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Musical

Emma Watson protagonista nel musical La La Land?

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Non c’è ancora nulla di ufficiale ma sembra proprio che l’attrice Emma Watson molto presto reciterà nel nuovo progetto diretto dal regista di Whiplash Damien Chazelle, che già da tempo ha in cantiere l’idea di realizzare un altro film come regista che narri, questa volta, la storia di un aspirante pianista jazz. Il film si chiamerà La La Land e sarà un musical contemporaneo che, stando alle parole del regista, sarà un mix tra Il laureato e Boogie Nights, con il ritmo di Los Angeles a trascinare la vicenda.

Il protagonista di questo suo nuovo progetto sarà Miles Teller, che potrebbe recitare proprio accanto ad Emma Watson,  già in trattative per interpretare Mia, una giovane attrice che incrocerà la sua strada con quella di Sebastian, interpretato da Teller, pianista sognatore e di talento. Tra i due nascerà l’amore, ma riuscire a mantenere un equilibrio tra vita privata e vita professionale non è mai facile, così la città che li ha fatti conoscere potrebbe essere anche quella che li terrà separati per sempre.

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Musical

Balliamo sul mondo, il musical con le musiche di Ligabue

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Prodotto e organizzato da Live On Stage, dal 26 settembre al 27 ottobre andrà in scena al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano il musical Balliamo sul mondo, con testo originale e regia di Chiara Noschese e i più grandi successi di Luciano Ligabue.

Protagonisti 13 giovani che in 2 atti e lungo 19 canzoni storiche del Liga si raccontano (e cantano) nell’arco di un decennio da un Capodanno all’altro, da quello alla soglia della maggiore età a quello della maturità 10 anni dopo. Uno spettacolo musicale tutto italiano, una storia inedita e originale, un gruppo di grandi voci, una storia che fa battere il cuore: questo è Balliamo sul mondo. “La scrittura e la regia di Balliamo sul mondo, sono stati uno dei ‘viaggi’ più belli della mia vita: mentre scrivevo mi batteva forte il cuore per le sorti dei 13 protagonisti – afferma Chiara Noschese  – La musica di Luciano traghetta, con decisione, nell’emozione… l’emozione di una storia semplice, una storia di tutti e per tutti.”

L’alba del secondo millennio, raccontata da un gruppo di giovani di provincia. Capodanno 1990: una comitiva di amici si riunisce, come ogni giorno, al Bar Mario per festeggiare l’arrivo del primo anno da maggiorenni. Progetti, speranze, amori, passioni ma anche incertezze, paure e vecchi rancori, s’incrociano sullo sfondo della grande festa.

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La promessa di ritrovarsi 10 anni dopo nello stesso giorno è l’unico modo per rendere meno tragica e dolorosa la consapevolezza che niente dopo quella notte resterà uguale. È il momento di diventare adulti… Il decennio che segue cambierà la vita di ognuno, riservando a ciascuno di loro percorsi e realtà inaspettate. Malgrado tutto, la promessa viene mantenuta.

Capodanno 2000: sarà difficile per il gruppo rimettere insieme i pezzi, eppure, ritrovarsi e ricostruire insieme, diventa inaspettatamente l’unica salvezza per tutti… “Perché dopotutto, nella vita, non è obbligatorio essere eroi.” Le vite dei 13 protagonisti s’intrecciano, scandite dai più grandi successi di Luciano Ligabue, da Certe Notti a Non è tempo per noi, da Tra palco e realtà a Urlando contro il cielo e tante altre… tra cui ovviamente “Balliamo sul mondo”, la storica hit del Liga che dà il titolo al musical!

