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Festival

Cannes 70, diario glamour: Nicole Kidman ed Elle Fanning incantano la croisette

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Ormai il glamour è di casa a Cannes, a confermarlo è stato il red carpet del film How to talk to Girls, pellicola fuori concorso, con protagoniste  Nicole Kidman ed Elle Fanning. Per omaggiare la trama ironica del film, che vede un extraterrestre innamorarsi di una giovane punk negli anni 70, l’intero cast ha scelto di indossare look eccentrici ed originali, alcuni hanno indossato i veri costumi di scena.

Il red carpet del film How to talk to girls at parties

La costumista Sandy Powell, candidata 11 volte all’Oscar e vincitrice di tre statuette, Shakespeare in Love, The Aviator e The Young Victoria, per il suo look sembra essersi ispirata a David Bowie, con un completo maschile in shantung color acquamarina, occhiali da sole piccoli e tondi e capelli arancioni. Mentre il regista John Cameron Mitchell ha scelto una giacca rossa, e pantaloni e cravatta a scacchi con stivaletti bianchi e neri. Stupiscono per eleganza e bellezza le due protagoniste:  la Kidman in un vestito di paillettes argentate e rouches plissettate firmato Rodarte, mentre la Fanning esibisce un abito in tulle ricamato con strascico arricchito da grandi fiori bianchi e gialli di Gucci, reso sensuale da una profonda scollatura sia davanti che dietro, il tutto impreziosito dall’ accostamento di splendenti gioielli Tiffany.

Laetitia Casta a Cannes 70

Arrivano sul tappeto rosso per la première di Mayeroviz Stories di Noah Baumbach, l’attrice ed ex-modella Laetitia Casta, in un Saint Laurent molto semplice in velluto nero, con spacco, Andie Macdowell che sceglie un Roberto Cavalli Couture nero e viola con un enorme fiocco sulla spalla, Rodarte bianco per Greta Gerwig  ed Elie Saab trasparente, rivestito di ricami perline e cristalli per Olga Kurilenko .

Torna a Cannes Naomi Campbell, con la dodicesima edizione di Fashion for Relief, evento a supporto di Save the Children, e delle campagne a favore di bambini vittime di crisi umanitarie. La super modella ha chiamato a raccolta le colleghe top model, it girl ed amicizie del mondo del cinema ovviamente. Designer, case di moda e star internazionali hanno donato capi ed accessori esclusivi, successivamente venduti all’asta durante la cena di gala legata all’evento. A calcare la passerella c’erano Bella Hadid, Isabeli Fontana, Kendall Jenner, Heidi Klum, Jordan Dunn, Kate Moss, ma anche la cantante Mary J Blige, ed attori come Antonio Banderas, Faye Dunaway e Gwendoline Christie.

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Cinema

Cannes 2019, il programma completo del festival

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cannes 2019

Il 18 Aprile è stato finalmente annunciato il programma completo del Festival di Cannes 2019 e potete consultarlo qui sotto. Forse ci saranno altre sorprese e aggiunte last minute (molti confidano in “C’era una volta…a Hollywood” di Quentin Tarantino che, a quanto pare, non è ancora finito) ma intanto i film in concorso e presenti nelle altre sezioni promettono un’edizione ricca, emozionante e ambiziosa.

Concorso Ufficiale:

The Dead Don’t Die, di Jim Jarmusch (film d’apertura)
Dolor y Gloria, di Pedro Almodovar
Il traditore, di Marco Bellocchio
The Wild Goose Lake (Nan fang che zhan de ju hui), di Diao Yinan
Parasite, di Bong Joon Ho
Le Jeune Ahmed, di Jean-Pierre Dardenne & Luc Dardenne
Roubaix, une lumière, di Arnaud Desplechin
Atlantique, di Mati Diop
Matthias and Maxime, di Xavier Dolan
Little Joe, di Jessica Hausner
Sorry We Missed You, di Ken Loach
Les Misérables, di Ladj Ly
A Hidden Life, di Terrence Malick
Bacurau, di Kleber Mendonça Filho & Juliano Dornelles
The Whistlers (La Gomera), di Corneliu Porumboiu
Frankie, di Ira Sachs
Portrait de la jeune fille en feu, di Céline Sciamma
It Must Be Heaven, di Elia Suleiman
Sibyl, di Justine Triet

