Connect with us
Golden Globes 2014 - Le Nomination - NewsCinema Rivista

Festival

Golden Globes 2014, tutte le nomination

Published

on

Schermata-2013-12-12-alle-14.48.24

Sono state annunciate pochi minuti fa le Nomination ufficiali dei Golden Globes 2014. La cerimonia di consegna si svolgerà il prossimo 12 Gennaio 2014 a Beverly Hills, non ci resta che fare il tifo per i nostri preferiti.

BEST MOTION PICTURE – DRAMA
12 Years A Slave
Captain Phillips
Gravity
Philomena
Rush

BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A MOTION PICTURE – DRAMA
Cate Blanchett
Sandra Bullock
Judi Dench
Emma Thompson
Kate Winslet

BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A MOTION PICTURE – DRAMA
Chiwetal Ejiofor
Idris Elba
Tom Hanks
Matthew McConaughey
Robert Redford

BEST MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
American Hustle
Her
Lleywn
Nebraska
The Wolf Of Wall Street

BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
Amy Adams
Julie Deplhy
Greta Gerwig
Julia Dreyfus
Meryl Streep

BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
Christian Bale
Bruce Dern
Leonardo DiCaprio
Oscar Isaac
Joaquin Phoenix

BEST ANIMATED FEATURE FILM
The Croods
Despicable Me 2
Frozen

BEST FOREIGN LANGUAGE FILM
Blue is the Warmest Color
The Great Beauty
The Hunt
The Past
The Wind Rises

BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A SUPPORTING ROLE IN A MOTION PICTURE
Sally Hawkins
Jennifer Lawrence
Lupita N’yongo
Julia Roberts
June Squibb

BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A SUPPORTING ROLE IN A MOTION PICTURE
Barkdhad Abdi
Daniel Bruel
Bradley Cooper
Michael Fassbender
Jared Leto

BEST DIRECTOR – MOTION PICTURE
Alfonso Cuaron
Paul Greengrass
Steve McQueen
Alexander Payne
David O. Russell

BEST SCREENPLAY – MOTION PICTURE
Her
Nebraska
Philomena
12 Years A Slave
American Hustle

BEST ORIGINAL SCORE – MOTION PICTURE
Alex Ebert, All Is Lost
Alex Heffes, Mandela: Long Walk To Freedom
John WIlliams, The Book Thief
Hans Zimmer, 12 Years A Slave

BEST ORIGINAL SONG – MOTION PICTURE
Atlas, Hunger Games: Catching Fire
Let It Go, Frozen
Ordinary Love, Mandela
Please Mr Kennedy, Inside Llewyn Davis
Sweeter Than Fiction, One Chance

BEST TELEVISION SERIES – DRAMA
Breaking Bad
Downton Abbey
The Good Wife
House Of Cards
Masters Of Sex

BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A TELEVISION SERIES – DRAMA
Julianna Nargulies, The Good Wife
Tatiana Maslany, Orphan Black
Taylor Schilling, Orange Is The New Black
Kerry Washington, Scandal
Robin Wright, House Of Cards

BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A TELEVISION SERIES – DRAMA

Bryan Cranston, Breaking Bad
Liev Schreiber, Ray Donovan
Michael Sheen, Masters Of Sex
Kevin Spacey, House Of Cards
James Spader, The Blacklist

BEST TELEVISION SERIES – COMEDY OR MUSICAL
The Big Bang Theory
Brooklyn Nine-Nine
Girls
Modern Family
Parks & Recreation

BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A TELEVISION SERIES – COMEDY OR MUSICAL
Zooey Deschanel, New Girl
Lena Dunham, Girls
Edie Falco, Nurse Jackie
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Amy Poehler, Parks & Recreation

BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A TELEVISION SERIES – COMEDY OR MUSICAL
Jason Bateman, Arrested Development
Don Cheadle, House of Lies
Michael J. Fox, The Michael J. Fox Show
Jim Parsons, The Big Bang Theory
Andy Samberg, Brooklyn Nine-Nine

BEST MINI-SERIES OR MOTION PICTURE MADE FOR TELEVISION
American Horror Story: Coven
Behind The Candelabra
Dancing on the Edge
Top of the Lake
White Queen

BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A MINI-SERIES OR MOTION PICTURE MADE FOR TELEVISION
Helena Bonham Carter, Burton & Taylor
Rebecca Ferguson, The White Queen,
Jessica Lange, American Horror Story: Coven
Helen Mirren, Phil Spector
Elisabeth Moss, Top of the Lake

BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A MINI-SERIES OR MOTION PICTURE MADE FOR TELEVISION
Josh Charles, The Good Wife
Rob Lowe, Behind the Candelabra
Aaron Paul, Breaking Bad
Corey Stoll, House of Cards
Jon Voight, Ray Donovan

BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A SUPPORTING ROLE IN A SERIES, MINI-SERIES OR MOTION PICTURE MADE FOR TELEVISION
Jacqueline Bisset, Dancing on the Edge
Janet McTeer, The White Queen
Hayden Panettiere , Nashville
Monica Potter, Parenthood
Sofia Vergara, Modern Family

BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A SUPPORTING ROLE IN A SERIES, MINI-SERIES OR MOTION PICTURE MADE FOR TELEVISION

Josh Charles, The Good Wife
Rob Lowe, Behind the Candelabra
Aaron Paul, Breaking Bad
Corey Stoll, House of Cards
Jon Voight, Ray Donovan

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

1 Comment

1 Comment

  1. Pingback: Golden Globes 2014 in diretta da Los Angeles | coffee break

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

TFF 38: Fried Barry, la recensione del delirante film di Ryan Kruger

Published

on

unnamed 2

Diretto, prodotto e sceneggiato da Ryan Kruger, approda al Torino Film Festival edizione n.38, una  commedia fantascientifica intitolata Fried Barry. Il Sud Africa è il paese d’origine e Gary Green il suo protagonista.

Un uomo tossicodipendente e già di suo alquanto svalvolato, almeno all’apparenza, un giorno di punto in bianco viene scelto  dagli extraterrestri come cavia. L’alieno dentro di lui vuole provare dunque ogni tipo di esperienza umana e così come un’ameba l’uomo/alieno inizia a muoversi per inerzia in giro per la città, facendo ogni cosa e lasciandosi trasportare dagli eventi senza capacità di giudizio, finchè l’ospite avrà finito con questo inutile involucro.

Un film assurdo, con poca possibilità di percezione positiva. Tutta colpa o merito (dipende dal personale gradimento) di Ryan Kruger, visto il suo coinvolgimento nell’opera, avendo ricoperto i ruoli di regista, produttore e sceneggiatore. La scrittura come la messa in scena, peccano di banalità e troppo semplicismo; al nostro protagonista succedono cose davvero incredibili, ma non per spettacolarità quanto più per scadente plausibilità, come se ad ogni angolo della strada ci fosse qualcuno che aspetta proprio lui, per fare sesso o regalargli droghe o chissà cos’altro.

unnamed 3

Situazioni impensabili, personaggi strambi e poca cura per le performance attoriali come per il realismo delle azioni che compiono, con errori riconducibili ad un principiante alle prime armi.
Una nota positiva risiede invece nella fotografia, contraddistinta da un tono quasi finto patinato, mediante un uso accurato di luci e colori, che senz’altro esaltano il film perlomeno visivamente. 

Se si volesse provare a fare una sovralettura con l’intento di trovare un significato recondito e strettamente ispirato, si potrebbe parlare del corpo umano come semplice involucro, che viaggia parallelamente all’animo, all’essenza, a ciò che costituisce la coscienza e la volontà di agire.
Oltre a questo, noi umani abbiamo anche limiti dettati dalla nostra fragilità e dall’essere mortali, che gli alieni (almeno quelli di questo film) non sembrano avere. Pertanto da un lato ci si trova di fronte a limiti fisici, dall’altro ad emozioni che invece sono solo nostre, come l’amore, che per un alieno provare potrebbe voler dire godere di autenticità, un potere sconsiderato ed inaspettato agli occhi di un essere superiore.

Sicuramente il protagonista ha un impatto visivo peculiare, sottolineato da questo sguardo sempre allucinato che vanta una valenza macchiettistica, anche forte dell’aspetto fisico stesso dell’attore Gary Green. Detto questo, credo di aver voluto cercare un qualche messaggio un po’ troppo sofisticato per un prodotto delirante che si rivela essere caratterizzato da un potenziale interessante, ma realizzato davvero male, che non credo rimarrà nell’immaginario comune o meglio ci resterà saldo, ma per essere d’esempio quando ci si riferirà a prodotti di qualità infinitamente bassa.

Continue Reading

Cinema

TFF 38: Regina, la recensione del film

Published

on

regina francesco montanari e ginevra francesconi scaled 1

Direttamente dal 38° Torino Film Festival arriva un dramma tutto nostrano, Regina, diretto da Alessandro Grande e interpretato tra gli altri da Francesco Montanari e Ginevra Francesconi.

Una ragazzina piena di sogni e speranze vive sola col padre dopo la prematura perdita della madre. Il loro è un forte legame, ma tutto si rompe apparentemente quando i due un giorno diventano protagonisti di una situazione più grande di loro, inaspettata. E’ qui dunque che il sogno di fare la cantante, sostenuto dal padre che a sua volta ha dovuto abbandonare il suo di musicista per crescere la figlia, si infrange, perchè non coincide con una confusione mentale ed emotiva, difficile da superare.

unnamed 1

Regina, un dramma realistico ed emozionante


Un film breve, di soli 82”, che racconta una storia complessa, non tanto nella trama quanto nella dinamica dei sentimenti, talmente delicati e intimi da essere difficili da trasmettere appieno agli occhi di chi osserva. Un dramma che sa di vero, intenso, che riesce ad infondere profondità tramite una storia pervasa di denso spessore. Una vita già distrutta da un evento drammatico che non ci viene mostrato ma solo suggerito, va poi incancrenendosi finendo in frantumi grazie al secondo avvenimento, il quale rompe l’equilibrio che i due protagonisti stavano cercando di ricostruire insieme.

