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Chiamami col tuo nome, ecco di cosa parla il sequel Find Me

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chiamami col tuo nome

Alcune novità sul sequel del film Chiamami col tuo nome. L’autore Andrew Aciman che ha scritto il romanzo del 2007 su cui si è basato il film di Luca Guadagnino, in questo periodo sta scrivendo un libro che uscirà nelle librerie questo Ottobre. L’annuncio del romanzo sequel di Aciman, intitolato Find Me, arriva dopo mesi di notizie sul fatto che Guadagnino sta pianificando di dirigere il sequel cinematografico. Forse il libro potrebbe dare la giusta ispirazione al regista per rimettersi dietro la macchina da presa.

Dodici anni dopo l’acclamato romanzo d’esordio di Aciman Chiamami col tuo nome, gli editori dello scrittore, ovvero Farrar, Straus e Giroux hanno confermato che il sequel intitolato Find Me sarà pubblicato il 29 ottobre 2019. Il sequel di Aciman riprenderà decenni dopo gli eventi di Chiamami col tuo nome e e seguirà le vicende di Samuel, padre di Elio, divorziato, in un viaggio da Firenze a Roma per andare a trovare il figlio che è diventato un talentuoso pianista classico. Un incontro casuale sul treno porta a una relazione che cambia la vita di Sami in modo definitivo. Elio presto si trasferisce a Parigi, dove anche lui ha una relazione, mentre Oliver, professore nel nord del New England con i figli che ormai cresciuti, improvvisamente si ritrova a contemplare un nuovo viaggio in Europa.

Find Me non si concentrerà molto su Elio e Oliver, ma sulla famiglia Perlman nel suo insieme, in particolar modo su Samuel, il padre di Elio, interpretato da Michael Stuhlbarg. 

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Aciman,parlando del sequel, ha dichiarato a Vulture: “Il mondo di Call Me by Your Name non mi ha mai abbandonato. Anche se ho creato i personaggi e sono stato l’autore delle loro vite, quello che non mi sarei mai aspettato era che finissero per insegnarmi cose sull’intimità e sull’amore che non pensavo di sapere fino a quando non le ho scritte su carta. Il film mi ha fatto capire che volevo essere di nuovo con loro e guardarli negli anni – ecco perché ho scritto Find Me.”

Il romanzo onirico del 2007 di Aciman ha rappresentato la spina dorsale del sontuoso e svenevole film di Guadagnino.. Leggero e scarno, il libro di Aciman lascia spazio all’immaginazione e consente al lettore di colmare le lacune tra le interazioni di Elio e Oliver, tutte con significati molto pesanti. Ma nonostante le differenze tra il materiale di origine e il film che ha ispirato, la pubblicazione di Find Me di Aciman  potrebbe fornire ancora una volta l’ispirazione per Guadagnino per dirigere il sequel che sembrava così desideroso di voler girare.

Il romanzo di Aciman non è troppo lontano da quello che anche Guadagnino immagina: una storia che si svolge decenni dopo la prima storia romantica, dopo l’incontro agrodolce tra Elio e Oliver, interpretati nel film rispettivamente da Timothee Chalamet e Armie Hammer. Effettivamente potrebbe essere un film davvero fantastico, se riuscirà a far tornare i protagonisti del primo film – è soprattutto Hammer a preoccupare i fan, il quale di recente, aveva dichiarato di avere dei dubbi sul sequel di Chiamami col tuo nome, dicendo che non pensa che “qualcosa riuscirà ad avvicinarsi al primo”. Per ora non ci resta che vedere se il nuovo romanzo di Aciman riuscirà vincere la sfida lanciata dall’attore e a convincerlo nonostante il suo scetticismo.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Seven, spiegazione e teorie sul finale del film di David Fincher

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seven film

Seven è considerato da molti il film più compiuto di David Fincher. Non solo il cupo thriller del 1995  è un manifesto della sua poetica anti-hollywoodiana, ma Fincher utilizza ogni trucco cinematografico a sua disposizione per mantenere il pubblico incollato alla sedia, mentre lentamente trascina lo spettatore in un mondo senza scampo. Forse la ragione per cui Seven è ancora così amato sta proprio nella sua feroce conclusione, il cui fulcro è una misteriosa scatola che il villain consegna ai due protagonisti del film.  Ma perché Seven ha resistito così bene alla prova del tempo? Perché il suo finale è ancora oggi ricordato con angoscia e timore? Ma soprattutto, è sempre stata quella la versione prevista? Prima di rispondere a queste domande, rispolveriamo la memoria.