Fuori concorso:

Les plus belles années d’une vie (The Best Years of a Life), di Claude Lelouch
Rocketman, di Dexter Fletcher
Too Old To Die Young – North of Hollywood, West of Hell (episodi 4 e 5), di Nicolas Winding Refn
Diego Maradona, di Asif Kapadia
La Belle Époque, di Nicolas Bedos
Proiezioni di mezzanotte:
The Gangster, the Cop, the Devil, di Lee Won-Tae

Proiezioni speciali:

Share, di Pippa Bianco
For Sama, di Waad Al Kateab & Edward Watts
Family Romance, Llc., di Werner Herzog
Tommaso, di Abel Ferrara
Être vivant et le savoir, di Alain Cavalier
Que sea lei, di Juan Solanas

Un Certain Regard:

Invisible Life, di Karim Aïnouz
Evge, di Nariman Aliev
Dylda (Beanpole), di Kantemir Balagov
Les hirondelles de Kaboul (The Swallows of Kabul), di Zabou Breitman & Eléa Gobé Mévellec
La Femme de mon frère (A Brother’s Love), di Monia Chokri
The Climb, di Michael Covino
Jeanne, di Bruno Dumont
O que arde (Viendra le feu / A sun that never sets), di Olivier Laxe
Chambre 212, di Christophe Honoré
Port Authority, di Danielle Lessovitz
Papicha, di Mounia Meddour
Adam, di Maryam Touzani
Zhuo ren mi mi, di Midi Z
Liberté, di Albert Serra
Bull, di Annie Silverstein
Summer of Changsha, di Zu Feng

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Cinema

Festival di Cannes 2019, Rai Cinema in concorso con Il Traditore di Marco Bellocchio

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Rai Cinema è in Concorso al Festival di Cannes con il film Il traditore di Marco Bellocchio“Solo un narratore visionario e originale come Marco Bellocchio poteva affrontare una materia delicata e incandescente come quella che ruota intorno alla figura di Tommaso Buscetta” – commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. “Così come aveva trattato la cronaca politica in Buongiorno, notte, con Il traditore Bellocchio si rimette alla prova nel racconto storico e lo fa attraverso il suo personalissimo sguardo d’artista e in una chiave di lettura, come sempre, molto individuale.”

Al centro del film la storia di Tommaso Buscetta, un racconto costellato di vendette e tradimenti. Ma a Marco Bellocchio interessa trattare la vicenda psicologica e non solo la ricostruzione cronachistica dei fatti, ritrarre il protagonista anche nei suoi sentimenti, emozioni, incubi e sogni. Una materia umana, intima, eppure profondamente immersa in un contesto storico e politico ben definito, che si inserisce nel solco del cinema civile, di cui Bellocchio resta uno dei maestri. Un cinema che costruisce la narrazione del nostro Paese e definisce la nostra identità collettiva, che si confronta con la Storia, rispondendo a una delle prerogative del servizio pubblico. Un cinema che sa raccontare l’Italia anche all’ estero e che vanta una tradizione di grande successo.

Con 01 distribuiremo questo film al cinema dal 23 maggio, nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci dove perse la vita Giovanni Falcone. Una ricorrenza che ci permette di contribuire simbolicamente a mantenere accesa la memoria e combattere con la potenza del cinema la battaglia per la legalità. “Partecipare ad un festival come quello di Cannes, dove la competizione è sempre altissima, con l’opera di Marco Bellocchio – di cui Rai Cinema è co-produttore insieme a IBC Movie e altri importanti partner internazionali – ci dà l’occasione di essere ancora una volta al fianco di uno dei nostri autori più amati, con il quale Rai Cinema condivide da tanti anni ogni scelta artistica e la sua visione di cinema” asserisce Del Brocco.

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Cinema

Festival del Cinema Europeo, è il giorno di Sokurov: “Potessi rinascere, studierei medicina”

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Aleksandr Sokurov

Aleksandr Sokurov, maestro del cinema russo, già vincitore del Leone d’Oro nel 2011 con il suo Faust, è stato ospite del Festival del Cinema Europeo di Lecce per ricevere l’Ulivo d’Oro come “protagonista del cinema europeo”. Dopo una seguitissima masterclass aperta al pubblico, in cui il regista si è confrontato con i tantissimi spettatori sul concetto di “potere” e su come questo possa essere rappresentato attraverso il mezzo cinematografico, Sokurov ha incontrato i giornalisti per parlare anche dei suoi prossimi progetti, a partire da un’installazione da lui curata con il sostegno dell’Ermitage di San Pietroburgo. L’opera, che sarà esposta dall’8 maggio prossimo nel padiglione russo della Biennale di Venezia, è stata descritta dal regista come una “installazione che ripensa la concezione stessa di esposizione e di spazio espositivo”.

Ma la conferenza stampa leccese è stata anche un’occasione per Sokurov di parlare del suo prossimo progetto cinematografico che lo vedrà nuovamente coinvolto in veste di produttore, regista e sceneggiatore. Si tratta di un progetto già accennato in passato dallo stesso autore, che ruoterà attorno ad alcune figure centrali del’900 come Churchill, Stalin, Hitler, Mussolini. Una vera e propria appendice a quella “tetralogia del Potere” che già lo aveva fatto entrare nelle cucine e nelle camere da letto del Führer, di Lenin e di Hirohito. “Le ricerche sono ancora in corso e stiamo cercando di fare un film che spieghi a noi comuni mortali come sia stata possibile la Seconda Guerra Mondiale”, ha dichiarato Sokurov. “Non stiamo cercando materiali di archivio inediti o rimasti segreti. Non ci interessa scavare nelle tombe, ma cercare di spiegare la Seconda Guerra Mondiale a partire dai rapporti umani. Alla base di alcuni eventi disastrosi possono esserci spesso i caratteri delle persone coinvolte: le loro nevrosi, le loro personalità. Non c’è bisogno di andare all’inferno per trovare queste persone. All’inferno ci andrà al massimo una persona che ha ucciso un singolo uomo, non uno che ha causato la morte di milioni di persone”.

Per Sokurov “le idee del totalitarismo possono diffondersi tramite il web”, ma questa non è l’unica via possibile oggi. “Cerco di combattere il giogo dei soldi su tutte le arti: stiamo affrontando un momento in cui la vita di tutte le persone viene tradotta in moneta. Nell’Unione Sovietica fu fatto un tentativo di deprezzare il denaro, di diminuire il suo valore, ma tutti sappiamo come è andata a finire. La finanza sta per uccidere Cristo. E stavolta non lo faranno neanche risorgere”, ha concluso causticamente il regista.

Già per le riprese del suo Faust, Sokurov aveva esplorato l’Italia da nord a sud in cerca di location da utilizzare per il suo film. Ma alla fine decise di girare in altri Paesi, perché la “bellezza pura” dei paesaggi italiani non era adatta al “dramma” e alla “tragedia” della storia che doveva raccontare. A chi gli chiede, quindi, se adesso sarebbe disponibile a girare un film in Italia, magari proprio a Lecce, Sokurov risponde: “Penso che questi territori possano essere valorizzati al cinema solo da registi nati e cresciuti in questi luoghi. Una persona che viene da fuori non ne sarebbe in grado. Spero che nascano sempre più scuole di cinema in Italia, perché vorrei tanto guardare un film che mi spieghi cosa vede un italiano quando chiude gli occhi. Quale sia la spiritualità dell’italiano di oggi. Ad esempio mi chiedo: Anna Magnani è esistita davvero o è stata un’ombra mitica che ci siamo sognati? Una Anna Magnani può esistere oggi? Ne possiamo incontrare una per strada? Vorrei vedere un film italiano che rispondesse a questo”.

Con un misto di ironia e reale struggimento, Aleksandr Sokurov ha chiuso la conferenza stampa rivelando di “essere stanco di fare cinema”, perché ciò che vorrebbe fare non può essere fatto a causa di limitazioni intrinseche al mezzo filmico ed esterne ad esso. “Se potessi rinascere non rifarei il regista, ma studierei medicina. O al massimo ingegneria aerospaziale. Potessi tornare indietro, costruirei dirigibili”.

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