Luciano Ligabue ha contribuito al testo con Chiara Noschese, la produzione e gli arrangiamenti musicali sono di Luciano Luisi. Se siete curiosi di scoprire la scaletta delle canzoni di Ligabue:

Primo atto

HO MESSO VIA

UNA VITA DA MEDIANO

LIBERA NOS A MALO

NON È TEMPO PER NOI

PICCOLA STELLA SENZA CIELO

CERTE DONNE BRILLANO

CERTE NOTTI

VOGLIO VOLERE

BALLIAMO SUL MONDO

Secondo Atto

TU CHE CONOSCI IL CIELO

IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA

SI VIENE E SI VA

POLVERE DI STELLE

L’AMORE CONTA

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE

NIENTE PAURA

TU SEI LEI

TRA PALCO E REALTÀ

URLANDO CONTRO IL CIELO

 

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Musical

Jersey Boys, la recensione

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Jersey-Boys-foto-filmConosciamo le canzoni. Conosciamo il sound. Ma solo pochi conoscono la storia.
Di che gruppo musicale stiamo parlando? Degli indimenticabili The Four Seasons, protagonisti del nuovo brillante film di Clint Eastwood: Jersey Boys. Tratto da uno degli spettacoli più longevi della storia di Broadway e da un libretto di Marshall Brickman e Rick Elice Jersey Boys racconta le origini dei The Four Seasons, un gruppo di ragazzi cresciuti in una periferia italoamericana gestita e controllata dalla mafia. Tommy DeVito (Vincent Piazza) è il boss del “gruppo” e Frankie Valli (John Lloyd Young) la voce, ma il successo stenta ad arrivare. Almeno fino all’arrivo del brillante Bob Gaudio (Erich Bergen), autore di grande talento che svilupperà sulla voce acuta di Frankie incredibili successi del calibro di Sherry, Big Girls Don’t Cry, Walk Like a Man, Dawn, Rag Doll, Bye Bye Baby. Arrivati ad una popolarità fuori dal comune i Jersey Boys godranno dei pregi e difetti della fama, ma gli errori di Tommy e alcuni tragici eventi metteranno a dura prova il loro successo.

tn-500_screenshot2014-06-10at2.54.15pm.pngA distanza di tre anni da J. Edgar Clint Eastwood torna dietro la macchina da presa per realizzare l’ennesima perla della sua incredibile carriera, Jersey Boys, un film di stampo tradizionale che pur non osando regala 120 minuti di divertimento, grandi performance e tanta buona musica. Caratterizzato da stratagemmi narrativi tipicamente teatrali e da un cast di attori incredibilmente simili agli originali, Jersey Boys è un’opera che riporta indietro lo spettatore negli anni Sessanta, anni in cui nel New Jersey si ballava e cantava anche solo per sedurre la bella di turno. Un’era in cui si respirava l’aria della vera musica, dove bastavano una vecchia chiesa o addirittura un semplice muro sotto ad un lampione per creare arte. Ma la storia dei Jersey Boys non parla solo di quattro artisti, ma di quattro uomini. Tommy era prepotente e inaffidabile, Bob egocentrico e spocchioso, Nick insicuro e complessato e Frankie talentuoso e altruista. Queste differenze caratteriali unite ai mille problemi creati da Tommy, invischiato in giri mafiosi, portarono il quartetto a trasformarsi in duo, guidato dai soli Frankie e Bob. Ma nonostante i grandi successi dei due e la fine dei The Four Seasons il mondo non dimenticò mai il calore, la passione e la creatività del gruppo numero uno del New Jersey, un gruppo che divenne un vero e proprio must degli anni Sessanta. Rappresentato da Eastwood con una eleganza e una classe fuori dal comune Jersey Boys ci mostra l’evoluzione di Tommy, Frankie, Bob e Nick da semplici adolescenti amanti della musica ad anziani signori con un passato da star da raccontare. Un po’ nostalgico ma mai drammatico (neanche nei momenti più tragici della storia del gruppo) Jersey Boys è l’ennesima prova riuscita di Clint Eastwood. Un film che grazie ad una soundtrack spettacolare e ad alcune prove di attori incredibili (Christopher Walken regala i momenti più divertenti dell’opera) conquista e appassiona riportando indietro gli spettatori agli anni della vera musica. Anni in cui bastavano un paio di strumenti e una voce come quella di Frankie Valli per creare la magia. Jersey Boys verrà distribuito dalla Warner Bros.Pictures in tutte le sale italiane il 18 giugno 2014:

 

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Musical

La storia del Burlesque, dal palcoscenico al cinema

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burlesque

Potremmo definire il Burlesque un mix di seduzione ed ironia, che convivono perfettamente tra loro, dando vita ad una forma d’arte tutta al femminile che è, al tempo stesso, leggera e sofisticata ma mai banale, caratterizzata anche da una punta di esibizionismo e da un gusto estetico particolarmente retrò. La parola Burlesque deriva invece dal francese e il suo suono richiama molto il termine italiano burlesco e quindi si lega e fa riferimento al termine burla, il cui significato è quello di scherzo irriverente, uno scherzo giocoso ma simpatico, fatto, appunto, con grande ironia. Le origini di questa nuova forma d’arte risalgono all’Inghilterra dell’800, già all’epoca infatti, esisteva un genere di spettacolo basato proprio sull’ intrattenimento sensuale e malizioso, che per alcuni aspetti richiamava molto la tecnica del soft-streaptease, anche se nel Burlesque il nudo non è mai del tutto integrale ed è sempre caratterizzato da una verve parodistica, che alla fine dà vita ad una femminilità del tutto nuova e particolare, autentica, creativa e sicuramente fuori dagli schemi.

b2Il Burlesque quindi nasce inizialmente come spettacolo satirico, per poi aggiungere, nel corso dei secoli, delle nuove importanti caratteristiche al suo stile, fino a trasformarsi completamente, diventando, nell’America del XIX secolo, uno spettacolo vero e proprio, molto vicino al grande varietà, caratterizzato da canzoni e da danze fatte da ballerine sempre più svestite, che alla fine dello show mettevano in scena uno spogliarello ricco di fascino e di seduzione retrò. I primi spettacoli di Burlesque furono quelli americani di Broadway, che nonostante l’iniziale scandalo fecero in seguito numeri da capogiro, divenendo a tutti gli effetti un fenomeno di massa. Tra gli show più famosi The Black Crook è il più ricordato in assoluto, per l’esibizione di alcune ballerine che si mostravano in succinte calzamaglie, e poi Ixion, messo in scena dalla compagnia inglese British Blondes di Lydia Thompson, che fu lo spettacolo più chiacchierato e più visto a New York in quell’epoca. A questo tipo di spettacolo si aggiunse poi anche la danza del ventre, grazie alla Chicago World’s Columbian Exposition del 1893, con l’esibizione della ballerina armena Little Egypt, che infiammò completamente la platea con la sua esibizione e con la sensualità dei suoi movimenti.

In questo primo periodo le ballerine di burlesque erano poco vestite, ma non si spogliavano mai del tutto, l’aggiunta dello striptease come novità arrivò solo in seguito e si racconta che addirittura avvenne per caso. Nel 1917 infatti, durante uno spettacolo dei fratelli Minsky, considerati i Re del Burlesque, si esibì una ballerina di nome Mae Dix, che durante un’esibizione, a causa di un incidente tecnico, perse in scena gran parte del suo abito. Il pubblico fu completamente entusiasta e quell’ incidente di percorso diventò poi parte integrante dello spettacolo. La stampa però non fu mai dalla parte del Burlesque, scagliandosi sin dall’inizio contro questa nuova forma di spettacolo ritenuta peccaminosa, ma questo contribuì ad aumentarne il successo, anche se la legge riuscì comunque a chiudere tutti i Burlesque di New York, a partire dalla metà degli anni ’20 e per tutto il decennio successivo, e tutti i teatri che fino ad allora erano stati utilizzati per gli spettacoli del Burlesque vennero trasformati in semplici cinema. Gli unici “luoghi” in cui comparivano ancora tracce di Burlesque furono le riviste maschili più osé, che continuarono a mostrare le famose signorine, anche se solo su carta. Negli anni ’60 nacquero invece i go-go club, dei locali in cui si esibiva un intero corpo di artiste, sul modello delle Folies Bergère, ma quelli erano ormai i tempi della liberazione sessuale e ben presto sarebbe nata la pornografia, fu così infatti che in pochi anni il pubblico preferì ai casti burlesque le novità sfacciate proposte dai film a luci rosse. Dal 1965 in poi le cose cambiarono definitivamente e il Burlesque venne considerato solo un reperto del passato.