Il finale definitivo

Dopo essere stati sempre un passo indietro rispetto a John Doe (interpretato magistralmente da Kevin Spacey) per tutto il film, il detective David Mills (un caustico Brad Pitt) e il tenente investigativo William Somerset (un saggio e perfetto Morgan Freeman) pensano di avercela fatta quando Doe promette loro di confessare i suoi omicidi. Somerset e Mills conducono il criminale in una remota area desertica e, una volta lì, un furgone delle consegne si avvicina. Somerset si incammina verso il furgone lasciando Mills a sorvegliare Doe, che spiega al detective, con una certa soddisfazione, che quel giorno si è recato proprio a casa sua per prendere la testa della moglie incinta, Tracy (Gwyneth Paltrow). Somerset, quindi, apre il pacco recuperato dal furgone delle consegne e scopre la testa decapitata di Tracy al suo interno. Mills reagisce immediatamente e spara al serial killer, definendo il finale più cupo al cinema dai tempi di Chinatown.

seven brad pitt

Brad Pitt in Seven

Ma perché Doe ha commesso il suo ultimo atroce omicidio e lo ha rivelato in quel modo? Perché faceva tutto parte del suo piano principale, cioè quello di collegare ciascuno dei suoi omicidi ai sette peccati capitali. Per tutto il film, i peccati della lussuria (la prostituta), ingordigia (l’uomo obeso), avidità (l’avvocato), indolenza (lo spacciatore) e orgoglio (il modello), vengono “vendicati” dagli omicidi di John Doe, che nel finale completa il suo piano con i peccati dell’ira e dell’invidia. Doe spiega a Mills di aver cercato di vivere la sua vita in maniera normale, di essere felicemente sposato e innamorato di una bella donna. Ma ammette di aver fallito, commettendo il crimine di “invidia” e decapitando Tracy. Mills non è in grado di contenere se stesso e spara a Doe in preda alla ferocia (David Fincher fa comparire il volto Tracy in un fotogramma, poco prima che Mills uccida Doe, per mostrare la natura istintiva del gesto). Non a caso l’appartamento di Doe è il 5A (l’ira è il quinto peccato capitale), mentre Mills spara sei volte (l’invidia è il sesto peccato).

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Tuttavia, Seven non finisce in maniera totalmente aspra. Questo perché Somerset annuncia che rinuncerà al suo trasferimento per rimanere vicino a Mills. Le ultime parole che sentiamo, infatti, sono quelle di Somerset che, parafrasando Ernest Hemingway, dichiara: “Il mondo è un bel posto e vale la pena di lottare per esso. Condivido la seconda parte”. Quell’epilogo non era ciò che aveva in mente Fincher. Il regista ha infatti combattuto a lungo e duramente con lo studio di produzione per concludere Seven senza alcuna nota di speranza. Perdendo.

Le versioni alternative

Il finale di Seven è infatti cambiato diverse volte prima che si arrivasse a quello definitivo. Il progetto stuzzicò l’interesse di David Fincher solo dopo che la New Line inviò accidentalmente al regista la bozza originale contenente la scena della testa nella scatola. “Accidentalmente” perché in realtà lo studio aveva inizialmente rifiutato quella versione, comprando la sceneggiatura solo dopo l’intervento di Kevin Andrew Walker, che aveva invece previsto una conclusione più tradizionale, orientata all’azione. Si dice che il produttore Arnold Kopelson abbia fatto riscrivere la sceneggiatura a Walker in modo che Mills e Somerset intraprendessero una corsa per salvare la vita di Tracy negli ultimi minuti del film. Sfortunatamente ulteriori dettagli sul ruolo di Tracy in questa versione non sono noti, ma è noto che Pitt, Freeman e Fincher respinsero immediatamente la bozza, minacciando di abbandonare il progetto se non fosse stata cambiata.

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Ma è chiaro dallo sforzo con cui hanno cercato di cambiarlo, che i produttori di Seven non sono mai stati felici del finale concordato, arrivando a prevedere anche una sequenza in cui Somerset decideva di uccidere John Doe per salvare Mills. In quella versione,  Somerset, dopo aver scoperto la testa, dichiarava di volersene tirare fuori, sparando a John Doe per impedire che il piano del suo nemico si realizzasse. Il finale piaceva a Mogan Freeman (perché Mills avrebbe comunque avuto una vita) ma poco a Brad Pitt. Un finale di prova per Seven (molto simile a quello definitivo) fu rapidamente girato dopo aver aggiunto allo storyboard la sequenza dell’uccisione di Doe per mano di Somerset, ma la reazione del pubblico fu talmente forte che i produttori abbandonarono l’idea di filmare la versione alternativa che avevano già inserito nello storyboard.

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Kevin Spacey in Seven

Ma qual era la versione del finale che davvero voleva David Fincher? L’idea del regista americano era quella di modificare il momento in cui Somerset pronuncia la citazione di Hemingway. Fincher spiega nel suo “commentary” contenuto nel dvd, che aveva programmato di “andare a nero” dopo che Mills sparava a Doe. Avrebbe quindi voluto alcuni secondi di oscurità e silenzio nei cinema, prima dell’apparizione dei titoli di coda. Sfortunatamente le proiezioni in anteprima non rispettarono il volere di Fincher: le luci si accesero immediatamente al termine del film, smorzando l’effetto del brutale assassinio di John Doe. Fincher cedette quindi alla pressione dello studio per fornire una “coda” e aggiungere la citazione di Hemingway, disprezzata dal regista e considerata una “scappatoia” da Freeman e Pitt.

