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Ferzaneide – Sono Ia! | il teatro italiano rinasce con Ferzan Ozpetek

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Una boccata d’ossigeno per i lavoratori dello spettacolo è arrivata con l’apertura al 100% dei cinema e dei teatri in Italia, dopo lo stop di quasi due anni, a causa della pandemia. Una notizia che ha portato una ventata di positività nel campo dell’arte e che ha segnato un passo importante verso la strada della normalità. Per cavalcare questo momento favorevole, merita un’attenzione speciale lo spettacolo Ferzaneide – Sono Ia! che si è tenuto dal 6 al 9 ottobre al teatro Ambra Jovinelli di Roma con protagonista assoluto il regista e scrittore Ferzan Ozpetek.

Ferzan Ozpetek in una veste inedita

Arrivato a Roma poco più che adolescente per inseguire i suoi sogni, Ozpetek ha ricordato i suoi inizi come ‘giornalista’ solo per entrare nel giro del mondo dello spettacolo chiedendo a chiunque di diventare aiuto regista. Desiderio diventato realtà con il grande Massimo Troisi, dimostrando che nella vita non ci si deve mai arrendere e di sperare di incontrare la stella giusta.

Dopo aver diretto opere liriche come l’ Aida e La Traviata (che tornerà a luglio al Teatro San Carlo di Napoli) e l’adattamento teatrale del suo celebre film Mine Vaganti per la prima si è trovato a calcare il boccascena dell’Ambra Jovinelli in veste di ‘one man show’. Abituato da anni a relazionarsi con il suo pubblico attraverso i tre romanzi e le 13 opere cinematografiche, con Ferzaneide – Sono Ia! il regista ha dimostrato (per l’ennesima volta) che mettere il cuore nelle cose in cui si crede, insieme a un pizzico di follia e di coraggio sono la combinazione perfetta per dar vita a qualcosa di speciale.

“Questa volta sul palco ci sarò io, io solo, ad incontrare il pubblico con il racconto della mia carriera artistica e del mio sentimento per la vita, la mia e quella degli altri. Nell’amore, nell’amicizia, nello stupore, in tutti quei gesti e luoghi illuminati dalla passione.

Negli anni ho sposato molte cause all’insegna del coraggio. Coraggio. Forse in questa parola è racchiuso il senso di quello che dirò sera dopo sera. Il coraggio di inseguire i propri sogni. Il coraggio di sfidare i pregiudizi. Il coraggio di essere felici. E sperare di tornare, finalmente, ad esserlo di nuovo. A teatro, al cinema, ai concerti, ai musei. Ovunque.” Ferzan Ozpetek

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Locandina dello spettacolo Ferzaneide – Sono Ia!

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La recensione dello spettacolo Ferzaneide – Sono Ia!

Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili.” (Eugène Delacroix)
Nei giorni scorsi, leggendo e rileggendo la parola ‘Ferzaneide’, mi è venuta in mente immediatamente l’Eneide di Virgilio. Ad attirare la mia attenzione, è stato il suffisso “eide” utilizzato solitamente per i Poemi epici imperniati su un eroe. Da questo spunto, ho potuto dedurre la chiave di lettura di questo spettacolo o meglio viaggio tra i ricordi.
Ferzaneide andato in scena al teatro Ambra Jovinelli a Roma ha visto un umile eroe del mondo dello spettacolo mettersi a nudo di fronte al suo pubblico, raccontando con emozione ed entusiasmo aneddoti personali e legati ai suoi film. Racconti intimi, divertenti e toccanti, non hanno fatto altro che confermare il pensiero iniziale espresso dall’artista francese Eugène Delacroix.

Se qualcuno storcerà il naso nel leggere l’appellativo di “eroe” utilizzato per il Maestro Ozpetek, vuol dire che non è in grado di allargare la propria mente verso altri pensieri e consapevolezze.
La mia concezione di eroe prevede la figura di una persona che mette a disposizione la propria vita, esperienza e sapere a favore di altri, per far del bene fisicamente e moralmente.

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Ferzan Ozpetek sul palco

Dopo 600 giorni di chiusura forzata a causa del Covid, il Teatro Ambra Jovinelli ha riaperto le sue porte per accogliere gli spettatori desiderosi di lasciarsi rapire dalle parole dell’artista (più) Italo (meno) turco Ferzan Ozpetek. Questo progetto nato durante il lockdown con il produttore Marco Balsamo, non ha visto solo il pubblico tornare a sedersi sulle poltrone di velluto rosso, ma ha fatto in modo che gli addetti ai lavori tornassero a lavorare, a respirare l’aria del teatro, semplicemente a vivere.
Questo per me significa essere “eroe” nel caso specifico.

Per la prima volta, il Maestro ha deciso di condividere con il suo pubblico alcuni momenti noti – per chi ha letto i suoi romanzi – e altri inediti, riuscendo a catalizzare l’attenzione su di lui ininterrottamente per un’ora e mezza. Un tavolino con tre mele e due sedie sono stati gli unici elementi di arredo sul palco, riempito dalla semplicità e dalle emozioni regalate dal regista e da alcune foto proiettate alle sue spalle.

Amicizia, amore, il rapporto con la morte e il legame speciale con la mamma sono stati i punti forti della prima serata. Protagonista della copertina del primo romanzo Rosso Istanbul, la signora Ozpetek, confidente e profonda conoscitrice dell’animo del figlio è stata la sua ancora di salvezza fino alla fine dei suoi giorni.
“Una mamma lo capisce da uno sguardo. Non ha bisogno di parlare”. Questa è stata la prima fase che mi è balenata in mente, ascoltando il racconto che vide la signora Nesrin raccomandarsi con Ferzan di non lasciarsi sfuggire Simone, colui che nel 2016 divenne giuridicamente il suo compagno di vita. Quello che ne deriva è il ritratto di una grande donna con gli attributi, coraggiosa e pronta a difendere i propri figli come avrebbe fatto una leonessa con i suoi cuccioli. Nessun tipo di tabù era presente nel rapporto con Ferzan, dimostrando una grande apertura mentale e di cuore davvero rara da rintracciare (ahimè) ai giorni nostri.

E poi, come sempre avviene quella che definisco la ‘magia di Ozpetek”. Ogni volta che si trova al centro dell’attenzione, a parlare con il suo pubblico, non esiste più niente intorno. È impossibile non restare affascinati dai suoi racconti, ambientati tra la sua città natale Istanbul e la città che lo ha visto diventare uomo, Roma. In vista della tournée che inizierà dal mese di gennaio in tutta Italia, se per Ozpetek guardare negli occhi il suo pubblico sarà un modo per nutrirsi la sua anima, per questi ultimi, sarà l’occasione giusta per lasciarsi accarezzare il cuore attraverso le sue parole.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Home is somewhere else al Future Film Festival | la recensione del film

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Il tema dell’immigrazione è quanto mai uno degli argomenti più caldi e difficili da trattare in tutto il mondo. Come accade spesso, purtroppo ci si dimentica che dietro a dei documenti ci sono delle persone con un cuore che batte e che ogni giorno lottano per sopravvivere. Il film d’animazione Home is somewhere else diretto da Carlos Hagerman e Jorge Villalobos in concorso al Future Film Festival 2022 porta alla luce tre storie incentrate sul tema dell’immigrazione e narrata con la voce dei protagonisti insieme a disegni realizzati in 2D e dai colori sgargianti.

La trama del film d’animazione

Tre storie differenti. Tre vite differenti ma accumunate da una sola grande paura: vedere distrutta la propria esistenza e la propria famiglia. I racconti di Jasmine, delle sorelle Elizabeth ed Evelyn ed infine quella di José Eduardo Aguilar, narrano cosa vuol dire vivere con la costante spada di Damocle che pende sulle loro teste e in quella dei loro familiari: essere sbattuti fuori dal Paese senza diritto di replica o attenuanti.

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Home is somewhere else | la recensione del film

Questo documentario offre allo spettatore una visione puramente emotiva di ciò che prova chi teme di essere deportato da un Paese a un altro. La scelta di realizzare questo lungometraggio di animazione tutto in 2D, contribuisce a rendere più emozionante la narrazione dei tre capitoli che lo compongono. La grafica “elementare” e l’utilizzo dei colori funzionano perfettamente riuscendo a veicolare tutta la carica emotiva delle storie raccontate.

Il primo capitolo vede l’adolescente Jasmine, studentessa e attivista, intenta ad enunciare un discorso dedicato alla paura di non poter vivere più con i genitori qualora venissero mandati fuori dagli Stati Uniti. Il padre senza documenti e la madre protetta sotto il DACA, portano Jasmine a pensare a come potrebbe vivere una vita senza di loro.

Il secondo racconto è incentrato sulle due sorelle Evelyn ed Elizabeth. Nonostante il loro legame di sangue, la prima è nata negli Stati Uniti e portata in Messico mentre l’altra sorella, nata in Messico viene portata in America, fin dai suoi primi anni di vita. Questo divario geografico viene sottolineato da disegni animati che portano lo spettatore a condividere le forti emozioni provate dalle ragazze.

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Ed infine, il terzo capitolo è intitolato “Il Deportato” ovvero José Eduardo Aguilar. Il narratore iniziale del film, è il protagonista della storia che lo vede vivere a Heber (Utah). Il sogno di vivere una vita tranquilla con il padre viene stravolta da una grave incriminazione: discriminazione razziale insieme ad altri suoi coetanei. Anche in questo caso, la grafica basica ma dalla scelta cromatica in perfetta linea con la drammaticità della storia, porta lo spettatore a comprendere ancora di più quanto sia complesso il trattamento e il sistema di leggi che regola l’immigrazione.

La scelta di inserire il brano Clandestino del cantante Manu Chao è l’elemento in più che rende ancora più toccanti, storie come quella di Jasmine.

“Vado solo con il mio dolore, va solo la mia frase, correre è il mio destino. Per aggirare la legge perso nel cuore.”

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Future Film Festival a Modena | weekend dedicato al cinema d’animazione

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Terminata la settimana bolognese, il Future Film Festival arriva a Modena, Città Creativa Unesco per le Media Arts,dal 30 settembre al 2 ottobre, inserendosi nel programma di Smart Life Festival, con una proposta di eventi collaterali e dal cinema di animazione. Continuate a leggere per scoprire quali sono i prossimi eventi e le location in giro per la città.

Il programma giornaliero

Si inizia venerdì 30 settembre presso il Laboratorio Aperto, alle ore 10:00, con talk e tavola rotonda sulle produzioni di animazione in Emilia-Romagna. Verranno presentati i work in progress di The Truth On Sendai City e di Playing God e il making of di Metamorphosis. Parteciperanno Michele Fasano, regista; Marco Bolognesi, regista (Bomar Studio); Matteo Burani, artista e animatore (Studio Croma); Marianna Panebarco, producer e CEO di Panebarco & Co.; Daniele di Domenico, producer (Kairostudio). Presenterà Fabio Abagnato, Responsabile EmiliaRomagna Film Commission. 

La giornata prosegue nel pomeriggio con il Future Pitch, un’occasione di dialogo e interazione tra gli addetti al lavoro del mondo cinematografico. I pitch si svolgeranno in modalità one-to-one, dando la possibilità a ogni produttore di selezionare 10 progetti ciascuno, da discutere con autore, regista o casa di produzione di riferimento. 

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Si prosegue sabato 1° ottobre, in cui a fare da sfondo a questa giornata sarà il Future Videogames Hackathon. Dalle 9 alle 23 tutti gli iscritti, divisi in squadre, saranno impegnati in una maratona di programmazione con l’obiettivo di creare un videogame il cui tema verrà svelato il giorno stesso ai partecipanti.

A Palazzo Santa Margherita, invece, alle ore 16:00 avrà luogo un laboratorio per bambini e ragazzi (8-13 anni): “Microanimazioni fantascientifiche tra passato e futuro: dal taumatropio alle gif animate”. In collaborazione con Future Film Festival, che in quest’edizione è dedicato al tema “retro futuro”, FMAV propone un laboratorio per scoprire le prime invenzioni che hanno portato alle tecniche del cinema e dell’animazione. A partire dalle suggestive illustrazioni del Museo della Figurina legate all’immaginario della fantascienza, i partecipanti potranno cimentarsi nella costruzione di una doppia micro-animazione analogica e digitale: dall’antico gioco vittoriano del taumatropio alle più contemporanee gif animate.

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Gli eventi dell’ultima giornata del Future Film Festival

Nella giornata conclusiva di domenica 2 ottobre, il programma inizia alle ore 11:00 al Cinema Astra. Nell’ambito dei festeggiamenti ufficiali “Mario Lodi 100”, il Future Film Festival dedica una speciale Carta Bianca a Mario Lodi, curata dal giornalista e scrittore Carlo Ridolfi. Lodi è stato un amico e collaboratore del Future Film Festival: il maestro, straordinario pedagogo e inventore della Casa delle Arti e del Gioco, ha creato – in collaborazione con la manifestazione e in particolare la direttrice Giulietta Fara – un innovativo laboratorio, Fare Tv, che trasforma i bambini in attori, autori, tecnici, insegnando come funzionano i meccanismi del piccolo schermo e liberando l’immaginazione. Per ricordare la sua figura, scomparsa nel 2009, il Festival ha ideato Carta Bianca a Mario Lodi, una serie di tre appuntamenti. Il terzo, a Modena, parlerà del legame tra la musica e l’arte con Barbara Bertoletti, della Casa delle Arti e del Gioco. L’incontro sarà seguito da una proiezione di cortometraggi sul tema, con opere provenienti da vari orizzonti geografici e da varie epoche.

Seguirà alle ore 12:00, nel Foyer del Cinema Astra, l’appuntamento con il sesto Insert Coin della XXII edizione del Future Film Festival: un viaggio nelle musiche più sperimentali ed elettroniche di Joe Isaishi per i film di Hayao Miyazaki, sotto la guida di Marco Bellano, docente di History of Animation e di Digital and Interactive Multimedia all’Università degli Studi di Padova.

Alle ore 14:00 verranno proiettati, invece, i cortometraggi ucraini frutto del gemellaggio con il Linoleum Contemporary Animation Art Festival di Kiev, in uno scambio di programmazione di animazione italiana e ucraina e un sostegno economico. Spazio Kids anche alle ore 15:30 con la proiezione del lungometraggio animato per bambini Dragon Princess.

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Sempre domenica, alle ore 17:00 al Cinema Astra, sarà l’occasione per vedere il film vincitore del Future Film Festival: Inu-Oh, singolare opera fantasy e rock. Il lungometraggio denso di riferimenti alla storia giapponese, pervaso da un senso di ribellione, viene premiato dalla giuria della rassegna composta dalla giornalista de El Pais Rocio Ayuso, membro attivo della Hepa Hollywood Foreign Association e parte del team di produzione dei Golden Globes, Emiliano Fasano, giornalista, segretario generale di Asifa Italia e consulente per vari enti legati alla cultura e al cinema, e Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, museo d’Arte Moderna di Bologna, e direttore artistico di Art City Bologna. 

Segue alle 19:00 la seconda proiezione del film Starcrash – Scontri Stellari Oltre la Terza Dimensione di Luigi Cozzi, che è stato ospite nell’appuntamento bolognese del Festival. 

Il Festival si conclude a Modena con gli ultimi appuntamenti di domenica. Alle ore 20:00 il Concerto Disegnato nel Foyer del Cinema Astra, a cura di Juta Cafè, dove musica e disegno – creato in diretta e proiettato su schermo – si fondono, dando corpo sonoro a una narrazione per immagini; con la musica di Alberto Bello, Aka Johnny Paguro e i disegni di Marino Neri. Alle 21:30 chiude le proiezioni lo speciale Neptune Frost, sovversivo sci-fi afrofuturista di Saul William e Anisia Uzeyman, nella Sala Smeraldo del Cinema Astra.

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1923 | Jennifer Ehle e Jerome Flynn si uniscono al cast dell’attesa serie tv

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Tra le tante novità, continua a far parlare la serie 1923 caratterizzata per la presenza di attori del calibro del candidato all’Oscar® Harrison Ford e la vincitrice del premio Oscar Helen Mirren oltre a Darren Mann, Michelle Randolph, James Badge Dale, Marley Shelton, Brian Geraghty, Aminah Nieves e Julia Schlaepfer.

Ad unirsi a questo cast stellare ci saranno anche Jennifer Ehle e Jerome Flynn.

La trama di 1923

Realizzato dal candidato all’Oscar Taylor Sheridan e prodotto da MTV Entertainment Studios e 101 Studios, 1923 è il nuovo capitolo della storia delle origini di “Yellowstone”, dopo la performance da record di 1883, il titolo più visto di sempre su Paramount+ a livello globale. 1923 introdurrà una nuova generazione della famiglia Dutton ed esplorerà i primi anni del XX secolo, quando pandemie, siccità storiche, la fine del proibizionismo e la Grande Depressione affliggono l’Ovest montano e i Dutton che lo chiamano casa. In Italia la serie sarà disponibile su Paramount+ dal 2023.

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Quali ruoli interpreteranno le new entry?

Nella serie, Jennifer Ehle interpreterà Suor Mary O’Connor, una suora irlandese che insegna alla School For American Indians nel Montana; mentre Jerome Flynn interpreta Banner Creighton, uno scozzese dalla testa dura a capo degli allevatori della zona.
1923 è prodotta da Taylor Sheridan, John Linson, Art Linson, David C. Glasser, Ron Burkle, David Hutkin, Bob Yari e Ben Richardson.

La nuova serie è l’ultima aggiunta al crescente programma di Sheridan su Paramount+, che oltre a 1883 comprende Mayor of Kingstown e le prossime serie Tulsa King, Bass Reeves, Lioness e Land Man.

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