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Da qualche anno abbiamo assistito però alla rinascita e alla riscoperta del Burlesque, riproposto in una versione totalmente nuova e contemporanea e proprio per questo definito Neo Burlesque o New Burlesque, per distinguerlo da quello che aveva caratterizzato invece gli anni della Golden Age. Nel New Burlesque le esibizioni prendono come punto di riferimento quelle degli anni ’20 ’30 e ‘40, trasformandole poi in vere e proprie parodie, partendo dalla musica per poi arrivare ai vestiti e agli accessori. L’attenzione quindi è maggiormente rivolta, in questo caso, all’aspetto scenografico e allo spettacolo e non più alla nudità fine a se stessa, facendo del Burlesque una vera e propria arte seduttiva. Negli ultimi anni il Burlesque è diventato anche un’inesauribile fonte di ispirazione per il cinema, per il teatro, per lo spettacolo e per la danza, influenzando anche il look e l’abbigliamento di molte donne. Sul grande schermo ricordiamo ad esempio le performance sensuali di una Cher e di una Cristina Aguilera che nell’omonimo film-musical del 2011 vestivano i panni di due ballerine di burlesque, nell’ambito dello spettacolo invece, di straordinario fascino e sensualità sono le esibizioni, osannate dal grande pubblico di tutto il mondo, dell’icona contemporanea Dita Von Teese, considerata la Regina del Burlesque, che ha fatto di quest’arte un vero e proprio oggetto di culto.

b5Anche il cinema italiano ha portato in scena film che hanno come tema questa nuova forma d’arte, cercando di ricrearne l’atmosfera sensuale ed ironica che ne sta alla base. E’ questo il caso di Pane e Burlesque, un film sulle donne e per le donne, una commedia esilarante ed originale, che osserva da vicino un particolare aspetto del mondo contemporaneo, caratterizzato dalla crisi economica e familiare. Interamente girato a Monopoli, Bari, Modugno e Fasano, è stato scritto e diretto dall’esordiente regista romana Manuela Tempesta, qui alla sua opera prima. “L’idea è nata circa quattro anni fa, volevo raccontare, attraverso il mondo del Burlesque e il suo immaginario, il ruolo della donna all’interno della famiglia, svelandone fragilità e potenzialità. Lo scopo è stato quello di rimarcare la capacità della donna di reinventarsi sempre e comunque, anche dinanzi alle difficoltà più insidiose. Nel film, infatti, le donne riusciranno ad affrontare la sfida della mancanza di lavoro grazie al burlesque che consentirà ad ognuna di loro di riscoprire se stessa, trasformando i punti deboli in punti di forza.”

La storia raccontata nel film ricorda molto quella di Full Monty del 1997, che narrava le vicende di un gruppo di operai disoccupati e squattrinati che per guadagnare qualche sterlina si improvvisavano spogliarellisti, ottenendo così un successo insperato. La pellicola di Manuela Tempesta ha invece una trama più articolata e variegata e focalizza la sua attenzione su un paesino del Sud, in crisi a causa della chiusura di una fabbrica. Tutto sembra andare a rotoli fino al momento in cui arriva in paese un gruppo di artiste di Burlesque, Le Dyvettes, capeggiato da Sabrina Impacciatore, che ritorna dopo vent’anni per vendere le proprietà di famiglia. Il loro arrivo scompiglia completamente la vita tranquilla dell’intera comunità, dando vita ad una serie di intrighi e vicende cariche di sensualità e di comicità. Tra le performers del gruppo spicca il talento e la femminilità dell’attrice Lodovica Mairé Rogati, scelta dalla regista proprio per la sua bravura, per la straordinaria professionalità e per la sua capacità di incarnare sulla scena la sensualità retrò tipica del Burlesque.

 

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