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Chris Hemsworth, dalle soap opera ai fumetti il passo è breve

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Chris hemsworth

thorChris Hemsworth nasce nel 1983 a Melbourne, figlio di Leonie (un’insegnante di inglese) e di Craig (che lavora nell’ambito dei servizi sociali). La famiglia, costituita anche dai due fratelli Luke e Liam, si trasferisce ben presto a Phillip Island dove il giovane Chris, dopo aver terminato gli studi, comincia a lavorare nell’ambito dello spettacolo.

Come è facilmente intuibile, all’inizio si tratta di piccole parti: nel 2002 il ragazzo partecipa in serie televisive come Ginevra Jones, Neighbours e Marshall Law principalmente ricoprendo ruoli secondari. L’opportunità di mettersi in mostra però, non tarda ad arrivare e, due anni più tardi, Chris riesce a entrare nel cast della soap opera Home and Away, dove interpreta il personaggio di Kim Hyde per ben 171 episodi.

Chris Hemsworth: dalla tv a supereroe

Dopo l’importante esperienza con Home and Away, il giovane attore ricopre una piccola ma significativa parte in Star Trek di J.J. Abrams, dove veste i panni di George Kirk (padre del celebre capitano). Nello stesso periodo Chris trova spazio anche in pellicole come Una perfetta via di fuga di David Twohy e Cash Game con Sean Bean. Considerato dalla stampa come un attore emergente, la definitiva consacrazione arriva nel 2009, anno in cui ricopre il ruolo di protagonista nel film Thor di Kenneth Branagh. Il personaggio, frutto di una trasposizione cinematografica dei fumetti Marvel, diventa un ruolo “abituale” per Chris che appare nuovamente in tali vesti nelle pellicole The Avengers (2012), Thor: The Dark World (2013), Avengers: Age of Ultron (2015), Thor: Ragnarok (2017) e Avengers: Infinity War (2018) e Avengers: Endgame (2019).

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thor film

Chris Hemsworth in Thor

Nonostante il successo travolgente, l’attore australiano riesce nel difficile compito di non legarsi esclusivamente al personaggio di Thor. Tra i tanti ruoli di rilievo coperti figurano quello del cacciatore in Biancaneve e il cacciatore (2012) e in Il cacciatore e la regina di ghiaccio (2016), ma soprattutto Rush (2013), dove offre una convincente interpretazione del pilota inglese James Hunt. Nella pellicola di Ron Howard Le origini di Moby Dick (2015), veste i panni del primo ufficiale Owen Chase, per poi ritagliarsi un ruolo anche nel reboot di Ghostbusters (2015) diretto da Paul Feig.

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Cinema

Joel Edgerton si unisce al cast del film The Underground Railroad

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the king

Variety ha portato la notizia che l’imminente serie di Amazon The Underground Railroad del regista premio Oscar Barry JenkinsMoonlight ) ha ampliato il suo cast aggiungendo un’altra stella del firmamento di Hollywood. Si tratta dell’attore Joel Edgerton diventato celebre con il film drammatico Boy Erased.

Lo scrittore, regista e attore di 44 anni ha firmato per interpretare il ruolo di Ridgeway, uno schiavo fuggitivo. Edgerton si unisce a un cast che comprende già Thuso MbeduLiberty ), Chase W. DillonFirst Wives Club ) e Aaron PierreKrypton ). L’attesissima serie, basata sull’omonimo romanzo del Pulitzer di Colson Whitehead, sarà composta da 11 episodi e segue la vicenda di Cora, una schiava in una piantagione di cotone in Georgia, reietta anche tra i suoi compagni africani e in continua lotta durante l’età adulta quando incontra Cesare, un uomo arrivato recentemente dalla Virginia che la informa della Underground Railroad, ispirando entrambi a correre il rischio e a fuggire verso la libertà.

Le serie limitate illustreranno il viaggio di Cora mentre fa un’offerta disperata per la libertà nel Sud antebellico. Dopo essere fuggita dalla sua piantagione della Georgia per la rumorosa Underground Railroad, Cora scopre non una semplice metafora, ma una vera e propria ferrovia piena di ingegneri e conduttori e una rete segreta di piste e tunnel sotto il suolo meridionale.

Edgerton ha goduto di un’ondata di successo indie negli ultimi cinque anni dopo il suo debutto alla regia con il thriller psicologico 2015  The Gift , che ha recitato nel film biografico Whitey Bulger  Black Mass, il mistero fantascientifico Midnight Special , il film biografico romantico Loving e il film horror  It Comes at Night. Jenkins dirigerà e scriverà tutti gli 11 episodi della serie. La Pastel Productions di Jenkins sarà produttrice esecutiva accanto a Plan B Entertainment di Brad Pitt, che ha anche prodotto il film drammatico vincente all’Oscar Moonlight di Jenkins . Per ora non è stata fissata alcuna data di rilascio per The Underground Railroad. Unico dato certo è che verrà trasmessa in esclusiva su Amazon Prime Video.

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