L’ ennesima batosta di una famiglia spinta a sopportare e subire invece che scegliere, cercando di andare avanti, ma sporcata di menzogne e falsità che fanno da presupposto per cercare di stabilire una normalità. Queste fondamenta sono come un terreno franabile poiché niente è più saldo quando ciò che ti spinge non è sincero. La differenza la fa la propria coscienza, l’onestà che ci caratterizza; non si riesce a tener su una vita con basi fragili.

regina film 2020 8450

Quando si è onesti di natura, non si può fare a meno di essere corretti, prima o poi si deve fare i conti con l’insormontabile peso della propria coscienza o si crollerà come un castello di carte. Il senso di colpa è ben rappresentato in questo film, tramite una ragazzina incapace di sopportare una ulteriore condanna senza colpa, in una vita troppo giovane per essere così già piena di traumi. Anche il feeling tra padre e figlia è perfetto; gli attori protagonisti sono riusciti a rendere l’affiatamento necessario, portando realismo e di conseguenza empatia con lo spettatore.

Peccato per un rallentamento circa a metà durata, delineato anche da un pochino di confusione che a tratti fa perdere man mano di incisività rispetto alla fase iniziale, inciampando su se stesso e perdendo ritmo e dinamicità. Tutto sommato, però, il messaggio arriva forte e chiaro, seppur con qualche difetto, rimane una pellicola da vedere che può toccare corde sensibili negli occhi di chi guarda. 

Continue Reading

Cinema

TFF38 | Funny Face, storia d’amore muta contro la violenza del Sistema

Published

on

off funnyface 01

A Girl Walks Home Alone at Night, come nell’omonimo film del 2014 di Ana Lily Amirpour. Ma la giovane musulmana di Funny Face, nuovo lavoro dell’americano Tim Sutton, non è una vampira come quella di Sheila Vand, bensì una ragazza in rotta di collisione con gli zii che la ospitano in casa e che vorrebbero imporle un coprifuoco destinato a non essere mai rispettato.

Nelle sue lunghe passeggiate notturne, Zama incrocerà un altro ragazzo inquieto di nome Saul, che come lei lotta contro un potere costituito, quello di chi vuole imporre dall’alto una gentrificazione forzata, espressione di un modello di sviluppo predatorio e violento.

Funny Face | il nuovo film di Tim Sutton

Il nuovo film di Tin Sutton fa di tutto per distinguere nettamente i personaggi: cambia tipo di fotografia a seconda di chi è in scena e pone tra loro e la macchina da presa materiali di separazione diversi (i vetri pulitissimi e oscurati del suv su cui viaggia Jonny Lee Miller, quelli sporchi e opachi della vettura di Saul e Zama). Pur scadendo spesso in similitudini facili e banali (le maschere come lo chador) e affidandosi pigramente ad immagini derivative per descrivere l’avidità delle classi più agiate (sesso e denaro), Funny Face marginalizza le ingenuità della propria scrittura lavorando maggiormente sugli spazi e rendendo le persone che li attraversano semplici fenomeni vibrazionali destinati ad essere abbattuti o, al massimo, impiegati per scopi utili a qualcuno o a qualcosa.

off funnyface 02

La forma della città

I due, protagonisti pasolinianamente difensori della “forma della città”, sono agitati da un moto armonico che reagisce ad una perturbazione dell’equilibrio con una accelerazione di richiamo proporzionale allo spostamento subìto, come oggetti ancorati ad una molla. I due seguono traiettorie indefinibili che li fanno avanzare e poi li costringono sempre a tornare sui loro passi. Sutton li segue con la macchina da presa in queste loro lunghe camminate, a volte dalle spalle, a volte attraverso carrelli laterali che ricordano quelli che accompagnavano le passeggiate di Eszter Balint in Stranger Than Paradise di Jim Jarmusch.

La dilatazione dei tempi narrativi

Sutton, al solito, dilata i ritmi del racconto, si emancipa dalla necessità dei dialoghi (come il precedente Dark Knight, anche questo sarebbe ugualmente comprensibile senza di essi) e fa della stilizzazione estrema la sua cifra stilistica. La differenza tra le classi subalterne (gramscianamente “marginali” e mai “fondamentali”, non essendo in grado di competere per l’egemonia) e quelle dominanti sta nel modo in cui si affrontano le cose. Infatti se i due personaggi principali parlano pochissimo e sono mossi da emozioni e pulsioni istintive, che non possono essere spiegate, i ricchi imprenditori che vogliono occupare gli spazi in cui questi si muovono parlano tantissimo e spiegano i loro piani attraverso lunghi monologhi o estenuanti conversazioni.

Nessuna recensione trovata! Inserire un identificatore per la recensione valido.

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari