen King, lo scirttore da cui il regista ispirò la storia, non ha mai apprezzato la trasposizione cinemtaografica del suo romanzo fatta da Kubrik.

Un giudizio condiviso anche dall’Academy? Vogliamo immaginare invece che il film era così spaventoso che la giuria non è riuscita a vederlo ed si è fidata delle parole dello scrittore: se fosse il contrario, sarebbe una pagliacciata.


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Berlinale 2023 | tutta l’Italia presente nella selezione ufficiale del festival

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Una foto di Disco Boy (fonte: Berlinale)

Il 73esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino si va tingendo sempre più dei nostri colori, ecco tutte le produzioni italiane ospitate dalla kermesse tedesca.

Mancano ormai pochi giorni all’inizio del 73esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino, che si inaugura il prossimo 16 febbraio.

Una scena di The Good Mothers (fonte: Berlinale)

Una scena di The Good Mothers (fonte: Berlinale)

C’è anche un po’ dI Italia nella selezione di quest’anno, tra cinema e serie tv. Scopriamo insieme cosa ci aspetta.

Disco Boy

Sarà Lucky Red a distribuire in Italia Disco Boy, atteso debutto cinematografico dell’italiano Giacomo Abbruzzese, con protagonista Franz Rogowski nei panni di un legionario straniero francese.

Girato tra Europa e Africa, con un cast internazionale e la colonna sonora firmata dalla stella della musica elettronica Vitalic, Disco Boy è l’unico film italiano nel concorso principale.

Le proprietà dei metalli

Sarà presentato in anteprima mondiale nella sezione Berlinale Generation – K Plus il film Le proprietà dei metalli, scritto e diretto da Antonio Bigini.

Il film racconta il fenomeno dei cosiddetti minigeller, cioè quei bambini che alla fine degli anni Settanta, dopo aver assistito all’esibizione televisiva dell’illusionista Uri Geller, apparentemente in grado di piegare chiavi e cucchiai senza toccarli, iniziarono ad ispirarsi a lui un po’ in tutta Europa.

Laggiù qualcuno mi ama

Laggiù qualcuno mi ama è il viaggio personale di Mario Martone nel cinema di Massimo Troisi. Montando le scene dei suoi film, Martone vuole mettere in luce Troisi come grande regista del nostro cinema prima ancora che come grande attore comico, intersecando alcune conversazioni con artisti che lo hanno amato e ne sono stati influenzati, come Francesco Piccolo, Paolo Sorrentino, Ficarra e Picone.

Pierfrancesco Favino ne L’ultima notte di Amore (fonte: Berlinale)

Pierfrancesco Favino ne L’ultima notte di Amore (fonte: Berlinale)

L’ultima notte di Amore

Il secondo film italiano della sezione Berlinale Special, L’ultima notte di Amore di Andrea Di Stefano, è la storia di Franco Amore (Favino), un poliziotto che in 35 anni di onorata carriera non ha mai sparato a un uomo, ma che in una notte rischia improvvisamente di perdere tutto: il lavoro da servitore dello Stato, il grande amore per la moglie Viviana, l’amicizia con il collega Dino, la sua stessa vita.

The Good Mothers

Elisa Amoruso (Chiara Ferragni Unposted, Maledetta Primavera) sarà la regista, insieme a Julian Jarrold, della serie The Good Mothers, in arrivo prossimamente su Disney+ e inclusa nel programma della sezione ‘Series’ della Berlinale 2023. Tra le interpreti principali, anche Micaela Ramazzotti e la Valentina Bellè vista – e apprezzata – di recente nel successo internazionale di The White Lotus 2.


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Oscar 2023 | perché Angela Bassett potrebbe davvero vincere

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Angela Bassett in Black Panther: Wakanda Forever (IMDB)

Dopo l’uscita di Black Panther: Wakanda Forever, in pochissimi avrebbero predetto che la performance di Angela Bassett nei panni della regina Ramonda sarebbe stata nominata agli Oscar. Qualcosa è cambiato e oggi l’attrice di Black Panther è una delle favorite.

Dopo aver vinto il Golden Globe per il medesimo ruolo, Angela Bassett riporta la Marvel al centro dell’attenzione con una nomination storica agli Oscar 2023 per Black Panther: Wakanda Forever.

Si tratta infatti della prima interpretazione all’interno di un film Marvel ad ottenere l’ambita candidatura. Ma non finisce qui: oggi Angela Bassett è la più grande favorita per la vittoria. (Qui puoi vedere chi sono gli esclusi di questa edizione)

Angela Bassett con Tina Turner (fonte: HWR)

Angela Bassett con Tina Turner (fonte: HWR)

I più malfidati diranno che il merito va soprattutto ai milioni di dollari pompati da mamma Disney nella campagna di lobbying, ma c’è sicuramente qualcosa di più profondo che ha convinto i membri dell’Academy a spingere per la sua candidatura.

Per l’attrice si tratta di una seconda esperienza agli Oscar. Sono passati circa trent’anni, infatti, dalla sua prima nomination come migliore attrice protagonista per il suo ruolo in What’s Love Got to Do With In, biopic su Tina Turner.

L’attrice è destinata a vincere? Con ogni probabilità sì, ma la concorrenza non è da sottovalutare. A concorrere per la stessa categoria ci sono infatti Hong Chau per The Whale, Kerry Condon per Gli spiriti dell’isola (possiamo dirlo? La nostra preferita), Jamie Lee Curtis e Stephanie Hsu entrambe per Everything Everywhere All at Once.

Diversi analisti esperti di Oscar come Anne Thompson, Clayton Davis e Scott Feinberg hanno tenuto Bassett in cima alle loro previsioni di miglior attrice non protagonista per mesi e mesi. E le nomination di qualche giorno fa hanno dato loro ragione. Evidentemente, anche tra gli insider, la popolarità della Bassett è cresciuta di settimana in settimana.

Angela Bassett e il primo Oscar targato Marvel

La candidatura di Angela Bassett, però, è anche il parafulmine dell’Academy rispetto alle polemiche sull’esigua rappresentanza di artisti e artiste afroamericane nelle nomination.

Sia Viola Davis per The Woman King che Danielle Deadwyler per Till sono rimaste fuori dalla cinquina delle candidate: esclusioni che hanno alzato un piccolo polverone.

Una scena di Black Panther: Wakanda Forever (fonte: IMDB)

Una scena di Black Panther: Wakanda Forever (fonte: IMDB)

Dopo la notizia della nomination come migliore attrice non protagonista agli Oscar 2023, Angela Bassett ha rilasciato una dichiarazione a Good Morning America per parlare della candidatura tanto significativa:

La regina Ramonda di Wakanda Forever è un personaggio che ha toccato il mio spirito perché è una madre, perché è una leader che deve proteggere la sua nazione avvolta nel dolore tanto quanto deve proteggere la sua famiglia”.

La fan-base del Marvel Cinematic Universe è già pronta per festeggiare questo traguardo. Sarà accontentata dai membri dell’Academy? Non resta che aspettare il prossimo 12 marzo.


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